cristina d'avena

CRISTINA D’AVENA, “ESCILE” – LA REGINA DELLE SIGLE DEI CARTONI ANIMATI SI RACCONTA: "IO ICONA SEXY? AMO FARMI VEDERE, MI PIACCIONO I CORPETTINI CHE STRINGONO LA VITA. AI CONCERTI I FAN MI URLANO..." - "AI DUETTI MANCA JOVANOTTI: E’ IL MIO MITO, HO CERCATO DI CONTATTARLO IN TUTTI I MODI: INCOMPRENSIBILE IL SUO SILENZIO" - PATTY PRAVO CHE CANTA I PUFFI, FABRIZIO MORO ('MI FA IMPAZZIRE') E SANREMO: "IN GARA? NON CI HO PENSATO. PERÒ…" - VIDEO

 

Paolo Giordano per “il Giornale”

 

cristina d'avena

Insomma è il rinascimento di Cristina D' Avena. I magazine (Chi) la definiscono «icona sexy». I fan durante i concerti urlano «escile!» e questa speranza è diventata pure un seguitissimo hashtag. Il suo primo disco di duetti l' ha confermata come unica donna nella top 20 degli album più venduti del 2017.

 

Ora arriva il volume due. In Duets Forever l' icona Cristina canta altre sedici delle sue sigle di cartoni animati con altrettanti big della canzone italiana. Per capirci, Patty Pravo spunta nella Canzone dei puffi, Lo Stato Sociale in Ti voglio bene Denver, Max Pezzali è ovviamente Robin Hood e Malika Ayane dice che «chissà come avrei reagito 20 anni fa se, mentre guardavo Pollyanna, mi avessero detto che l' avrei cantata proprio con Cristina».

 

cristina d'avena

In poche parole, da Elodie a Il Volo, Fabrizio Moro e Nek, in Duets Forever si ritrova un' altra volta tutto l' arco costituzionale della nostra musica leggera. «Volevo dare una nuova veste al mio repertorio, tutto qui», dice lei che intanto indossa una veste inedita: abito da principessa con un «chiodo» di pelle nera perché «in fondo mi sento una fatina rock».

 

Però per anni lei e le sue sigle siete stati sottovalutati.

«E io, lo ammetto, ci ho sofferto molto. Mi dicevano ah bello, canti le sigle ma poi si capiva che non le ritenevano significative. Poi, grazie a Carlo Conti che mi ha chiamato a Sanremo e in altri programmi, si sono accorti che ho anche la voce».

 

Uno dei tanti pregiudizi.

cristina d'avena

«Anche perché tutti conoscono almeno un mio brano. E quando un album con le mie sigle vende più copie di tanti altri, una domanda bisogna farsela. Oggi, dopo così tanti anni, le mie canzoni hanno anche una storia alle spalle».

La sua quanto è lunga.

«Canto da 36 anni».

In Duets Forever c' è anche Patty Pravo: dal Piper ai puffi.

«L' anno scorso nel mio disco c' era Loredana Bertè, stavolta lei. Ho parlato con il suo manager, che mi ha risposto scettico: I Puffi?. Poi dopo due ore mi ha chiamato: Ci sta. Poi mi ha chiesto: Ma deve cantare anche Gargamella?. No, lo fa Fabio De Luigi».

 

Elisa come ha reagito?

«Le ho offerto di cantare e lei ha risposto al volo: Voglio Memole, io sono Memoleee».

 

E Lo Stato Sociale?

«Si sono arrangiati da soli Denver e all' inizio sono rimasta un po' così. Ma poi l' ho capito».

cristina d'avena

 

In scaletta manca il suo sogno, Jovanotti.

«Non siamo neanche riusciti a parlargli e un po' mi dispiace perché abbiamo fatto un percorso simile e il nostro pubblico è per certi versi assimilabile. Avrei preferito mi dicesse che il progetto non gli piace piuttosto di non sentire nulla».

 

Sul palco invece lei inizia a sentire inviti inediti dal pubblico.

«Sì, urlano escile (riferito al seno - ndr) e dopo una mia foto in spiaggia qualcuno ha scherzato scrivendo ti pufferei subito»

 

In tempo di MeToo può essere molto equivoco.

cristina d'avena bertè

«Ma è un gioco e si ferma lì. Il mio è un pubblico educato e rispettoso. Se andasse oltre, io me ne andrei subito dal palco».

 

L' hanno pure consacrata «icona sexy».

«Dopotutto io sono una femmina proprio femmina, e amo giocare con la mia femminilità, mi piace indossare i corpettini ma non mi metterei nuda davanti a un obiettivo».

 

Invece ritornerebbe davanti al pubblico del Festival di Sanremo?

cristina d'avena bertè

«In gara? Non ci ho pensato, non so se mi piacerebbe, potrei proporre un pezzo ma soltanto se è meraviglioso e, al momento, non me ne sono arrivati. Però farei ancora il super ospite: in fondo io continuo ad amare il mio repertorio e mi pare che anche al pubblico continui a interessare».

