miguel bosè

“RESTO NEGAZIONISTA”. NONOSTANTE LA MADRE LUCIA SIA MORTA DI COVID MIGUEL BOSÉ INSISTE: "NON È STATO IL VIRUS A UCCIDERLA, MA QUALCOS’ALTRO. C’È UN DISEGNO CHE NON SI VUOLE FAR SAPERE” - IL CANTANTE RICOMPARE IN TV: "HO VISSUTO ANNI SELVAGGI. SESSO BESTIALE, DROGA. TIRAVO 2 GRAMMI DI COCA AL GIORNO" - "QUANDO MI SONO SEPARATO DAL MIO COMPAGNO, HO PERSO LA VOCE" - I PUGNI AL PADRE DOPO UNA BATTUTA DI CACCIA – VIDEO

Paolo Beltramin per corriere.it

 

miguel bosè

Si dichiara apertamente negazionista di fronte alla pandemia che nel suo Paese d’origine, la Spagna, ha già provocato oltre tre milioni di casi e 76 mila vittime. E che nella prima ondata si è portata via anche sua madre, Lucia Bosé, morta in isolamento nell’ospedale di Segovia il 23 marzo dell’anno scorso.

 

Mesi fa è stato bannato da Twitter per aver diffuso fake news ai suoi milioni di follower, e da allora non dava più notizie di sé. Dopo anni di assenza dagli schermi, Miguel Bosé ha accettato di farsi intervistare dalla star della tv La Sexta, Jordi Évole.

 

Il giornalista è volato in Messico per incontrare il cantante, suo amico di lunga data; l’intervista andata in onda domenica sera è stata ripresa da tutta la stampa spagnola, a partire dal País, e ora sta facendo il giro del mondo. Nella conversazione Bosé ha alternato momenti di rabbia e scarsa lucidità — in particolare a proposito del virus e della scomparsa della madre — a passaggi più profondi in cui ha ricordato il rapporto difficile con il padre e la lunga stagione della sua vita segnata dalla dipendenza dalla droga.

 

lucia e miguel bosè

«Togliti la mascherina»

All’inizio dell’incontro, ha chiesto al giornalista di togliersi la mascherina: «Sono negazionista e questa è una posizione che tengo a testa alta. C’è un disegno che non si vuole far sapere, questa è la verità». E sulla madre, morta mentre lui era in Messico: «Non è stato il virus a ucciderla, ma qualcos’altro... Se parlassi direi cose molto pericolose per chi doveva curarla».

 

Di fronte alla netta opposizione di Évole – questa parte dell’intervista verrà diffusa integralmente domenica prossima, 18 aprile – Bosé è passato a raccontare la sua vita privata, fermandosi a lungo sugli anni più difficili del suo passato. «Sì, ho vissuto anni selvaggi, nei quali scoprii la mia parte oscura. Droga, sesso bestiale, sostanze...».

 

 

miguel bosè

 

 

La prima notte

Tutto cominciò una notte alla fine degli anni Ottanta, dopo una delusione d’amore. «Chiamai alcuni amici e dissi loro: ho bisogno di fare festa. Ricordo il primo bicchiere, e poco dopo la prima striscia di coca. Gli effetti mi durarono una settimana». Presto quella diventò la sua vita quotidiana: «Pensavo che fosse una parte necessaria, legata alla creatività. Ma da un giorno all’altro le droghe smettono di essere tue alleate e diventano il tuo nemico.

 

Fino al giorno in cui ho avuto la forza di dire basta». Per venirne fuori ha affrontato un percorso lungo, difficile, doloroso. «Non uscivo più nei locali, ma mi facevo lo stesso tutti i giorni. Sono arrivato a consumare quasi due grammi di cocaina al giorno, oltre a fumare marijuana e a prendere pastiglie. Solo sette anni fa ho smesso per sempre con tutta questa roba».

 

 

 

La perdita della voce

miguel bosè e l'ex compagno

Pur senza nominarlo mai, Bosé ha affrontato anche il tema della rottura con il suo ex compagno, Nacho Palau, che ha generato una lunga battaglia legale (e mediatica) per l’affidamento dei loro quattro figli: Diego, Tadeo, Ivo e Telmo. Generati da madri surrogate, due figli sono biologici di Bosé e due di Palau. Il cantante, che ha appena compiuto 65 anni, parla all’amico giornalista con una voce roca, gutturale, quasi irreale.

 

«Lo so, la mia voce naturale va e viene. È un problema di natura emotiva. Ho cominciato a perdere la voce nel momento in cui la mia famiglia… Ok, non si chiama famiglia, diciamo che era un accordo di convivenza tra due persone che avevano avuto una relazione e che avevano deciso di mantenere buoni rapporti perché i loro bambini potessero continuare a crescere come fratelli… Ecco, quando questa relazione ha cominciato ad andare male, quando l’amore non esiste più e anche l’amicizia e la convivenza civile spariscono, quando tutto crolla…

 

MIGUEL BOSE E NACHO PALAU

Nel mio caso per discrezione, responsabilità, anche per educazione, prima incassi tutto ma poi esplodi. Così per me sono incominciati problemi seri. Uno di questi è stata la voce: adesso almeno posso parlare, però sono arrivato proprio a non riuscire ad emettere suoni, zero». Oggi Miguel Bosé vive in Messico e lavora come coach nel solito talent show fotocopia di tanti altri, intitolato La Voz México. Vive a sud di Città del Messico, in un posto «carino, tranquillo, tra tanti piccoli paesini». Ai fan però assicura che ha ricominciato a esercitarsi per salire sul palco: «Alla fine dell’anno prossimo sarò pronto per tornare».

 

 

MIGUEL BOSE - NACHO PALAU E I FIGLI

La partita di caccia con il padre

Bosé ha parlato anche del rapporto con il padre, il leggendario torero Luis Miguel Dominguín, amico di Pablo Picasso e amante di Ava Gardner, il modello irraggiungibile al quale tutti lo hanno paragonato per decenni. «Papà mi manca», ha ammesso il cantante. Il loro, però, fu sempre un rapporto conflittuale. «Lui voleva da me, figlio primogenito, un erede fatto su misura per lui». Il più grande scontro avvenne un giorno in cui Dominguín obbligò il figlio ad accompagnarlo a una partita di caccia.

miguel bosè e il padre luis miguel dominguin

 

«Mi chiese di sparare a una cerva. Io sparai, la uccisi e al momento di strapparle le viscere, che è quello che si fa per poi portare la cacciagione a casa, scoprimmo che la cerva portava in grembo un cucciolo, gli mancavano solo poche settimane per nascere. Io reagii malissimo, presi mio padre a pugni, gli urlai figlio di puttana e me ne andai. Lui mi diede del codardo, ma io non mollai. Quel giorno papà capì che con me non sarebbe stato facile».

miguel bose' inneggia alla resistenza contro mascherine e misure anti virus 2lucia bose' 1miguel bose' inneggia alla resistenza contro mascherine e misure anti virus 3lucia bose con i figli miguel lucia e paolalucia bose e luis miguel dominiguinlucia bose' con i figli miguel e paolalucia bose e luis miguel dominguin MIGUEL BOSE' 1lucia bose e luis miguel dominguin platinette si chiede se miguel bose faccia le carte in tv miguel boselarry king sophia loren miguel boselucia bose e luis miguel dominguinlucia e miguel boseMIGUEL BOSE E NACHO PALAU

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…