capotondi argento brizzi

SE IL MANIFESTO DIVENTA MOLESTO - CRISTIANA CAPOTONDI: ''CARA ASIA, ''FIRMO IL MANIFESTO ANTI-MOLESTIE E DIFENDO BRIZZI PERCHÉ È UN MIO VECCHIO AMICO E RIMANGO GARANTISTA''. E ALLORA NON HA CAPITO NIENTE DI QUELLO CHE HA FIRMATO - MIRIANA: ''HANNO FATTO UN CONDONO PER I PORCONI: VI CONTROLLIAMO MA NON FACCIAMO NÉ NOMI NÉ DENUNCE, STATE TRANQUILLI'' - FRANCESCA D'ALOJA RITIRA L'ADESIONE. COMENCINI: ''NON AVEVA SENSO FARE NOMI''

1.CRISTIANA CAPOTONDI AD ASIA ARGENTO: ''FIRMO IL MANIFESTO ANTI-MOLESTIE E DIFENDO BRIZZI PERCHÉ NON AMO I PROCESSI MEDIATICI, FINCHÉ IL GIUDICE NON SI PRONUNCIA, RIMANGO GARANTISTA'' - E ALLORA NON HA CAPITO NULLA DEL MOVIMENTO #METOO E DEL MANIFESTO CHE HA FIRMATO...

brizzi capotondi

Cristiana Capotondi su Instagram

 

Cara @asiaargento, mi dispiace vedere che irridi alle firme del manifesto in particolare alla mia. Se la ragione è aver manifestato dolore e vicinanza a Brizzi nel momento in cui tutti l’attaccavano, io continuo a pensarla così:

1) la solidarietà, l’amicizia, il sostegno verso chi subisce violenza o molestia è per me un riflesso automatico. Sempre e comunque, senza se e senza ma.

 

2) Siccome odio i processi sommari, soprattutto quelli fatti in tivù o in piazza, io finché il giudice non si pronuncia rimango garantista. 3) Brizzi è un vecchio amico e io non abbandono i miei amici. Nemmeno se avessero sbagliato, nemmeno se si fossero comportati male. Detto questo mi dispiace che nel momento in cui cerchiamo di abbracciarti tu ti volti dall’altra parte.

 

 

2.ALLA QUARTA RIGA DEL MANIFESTO: ''SAPPIAMO CHE QUELLO CHE OGNUNA DI VOI DICE È VERO''. E ALLORA LA DECINA DI ATTRICI CHE ALLE ''IENE'' HA FATTO ESPRESSAMENTE IL NOME DI BRIZZI?

https://ilmanifesto.it/dissenso-comune/

 

(...)

 

asia argento

Questo documento non è solo un atto di solidarietà nei confronti di tutte le attrici che hanno avuto il coraggio di parlare in Italia e che per questo sono state attaccate, vessate, querelate, ma un atto dovuto di testimonianza.

 

Noi vi ringraziamo perché sappiamo che quello che ognuna di voi dice è vero e lo sappiamo perché è successo a tutte noi con modi e forme diverse.

 

Noi vi sosteniamo e sosterremo in futuro voi e quante sceglieranno di raccontare la loro esperienza.

 

(...)

 

 

3.MIRIANA TREVISAN: ''MI SEMBRA UN CONDONO: VI CONTROLLIAMO MA NON FACCIAMO NIENTE, STATE TRANQUILLI''

Estratto dall'articolo di Silvia D' Onghia per ''il Fatto Quotidiano''

 

miriana trevisan

Mi sembra un condono: vi controlliamo ma non facciamo niente, state tranquilli". Tra le donne che non hanno voluto firmare il manifesto "Dissenso comune", oltre ad Asia Argento - che ieri sul Fatto ha accusato le colleghe di volersi lavare la coscienza dopo mesi di silenzio - c' è anche Miriana Trevisan. Anche lei mesi fa ha avuto il coraggio di denunciare un presunto caso di molestia, anche lei è stata quasi del tutto lasciata sola.

 

(...)

 

Al tempo della sua denuncia, le era stata manifestata solidarietà?

cristina comencini

Da parte di altre vittime, sì, moltissime. Due o tre colleghe del mondo della televisione mi hanno scritto in privato: 'Hai ragione, mi è successa la stessa cosa, ma non la racconto perché altrimenti non lavoro più'.

 

Solo due o tre?

Si vede che il nostro è un ambiente candido (ride) A questo appello hanno aderito ben 124 donne, e forse altre se ne aggiungeranno.

 

Si sente meno sola?

