rolling stones a lucca

“NON È SOLO ROCK’N’ROLL, È MITOLOGIA CONTEMPORANEA. E CI PIACE ANCORA DA MATTI” – CARLO MASSARINI: “I ROLLING STONES SONO IMMORTALI.  NON NELLA MEMORIA, COME SI DICE SEMPRE CON UN PO’ DI RETORICA DELL’ARTE. NO NO, SONO PROPRIO IMMORTALI. COME ALTRO DEFINIRE UNA BAND CHE FESTEGGIA QUEST’ANNO I SUOI 60 ANNI DI ININTERROTTA DOMINANZA SUL MONDO DEL ROCK’N’NROLL? GLI STONES SONO IMMORTALI TANTO QUANTO LO È IL R’N’R (E, CREDETEMI, LO È: È QUESTIONE DI FEDE)” – “NON ABBIATE NEANCHE UN ATTIMO DI DUBBIO, ACCENDETE IL VOSTRO PICCOLO MUTUO E SCIAMATE VERSO SAN SIRO…” - VIDEO

 

Carlo Massarini per www.lastampa.it

carlo massarini

 

A volte ritornano. Un modo di dire che ben si applica al rock, dove decine di band date ormai per disperse, evaporate, scatafasciate senza pietà si sono rifatte vive, a volte anni o decenni dalla loro ultima incarnazione. Nel caso dei Rolling Stones, ritornano sempre.

 

Sempre è l’essenza dell’immortalità. E gli Stones, lo sanno i fan della prima generazione e ancora meglio quelli recenti (generalmente i figli, o meglio i nipoti di quelli che li hanno amati fin dall’inizio) sono immortali.

 

i rolling stones nel 1968 charlie watts, bill wyman, brian jones, mick jagger e keith richards

Non nella memoria, come si dice sempre con un po’ di retorica dell’arte. No no, sono proprio immortali. Come altro definire una band che festeggia quest’anno i suoi 60 anni di ininterrotta dominanza sul mondo del rock’n’nroll, che ha perso pezzi ed anime lungo la strada ritornando sempre su un palco, da quelli spogli degli Anni ’60 a quelli faraonici di adesso, customizzati per ogni tour da qualche prestigioso designer di palco per rendere viva l’esperienza anche a chi si siede a 100 metri da quegli omini che come formichine corrono e si muovono e laboriosamente e rumorosamente si guadagnano il pane?

rolling stones 3

 

Gli Stones sono immortali tanto quanto lo è il r’n’r (e, credetemi, lo è: è questione di fede): 60 anni da quegli esordi nei piccoli club di blues e jazz della periferia londinese, una trentina di album (sempre più radi dagli Anni ’90, l’energia è ormai tutta nelle performance, come dargli torto?) di cui quelli a fine Anni ’60-inizio 70 – l’età dell’oro – fra i più sanguigni e densi ed estatici mai prodotti sul pianeta Terra, ma non ce n’è uno che non abbia qualche brano di una playlist ideale.

 

Rolling Stones con il pianista Ian Stewart, 1962

Altrettanti album dal vivo, non parliamo delle compilation e dei (pochi) progetti solisti. Tanto materiale su dvd, come i concerti in tutto il loro eccitante splendore: Shine a Light, girato da Scorsese con telecamere messe ovunque sul palco, e quello del tour sudamericano, Olè Olè Olè, con i mega concerti a Rio e Cuba sono imperdibili.