 

Quindi ci sarà il terzo disco di duetti?

«Magari nel frattempo faremo una serata tv con qualche ospite a duettare con me. Poi, dopo, se anche il disco Duets Forever sarà andato bene, mi siederò al tavolo con la mia casa discografica Warner e decideremo. In fondo, ho circa 700 sigle, ne potremmo cantare ancora qualcuna...».

 

CRISTINA D'AVENA

 

 

2. «SOLO JOVANOTTI MI HA SNOBBATA»

SILVIA TIRONI  per Libero Quotidiano

 

«Duets forever è un sogno che si avvera». "Macchiato" però dall' incomprensibile «silenzio di Jovanotti». Cristina D' Avena ha gli occhi che le brillano mentre racconta il nuovo progetto discografico, in uscita il prossimo 23 novembre, nato dalla collaborazione tra Crioma e Warner Music e in featuring con 16 nuovi big della musica italiana: da Patty Pravo a Fabrizio Moro, da Le Vibrazioni a Nek, da Elisa a Il Volo, insomma, "Tutti cantano Cristina D' Avena".

CRISTINA D'AVENA

 

Ecco dunque sfatato, per il secondo anno consecutivo (l' anno scorso aveva già pubblicato il primo album di duetti Duets. Tutti cantano Cristina, che ha avuto un successo inimmaginabile) un pregiudizio: le sigle dei cartoni non sono cantate solo dai bambini.

 

Cristina, che cosa rappresenta, per lei, questo Duets Forever?

«È per me un viaggio unico nella musica fatto con sedici nuovi splendidi compagni di avventura. È un lavoro di cui vado estremamente orgogliosa perché in esso ci sono il cuore, la fantasia, i ricordi».

cristina d'avena e pasquale finicelli mirko

 

Quale duetto l' ha stupita di più, quale più emozionata?

«Mi sono molto intenerita con Federica Carta: mentre cantavamo Papà Gambalunga mi sono rivista alla sua età. Mi ha stupito Patty Pravo, che ha subito accettato di duettare sulla sigla dei Puffi: l' unica sua preoccupazione è stata non dover fare Gargamella. Gasatissima anche Elisa, che ha incominciato a urlare: Memole, Memole, Memole. E così è stato».

 

Il duetto preferito?

«Quello con Fabrizio Moro: lui mi fa impazzire. Il tulipano nero ha tutta la sua impronta, soprattutto nella parte finale»

 

Immagini di fare un Duets legend...

«A Mina farei cantare Prendi il mondo e vai, scritta da suo figlio Massimiliano Pani, a Ligabue Una grande città e a Tiziano Ferro La poesia sei tu, entrambe tratte da uno dei miei telefilm».

 

Il "no" che fa male?

cristina d'avena e pasquale finicelli mirko ieri oggi

«Più che il no, è il silenzio incomprensibile del mio mito, Jovanotti, che ho cercato di contattare in tutti i modi possibili: gli ho scritto mail, mandato messaggi attraverso la radio, l' ho fatto contattare dagli addetti ai lavori, sono andata ai suoi concerti e ho cercato di avvicinarlo nei camerini: non un riscontro».

 

86 album, 7 milioni di copie vendute: una carriera da vera star. Eppure è stata etichettata come la "regina delle sigle dei cartoni animati".

patty pravo

«All' inizio ci rimanevo un po' male, ma mi piace tantissimo quello che faccio, è la mia vita e sono orgogliosa di tutto quello che ho fatto. Ho iniziato da piccola un percorso non voluto, non cercato, ma successo, per questo definisco la mia una vita da favola. Mi sento un po' una principessa di oggi, moderna, una fatina rock».

 

Tanto rock da essere è considerata una icona sexy...

jovanotti

«Sono una femmina, mi piace farmi vedere, mi piacciono i corpettini che stringono la vita e mi diverto a giocare, ma sempre con gusto, con la mia femminilità. Il pubblico si diverte con me, ma sempre con rispetto».

 

Questa sua seconda vita artistica nasce a Sanremo, quando è stata super ospite di Carlo Conti: mai pensato di partecipare al Festival?

«Canto da 36 anni questo repertorio, o faccio un inedito che stupisca veramente tutti, anche a me, altrimenti non so se avrebbe senso».

 

jovanotti

Orgogliosa di dove è arrivata?

«Assolutamente: oggi ho reso le mie canzoni pop, la mia musica non è più "musichina" di serie B, è considerata musica a tutti gli effetti. Più orgogliosa di così!».

 

Prossimi progetti o sogni nel cassetto?

«Mi piacerebbe fare un musical, un programma in tv per bambini, il reboot delle mie serie Arriva Cristina e Kiss me Licia e... un duetto con Jovanotti».

fabrizio moropatty pravopatty pravofabrizio morojovanottijovanotti 2cristina d'avena

Ultimi Dagoreport

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE OGNI CERTEZZA: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI