grisham

CI VUOLE IL THRILLER DI JOHN GRISHAM SUL “CASO FITZGERALD” PER FARE GOSSIP D’AUTORE SUL MONDO EDITORIALE AMERICANO – PARENTE: IL GIALLO E’ AMBIENTATO A CAMINO ISLAND, IN FLORIDA, MA SEMBRA DI STARE A CAPALBIO TRA PSEUDOSCRITTORI, INVIDIE, PRESENTAZIONI SEMIDESERTE – IL MISTERIOSO BIBLIOFILO CHE SEMBRA MUGHINI

john grishamjohn grisham

Massimiliano Parente per il Giornale

 

Se in Italia qualcuno rubasse i manoscritti autografi di, che so, Italo Svevo o Eugenio Montale o Filippo Tommaso Marinetti, il bibliofilo più noto sospettato sarebbe uno solo: Giampiero Mughini. Negli Stati Uniti, invece, dalla Princeton University sono stati rubati cinque preziosi manoscritti di Francis Scott Fitzgerald, e il maggiore sospettato si chiama Bruce Cable, un ricco e misterioso librario, un Mughini americano di Camino Island, in Florida.

 

Davvero? No, però è la bella trama dell' ultimo romanzo di John Grisham, Il caso Fitzgerald (Mondadori), dove finalmente non ci sono giudici e avvocati e aule giudiziarie, e forse rischia di essere uno dei migliori dell' autore.

 

Al di là del thriller sui manoscritti, e al di là perfino di Fitzgerald (non aspettatevi disquisizioni o scoop sul finale di Tenera è la notte), qui c' è tantissimo gossip d' autore sul mondo editoriale americano. Camino Island, per esempio, è una sorta di Capalbio benché molto poco radical chic.

 

GRISHAMGRISHAM

Da Bruce Cable, proprietario di Bay Books, tutti gli autori passano per presentare i propri libri, dai più trash ai più prestigiosi, è come Fabio Fazio ma meno settario (sebbene abbiamo stabilito che Cable è in realtà Mughini, il bibliofilo ladro, per cui Fazio sarà Myra Beckwith, l' intellettuale dell' isola).

 

Si parla della crisi delle librerie indipendenti, perché «le grandi catene avevano tutti i bestseller a prezzi scontati, a volte perfino del 50%, e ormai con Internet e Amazon la gente cominciava a comprarseli da casa».

 

Mentre un mondo a parte è quello delle prime edizioni, dei libri rari e autografati, e Grisham ne cita tantissime, da Il giovane Holden di J.D. Salinger a A sangue freddo di Truman Capote, e altre prime edizioni da usare come esca per il Cable Mughini, come la prima edizione di Meridiano di sangue di Cormac McCarthy, pubblicato da Random House nel 1985, valore quattromila dollari.

 

Altri parallelismi: le recensioni che contano nella cricca intellettuale radical chic sono quelle del Times (in Italia cosa sarà? Repubblica?) e quando arriva una stroncatura si può sempre rispondere «E chi lo legge il Times?», oppure «Spazzatura di sinistra» (sì, è Repubblica).

 

Attenzione: per gli autori di narrativa commerciale come Grisham non esiste una vera distinzione tra letteratura alta, media o bassa, sono un mondo a parte, e forse hanno ragione. Anche perché la narrativa di genere è salita di qualità, mentre quella alta o media è scesa senza avere il mestiere dell' intrattenimento.

fitzgeraldfitzgerald

 

È il motivo per cui in Italia gli intellettuali, dopo aver perso la scrittura (prendete una frase di qualsiasi romanzo premiato negli ultimi anni e mettetelo a confronto con quella di Grisham e vedete se ci sono differenze), non sanno costruire le trame, solo manuali di sbadigli.

 

Allora, secondo Grisham, la questione anche dal punto di vista creativo è semplice: «Di solito gli scrittori si dividono in due fazioni: quelli che pianificano con cura la storia e sanno come finisce ancora prima di cominciare, e quelli che si rifiutano di farlo per la convinzione che, una volta creati, prima o poi i personaggi faranno qualcosa di interessante». Aggiungerei una terza fazione: quella degli scrittori che non si pongono questo problema (insomma, non ce lo vedo Proust a fare uno schemino su personaggi e storia, e tuttavia quanto servirebbe lo facessero da noi! O almeno studiassero i plot di Netflix!).

FITZGERALDFITZGERALD

 

Esattamente come da noi, tutto il sottobosco di pseudo-scrittori che gira intorno a Camino Island Capalbio, con una nuova invasione di specie, gli autori autopubblicati i quali non hanno neppure più bisogno di pagare un editore per distribuirsi, vanno solo su internet e poi in giro fisicamente, a rompere le scatole al prossimo con una presentazione. Inarrestabili, «scrivono un libro ogni due giorni, lo mettono online, si definiscono scrittori. Ne stampano qualche copia e bazzicano la libreria e un giorno sì e uno no passano a controllare quanto hanno venduto. Una vera rottura di palle». Una rottura di palle internazionale.

 

  f. scott e zelda fitzgerald f. scott e zelda fitzgerald

Le presentazioni, quasi tutte, sono una fregatura anche in America, a Camino Island è pieno di scrittori e scrittrici indaffarate in coast to coast per vendere tre copie a incontro, ma bastano a far felice il proprio ego. Ci si invidia molto, soprattutto per le vendite, e se è il caso ci si butta a scrivere sotto pseudonimo un romanzo rosa, cosa che in Italia invece avviene alla luce del sole e del Premio Strega e senza che nessuno se ne vergogni. Per esempio Jay Arklerood «è un altro snob letterato che non riesce a vendere e odia quelli che ce la fanno, è pure un poeta», ditemi voi se non sembra qualsiasi autore italiano.

MUGHINIMUGHINIGRISHAMGRISHAMmassimiliano parente 1massimiliano parente 1GrishamGrisham

 

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”