 

rolling stones 2

Una serie di rockumentaries nei quali ormai raccontare esplicitamente tutto – vizi e virtù, in egual e gigantesca misura – di cui Crossfire Hurricane è il mio preferito: intimo e geniale, loro non si vedono mai, solo le voci che commentano le immagini della loro storia. Duecentoquaranta milioni di dischi venduti, e io ho fatto la mia parte. Il loro nome ufficioso è quello della «più grande r’n’r band del mondo», anche se ogni tanto qualcuno viene a contenderlo: «Ogni notte “the greatest r’n’r band in the world” è una band diversa», ha detto generosamente Keith di recente, ma secondo me è solo una sorta di bugia a fin di bene.

rolling stones live at the el mocambo

 

E, con tutto quello che è successo in mezzo, è persino ancora attiva la rivalità con i Beatles, che regalarono loro il loro primo hit I Wanna Be Your Man (anche se con un commento sarcastico, chissà se vero, tipo «era una canzone che avevamo scritto per Ringo»). Sono stati amici dietro le quinte, anche perché il territorio di conquista – fama a parte – era oggettivamente diverso: blues e rock per i londinesi, mentre i ragazzi del Nord hanno creato musica con una dose di fantasia e sperimentazione a 360°.

 

mick jagger e charlie watts

Recentemente McCartney ha detto: «Non son sicuro che dovrei dirlo, ma gli Stones sono una cover band di blues... Credo che noi abbiamo gettato una rete un po’ più ampia». Con il suo British humour Mick nel concerto di Los Angeles ha replicato: «Oh, poi faremo delle cover di blues e Paul ci verrà a dare una mano». Le due colonne del tempio, papà e mamma, lo yang e lo yin, il grezzo e il patinato, l’infinito e oltre: che tristezza non ci fossero mai stati a contendersi il ruolo del più grande.

rolling stones 4

 

Gli Stones hanno perso un anno fa Charlie Watts, un tuffo al cuore per i fan e sicuramente per loro, quando avevano già deciso che per motivi medici Steve Jordan avrebbe fatto il supplente per un tour per poi restituirgli il posto. Lo aveva detto Charlie stesso a Keith, molti anni prima: «Se ci fosse mai un altro con cui lavorare, il vostro uomo è Steve», la cui esperienza con Keith torna indietro fino agli Anni ’80.

 

 

 

ROLLING STONES LINGUA NERA IN OMAGGIO A CHARLIE WATTS

Dicono che ora la ritmica, in coppia un altro maestro come Darryl Jones al basso, è ancora più potente. Certo, lo stile di Charlie, che del suo background di jazzista convertito aveva portato in scena la rilassatezza di quello che sa che non deve picchiare mai (sui tamburi), mancherà. Lui che, non ci si crede, sembrava quello più sobrio e scevro dalla vita spericolata, è stato il primo ad andarsene.

 

Non saranno più in quattro a stringersi a coorte quando alla fine faranno la passerella trionfale, ma c’è un omaggio per lui: generalmente al terzo pezzo – qualunque sia, le scalette cambiano – e la sua immagine nei quattro ledwall giganteschi farà scendere lucciconi a più di un presente.

 

Rolling Stones

Per il resto, non abbiate neanche un attimo di dubbio, accendete il vostro piccolo mutuo e sciamate verso San Siro: le rughe come canyon di Mick (uno dei più grandi cantanti di tutti i tempi, ricordiamocelo) e il suo miracoloso muoversi senza sosta a 78 anni, la gioia di Ron del vivere con gli amici una giovinezza infinita, quelle pennate sulla seicorde che Keith fa in totale e lasciva rilassatezza fanno parte della Storia, incredibile che l’Unesco non le abbia ancora dichiarate patrimonio dell’umanità. E non chiedetevi perchè siano ancora là sopra, a suonare per due ore: «È quello che faccio», risponderà ridendo Keef.

 

Non è solo rock’n’roll, è mitologia contemporanea. E ci piace ancora da matti.

rolling stones 5

charlie watts con i genitoricharlie wattscharlie watts con la moglie shirley 2jagger e rolling stonesthe rolling stones alla danceteriarolling stones 3rolling stones 2VELODROME MARSIGLIAthe rolling stones in cuba – havana moon the rolling stones in cuba – havana moon 1rolling stones the rolling stones rolling stones goats head souprolling stones 4charlie watts 4

Ultimi Dagoreport

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...

olimpiadi milano cortina

A PROPOSITO DI…MILANO-OLIMPICA - CHISSÀ SE NEI LORO VOLI OLIMPICI LE ALI DEGLI EDITORIALISTI DEL “CORRIERE DELLA SERA” SI SIANO SPEZZATE PER LA SALIVA ACCUMULATA NEL MAGNIFICARE I VANTAGGI (CON FALSI RICAVI INDOTTI) DI UNA MANIFESTAZIONE DA OLTRE SETTE MILIARDI DI EURO, CHE DA GIORNI HA FATTO DI MILANO UNA CITTÀ FANTASMA – BLOCCATI, O RITARDATI, TUTTI I RIFORNIMENTI PER NEGOZI, SUPERMERCATI, FARMACIE. SI SEGNALANO CHIUSURE SERALI DI RISTORANTI E BAR: “NON ABBIAMO PRENOTAZIONI”. UFFICI E STUDI PRIVATI HANNO LASCIATO LIBERTÀ AI PROPRI DIPENDENTI. GLI ALBERGHI LAMENTANO SOLO DISDETTE. ALTRO CHE TUTTO ESAURITO…

matteo salvini giorgia meloni roberto vannacci vladimir putin mario draghi

DAGOREPORT – A COLORO CHE SI DOMANDANO ANCORA SE C’È LO ZAMPONE DELL’ORSO RUSSO DIETRO LE MOSSE DI VANNACCI, RICORDIAMO CIO' CHE DISSE MARIO DRAGHI AI PARTITI CHE AVEVANO SFANCULATO IL SUO GOVERNO: “LA DEMOCRAZIA ITALIANA NON SI FA BATTERE DAI NEMICI ESTERNI E DAI LORO PUPAZZI PREZZOLATI. È CHIARO CHE NEGLI ULTIMI ANNI LA RUSSIA HA EFFETTUATO UN'OPERA SISTEMATICA DI CORRUZIONE IN TANTI SETTORI, DALLA POLITICA ALLA STAMPA, IN EUROPA E NEGLI STATI UNITI” - VANNACCI DEVE RIUSCIRE NEL COMPITO IN CUI HA FALLITO SALVINI: DIVENTARE UN COLLETTORE DI FORZE FILO-RUSSE DEL MONDO FASCIO-GRILLINO - MOSCA GIA' GODE NEL VEDERE IL GOVERNO FILO-UCRAINO DI MELONI SBANDARE PER NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DI VECCHI FASCI INCAZZATI PER LA SUA DERIVA DEMOCRISTIANA, COME DIMOSTRA LA DERIVA SECURITARIA DEI GIORNI SCORSI – VIDEO: QUANDO DRAGHI PARLÒ DI “PUPAZZI PREZZOLATI” DEL CREMLINO...

il dito medio di laura pausini

LAURA PAUSINI VUOLE ESSERE L'UNICA DIVA DI SANREMO - DIETRO LE QUINTE DELL’ARISTON, SI RINCORRONO LE VOCI DELLE BIZZE DELLA CANTANTE CHE NON VUOLE CHE CI SIANO SUL PALCO ALTRE BELLEZZE CHE POSSANO OFFUSCARLA - VORRÀ AVERE IL CONTROLLO SU TUTTO, FORSE ANCHE SULLA REGIA? INTANTO LA CANONICA FOTO DEL CAST DEL FESTIVAL NON È STATA ANCORA FATTA. COME MAI? LAURETTANON VUOLE FARSI FOTOGRAFARE? E LA RAI CHE NE PENSA? - LE POLEMICHE QUANDO LA PAUSINI SI RIFIUTÒ DI CANTARE “BELLA CIAO” PERCHÉ “DIVISIVA”, LA SUA USCITA SULL’EUROVISION “A CUI PARTECIPEREBBE ANCHE SE C’È ISRAELE” E LA MAREA DI CRITICHE SUI SOCIAL - VIDEO