carlo rovelli

“ERO UN DISADATTATO. DICEVO CHE VOLEVO FARE IL MENDICANTE, SCELSI FISICA PER CURIOSITÀ” – IL FISICO CARLO ROVELLI SI RACCONTA, DA QUANDO A 14 ANNI FU TURLUPINATO E DERUBATO DI TUTTI I SOLDI ALLA STAZIONE TERMINI ALLE BOTTE PRESE DALLA POLIZIA (“ERO NEI MOVIMENTI”), DALL’ARRESTO NEL 1982 PERCHÉ SI RIFIUTAVA DI PARTIRE PER IL SERVIZIO MILITARE AL “RAPIMENTO” DELLA SUA FIDANZATA DAL REPARTO PSICHIATRICO DOV'ERA RICOVERATA: “DA RAGAZZO NON VOLEVO INTEGRARMI, AVEVO MOLTA PAURA DI TROVARMI UN LAVORO, MA È PROPRIO NON ACCETTANDO LE REGOLE DEL GIOCO CHE SI POSSONO CAMBIARE…”

 

 

Franco Giubilei per “la Stampa” - Estratti

 

carlo rovelli

«La scienza e l'arte danno la possibilità di vivere nel mondo senza doverne accettare tutte le regole: se ho scelto la fisica teorica è proprio perché mi lascia una straordinaria libertà che, se lavorassi in banca, non potrei permettermi». 

 

Alternativo e, a modo suo, disadattato, Carlo Rovelli lo è sempre stato, fin da ragazzino: a 14 anni il primo viaggio da solo e la disavventura di essere turlupinato e derubato di tutti i soldi alla Stazione Termini, dove aveva dormito in un vagone.

 

Un altro se ne sarebbe tornato a casa con la coda fra le gambe, lui invece proseguì in autostop fino a Napoli: «Ci sono rimasto una settimana, ospite di sconosciuti, gente dalla generosità straordinaria». 

 

carlo rovelli cover

Altri tempi e altra fiducia nel prossimo, forse anche una buona dose di fortuna, ma di lì a qualche anno l'animo ribelle è tornato a farsi sentire: all'università a Bologna nel 1977, quando trasmetteva a Radio Alice, la radio del movimento, e venne pure picchiato dalla polizia. 

 

Nell'82 lo arrestarono perché si rifiutava di partire per il servizio militare e in seguito, con un gruppo di amici, "rapì" la sua fidanzata dal reparto psichiatrico dov'era ricoverata per occuparsi di lei. 

 

Oggi, a sessantanove anni d'età, vive a Madrid con la sua compagna, è responsabile dell'Équipe de gravité quantique del Centre de physique théorique dell'Università di Aix-Marseille e ha appena pubblicato con Adelphi Sull'eguaglianza di tutte le cose, tratto dalle lezioni tenute al Dipartimento di filosofia dell'Università di Princeton. 

 

Professor Rovelli, com'era lei da giovanissimo? 

«Da ragazzino ero molto estremista e confuso: quando ero al liceo classico dicevo che nella vita volevo fare il mendicante, e quando commentavano che avevo poca stima di me stesso rispondevo no, perché il mio modello è Buddha… Poi ho abbandonato certe idee assurde, ma se avessi smesso di fare scienza forse avrei fatto il volontario in Africa». 

GIORGIO PARISI E CARLO ROVELLI

 

All'università a Bologna frequentava il "movimento". 

«Trasmettevo a Radio Alice, di notte, programmi di poesie e viaggi. Ho anche contribuito alla nascita di Radio Anguana a Verona (la città di Rovelli, ndr), un'altra emittente libera: una volta ho portato il vecchio trasmettitore di Radio Alice a Verona, ho parcheggiato malamente in piazza Dante e al mio ritorno ho trovato la mia 127 circondata da poliziotti: dentro hanno trovato il trasmettitore e il manoscritto del libro Fatti nostri, sulla rivolta studentesca del marzo '77. Mi hanno fermato, portato in questura e picchiato pesantemente, sono uscito pieno di sangue». 

 

Era in qualche gruppo extraparlamentare? 

«No, facevo parte dei ragazzi che nuotavano nel movimento, dopo il Club di Topolino a cinque anni non ho più avuto nessuna tessera». 

CARLO ROVELLI concertone primo maggio

 

I suoi genitori come la pensavano? 

«Erano disperati e molto angosciati, pensavano che sarei finito male, soprattutto mia madre. Mio padre era un borghese per bene, molto conformista, sempre in giacca e cravatta, il figlio ribelle che fumava marijuana era una sofferenza (...)

