barbora bobulova

“ARRIVAI IN ITALIA NEL 1989, ERO UN'ATTRICE, MA NESSUNO MI CREDEVA" – BARBARA BOBULOVA: “TRENT'ANNI FA C'ERANO TANTE RAGAZZE SLAVE INGAGGIATE PER VENIRE A FARE LE PROSTITUTE QUI DA VOI, ERA UNA COSA TALMENTE DIFFUSA DA ESSERE DIVENTATA MATERIA DI FICTION E FILM, UN CLICHÉ, IDENTICO A QUELLO CHE OGGI VIENE APPLICATO ALLE RAGAZZE VENUTE DALL'AFRICA - IO HO SEMPRE AVUTO IL TIMORE DI ESSERE APPARISCENTE. GLI SGUARDI MASCHILI MI IMBARAZZAVANO. ADESSO MI SENTO PIÙ LIBERA, NON HO PAURA DI APPARIRE SEDUCENTE…”

Fulvia Caprara per la Stampa - Estratti

 

BARBORA BOBULOVA

Dal punto di vista delle esperienze cinematografiche, Barbora Bobulova è una sopravvissuta. Ha lavorato, ricavandone premi e riconoscimenti, con maestri venerati come Marco Bellocchio e Nanni Moretti, esordienti di razza come Paolo Franchi e Roberto De Paolis, autori amatissimi come Giovanni Veronesi, Gabriele Muccino, Ferzan Ozpetek, Michele Placido, Sergio Castellitto.

 

Il suo segreto è nella tenacia slava e in un docilità solo apparente: «Mi sarebbe piaciuto avere un animo un po' più rivoluzionario, ma nessuno, in famiglia, mi ha mai trasmesso quest'attitudine. Non credo di essere una Giovanna d'Arco, non ce l'ho nel sangue, tendo sempre ad arrivare dappertutto in punta in piedi, come se dicessi "scusate se esisto"». Per capire meglio, bisogna fare qualche passo indietro, verso le origini, a Martin, in Slovacchia, dove Barbora Bobulova è nata nel 1974.

 

BARBORA BOBULOVA

Quando è arrivata a Roma, nel 1989, era un'immigrata, una bella ragazza dell'Est sbarcata in Italia in cerca di fortuna. Che ricordi ha di quel periodo?

«Cercavo casa a Roma e appena dicevo che facevo l'attrice e venivo dalla Slovacchia, mi sbattevano tutti il telefono in faccia. Trent'anni fa c'erano tante ragazze slave ingaggiate per venire a fare le prostitute qui da voi, era una cosa talmente diffusa da essere diventata materia di fiction e film, un cliché, identico a quello che oggi viene applicato alle ragazze venute dall'Africa. Poi, però, dopo tanti incontri negativi, arriva quello con persone che, fortunatamente, sono libere da pregiudizi. Accade di rado, ma è come trovare una perla».

 

BARBORA BOBULOVA

Che cosa è rimasto in lei, dopo tanti anni di vita in Italia, delle sue radici familiari?

«Sono cresciuta in un Paese dove non era possibile esprimere le proprie opinioni. Il retaggio del Kgb è marcato, succede spesso, tuttora, che mio padre mi dica "non parliamo di questa cosa al telefono", teme che ci sia qualcuno in ascolto. Altre volte mi dice "non ti immischiare in politica, non parlare di argomenti che ti possono danneggiare". Quando ero bambina era tutto pericoloso e per lui è ancora così. È una cosa che mi fa impressione, ma è la verità».

 

(...)

 

Se ripensa ai tempi del Principe di Homburg, come vede se stessa?

BARBORA BOBULOVA

«Una bambina inconsapevole, anche un po' incosciente, non parlavo nemmeno italiano. Però è strano, quasi quasi lavorare con Bellocchio oggi mi ha messo più ansia di allora. A 20 anni ti viene tutto facile, eravamo tutti più rilassati e spensierati. Avevo un coraggio, mi buttavo... mi sembrava di poter spostare il mondo».

 

Ha due figlie adolescenti. Che tipo di madre è?

«Cerco di fare del mio meglio, sicuramente compio errori, ma sicuramente mi comporto in modo molto diverso da quello dei miei genitori. Provo a essere il più comunicativa possibile, mentre io con loro non parlavo per niente. Cerco il dialogo, tendo a confessare debolezze e fragilità, cosa, adesso, piuttosto difficile. Le figlie sono nel pieno della fase conflittuale, parlare non è più semplice come prima».

