claudio amendola

“CHI MI DEFINISCE COATTO, MI FERISCE. NON LO SONO, LO FACCIO AL CINEMA" - CLAUDIO AMENDOLA: "HO GRANDE RISPETTO PER TUTTI. MICA MI DANNO RETTA SOLO PER IL FACCIONE MIO. SOGNAVO DI ESSERE UN ROCKER, ANDAI AL PRIMO PROVINO COME A UN COLLOQUIO PER FARE IL COMMESSO. E MI SONO TROVATO IN UN LETTO CON BARBARA DE ROSSI. POTEVA ANDARE PEGGIO" - IL LEGAME CON CARLO VANZINA, IL FILM SUL CURLING E IL RIMPIANTO: "NON AVER FATTO 'IL BAGNO TURCO'. NON AVEVO CAPITO OZPETEK, PERCHÉ SONO UN COGLIONE…" - VIDEO

 

Stefania Ulivi per il “Corriere della Sera”

 

CLAUDIO AMENDOLA

I sessanta li compirà l'anno prossimo, il 16 febbraio. Ma i quaranta di carriera li ha già festeggiati quest' anno. Lavorando.

Claudio Amendola ci risponde da Monopoli in un intervallo del set di una nuova serie per Mediaset, Patriarca . «Ho esordito con Storia d'amore e d'amicizia  Me lo ricordo come fosse ieri, il 4 ottobre 1981, mio padre Ferruccio sulla soglia di casa: "Ah regazzi' vai a lavorare in un posto dove ci sono cento persone che dipendono dal bel faccione tuo, vedi che poi fa'».

CLAUDIO AMENDOLA 11

 

Ma fu merito di sua mamma, Rita Savagnone.

«Vero. Mi disse che il regista, Franco Rossi, cercava un ragazzo con una faccia tipo la mia. Io non ci pensavo, non avevo il sacro fuoco della recitazione, pensavo che avrei fatto qualcosa prima o poi. Meglio poi. Tipo l'intrattenitore nei villaggi Valtur».

 

FASSARI AMENDOLA TORTORA

Morale?

«Andai al provino come a un colloquio per fare il commesso, più per fare un favore a mamma.E mi sono trovato in un letto con Barbara De Rossi. Poteva andare peggio».

 

Cercando in archivio articoli su di lei escono descrizioni così: «È considerato il gladiatore del cinema italiano e, secondo alcuni, l'erede naturale di Renato Salvatori. Attore sanguigno, macho bello e bravo, il cui volto da duro e il sorriso beffardo gli hanno concesso la nomea di sex symbol made in Italy. Si riconosce nel ritratto?

gian marco tognazzi claudio amendola lucia ocone massimo ghini alessandro sperduti piero pelu foto di bacco (2)

«Non posso mentire, certo che mi riconosco. È stato così, in parte lo è ancora, è una summa generosa di quello che ho fatto. Mi lusinga il paragone con Renato Salvatori che mi accompagna dall'inizio».

 

Rimpianti professionali?

«Non aver fatto Il bagno turco di Ozpetek».

 

Perché non lo fece?

«Perché non mi credevo giusto, non pensavo di essere capace, non avevo capito Ferzan, perché sono un coglione. Non ero abbastanza maturo per capirlo».

 

Come le è venuto in mente di fare un film come i «Cassamortari»? Volontà di esorcizzare la morte?

piero pelu con claudio amendola foto di bacco

«La morte mi ha sempre affascinato con tutto il dolore che ne consegue, la ritualità, rispetto per chi se ne va e chi resta. Io cerco sempre di trovare un lato per sdrammatizzare, cerco sempre il lato positivo, il bicchiere mezzo pieno, è la mia forza e anche il mio limite, questione di carattere.

 

Ai funerali succedono sempre cose divertenti, è imbarazzante, non è bello dirlo, ma ho assistito a scene che mi hanno fatto ridere. E il mondo dei servizi funebri, che a Roma chiamiamo cassamortari , mi ha sempre incuriosito. Prima li vedi con le facce di circostanza, rispettosissime e poi appena il corteo entra in chiesa, si appoggiano alle colonne, fumano, cazzeggiano».

