rossy de palma

ROSSY DI PIACERE - SUCCESSO A TEATRO PER ROSSY DE PALMA, MUSA DI ALMODOVAR: “A UN CERTO PUNTO DELLO SPETTACOLO VENDO UN PENE DI PLASTICA ATTACCATO AD UNA SEDIA. MA COSA C'È DI MEGLIO DI UN CAZZO ERETTO, SEMPRE DURO E FORIERO DI PIACERI. E POI NON PARLA”

Alberto Dandolo e Ivan Rota per Dagospia

rossy de palmarossy de palma

 

E' una icona internazionale. Amata da donne, gay e etero. Venerata da intellettuali, stilisti cult. Il suo naso picassiano è più lungo del suo clitoride. Del suo naso, come del suo clitoride, peraltro, è orgogliosa e fiera. Le sue imperfezioni sono state il suo volano per una popolarità elitaria e planetaria.

 

Chi vi scrive è suo amico da oltre un decennio e sa quanto questa signora, figlia di un muratore e di una casalinga di Palma de Maiorca, abbia cambiato l'idea del “bello” in Spagna e non solo. Ora sta riscuotendo un successo imprevisto e improvviso al Piccolo di Milano. Il suo spettacolo, che si chiama “Resilenze d'amore” ha esordito ieri sera con un plauso di critica e pubblico non prevedibili. Peraltro in una città perbenista e di facciata come Milano. Un applauso finale durato 20 minuti 20, alla prima. Con i più insopportabili, potenti e spocchiosi trend setter della città.

rossy de palma pedro almodovarrossy de palma pedro almodovar

 

Ma questi applausi hanno un loro senso. Rossy, al secolo Maria Elena, ieri sera ha messo davvero se stessa in questa performance. Scritta da lei, voluta da lei. Messa in piedi in una manciata di giorni. Rossy ha parlato di amore, sesso, morte, surrealismo e soprattutto di donne. Di femminile. Ha fatto sentire lo spirito della Magnani e di Maria Callas. Della moglie illibata di Dalì e dell'illibatezza intellettuale di Picasso.

 

Ha comunicato la loro forza e il loro dolore. La loro autonomia e la loro dipendenza dal potere del maschio e dei suoi genitali. Ma ha anche fatto comprendere come quei genitali in fondo potrebbero essere solo uno strumento di piacere. Vissuto nella grandezza delle proprie solitudini.

 

rossy de palma e pedro almodovar rossy de palma e pedro almodovar

Lei, inutile ricordarlo, è una musa di Pedro Almodovar. E sarà la protagonista del suo prossimo film. La vedremo il prossimo venerdi' 20 marzo su Canale 5 in seconda serata . Al Grand Hotel Chiambretti. dove si concederà a Pierino senza filtri.

Intanto in esclusiva per Dagospia una chiaccherata con Rossi de Palma.

 

Rossy come ha iniziato la sua carriera?

Conobbi Pedro Almodovar per caso. Lui quando mi vide mi chiese chi avesse confezionato i miei abiti. Io gli dissi che li avevo cuciti io. Lui voleva prendermi come costumista. Poi mi diede una parte in uno dei suoi primi film. Eravamo nella Madrid anni '80. Tutto era possibile. Esplodeva un senso e una idea di libertà incontenibili. Eravamo un fiume in piena. Energia pura.

 

Lei e l'idea del bello. O di imperfezione...

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La bellezza è un enigma. Un mistero. La bellezza è una trappola che a volte ti conduce alla verità. Ma a volte ti allontana da essa.

 

In che senso?

Descrivo l'idea del “bello” associato al piacere o allo smarrimento che “esso” comporta proprio nello spettacolo con cui ho esordito al Piccolo di Milano ieri sera. La bellezza è l'imperfezione del sentimento. E' il senso dell' incompiuto. E' l'arte che apre mondi nuovi di verità.

 

Che vuol dire?

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Che ognuno di noi, nelle proprie solitudini e nei propri coiti interrotti puo' cogliere la bellezza. Anche senza la presenza dell' “altro”. Noi dovremmo bastare a noi stessi. Essere autonomi nel pacere. Masturbarci lo spirito da soli. Ma è un utopia.

 

Cioè?

Vede, la vita è come una cipolla. Una cipolla napoletana. E' fatta a strati. Dentro non c'è nulla. Ti lascia solo il sapore di qualche lacrima.

 

Come è pessimista Rossi...

No. Sono solo una donna che ha vissuto. Amato. Sofferto e goduto.

 

Ci dica...

Vede, io a un certo punto dello spettacolo faccio la venditrice e di oggetti surrealisti. Vendo un orologio col cucu' che scandisce il tempo che è solo una illusione della nostra idea di “finito, vendo un teschio che rappresenta il nostro rapporto con la morte e con la vita di cui non sappiamo un cazzo e poi vendo un pene di plastica attaccato ad una sedia.

 

Cioè?

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Ma cosa c'è di meglio di un cazzo eretto, di plastica, attaccato a una sedia. Sempre duro e foriero di piaceri. E poi non parla...Ti confronti con lui solo per raggiungere eventualmente i tuoi piaceri. Crea coiti senza compromessi di sorta.

 

E poi fa anche un esercizio vaginale durante lo spettacolo...

Si. Descrivo la meravigliosa tragedia dei piaceri in “solitaria” della vagina. Di quest'organo che contiene energie e vita. Che però quando si è capaci di rilassare produce anche un certo sollievo a chi ce l'ha. Racconto di una tecnica di una signora finlandese che riesce a contenere attraverso un complesso sistema di sospensioni una borsetta piena d'acqua proprio lì sotto.

 

E che cosa vuole dire con ciò?

Che noi donne a volte siamo costrette a bastare a noi stesse.

 

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E l'amore?

Ne parlo. Per amare bisogna mettersi in fila. Attendere. C'è tanta gente davanti a noi. Ma anche tanta gente dietro. L'amore è solo attesa. Eterna attesa.

 

E la verità?

La verità è come la morte. Arriva quando non te la aspetti. Ti coglie di sorpresa. Ti gabba. Ti illude. Fa sesso con te senza farti capire che ti sta prendendo per il culo. Io sento dentro di me lo spirito combattivo, tragico, meravigliosamente profondo di Anna Magnani e di Maria Callas.

 

Perché loro? Le cita anche nel suo spettacolo....

Perchè sono state donne forti. Che hanno scoperto la forza attraverso la tragedia della dipendenza d'amore. Loro bastavano a se stesse quando amavano. Non quando si sentivano amate.

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Lei è sola ora?

No. Ho un amore vero. Quello dei miei due figli. Io credo che della vita come della morte non possiamo dire un bel nulla. E' un mistero che non possiamo comprendere. Che non comprenderemo mai. Io oggi vivo solo per loro. Simbolo del mio amore e della mia capacità di resistere alle beghe del tempo.

 

Lei e la trasgressione...

Trasgredire è per me è cantare al Piccolo una delle più struggenti ed erotiche canzoni di Ornella Vanoni: “Bello Amore”. L'amore che è come un fiume in piena. Come un orgasmo che non conosce argini. né limiti...

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