 

barbora bobulova

Ha dichiarato di non avere un buon rapporto con i social. Come si regola, in questo campo, con le sue figlie?

«È una lotta impari. I nostri ragazzi sono immersi nel mondo dei cellulari, vietarne l'uso è possibile. L'unica cosa che faccio è rompere le scatole, ricordare i rischi dell'essere perennemente connesse, delle manipolazioni legate al web. Sembro un disco rotto, loro mi ripetono "ce lo hai già detto" e io insisto».

 

(....)

 

Secondo lei, nel mondo del cinema, le donne hanno fatto passi avanti oppure no?

«Qualcosa è cambiato, ma la parità è ancora lontana. Di sicuro ci sono più registe, gli ultimi film italiani belli sono firmati da donne, penso a Gloria!, a Vermiglio, al Tempo che ci vuole. I ruoli maschili interessanti sono molti di più rispetto a quelli riservati alle donne. I maschi possono sbizzarrirsi, soprattutto quando si tratta di personaggi realmente esistiti. D'altra parte la storia è stata raccontata sempre dal loro punto di vista, come se l'avessero scritta solo gli uomini».

barbora bobulova

 

All'ultima Mostra di Venezia ha indossato un abito bellissimo e poi ha dichiarato che, in passato, non avrebbe mai osato vestirsi in quel modo. Perché?

«Mi dava un'aria molto appariscente, e io ho sempre avuto il timore di esserlo. Gli sguardi maschili mi imbarazzavano, non amavo sfoggiare la bellezza, forse perché mi interessava dimostrare che sapevo fare altro. Adesso mi sento più libera, anche come donna, non ho più paura di apparire seducente. Adesso, quando vado su un tappeto rosso, voglio essere bella. Peccato averlo capito solo ora, a 50 anni».

barbara bobulova tutte le mie notti barbora bobulova cbarbara bobulovabarbora bobulova con l'attore vanni bramati sul set della izzoBarbara Bobulova barbora bobulova al quirinale

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola

RESPINTO IL RICORSO DI SIGFRIDO RANUCCI CONTRO LA RAI: NON CI SARA' NESSUN REINTEGRO, IL CONDUTTORE NON RIPRENDERA' IL SUO POSTO ALLA GUIDA DI "REPORT" - DALLA RAI FILTRA "SODDISFAZIONE" PER LA SENTENZA DELLA GIUDICE DEL LAVORO DONATELLA CASARI (BOLLATA DALLA STAMPA DI DESTRA COME MAGISTRATO SINISTRORSO) CHE HA RESPINTO IL RICORSO EX ARTICOLO 700 DELL'''AMICO FRATERNO" DEL PESCIVENDOLO-BOMBAROLO DEL "BISTROT CEFALU' - NEI GIORNI SCORSI ERA ARRIVATA ANCHE UNA SOSPENSIONE DI DIECI GIORNI SENZA STIPENDIO - A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI ''REPORT'', L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI - SU TROPPI COMPORTAMENTI, DA LAVITOLA IN GIU', RANUCCI E' ETICAMENTE INDIFENDIBILE - COSA FARA' ORA "SUPERMAN" SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? SE NON HA PIU' LA CREDIBILITA' PER PRESENTARE INCHIESTE SUL POTERE, CHISSA' SE IL CALDO "SIG" AVRA' ANCORA CREDIBILITA' PER CANDIDARSI ALLE PROSSIME POLITICHE...

messina orcel donnet generali

DAGOREPORT - FINITO IL PRIMO TEMPO DEL RISIKO, CON LO STRAORDINARIO SUCCESSO DELL’OPAS DI INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA, SI APRE IL SECONDO ROUND, QUELLO DECISIVO PER ESPUGNARE IL “FORZIERE D’ITALIA”, ASSICURAZIONI GENERALI - L’UNICO ISTITUTO BANCARIO CHE POTREBBE FAR SALTARE IL PIANO INTESA DI CARLO MESSINA E COMPAGNI È UNICREDIT, CHE HA CONVOCATO PER OGGI UN CDA STRAORDINARIO – PARE CHE IL BERSAGLIO DI ANDREA ORCEL SIA LA CONQUISTA DI BANCA GENERALI, DI CUI IL LEONE HA IN TASCA IL 51% - NESSUNO ESCLUDE CHE DOMANI ORCEL POSSA SPEGNERE I SOGNI DI GLORIA DI MESSINA, PORTANDO LA PARTECIPAZIONE DI UNICREDIT NEL LEONE, DAL 9 AL 29,9%, MAGARI RILEVANDO LA QUOTA DEL 10,15% DETENUTA DAL GRUPPO DEL VECCHIO/DELFIN IN GENERALI - NON È NEMMENO DA GETTARE NEL CESTINO L’OPZIONE DI UNA FUSIONE UNICREDIT-GENERALI PER DARE VITA A UNA BANCA-ASSICURAZIONE - NON È FINITA. SI ACCAVALLANO LE VOCI DI INTERLOCUZIONI A IOSA TRA UNICREDIT E CRÉDIT AGRICOLE…

