luciano spalletti

“NON SIAMO MESSI MALE, POSSIAMO GIOCARCELA CON TUTTI, A COMINCIARE DALLA GERMANIA. CIÒ CHE CERCO È UN PO' DI QUALITÀ” – LUCIANO SPALLETTI E LE MOSSE PER MIGLIORARE L’ITALIA: "CASADEI MI PIACE, LO CHIAMERÒ IN AZZURRO. PORTE APERTE ANCHE A NDOUR. FIDUCIA AL NUOVO LOCATELLI: "HA SMESSO CON I PASSAGGI BANALI, NOTO LA SUA NUOVA PROPENSIONE A VERTICALIZZARE LA MANOVRA” – BOCCIATURA PER CHIESA PERCHÉ “HA GIOCATO SOLO 25 MINUTI IN TRE PRESENZE IN PREMIER FINO AD ORA…”

Guglielmo Buccheri per "la Stampa" - Estratti

 

luciano spalletti

La legge del bosco sta nell'ascoltare e giocare d'anticipo: poche parole, spazio ai sensi dell'udito e dell'olfatto. «Si impara qualcosa che puoi portarti dietro. Anche in campo? Sì, anche in campo: vince chi è più bravo a prevedere il pericolo». Il bosco di Luciano Spalletti è abitato da Diana, cane da caccia e vera padrona di casa qui alla tenuta "La Rimessa", cinquanta ettari sopra Montaione, Empoli. Dai vitigni si vede il mare – lo spazio d'acqua è quello che va da Forte dei Marmi a Livorno - e si vedono i confini di un mondo che batte nel cuore del ct azzurro ad ogni suo passo.

 

Spalletti ama la terra perché l'ha sempre amata: gli attrezzi, il trattore, gli animali lo trascinano nella dimensione più vera e, quando deve disegnare la sua Italia, è questa dimensione a trasmettergli l'energia che serve. Così ecco le mosse e le analisi di un commissario tecnico chiamato a sfidare la Germania nel doppio incrocio - 20 e 23 marzo - per i quarti di Nations League e, oggi, ad un giro di orizzonte con il nostro pallone come guida.

 

cesare casadei

Che cosa ci serve per compiere il salto di qualità? A chi possiamo affidarci per ritrovare la nostra luce tra le più grandi dopo il flop agli Europei e la rinascita nei mesi di settembre, ottobre e novembre, al netto del ko con la Francia? «Non siamo messi male, anzi: possiamo giocarcela con tutti, a cominciare dalla Germania. Ciò che cerco è un po' di qualità e un po' di scocca per competere meglio...».

 

Qualità e centimetri perché la scocca si può tradurre in fisicità: la strada è questa. In regia, Spalletti si sente tranquillo: «Ricci e Rovella mi danno le garanzie che cerco. E, poi, c'è Locatelli…». Già, il "Loca" bianconero: prima faro, poi nebbia, ora di nuovo in corsa. «Ha smesso di fare i passaggi banali: nella Juve – così il padrone di casa – lotta senza soluzione di continuità: lo vedo sporcare il gioco degli altri e noto la sua nuova propensione a verticalizzare la manovra. Manuel si comporta da leader, la sua forte personalità la trasmette ai compagni».

 

 

luciano spalletti foto lapresse 2

In regia, poco più avanti, si annuncia una delle due novità per il duello da 180' con i tedeschi che può valere le finali a quattro di Nations a Torino dal 4 all'8 giugno. «Casadei mi piace, voglio conoscerlo da vicino: quando parlo della ricerca dei centimetri penso ad un giovane come lui. Nel calcio – racconta Spalletti – c'è il momento dell'istinto e dell'uno contro uno, ma si può far gol con un colpo di testa: il ragazzo del Toro ha le caratteristiche giuste».

 

Da Montaione, il calcio appare un gioco semplice. Ma non lo è. La tenuta del ct azzurro è bagnata da una pioggia che non concede tregua: l'albero delle maglie («L'ho battezzato così durante il Covid quando gli ho messo addosso tutte le magliette della mia collezione») fa da guardiano al pattino con i colori del Napoli a testimonianza di una magia ancora viva.

 

luciano spalletti foto lapresse 1

"La Rimessa" è una dimora diffusa, tra il laghetto, la piscina, il campo da tennis e i colori delle squadre. «Se mi piacciono le idee di Thiago Motta? A Bologna – sottolinea Spalletti – andavo a vedere le sue partite e ne ricavavo molte indicazioni: a Torino vedo che sta cercando di fare lo stesso, con la predilezione per i giocatori moderni, da più ruoli e più posizioni come Cambiaso. Aspettiamo di capire se i risultati che vuole raggiungere arriveranno. Il suo è un calcio relazionale».

 

Il campionato incerto come raramente accaduto è un assist per chi deve aggiornare la lista dei convocati: restare sulla corda aumenta l'adrenalina e l'autostima.

 

cher ndour

«C'è sempre qualcosa da imparare: ad ogni sfida che vedo dalla tribuna riempio il mio foglietto di appunti. Adesso ci stiamo avvicinando a Napoli-Inter, mi aspetto – così il nostro commissario tecnico – una gara bella, aperta e divertente. Conte sta facendo un lavoro straordinario, ma vedo i nerazzurri favoriti…». Il pressing di Motta e il modo in cui la Juve deve riconquistare il pallone una volta perso incuriosisce il ct azzurro.

 

«Ma ormai pressano tutti, è una costante: a fare la differenza è come lo fai, come ci riesci. Uscire palla al piede da una situazione difficile, se ci riesci, ti apre delle praterie», precisa. Casadei, ma anche Ndour: i candidati a conoscere Coverciano a marzo. Zaccagni e Politano i profili, già noti, per dare un pizzico di imprevedibilità in più in attacco, Chiesa no perché «ha giocato solo 25' in tre presenze in Premier fino ad ora…». La Germania significa un appuntamento con la storia e «noi quella storia dovremo tenerla ben a mente e ripassarla quando torneremo là, a Dortmund, il 23 marzo per la gara di ritorno dopo quella di Milano». A Dortmund, gli azzurri di Lippi guadagnarono la finale di Berlino e furono lacrime di gioia.

luciano spalletti

 

 

 

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