IL CINEMA DEI GIUSTI – FINALMENTE ARRIVA IN SALA “L’ESTRANEA” DI PAOLO STRIPPOLI, L’UNICO FILM HORROR ITALIANO CHE SIA MAI STATO PRESENTATO IN CONCORSO A VENEZIA E IL FILM SCELTO DAL NOSTRO CINEMA COME CANDIDATO ALL’OSCAR COME MIGLIOR FILM STRANIERO - L’ORRORE MESSO IN SCENA DAL REGISTA È SIA DI GENERE SIA GEOGRAFICO. È L’ORRORE DELLA BARI BENE CHE SOGNA IN GRANDE E SI ILLUDE DI ESSERE DIVERSA DA COME È, E PUNTA A ESSERE VISTA COME PERFEZIONE CHE IL RESTO DEL MONDO, O ALMENO DELLA CITTÀ, INVIDIA - È UNA BOCCATA DI OSSIGENO RISPETTO A TANTI FILM CHE VEDIAMO IN QUESTI GIORNI… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
Finalmente arriva in sala l’unico film horror italiano che sia mai stato presentato in concorso a Venezia, anche se il cinema horror italiano vanta grandissimi titoli e grandissimi registi, come Mario Bava, Riccardo Freda e Antonio Margheriti. Non solo. E’ anche il film scelto dal nostro cinema come candidato all’Oscar come miglior film straniero.
E questo è un risultato sorprendente per la nostra industria sempre così tradizionalista che non si muove di un metro dalla Fiorentina di Piazza Mazzini a Roma. Anzi, credo che facciano i contratti direttamente lì, sul tavolo del ristorante, tra una matriciana e una carbonara. Parlo di “L’estranea” di Paolo Strippoli con Jasmine Trinca, Valeria Bruni Tedeschi e Adriano Giannini. Non so come andrà agli Oscar, ci sono tanti film forti quest’anno. Ma in sala, rispetto agli altri film italiani già presentati a Venezia, è qualcosa di nuovo.
jasmine trinca e romana maggiora vergano in l'estranea
Un film di genere. Un regista giovane. Un’ambientazione originale, Bari e la terribile borghesia barese, ottima per fare un horror. Ieri “L’estranea” ha fatto una buona entrata in classifica al terzo posto, dietro “Mammina” di Jessica Chastain, che lo avrà un po’ compresso, e dietro “Naza”.
La domanda che mi facevo a Venenzia vedendo il film era: meglio un padre autoritario che reprime la tua sessualità, ne abbiamo tanti esempi a cominciare da tutti o quasi i film di Bertolucci, o meglio una mamma autoritaria che decide tutto lei e ti modella la vita, oltre a reprime qualsiasi tipo di sessualità tu abbia? Di mamme pugliesi che reprimono la tua sessualità, come ben sapete, siamo pieni.
L’orrore messo in scena da Paolo Strippoli in “L’estranea”, il suo quarto film, è sia un orrore di genere, c’è un patto col diavolo, una vita per una vita, che la mamma Jasmine Trinca fa con una specie di doppio, Valeria Bruni Tedeschi, e c’è un orrore geografico. L’orrore della Bari bene dei commercianti di Via Sparano.
Essendo per metà pugliese, con mamma barese, diciamo che lo conosco. Una borghesia che sogna in grande e si illude di essere diversa da come è, forse come tutte le borghesie, e punta a essere vista come perfezione che il resto del mondo, o almeno della città, invidia. I Colonna, che hanno un negozio di abbigliamento sono al massimo della loro fortuna.
Negozio di successo in Via Sparano, appunto, loro, Adriano Giannini e Jasmine Trinca, bella coppia che tutti invidiano, lui moro sportivo che fa il passo più lungo della gamba, lei bionda e bella, i figli perfetti, un maschio che gioca a calcio, una femmina che deve girare la pubblicità della pasta Barilla con la regia di Daniele Luchetti.
Hanno anche un cane, Zuppa, e una villa da favola. Non sembrano neanche baresi. Ma proprio quando inaugurano la villa, il cane Zuppa morde la gamba della figlia, e i Colonna finiscono al pronto soccorso. La bambina psta per perdere la gamba. E’ a questo punto che la madre fa il patto col diavolo, Valeria Bruni Tedeschi. La gamba della figlia in cambio della pancia del figlio. Ma che patto è? Lei si salverà, ma lui diventerà obeso.
Non saranno più la famiglia perfetta da fotografia. Passano gli anni e il ragazzo inizia davvero a mangiare fino a diventare enorme. Cioè diverso. Anche la figlia, interpretata da grande da Romana Maggioira Vergano, sviluppa una diversità, ma sessuale. E’ lesbica e, ovviamente, non osa dirlo alla madre. Quando il ragazzo finirà al pronto soccorso, massacrato dal proprio peso, si ripeterà la scena col diavolo. Lo vuoi salvare?, gli chiede Valeria Bruni Tedeschi, dammi la vita del padre. E così via…
Il tutto è raccontato dalla madre alla figlia a Roma in una notte di tempesta dove l’acqua sta per allagare qualsiasi cosa e la famiglia Colonna fa i conti con la presunzione di essere perfetta, cioè normale, e si ritrova a specchiarsi nella sua diversità, repressa, nascosta, mai accettata. Ma quella vera quale famiglia è? Bene ha fatto Alberto Barbera a inserire nel concorso di Venezia un raro film di genere italiano, un horror pugliese, anche se nessuno parla barese e un po’ ci dispiace, ma che tocca proprio nel cuore la borghesia della città.
Il cibo, il grasso, il voler apparire diversi da quello che si è, perfino quella presunzione maschile di voler apparire. Chi è il mostro, satanasso, chi fa i patti col diavolo, chi si ritiene normale? Strippoli, nato a Corato, a 44 km da Bari, aiutato dal suo sceneggiatore, Salvatore De Chirico, con mezzi maggiori a sua disposizione, dimostra una vena narrativa originale e un bel controllo del cast, Jasmine Trinca e Valeria Bruni Tedeschi sono perfette.
Gli manca forse una costruzione dell’immagine più autoriale, da horror e non da cinema italiano normale. Ma “L’estranea” è una boccata di ossigeno rispetto a tanti film italiani che abbiamo visto in questi anni. In sala.