meloni schlein calenda richetti bonetti rosato conte

“IL CAMPO LARGO È UN GRAVE PERICOLO PER L’ITALIA” – CARLO CALENDA RIBADISCE IL SUO NO ASSOLUTO ALL’ALLEANZA CON IL CENTROSINISTRA: “NON SIAMO MAI STATI NÉ SAREMO MAI NEL CAMPO LARGO”. VA BENE CARLETTO, MA CHE FAMO? “AZIONE” FARÀ LA TERZA GAMBA PER GIORGIA MELONI? O CORRERÀ DA SOLA CON IL RISCHIO DI ESSERE ININFLUENTE? - DAGOREPORT: NEL PARTITO DEL “CHURCHILL DEI PARIOLI”, RICHETTI A PARTE, SAREBBERO GIÀ PRONTI A LANCIARSI TRA LE BRACCIA DELLA MELONI. BONETTI, ROSATO E COMPAGNIA SPERANO CHE IL CENTRODESTRA RESTI SOTTO AL 42% PER OFFRIRSI COME STAMPELLINA. MA GLI ELETTORI “AZIONISTI” SOFFRIREBBERO UN PASSAGGIO A DESTRA: SI FIDANO PIÙ DI RENZI CHE DI MELONI, SCHLEIN E CONTE...

malara corsini monteleone

DAGOREPORT - ANTONINO, CHE TIPINO! - IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI PAOLO CORSINI S'E' STUFATO DI MONTELEONE, IL CUI PROGRAMMA "FILOROSSO" INANELLA UN FLOP DIETRO L'ALTRO - NEL TENTATIVO DI ALZARE GLI ASCOLTI, CORSINI HA CONSIGLIATO ALL'EX "IENA" DI CAMBIARE ROTTA: PIÙ SERVIZI, PIÙ INCHIESTE "ON THE ROAD" E MENO CHIACCHIERE INUTILI IN STUDIO. PECCATO CHE IL CONDUTTORE, IN VERSIONE TORTELLONE RIPIENO DI SÉ, ANZICHÉ DARE ASCOLTO AI CONSIGLI, VADA DRITTO PER LA SUA STRADA - SE GLI ASCOLTI NON MIGLIORERANNO, LA RAI CHIUDERA' "FILOROSSO" A FINE ANNO E POTREBBE SILURARE IL CONDUTTORE, PAGANDO UNA PICCOLA PENALE - LO SCAZZO TELEFONICO IN DIALETTO CALABRESE TRA MALARA E MONTELEONE E LA LUNGA LISTA DI FLOP BY ANTONINO...

giorgia meloni cateno de luca

FLASH! MELONI S-CATENATA: ACCORDO FATTO CON "SUD CHIAMA NORD", IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA. A LEGGE ELETTORALE APPROVATA, GIORGIA PUNTA ANCHE SU CATENO, QUOTATO ALL’1,5%, PER RAGGIUNGERE QUOTA 42 SENZA VANNACCI - IL SINDACO DI TAORMINA, ALLE REGIONALI SICILIANE DEL 2022, HA PRESO (DA SOLO) PIU’ DI MEZZO MILIONE DI VOTI - LA PROSSIMA SETTIMANA SI FORMERA’ LA COMPONENTE ALLA CAMERA: A FRANCESCO GALLO SI UNIRANNO UN ALTRO PAIO DI DEPUTATI, TRA I QUALI MANLIO MESSINA, CHE RIENTRA IN “AREA MELONI” DOPO AVER LASCIATO IL GRUPPO DI FDI NEL 2025…

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTA L'EMBOLO È ALTISSIMO...