beatles guidone

BEATLESPIA - ECCO COME GLI 007 ITALIANI SI SONO MESSI A SPIARE I FAB FOUR (VIDEO) – GUIDONE, UNO DEI FONDATORI DEL CLAN DI CELENTANO, RIVELA CHE IN OCCASIONE DELLA TOURNÉE ITALIANA FU AVVICINATO DA UNA PERSONA CHE SI PRESENTÒ COME UN GIORNALISTA. LA PREOCCUPAZIONE MAGGIORE MI SEMBRÒ FOSSE RIFERITA ALL’USO DI STUPEFACENTI. FUI FELICE DI TESTIMONIARGLI CHE…

 

 

Michele Bovi per coolmag.it

 

beatles guidone

I servizi di sicurezza italiani spiarono i Beatles. L’annuncio arriva soltanto oggi, nell’80° anniversario della nascita di John Lennon (9 ottobre 1940) e 55 anni dopo la tournée italiana della band. A rivelare dettagli finora sconosciuti è Guido Crapanzano, classe 1938, numismatico di fama internazionale, già consulente della Banca d’Italia. Ma con trascorsi illustri nella musica leggera.

 

Crapanzano alla fine degli anni 50 è stato uno dei pionieri del rock italiano, il genere che muoveva i primi passi tra Palazzo del Ghiaccio e Teatro Smeraldo di Milano e il cinema-teatro Maestoso di Roma.

 

beatles guidone

Assieme a lui esordiva una flottiglia scatenata di ragazzotti in blue jeans tra i quali Enzo JannacciLuigi TencoGiorgio GaberClem SaccoGhigoJerry PuyellLittle TonyTony RenisFausto Denis (pseudonimo di Fausto Leali), Baby Gate (pseudonimo di Mina) e Adriano Celentano. Proprio con il “molleggiato” Guidone fondò, assieme a Don Backy e a Ricky Gianco, il Clan Celentano. Incise una quarantina di dischi, partecipò alla realizzazione di film “musicarelli” e di alcuni “caroselli” pubblicitari per la tv.

 

 

Poi l’esperienza con gli scarafaggi inglesi: «Quando i Beatles nel giugno del 1965 vennero in tournée in Italia, io con il mio complesso, ovvero Guidone e gli Amici, fummo scelti per aprire i concerti di Milano, Genova e Roma  racconta Crapanzano  Gli altri artisti-spalla erano Fausto Leali, Peppino Di Capri, i New Dada, le Ombre e Angela. Risiedevamo tutti negli stessi alberghi ma soltanto a me era consentita una singolare familiarità con il quartetto di Liverpool e il loro management perché ero l’unico a esprimermi correttamente in inglese. Mi collocavano sempre in una stanza accanto alla loro.

 

i beatles ai tempi di sgt pepper

Quando c’era bisogno di qualcosa – talvolta, non mi vergogno di confessarlo, persino una bottiglia di acqua minerale– bussavano, chiamavano me: insomma, una sorta di valletto fidato. Le due occhiute guardie del corpo posizionate ininterrottamente davanti alla porta della loro camera facevano passare solo Mister Guidone. Li incontrai di nuovo un anno dopo a Londra negli studi della EMI.

 

in quella circostanza acconsentirono simpaticamente di autografare alcune copie del mio 33 giri Guidone For Shake, pubblicato in Grecia (dove nel frattempo ero diventato anch’io una popstar) dalla Parlophone, la loro stessa casa discografica. Il disco, nel retro copertina, riportava una foto di noi cinque assieme scattata a Milano».

 

 

i beatles sgt pepper's

E qui Crapanzano per la prima volta riferisce un dettaglio significativo: «In occasione della tournée ricordo che fui avvicinato da una persona che mi venne presentata dal responsabile della sicurezza del Velodromo Vigorelli: disse che era un giornalista, ma il modo di comportarsi e le domande che mi fece, mi indussero a pensare piuttosto a un uomo degli apparati di informazione e sicurezza. Non voleva un’intervista, ma soltanto ragguagli sull’ambiente italiano dei musicisti e segnatamente sui quattro artisti inglesi: la preoccupazione maggiore mi sembrò fosse riferita all’uso di stupefacenti. Fui felice di testimoniargli che l’unica droga di cui John, Paul, George e Ringo dimostravano di fare ampio uso era la musica».

 

clan celentano guidone

L’interesse degli apparati di sicurezza non deve sorprendere: quei quattro capelloni inglesi stavano rivoluzionando non soltanto la musica ma anche i costumi, le mode, l’educazione dei giovani nel mondo. Era doveroso cercare di capirne di più, oltre all’ascolto dei dischi e alla lettura delle interviste sui giornali. I Beatles si esibirono in Italia dal 24 al 28 giugno del 1965 tra il Velodromo Vigorelli di Milano, il Palasport di Genova e il cinema-teatro Adriano di Roma. Nella Capitale, la band e gli accompagnatori si fermarono tre notti alloggiando all’Hotel Parco dei Principi, struttura all’epoca di assoluto gradimento per i servizi segreti. Soltanto un mese prima, nello stesso albergo, l’Istituto di Studi Militari Alberto Pollio aveva organizzato il convegno sulla guerra rivoluzionaria, un summit dell’intelligence passato alla storia.

 

 

i beatles. sgt pepper'si beatles

 

i beatles al cavern clubi beatles 2beatles mostra archivio publifotoPAUL MCCARTNEY BEATLESBEATLES Rooftop Concert 9i beatles 1paul mccartneyringo starr beatlesi beatles

 

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