“PRENDERE JANE BIRKIN E FARNE SIMBOLO DI EMANCIPAZIONE FEMMINILE È UNA PRESA PER IL CULO” - BARBARA COSTA: “JANE BIRKIN È STATA EMBLEMA DI BELLEZZA NEI 70S PERCHÉ ‘COMPAGNA DI’. L’HANNO CREATA GLI UOMINI” – “LA BIRKIN È MODELLO DI SESSUALITÀ SFACCIATA SECONDO IL VOLERE DI SERGE GAINSBOURG. DEMONIO E MENTE D’INESAURIBILE GENIO CHE LEI HA AVUTO IL CULO DI INCONTRARE” – “NON È CHE JANE VADA IN GIRO CON LUI MEZZA NUDA PERCHÉ LO DECIDE (SOLO) LEI. NON È CHE JANE DI NOTTE VADA A FINGERE DI BATTERE, CON GAINSBOURG, PERCHÉ LO DECIDE. E NON È LEI CHE PROPONE A GAINSBOURG DI FARLA ORGASMARE, SU DISCO, BENSÌ, L’ESATTO CONTRARIO...
Barbara Costa per Dagospia
jane birkin playboy cover inverno 2026
Mah. Secondo me, a "Playboy", stanno un po’ smarriti: quale altra spiegazione…? Oppure non sanno più dove attaccarsi, e, in questo, non sono i soli. Meno male che Hugh Hefner è morto e ′sta deriva non la vede, o almeno spero. Per la sua anima.
Che riposi in pace, perché se Hef ha lottato indomito per un possibile miglioramento, di questo mondo sciagurato, in nome di una libertà mai sicura, e in nome di una democrazia che è meglio non sputarci sopra, la sua alternativa non è indolore… oggi, i suoi eredi, con la sua rivista… io non so bene dove mirino. La rifanno uscire (ancora!) in cartaceo. E la fanno uscire trimestrale, a stagione, e sul numero inverno ′26, chi ci sta, in copertina? Una nuda Jane Birkin del 1970!
Incontestabile f*ga mozzafiato nei suoi anni d’oro, morta nel 2023. Ma prendere Jane Birkin e farne simbolo di emancipazione e sfida al maschile di un femminile preminente, come sostiene chi adesso Playboy lo guida… e no, le prese per il c*lo anche no! Fate come volete, ma qua non siamo scemi.
jane birkin serge gainsbourg (2)
Jane Birkin è stata emblema di bellezza nei 70s in sé, e non si discute, ma lo è stata tanto perché… “compagna di”. L’hanno creata gli uomini (tranne il calcio d’inizio, datole dal fatto di essere “figlia di”), come usava allora, nel 99 per cento dei casi. E Jane non rientra nell’1 che si è fatto da sé.
Non ci rientra perché è modello di sessualità sfacciata secondo il volere di Serge Gainsbourg. Demonio e mente d’inesauribile genio che Jane Birkin ha avuto il c*lo di incontrare, e fargliela piacere. Non dico che Gainsbourg non si sia innamorato della Birkin, dico che la realtà è più cruda di chi ha elevato ′sta coppia a melò rosa.
Quando su un set Gainsbourg incontra Jane, lui ha il cuore rotto da Brigitte Bardot. Jane ha l’amaro ruolo di essere colei che viene dopo, nella vita, e nel destino, di un uomo. E cioè non meritevole di pari devozione. La passione tra Jane e Gainsbourg dura 3 anni, e non tutti gli anni che stanno insieme, e dopo 3 anni Gainsbourg si sazia altrove perché ci sono uomini con fame speciale a cui pure un corpo delizioso come un Birkin viene a noia.
Se Gainsbourg accetta di fare da padre anche alla prima figlia che Jane ha avuto dal compositore John Barry (conta esser “moglie di” e di questo qui) quella con Jane Birkin è anche un’unione artistica a radice pornografica. Gainsbourg a suo diletto decide come Jane deve essere per innalzarsi (con marketing) a madonna peccatrice dei 70s. Non è che Jane vada in giro con lui mezza nuda perché lo decide (solo) lei.
Non è che Jane di notte vada a fingere di battere, con Gainsbourg, perché lo decide (solo) lei. E non è che Jane posa da Lolita incinta perché ne idea lei la provocazione. E non è lei che propone a Gainsbourg di farla orgasmare, su disco, bensì, l’esatto contrario.
E sempre non è Jane bensì Gainsbourg che le cambia il sesso, che la tramuta a maschio, in un film, multi-fetish, dove, lui regista, fa analmente possedere Jane dal sensualissimo gay vero Joe Dalessandro. Né è Jane che ingegna di suggere il masturbante augello di Joe Dalessandro come farebbe un uomo a un altro uomo.
jane birkin joe dalessandro (2)
Non è che Jane nei 70s sconvolge mezzo mondo sdoganando il sado maso il più cruento, non è che si fa ammanettare e schiaffeggiare e trascinare poiché è lei al comando di tale turbinio. È Gainsbourg. Uomo sessualmente satanico che in nome dell’Arte mette su piatto musicale e poi filmico anche una recitata incestuosa sbandata per una figlia 15enne che è sua figlia sul serio: di lui, e di Jane.
Date queste, e cento altre artistiche pornografie che Gainsbourg, signore luciferino, c’ha stuzzicato… come si fa a porre Jane Birkin sul podio della libertà femmina? Lei tanto ha fatto, con decisione, e tanto ci si è divertita. Ma quasi nulla è frutto del suo cervello. E lo scrive direttamente lei nei suoi diari. Basta andarci a curiosare.
Ma Jane Birkin non ha aperto le porte alla Swinging London con le chiavi che le ha dato un maschio (e che maschio) Antonioni, in "Blow Up"? E non s’è adagiata a letto nuda con la ex rivale Bardot, per ordine del maschio (e che maschio) Vadim? Jane Birkin è stata mezzo delle lezioni di Libertà di Hefner. E di Gainsbourg. Con Hef schifante ogni consenso. Hef e Gainsbourg capitani di ciò che nei 70s era tabù duro. Serrato. Proibito, e con la galera dietro l’angolo.
jane birkin serge gainsbourg
jane birkin e il primo marito john barry (2)
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kane birkin nude uncensored
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jane birkin diretta da gainsbourg 2
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brigitte bardot jane birkin
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jane birkin e il primo marito john barry
jane birkin diretta da gainsbourg
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jane birkin joe dalessandro
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jane birkin diretta da gainsbourg
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