 

È vero che George Clooney le ha dato buca?

claudio amendola foto mezzelani gmt044

«L'ho scritto con una sceneggiatrice italoamericana, volevo ambientarlo in Usa con lui che cadeva da cavallo sul lago di Como e si rovinava la faccia. E quelli delle onoranze funebri che gliela ricostruivano per il funerale. Ho scritto una lettera all'avvocato di Clooney»

 

E?

«Non mi ha risposto. Così ho riportato la storia in Italia, racconta abbastanza le nostre bassezze».

 

E ha tirato in mezzo Piero Pelù, Gabriele Arcangelo, in morte e resurrezione.

«Mi sarebbe piaciuto fare il rocker, non la rockstar precisiamo. Credo che sia l'unico mestiere che invidio veramente. Se avessi avuto il talento necessario».

 

Il primo concerto se lo ricorda?

claudio amendola foto mezzelani gmt043

«E chi se lo scorda? Il primo forte forte, che più mi ha sconvolto, quello dei Clash a Firenze, poi, ma ero già più grandino, quello dei Pink Floyd.Sono cresciuto con quella cultura musicale, con quei gruppi che non potevi mai vedere e che mitizzavi. Per dire, i Led Zeppelin erano venuti a Milano quando io avevo nove anni. Però poi ho visto Robert Plant se ricordo bene all'Isola d'Elba. Era un vecchio ormai».

 

Ha lavorato con grandi registi, Marco Risi, Marco Tullio Giordana, Ettore Scola, Carlo Mazzacurati, Patrice Chéreau solo per citarne alcuni, ma non ha mai disdegnato la tv, non solo fiction e serie ma anche programmi pop, «Amici», «Miss Italia», «Domenica in», i talkshow, le trasmissioni di calcio. Perché?

«La verità è che in televisione mi diverto tantissimo, la prendo con grande leggerezza. Sono consapevole che la mia popolarità viene principalmente dal piccolo schermo, molto più che dai film, seppur ne ho fatti di importanti. È la tv che dal 1981 mi porta dentro la casa della gente, a quasi sessant' anni me ne faccio un vanto».

 

Ci è appena tornato con la terza stagione di «Nero a metà».

francesca neri amendola

«Come Giulio de I Cesaroni , ci sono personaggi che mi accompagnano, a cui voglio bene. All'ispettore Carlo Guerrieri sono molto legato, quest' anno ho fatto anche la regia, ereditata dalle sapienti mani di Marco Pontecorvo, mi godo il rapporto con gli attori, tutti, bravissimi, e il fatto di aver innestato nel poliziesco, situazioni di commedia, cose che fanno ridere».

 

Non ha finito il liceo, le pesa?

«Ormai è un dato di fatto acquisito, ho passato la fase in cui me ne facevo un cruccio. Me ne sono fatto una ragione. E anche quella in cui me ne vantavo, per fortuna. Ci sono lacune che, senza la scuola, non recuperi più. Come la filosofia, la letteratura, cose che è giusto studiare da giovani, quando sei una spugna. Poi ci puoi provare ma non hai più la voglia o il tempo necessario per recuperare. O forse lo troverò, chissà?

 

ferruccio amendola claudio amendola 1

Cosa le dà fastidio che dicano di lei?

«So poco quello che dicono di me, non ho i social, non faccio vita mondana, ho zero frequentazioni dell'ambiente. Una cosa mi dispiace».

 

Ovvero?

«Quando, è capitato raramente ma è capitato, sono stato descritto come arrogante, coatto veramente. Non lo sono, lo faccio al cinema. Lo ritengo una calunnia e mi ferisce. Sono uno pacato e accondiscendente, fino a un limite che non permetto a nessuno di superare. Ho grande rispetto per il lavoro di tutti. Contano molto i rapporti che hai con tutti quelli che lavorano con te. Mica mi danno retta solo per il faccione mio, come diceva Sordi».

 

I suoi figli le danno retta?

«Ho rapporti buonissimi con loro, sono fortunato. Alessia e Giulia - nate dal legame con Marina Grande, ndr - sono donne adulte con vite ormai sicure, le stimo molto».