 

Non voleva neanche fare il militare. 

«Avevo fatto domanda per il servizio civile ma non mi è stato concesso perché ero troppo discolo. Allora ho bruciato la cartolina in piazza Bra a Verona e mi sono consegnato alla polizia come renitente alla leva. Non volevo fare il soldato, non volevo tagliarmi i capelli, vedevo il servizio militare come una macchina che serviva per fare la guerra. Così ho cercato di costruire un caso politico, ci fu pure un'interrogazione parlamentare. Alla fine, mi hanno mollato dopo solo un giorno di carcere e mi è anche dispiaciuto: volevo fosse una cosa più eroica, ma meglio così». 

 

Come ha scoperto che sarebbe diventato un fisico? 

«Ho studiato Fisica più per curiosità che per altro, poi proseguendo negli studi ho scoperto che mi piaceva e che ero bravo: gli studenti venivano a chiedermi spiegazioni sulle lezioni. Dopo l'università mi sono dato un certo numero di anni per capire se ci sarei riuscito e dopo cinque-sei mi hanno offerto un posto di professore in America. Altrimenti, forse avrei fatto il volontario in Africa». 

 

CARLO ROVELLI

Da scienziato vede dei rischi nell'avvento dell'Ai? Finiremo dominati dalle macchine? 

«Il rischio dell'Ai è la competizione sfrenata fra le potenze per il suo impiego militare, già ora gli investimenti più forti vanno in questa direzione in una corsa verso il precipizio, per questo motivo mi sento pessimista e angosciato. Non penso però che le macchine cattive si ribellino a noi buoni, la responsabilità è nostra, siamo noi esseri umani a fare disastri. Che l'intelligenza artificiale prenda il potere mi sembra estremamente improbabile». 

 

Che cosa fa nel tempo libero? 

«Faccio fisica… non ho un vero hobby, mi piace camminare in montagna e ho una barchetta a Marsiglia, con cui esco in mare quando posso. E leggo moltissimo, sono sempre stato appassionato di filosofia e mi piace molto Chandler fin da ragazzo. Insomma, vivo e amo». 

CARLO ROVELLI

 

Che posto ha l'amore nella sua vita? 

«Ho avuto una vita molto tormentata da giovane, ora da vent'anni sto con una persona. I miei amori, molti nel passato, sono stati agitati, intensi e belli. Con la mia compagna di 50 anni fa, Francesca Zanini, ho vissuto un'esperienza che abbiamo raccontato in un libro, Il volo di Francesca: ha avuto un episodio psichiatrico e con due amici l'abbiamo rapita dal reparto dov'era ricoverata. L'abbiamo tolta ai medici che riempivano i pazienti di farmaci e l'abbiamo portata in una casa in montagna, dove abbiamo passato due mesi ad ascoltare i suoi deliri. E ha funzionato». 

 

Una volta lei ha detto che gli artisti sono spesso dei disadattati, ci vede un'affinità con voi scienziati? 

CARLO ROVELLI 1

«Vale anche per me, io da ragazzo non volevo integrarmi, avevo molta paura di trovarmi un lavoro, mi sembrava un mondo molto falso ed ero a modo mio un disadattato. Ma è proprio non accettando le regole del gioco che si possono cambiare». 

 

Ultimi Dagoreport

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...

olimpiadi milano cortina

A PROPOSITO DI…MILANO-OLIMPICA - CHISSÀ SE NEI LORO VOLI OLIMPICI LE ALI DEGLI EDITORIALISTI DEL “CORRIERE DELLA SERA” SI SIANO SPEZZATE PER LA SALIVA ACCUMULATA NEL MAGNIFICARE I VANTAGGI (CON FALSI RICAVI INDOTTI) DI UNA MANIFESTAZIONE DA OLTRE SETTE MILIARDI DI EURO, CHE DA GIORNI HA FATTO DI MILANO UNA CITTÀ FANTASMA – BLOCCATI, O RITARDATI, TUTTI I RIFORNIMENTI PER NEGOZI, SUPERMERCATI, FARMACIE. SI SEGNALANO CHIUSURE SERALI DI RISTORANTI E BAR: “NON ABBIAMO PRENOTAZIONI”. UFFICI E STUDI PRIVATI HANNO LASCIATO LIBERTÀ AI PROPRI DIPENDENTI. GLI ALBERGHI LAMENTANO SOLO DISDETTE. ALTRO CHE TUTTO ESAURITO…