luca guadagnino

GUADAGNINO CHI? - A PARTE DAGOSPIA (TRAMITE MARCO GIUSTI), IL REGISTA ITALIANO CANDIDATO AGLI OSCAR E’ STATO SNOBBATO DA TUTTI - LUI AVEVA AMMESSO DA TEMPO: "IL MIO PAESE MI IGNORA” - ORA CHE IL SUO “CHIAMAMI COL TUO NOME” HA OTTENUTO LA NOMINATION, RICEVE APPLAUSI E SALIVA...

MARCO GIUSTI PER DAGOSPIA DEL 22 NOVEMBRE 2017: ''GUADAGNINO LANCIATISSIMO PER LA STAGIONE DEI PREMI''

http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/oscar-giusti-lsquo-call-me-by-your-name-rsquo-luca-guadagnino-161377.htm

 

 

Cristiano Sanna per http://spettacoli.tiscali.it

 

LUCA GUADAGNINO

Ancora fino a qualche giorno fa Luca Guadagnino era il grande signor chi? del cinema italiano. Un ambiente lesto a dividersi sul debutto al cinema di Rovazzi e altrettanto lesto a dimenticarsi chi da qualche anno si afferma tra i nostri nomi più rispettati all'estero, se si parla di arte e di film. Tra i pochissimi ad occuparsene con attenzione e lungimiranza, Marco Giusti, inventore di Blob e critico di cinema su Dagospia. Gli altri? Boh. Guadagnino chi? Sorrentino, vorrai dire.

 

Qualcuno ne scribacchiava ogni tanto, ricordandolo in maniera velenosa per la regia della trasposizione cinematografica di Cento colpi di spazzola, dal romanzo bestseller di Melissa P. E trattando quel film come successo per ragazzini in vena di zozzerie.

 

Poi arriva la notizia: dall'estero, dove Chiamami col tuo nome cresce settimana dopo settimana (premi e incassi) ci fanno sapere la bazzecola che Luca Guadagnino corre agli Oscar del 4 marzo in ben quattro categorie: miglior film, attore protagonista, sceneggiatura non originale, canzone originale. E tutti ne diventano improvvisamente esperti e grandi estimatori, ma solo dopo aver guardato sul dizionario Davinotti chi è 'sto Guadagnino. Sul quale Asia Argento ha da sempre idee chiare. E feroci.

TILDA SWINTON E LUCA GUADAGNINO

 

COME HAI OSATO SFREGIARE MIO PADRE?

Risalgono a quasi due anni fa i tweet al vetriolo della Argento contro Luca Guadagnino. Che in bello stile e con notorio aplomb scriveva: (Guadagnino) is an up to no-good cunt who will burn in hell (traduzione più o meno alleggerita: Guadagnino, è una tr...ia buona a nulla che brucerà all'inferno) e ancora Guadagnino is a sneaky son of a bitch who licks asses left and right so he can fuck them better (cioè: Guadagnino è un subdolo figlio di p...che lecca c....a destra a sinistra così può fott...li meglio).

 

LUCA GUADAGNINO

Che accadeva a far imbestialire Asia proprio mentre il film Chiamami col tuo nome di Guadagnino cominciava il suo percorso fino a diventare uno dei film dell'anno? Succedeva che il regista siciliano otteneva diritti e finanziamenti per realizzare il suo remake (ormai pronto per l'uscita) di Suspiria, uno dei capolavori di Dario Argento.

 

A dire il vero lo stesso Dario non aveva avuto parole di stima per questo revival: "Un remake è una cosa di cui non vale nemmeno la pena di parlare. Spero che non faccia un massacro del suo film". Ma aveva poi aggiunto, con tutt'altro garbo: "Luca è una persona intelligente, mi ha telefonato per dirmelo". A ciascuno la sua classe, ma torniamo al grande dilemma: chi è 'sto Guadagnino?

LUCA GUADAGNINO E DAKOTA JOHNSON

 

PIACE AL MONDO, NON ALL'ITALIA

Di grande sapienza visiva, pieno di ricercatezze e di cambi di ritmo e registro, il cinema di Luca Guadagnino insospettisce gran parte dei critici italiani e sfida gli spettatori. Accadde al suo A Bigger Splash, presentato tre anni fa a Venezia. Storia di vite incrociate attorno a una piscina e in una serie di location mozzafiato del Sud Italia.

 

Altro remake (da La piscina, di Jacques Deray) che iniziava come tragicommedia esistenziale e finiva come una specie di thriller, sconcertando pubblico e critica. Prima c'era stato Io sono l'amore, altra pellicola mai amata del tutto, ma che non passava inosservata. Storia di amori, delusioni, passioni e rivalse attorno al cibo e alla cucina, con un cuoco a portare scompiglio. Ed ecco arrivare le candidature a Golden Globe, Bafta, la nomination agli Oscar per i migliori costumi.