 

E Rocco, nato dal suo matrimonio con Francesca Neri?

claudio ferruccio amendola

«A lui qualche no l'ho detto, avevo più pratica. Ha 23 anni, dopo la pandemia ha iniziato a lavorare nella produzione, la parte meno gloriosa del set, la più faticosa. Sta facendo una bellissima gavetta, dal gradino più basso. E questo, non nascondo, mi riempie di orgoglio.

 

Chi sono i suoi amici, con chi si rilassa?

«Io cerco di stressarmi il meno possibile, questo lavoro dipende da come lo prendi. Mi rilasso molto con i nipoti, con i miei figli, mi rilassa molto giocare a golf anche se mi incazzo perché non la pijo mai. Mi rilasso sul divano a vedere la televisione».

 

Golf, divano, e il macho gladiatore?

claudio amendola come un gatto in tangenziale

«Invecchiare è un gran vantaggio. Impari anche a goderti la compagnia di te stesso. Per esempio, mi piace andare al ristorante da solo, mi faccio ricchi pranzi. Come andare al cinema. Il mio maestro Carlo Vanzina andava sempre al cinema da solo».

 

Che ricordo ha di lui?

«Stupendo. Avevo lavorato con suo padre, il dottor Steno, che mi prese in simpatia, ci ho passato tante serate sublimi. E ho ritrovato la stessa gentilezza e signorilità in Carlo. Era davvero un gran signore, sopportava le critiche - e ne ha avuto tantissime - , con un gran sorriso.

 

Li chiamava "quegli intelligentoni". Era un grande cinefilo, tra l'altro. Il cinema suo e di Enrico faceva storcere il naso a quella sinistra di cui faccio parte anche io. Dava fastidio che i loro film, soprattutto quelli sull'edonismo degli anni Ottanta, raccontassero il Paese in maniera più diretta di quelli di tanti autori. Non gli è stato riconosciuto che aveva su questo Paese un occhio più disincantato e più vicino alla commedia dei grandi maestri di tanti loro colleghi. Hanno avuto anche un altro merito».

claudio amendola lontano da dove

 

Quale?

«Lo hanno fatto incassando anche soldi. Ci ha fatto lavorare e guadagnare tutti. Come pure Vittorio Cecchi Gori».

 

Di chi altro sente la mancanza?

«È un po' di tempo che mi manca papà. Non so perché, forse perché sto invecchiando, mi piace camminare, mi sveglio presto la mattina, faccio lunghe camminate, normalmente a Villa Borghese. L'altro giorno sono arrivato al Verano, e sono andato a trovarlo. Era tantissimo che non ci andavo. Mi ha fatto tanto piacere».

 

claudio amendola noi e la giulia

Nel 2014 ha debuttato alla regia con «La mossa del pinguino» su un'improbabile squadra di curling: Edoardo Leo, Ricky Memphis, Fassari e Ennio Fantastichini. Se l'immaginava l'Italia che a Pechino 2022 l'Italia vincesse un oro?

«Sinceramente, chi poteva immaginarselo? Quelli delle Olimpiadi sono stati giorni entusiasmanti, verso i quarti di finale le telefonate hanno iniziato a infittirsi, volevano sapere come mi era venuto in mente di fare quel film . È stato bello essere un po' premonitori. Lo hanno rimandato in onda le tv e sono stato felice. Ma no, non mi darò al curling, mi basta il golf».

 

Visto che ha fatto un film sui funerali, ci pensa mai al suo?

CLAUDIO AMENDOLA

«Mettiamola così. Mi piacerebbe tantissimo aver vissuto tutto quello che la vita mi offre perché le persone che lascio siano sorridenti, che possano dire: il papà, mio marito, il mio amico ha vissuto bene, va bene così. Vorrei un funerale allegro. Dove si canta».

Cosa?

«Forse Il cielo è sempre più blu di Rino Gaetano».

claudio amendolaamendolaamendola tottimenphis amendola foto mezzelani gmt 032amendola tottiCLAUDIO AMENDOLA E VALERIA MARINI NELLO SPOT DI TRE CON ANDREOTTI 1gigi buffon e claudio amendola foto mezzelani gmt84amendola tottiCLAUDIO AMENDOLA E VALERIA MARINI NELLO SPOT DI TRE CON ANDREOTTIclaudio amendolaamendolaamendola giusti leo memphisamendola de rossivacanze di natale amendola brega ovindoliamendola

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO