L’ARTIGLIO DELLA PALOMBA - “GLI OVULI FEMMINILI SONO BUONI FINO AI 32-34 ANNI, POI INIZIANO A INVECCHIARE’’. CAPITO, RAGAZZE? 32-34 ANNI! E INVECE FACCIAMO SPESSO TRASCORRERE ALTRI DIECI ANNI

Barbara Palombelli per “Il Foglio

 

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Il professor Filippo Ubaldi, lo dice da anni: “Gli ovuli femminili sono buoni fino ai 32-34 anni, poi iniziano a invecchiare, con tutti i rischi che questo comporta”. Capito, ragazze? 32-34 anni!

 

Tutte le meraviglie della moda e della medicina estetica, tutti gli ingredienti magici – dalla palestra allo yoga, fino alle punturine al viso – migliorano il fuori, ma non hanno poteri sul dentro di noi. Siamo state create per fare figli fin dalla prima ovulazione (io a undici, la media è attorno ai tredici) e invece facciamo spesso trascorrere venti, trent’anni, da quel giorno prima di partorire.

 

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Da qui dobbiamo partire per giudicare quella meravigliosa “assicurazione sulla maternità” che le due più note aziende della Silicon Valley hanno deciso di offrire alle loro dirigenti e impiegate: il congelamento degli ovuli. Si chiama “social egg freezing” e Facebook e Apple lo considerano un incentivo prezioso. Ho letto nel web le scandalizzate prese di posizione delle mie amiche, femministe di ieri e di oggi.

 

Tutti i giornali italiani – per una volta in accordo – hanno giudicato pessimo il dono delle imprese americane a protezione della carriera femminile. Secondo me, invece, è una mano santa.

 

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Diciamo la verità: quasi tutte le madri che hanno il primo figlio dopo i 40 lo hanno confezionato in provetta, in Italia o all’estero. Non lo dicono volentieri, come è giusto, ma è assolutamente così. Spesso, l’embrione che si impiantano nell’utero contiene il seme del marito e un uovo di una giovane donatrice – per lo più del Centroamerica o nord Africa, a seconda dei laboratori in cui si effettua. E allora?

 

Perché scandalizzarci se un giorno le nostre figlie potranno usufruire di un servizio medico – ancora costoso – che le metta in grado di generare figli geneticamente affini, anziché migrare per elemosinare nelle Asl un ovetto fresco?

 

Dicono: dove finisce la naturalità del concepimento? Ma, care amiche sessantenni, chi l’ha mai conosciuta – di noi – la naturalità del concepimento? Siamo attrezzate di pillola (che Dio benedica l’inventore, Pincus) fin dall’adolescenza. Abbiamo rinviato, interrotto,

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installato e tolto dolorose spirali dalle nostre cavità… altrimenti, oggi avremmo una dozzina di figli, dai quaranta in giù. Questa è la verità che dobbiamo raccontare alle ragazze, per lasciarle poi libere di scegliere.

 

Laura Rienzi, braccio destro di Ubaldi, spiega: “Siamo stati fra i primi, in Italia, a praticare la crioconservazione. Donne che dovevano sottoporsi a trattamenti chemioterapici o a interventi oncologici, conquistavano la loro tranquillità assoluta. La spesa si aggira fra i duemila e i tremila euro per il procedimento, più cento euro ogni due anni, cui vanno aggiunti altri tremila euro per i farmaci necessari alla stimolazione ovarica”.

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Rienzi racconta che non è per la carriera o per i soldi che si rinvia, “in realtà si aspetta l’uomo giusto. L’orologio biologico corre e il rischio di mettere ansia al partner è fortissimo, in America e anche qui da noi”. Sinceramente, continuo a non vedere

scandali, vedo solo nuove opportunità offerte dalla scienza. Se è di quella che avete paura, allora potevate dirlo prima e partorire in casa una dozzina di marmocchi.

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