conti de filippi

CONTI IN TASCA A SANREMO - IL CONDUTTORE E DIRETTORE ARTISTICO DEL FESTIVAL CARLO CONTI SI AUMENTA IL CACHET DI 100MILA EURO (30% IN PIU’ RISPETTO AL 2015): UN ADEGUAMENTO AL TASSO DI INFLAZIONE? - ALMENO LA DE FILIPPI SARA’ A COSTO ZERO E LE STAR INTASCHERANNO MENO DEL SOLITO: 50MILA EURO (ANCHE SE CROZZA NE PRETENDE 120MILA)

CONTI DE FILIPPICONTI DE FILIPPI

Carlo Piano per La Verità

 

Possono piovere da Bruxelles lettere che minacciano di punirci per deficit eccessivo. Ma alla Rai si continua come se niente fosse. L’Istat può confermarci che siamo sempre più un paese di morti di fame, con 1 milione e 582.000 famiglie in povertà assoluta.

 

Ma alla televisione di Stato la festa non finisce. Neppure una tragedia come il terremoto che devasta l’Appennino serve a far cambiare l’allegra rotta di Viale Mazzini verso la bancarotta.

 

Tutt’al più il manipolo di privilegiati che guida la nostra tv architetta come aumentare il gettito del canone. Una gabella che ha dell’assurdo, considerata la mole di spot pubblicitari che ci propinano.

 

Tanto che in Paesi come Spagna, Olanda E Belgio è stata abolita. Da noi, bontà loro, è stata sospesa ma solo per sei mesi in favore delle popolazioni colpite dal sisma. Considerato che 30.000 sfollati non hanno elettricità e neppure un tetto sulla testa, difficile che si delizino nel seguire il palinsesto Rai. Show must go on, cantava la band inglese dei Queen. Perché di musica si tratta.

 

maria de filippi con carlo conti  maria de filippi con carlo conti

In particolare del festival della canzone italiana numero 67, volgarmente detto Sanremo. Dovete sapere che Carlo Conti, che lo condurrà per la terza volta consecutiva, ha strappato un aumento di cachet di 100.000 euro rispetto allo scorso anno. In totale la prestazione al Teatro Ariston del presentatore fiorentino, che è anche direttore artistico, costerà 650.000 euro.

 

Nel 2016 ne aveva incassati 550.000 mentre nel 2015 si era accontentato di mezzo milione. Un adeguamento al tasso d’inflazione? Si tratta di un incremento del 30 per cento in tre anni, mentre dal 2015 in Italia l’aumento medio del costo della vita è di segno negativo. Infatti un decreto interministeriale ha appena stabilito che quest’anno i pensionati percepiranno gli stessi importi del 2016.

 

Questo nella migliore delle ipotesi: il rischio è che debbano restituire qualcosa. Nella passata manovra si calcolò un tasso di inflazione intorno all’1 per cento, aumento che non c’è stato. Quindi lo Stato sta studiando come avere dietro il «maltolto».

maria de filippi con carlo conti    maria de filippi con carlo conti

 

Ma le star, come il lampadato Carlo Conti, non sottostanno alle regole dell’economia reale. Sono sopra, conoscono persone importanti: per esempio il presentatore di Firenze è grande amico del concittadino Matteo Renzi. Che avrebbe spinto per la sua nomina, come se non bastasse, a direttore artistico della radiofonia Rai.

 

Su Sanremo si può obiettare che saranno gli sponsor a coprire gli esborsi, che i passaggi pubblicitari porteranno alle casse Rai ben 22 milioni di incassi e che prevedono di spenderne in tutto meno di 16. Si può anche ribattere che i risultati di audience e share dello showman toscano sono sempre stati ottimi.

 

maria de filippi con carlo conti     maria de filippi con carlo conti

Inoltre sul palco di Sanremo dal 7 all’11 febbraio ci sarà ad affiancarlo Maria De Filippi, che ha rinunciato al compenso. E niente esborsi per le tradizionali vallette che non ci delizieranno della loro presenza. Una ghiotta occasione che ha permesso a Conti un salto di qualità nel conto in banca, superando anche la prebenda del predecessore Fabio Fazio, che venne retribuito 600.000 euro.

 

Come i nostri lettori sanno parole come risparmio o tagli non fanno parte del vocabolario di Viale Mazzini. Dove il cavallo dello scultore Francesco Messina ama avere le briglie sciolte e scorrazzare libero nelle praterie del debito pubblico. Dicono che gli ospiti prenderanno meno del solito: 50.000 euro a testa per Tiziano Ferro, Mika e Ricky Martin. Quest’ultimo ha anche recitato a Broadway nel ruolo di Che Guevara. Siamo sicuri che 50.000 euro non siano troppi?

 

Alla Rai ne sono certi, tanto che i big internazionali richiederanno un investimento maggiore. Invece è in corso un braccio di ferro sull’onorario di Maurizio Crozza che, basandosi su passate comparsate sanremesi, avrebbe domandato 120.000 euro e la possibilità di lanciare il suo nuovo programma in onda su La Nove.

maria de filippi carlo conti maria de filippi carlo conti

 

Peraltro emittente concorrente della tv pubblica. Chiuderanno l’accordo? Quanto otterrà? Lo sapremo solo a cose fatte o forse mai. Certo è invece che Conti, oltre ai 650.000 euro, si è assicurato anche il rinnovo del contratto di esclusiva (in scadenza a giugno) fino al 2019, confermando con mamma Rai un sodalizio artistico- finanziario molto vantaggioso. Per il cerimoniere di Tale e quale show si parla di una cifra annua di 2 milioni di euro, quanto Fabio Fazio, conduttore di Che tempo che fa eRischiatutto, e Antonella Clerici padrona di casa alla Prova del cuoco.

 

Qui sorge un dubbio: ma non c’era un tetto di 240.000 euro agli stipendi elargiti da società pubbliche. Certo che c’è: l’arti - colo 9 della legge sull’editoria impone che venga applicato non solo ai dipendenti ma anche ai «collaboratori e consulenti ». Proprio come Conti. Infatti gli avvocati di Viale Mazzini stanno baccagliando per trovare una scappatoia e poter sforare il limite imposto da Bruxelles. In attesa di pareri legali, ricorsi e chiarimenti da parte del Tesoro cosa fa la tv di Stato?

 

maria de filippi a sanremo con carlo contimaria de filippi a sanremo con carlo conti

Come da tradizione ha trovato uno stratagemma per aggirare la legge pescando nel patrimonio delle furberie italiane: in pratica non farebbe più i contratti direttamente ai singoli showman, ma girerebbe tutto alle società di produzione private che si farebbero carico di strapagare le star. Con il risultato di sperperare più di prima, visto che a queste società bisogna riconoscere qualcosa per il disturbo.

CROZZACROZZA

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…