chiara boni

“HO FATTO IL ’68 CON LA PELLICCIA AL POSTO DELL’ESKIMO” – LA STILISTA CHIARA BONI SI RACCONTA IN UN MEMOIR – “CESARE ROMITI ERA PAZZO DI ME, ARRIVAVA A TELEFONARMI ANCHE DIECI VOLTE AL GIORNO. QUANDO SCOPPIO' MANI PULITE, MI DISSE: ‘MEGLIO CHE TU NON SAPPIA COSA STA ACCADENDO’” - LEI E SGARBI SI CONOBBERO UNA SERA D’INVERNO A CORTINA E LUI LA PORTÒ NOTTETEMPO A VISITARE UN MUSEO DI MAROSTICA - IL RICORDO DI ANGELO ROVATI E QUELLA VOLTA CHE SHARON STONE…

Ilaria Mauri per il "Fatto quotidiano" - Estratti

CHIARA BONI 77

“La moda è lo specchio dei tempi e gran parte della mia vita”: la storia di Chiara Boni si intreccia alla Storia d’Italia, tra vicissitudini politiche, scontri generazionali e trasformazione dei costumi. Non a caso la sua autobiografia, scritta a quattro mani con la giornalista Daniela Fedi, s’intitola Io che nasco immaginaria: un libro, nato “dalla casualità di una giornata particolare”, in cui la stilista tira le fila dei suoi 50 anni di carriera, in un viaggio a ritroso.

 

Riavvolgere il nastro dei ricordi è “bello e doloroso”, ci confida Boni. Fin da bambina, segue sua madre nelle sartorie fiorentine e apprende i segreti del mestiere. Poi Londra, la gioia dei 18 anni e la voglia di libertà, la stessa che la porta a scendere in piazza per gli ideali politici del ’68: “Andavo alle manifestazioni con una pelliccia di volpe azzurra. Io sono così, una che mette la volpe azzurra al posto dell’eskimo, prendere o lasciare”, racconta nel memoir.

 

CHIARA BONI 56

Al suo fianco c’è il primo marito, Titti, padre di suo figlio Giacomo e grande amore. Ma tutta la sua vita, in fondo, è stata piena d’amore: dopo Titti, Daniele Boatti, Vittorio Sgarbi, Cesare Romiti, Angelo Rovati e Fabrizio Rindi sono gli uomini che hanno accompagnato Boni in un tratto particolare del suo percorso.

 

“Titti mi ha reso libera. Daniele mi ha complicato la vita e la sua tragica fine è un punto sospeso... Di Vittorio ho ricordi di meravigliose scoperte”. Con Sgarbi si conobbero una sera d’inverno a Cortina: lei indossava un “cappotto rosso di Valentino e stivali di pelo bianco”. Scattò subito la scintilla e lui la portò nottetempo a visitare un museo di Marostica: “Questa magica follia si ripeterà poi molte altre volte nel corso della nostra relazione”.

 

ROBERTO DAGOSTINO - CHIARA BONI - VITTORIO SGARBI

Gli anni Ottanta portano Boni a Milano, ad affrontare la sfida della carriera di stilista in ascesa da madre separata. 

 

 

(...) Utilizzando un unico tessuto, il jersey elastico, e un solo colore, il nero, dà vita a un vestito adatto a tutte le donne, indipendentemente dall’età, dalla corporatura o dalla taglia; amato da celebrities e vip, da Oprah Winfrey a Melania Trump. Sharon Stone un giorno bloccò il traffico del centro di Roma per andare a comprarlo nella sua boutique di via del Babuino. 

 

(...)

 

CHIARA BONI COVER

Questi sono soprattutto gli anni del suo amore con Romiti: “Mi ha lasciato la sua forza e la sua inestinguibile curiosità... I primi quattro anni con lui sono stati fantastici: era veramente pazzo di me, arrivava a telefonarmi anche dieci volte al giorno – racconta nel libro –. Mi ha conquistata con questo suo interesse totale e genuino nei miei confronti... Per me era il mio compagno, un uomo capace di raggiungermi nel backstage di una sfilata alle sei del mattino per prendere il caffè insieme”.

CHIARA BONI 66

 

Il loro amore finisce con l’avvento di Mani Pulite, quando lui liquida le sue domande su ciò che stava accadendo con “meglio che tu non sappia”. Gli anni Novanta le fanno (ri)conoscere quello che sarà il suo secondo marito, Angelo Rovati, consigliere economico del secondo governo Prodi; quindi, con l’avvento del terzo millennio, il sogno americano la conduce negli Usa, in un viaggio da uno Stato all’altro con la sua petite robe, affrontando una vita che non conosce pause e riserva anche prove dolorose come la morte di Rovati.

 

chiara boni foto di bacco

“Ci sono stati molti momenti in cui mi sono sentita sconfitta, ma non mi sono mai pentita di aver scelto questo lavoro... Di aneddoti ne potrei raccontare tantissimi, molti non sono nel libro”, riflette infine la stilista. E non è stato facile per la collega Fedi, che ha curato il volume, scavare nell’“Everest” dei ricordi di Chiara da ragazza e mettere insieme i pezzi di quel puzzle variopinto che è stata la sua vita. “Boni ha fatto il ’68 ed è stata una pioniera dell’inclusività”, ci dice la giornalista.

“Ma soprattutto, ciò che più mi ha colpito è la sua capacità di fare squadra tra donne. La sua storia è una lezione di femminismo e femminilità insieme”.

SILVANA GIACOBINI - LINA SOTIS - ROBERTO DAGOSTINO - CHIARA BONI

presentazione autobiografia chiara boni a milano

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