IL CINEMA DEI GIUSTI - “LA GENTE CHE STA BENE” È UN PO’ LA FOTOCOPIA DEL FILM SUGLI AVVOCATI CON FABIO VOLO, “STUDIO ILLEGALE”. ANCHE NEI DIFETTI (STESSO SCENEGGIATORE E PRODUTTORE)

Marco Giusti per Dagospia

La gente che sta bene di Francesco Patierno

Certo che il cinema italiano è strano. Avevamo lasciato neanche un anno fa Fabio Volo in un film confuso sulla vita degli avvocati italiani alle prese con la crisi e gli squali della finanza, "Studio illegale", diretto da Umberto Carteni e tratto dal romanzo di Federico Baccomo, non proprio un successo diciamo, e ora ci troviamo davanti non proprio a un sequel, quanto a uno spin-off di quel film e di quel romanzo.

Perché questo curioso, ma non totalmente riuscito "La gente che sta bene", diretto dal Francesco Patierno di "Il mattino ha l'oro in bocca" e "Cose dell'altro mondo", non solo è tratto da un altro romanzo di Federico Baccomo, che ha lo stesso titolo del film, e non solo tratta più o meno degli stessi ambienti, cioè gli studi legali milanesi in tempo di crisi, ma riprende proprio uno dei personaggi principali di quel romanzo e di quel film, l'avvocato in carriera Giuseppe Ilario Sobreroni, interpretato da un ottimo Ennio Fantastichini, e lo fa diventare protagonista di una nuova avventura, cambiandogli il nome in Umberto Ilario Bortone e l'interprete, cioè mettendo il più popolare Claudio Bisio al posto di Fantastichini.

Non ci saremmo arrivati facilmente a questa filiazione, se non avessimo notato che Baccomo era il soggettista e lo sceneggiatore di entrambi i film e tra i produttori figura, accanto alla Colorado di Maurizio Totti, la Madeleine di Carlo Macchittella, un tempo dirigente di Rai Cinema, coinvolto in tutti e due le operazioni avendo comprati i diritti cinematografici dei romanzi. I due film, veramente molto simili, dividono anche gran parte di pregi e di difetti. Magari se ne dovrà addirittura girare un terzo sullo stesso personaggio, meglio se solo drammatico.

Qui l'avvocato Sobreroni o Bortone che si voglia, un Claudio Bisio che non la smette mai di parlare e mostra così la sua nevrosi, sembrerebbe al massimo della forma. Ha appena dato un'intervista per Sky a Maria Latella (sì, proprio lei, grande momento trash alla "Paparazzi") dove ha dichiarato che uno dei momenti più importanti della sua vita è stato quando ha giocato a tennis con Pier Ferdinando Casini, ha licenziato cinicamente, dopo cinque anni di collaborazione, un giovane avvocato, è stato invitato a una cena esclusiva per "la gente che sta bene", cioè non per gli sfigati, da un mago della finanza milanese, Patrizio Azzesi, un Diego Abatantuono cattivissimo e cocainomane.

E sogna così di mettersi in proprio mollando un socio un po' moscio, Claudio Bigagli. Quando niente va come si aspettava e tutto gli crolla davanti. Perde un grosso affare e Bigagli decide di farlo fuori dallo studio. C'è la crisi e gli studi legali sono i primi a farne le spese. A casa le cose non vanno affatto meglio, perché la moglie, l'apparentemente succube Margherita Buy, ma è intelligente e a letto legge "Stoner" di John Williams, aspetta un terzo figlio. Lei vorrebbe tenerlo e lui no, pensa subito a farla abortire. Siamo al disastro.

Ma per un incredibile colpo di fortuna la situazione si ribalta. Bortone scopre che Azzesi lo ha scelto per rappresentare uno dei più grandi studi americani che vuole aprire a Milano. Non solo, Bortone ha più che fraternizzato con la terza moglie di Azzesi, tal Morgana, interpretata dalla bellona televisiva Jennifer Rodriguez, già fidanzata nella realtà di Francesca Arca e che vanta come curriculum il ruolo di valletta in un Processo di Biscardi e un reality Mediaset, "La fattoria". L'ha vista nuda mentre si provava lo smoking per la serata e l'ha poi simpaticamente intrattenuta alla festa. E' l'unica, anzi, che lo trovi divertente, visto che Azzesi lo tratta come un idiota e la moglie sembra non reggerlo più.

Ma le cose si ribaltano ancora. La moglie lo molla portandosi i figli in montagna. Azzesi lo molla preferendogli un giovane avvocato più fetente. Per vendetta Bortone si tromba Morgana entrando in un giro di disastri e di rinascite. La notazione più interessante è il fatto che gli sia piaciuto parecchio quando la moglie di Azzesi gli ha messo un dito nel culo (sto citando la sceneggiatura).

Più riuscito del film di Carteni con Fabio Volo, anche perché più calibrato sull'attuale crisi dei manager, neanche "La gente che sta bene" di Patierno riesce però a trovare il giusto equilibrio fra dramma realistico e commedia, e più che la sceneggiatura e la regia spingono Claudio Bisio verso la macchietta nevrotica, inoltre in coppia con Abatantuono, più che le coloriture anche pesantemente drammatiche della storia diventano stridenti. Come il dito nel culo di Moragana.

Così il film rimane a mezz'aria, spesso indeciso sulla strada che deve prendere. E lo spettatore è sempre più spaesato. Non lo aiuta certo lo scivolamento da commedia di tutto il nostro cinema dell'attuale stagione, escluso "Il capitale umano" di Paolo Virzì, né la presenza di ben tre bravi attori, Bisio, Abatantuono e Carlo Buccirosso come maresciallo, appena visti nel recente e non fortunato cinepanettone Medusa prodotto da Maurizio Totti "Indovina chi viene a Natale?".

Al punto che nei manifesti, forse per non farci confondere, è rimasto in grande, come terzo attore, il nome di Abatantuono, ma al suo posto nella foto accanto alla Buy e a Bisio troviamo la bellona, anche se un po' fanée, Jennifer Rodriguez. Così sembra una commedia sulla Milano bene e basta. Nulla di drammatico.

Salutiamo il ritorno, in un piccolo ruolo del grande Camillo Milli, pilastro dello Stabile di Genova, della commedia all'italiana degli anni '70 e grande cardinale per Nanni Moretti in "Habemus Papam", ma il cast, purtroppo, da una parte è un po' sprecato, pensiamo solo a Margherita Buy che ha un buon ruolo non totalmente sviluppato, a Carlo Buccirosso che, pur bravissimo, ha un cammeo un po' inutile, da un'altra è un po' spedito al massacro.

E vedere Claudio Bisio in questo ruolo di avvocato nevrotico che non si zittisce mai, dopo avergli fatto prendere le botte in testa per tutte le feste, ci sembra davvero eccessivo e non si capisce perché non lo si tuteli un po' di più dall'accettare troppi ruoli. Abatantuono, in un ruolo alla Claudio Gora, è più contenuto. Rimane fitto il mistero su questa Jennifer Rodriguez, che non ci pare una grande attrice e non si capisce perché le abbiano affidato un ruolo così importante. Stranamente non c'è Serena Autieri. In sala dal 30 gennaio.

 

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