Hanno scritto 'non abbiamo più paura, siamo unite'. Ma che significa, quando poi abbassano lo sguardo e non hanno la forza di fissare negli occhi la realtà? Il passato ci insegna che non è così che si affrontano le cose. Anzi, così finisce tutto nel vuoto. Questo manifesto mi sembra un condono: è come dire 'state tranquilli, non vi facciamo niente, vi controlliamo solo'. Intanto questi personaggi sono ancora liberi di fare del male. Allora voglio rilanciare: vogliamo essere unite? Io ci sto, ma guardatemi negli occhi. Lasciamo perdere le chat: voglio piangere insieme a ognuna di voi.

 

 

 

4.CRISTINA COMENCINI " LA DENUNCIA NON BASTA ORA FACCIAMO POLITICA"

Silvia Fumarola per ''la Repubblica''

francesca d aloja

 

Abbiamo scelto di non fare nomi per denunciare l' intero sistema, perché gli abusi non riguardano solo le donne del cinema, ma tutte le donne». Cristina Comencini è tra le 124 che hanno firmato "Dissenso comune", l' appello che unisce e divide.

Un manifesto bollato da Asia Argento come la lettera a Babbo Natale e poi in un' intervista al Fatto come «un modo per pulirsi la coscienza da questo silenzio assordante».

 

Signora Comencini, partiamo da qui: è un modo per pulirsi la coscienza?

«Il documento è molto articolato e lungo perché non nasce a ridosso degli eventi ma dopo lunga riflessione. Raccoglie tanti punti di vista. C' è voluto tempo. Non è la presa d' atto del coraggio di molte donne, ma un ragionamento per capire quali ne siano le conseguenze. Per tutte, non solo per le donne del cinema. Per questo ha un peso politico».

 

Però la mancanza del nome di Asia Argento ha spinto Francesca D' Aloja, che aveva firmato il manifesto, a ritirare la sua adesione.

ASIA ARGENTO COMIZIO1

«Ho difeso subito Asia, appena ha denunciato, e ho solidarizzato con lei. Qui non si tratta di fare i nomi ma di analizzare un fenomeno diffusissimo che si allarga al mondo del lavoro. Mi dispiace che Asia e Miriana Trevisan abbiano preso il documento come una tardiva presa di posizione. Non è così».

 

Ma fare i nomi avrebbe avuto un senso.

«In questo caso no, perché è un' azione collettiva, non un' analisi di casi personali.

Con la lettera volevamo arrivare all' origine del sistema. Asia è stata contattata, credo non abbia compreso la portata politica di questa azione. L' abbiamo chiamata "politica" dai tempi di "Se non ora quando?": la svolta è cambiare la relazione uomo donna».

 

ASIA ARGENTO COMIZIO2

Cosa chiedete alla politica?

«Niente. Noi la politica la facciamo. Non va fraintesa la coraggiosa denuncia di alcune donne, che ho difeso dal primo giorno, con l' impegno per portare avanti il pensiero. Prima c' era il delitto passionale, ora è femminicidio. Ci sono stati cambiamenti enormi nel caso della violenza. Oggi si fronteggia un fenomeno nuovo: il no delle donne».

 

Scorrendo i nomi, sembra una presa di posizione generazionale.

«Perché le giovani hanno rotto una routine. Nella generazione precedente le attrici potevano ritenere normale che il regista s' innamorasse. Il che può essere, se si è libere di scegliere. In presenza di molestia, no, ma nessuno denunciava. Oggi le ragazze parlano. Sul lavoro non sono ammessi compromessi».

ASIA ARGENTO COMIZIO

 

Ha avuto dubbi sulla lettera?

«Ho firmato convinta, ho fatto minime annotazioni. Se aderisci a un documento così importante, scritto da tante attrici, il risultato è un' azione politica».

 

Traduciamola in azione pratica: saprebbe indicare cinque punti anti-molestie nel cinema?

«Le cose pratiche tipo lasciare la porta aperta? Il movimento che sta nascendo è più importante di qualunque fatto pratico. Il documento deve essere fonte di ispirazione. Dice agli uomini: non userai più il potere per ridurmi in una posizione d' inferiorità. Non siamo ospiti nel mondo del lavoro, ci stiamo a pieno titolo».

rose mcgowan asia argento

 

Però si sono mosse le attrici.

«La differenza sta nel fatto che le attrici hanno voce, corpo carisma. Ma quello che hanno denunciato avviene ovunque, anche a Cambridge. Le attrici sono solo più visibili».

 

La sopraffazione c' è sempre stata, ma lei parla di "problema nuovo".

«Quello che è avvenuto succede da sempre: storicamente gli uomini hanno usato il proprio potere. Ma è diverso il contesto. Nel caso della violenza gli uomini fronteggiano un fenomeno nuovo: il no delle donne. Non parliamo della sessualità, che è un incontro libero tra persone, ma della riduzione delle donne in una posizione subalterna nei posti di lavoro».

 

Lo definite "sistema".

«Lo è. La molestia è una prova di forza dell' uomo, un modo per esercitare la sua forza e il potere. E succede a tutti i livelli».

 

Ultimi Dagoreport

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....