LUCA GUADAGNINO

 

Prima ancora e nel mezzo, documentari (uno molto bello su Bertolucci, che non a caso ora molti citano ritrovandolo nello stile di Chiamami col tuo nome), regie operistiche (Falstaff), debutto in giuria a Venezia a fianco a Tarantino. Ed eccoci a Chiamami col tuo nome, che da mesi gira per schermi e festival collezionando applausi, critiche entusiastiche, nuove nomination a Bafta e Golden Globe per poi gettarsi nella mischia delle candidature più importanti agli Oscar.

 

LUCA GUADAGNINO E GIORGIO ARMANI

Storia di un amore omosessuale tra due ragazzi nell'Italia degli anni Ottanta. Quella della mafia rampante di Riina, della presa del potere socialista, dei Duran Duran e del classismo nascosto dietro la sbronza di una vita tutta improntata su ciò che è superfluo (e che ci ha presentato il conto vent'anni dopo). Ci sono anche le donne, in questa storia di educazione sessuale e sentimentale.

 

Un discorso sulla giovinezza, sull'identità e il suo divenire. Un'Italia raccontata in modo insolito. Il mondo lo ha amato, da queste parti si è fatto di tutto per ignorarlo. Con lo stesso fastidio rancoroso con cui sono stati accolti l'Oscar a Sorrentino, le fortune americane del Gomorra di Garrone e quelle di Muccino.

guadagnino

 

O ancora, l'ultimo film internazionale di Virzì. Con grandi attori, come quelli che ama coinvolgere nei suoi film Luca Guadagnino (Tilda Swinton, Ralph Fiennes, Matthias Schoenaerts, Chloe Moretz, Dakota Johnson). Che rottura questi italiani di successo. Già. Ne ripareremo il 4 marzo, alla notte degli Oscar. 

Ultimi Dagoreport

renzo ulivieri

DAGOREPORT - AIAC, CHE MALE PER ULIVIERI! NELLA BATTAGLIA MALAGÒ-GALLIANI PER LA GUIDA DELLA FIGC, SCOPPIA UN BUBBONE NELL’ASSOALLENATORI, GUIDATA DA 20 ANNI DALL'85ENNE “COMPAGNO” ULIVIERI: DOPO 20 ANNI DI PUGNO DI FERRO STALINIANO ALL'AIAC, IL "MATUSA" DELLA PANCHINA E' DIVENTATO SPONSOR DEL FORZISTA GALLIANI – IL CASO LOZZI, OPPOSITORE DI ULIVIERI, E IL COMMISSARIAMENTO DEL GRUPPO REGIONALE DEL LAZIO (SCONFESSATO DA UNA SENTENZA DEL TRIBUNALE) PONGONO QUESTIONI DI TRASPARENZA E SULLA GESTIONE DEL DISSENSO INTERNO - COME PUÒ LA FIGC ACCETTARE UNA SIMILE SITUAZIONE?

ssica serfaty benedetta frucci leonardo maria del vecchio quotidiano nazionale

FLASH! - A "QN" SERVONO PIU' DESKISTI E MENO BELLE PENNE – CHE CI FACEVA L’EX DI LEONARDINO DEL VECCHIO, LA BONISSIMA MODELLA JESSICA SERFATY, CHE HA ACCUSATO "LENNY" DI VIOLENZE (POI RITRATTATE) E DI UNA CAMPAGNA D’ODIO E DISCREDITO ONLINE, ALLA PRESENTAZIONE DEL “QN”, ALLA GNAM DI ROMA? E INFATTI NON C'ERA: L'HANNO VISTA SOLO GLI INCAUTI REDATTORI DEL "QUOTIDIANO NAZIONALE" - NELLA PAGINA DEDICATA ALL'EVENTO, SPUNTA UN LAPSUS FREUDIANO: IN UNA DIDASCALIA, SPUNTA IL NOME DELLA SERFATY, MA NELLA FOTO C'È BENEDETTA FRUCCI, LA GIOVANE ARETINA PORTAVOCE DI MATTEO RENZI (ANCHE LEI DI BELLA PRESENZA) - È SOLO UNO DEI "REFUSI" SULL'EDIZIONE DI OGGI: NELLA DOPPIA PAGINA DEL CARTACEO SULL'EVENTO DI PRESENTAZIONE ALLA GNAM TUTTE LE IMMAGINI ERANO FUORI FUOCO, TRANNE QUELLE CON DEL VECCHIO, ORFEO, MELONI E PIANTEDOSI - UN BEL PROBLEMA DI STAMPA, DOPO DUE MESI DI PREPARAZIONE. EVIDENTEMENTE C'È ANCORA TANTO DA LAVORARE...

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...

tajani meloni annarita patriarca

NAPOLISPIA! - FRATELLI D'ITALIA E FORZA ITALIA FIRMANO UN “PATTO DI NON ANNESSIONE”: NESSUNO DEI DUE PARTITI ACCOGLIERÀ PARLAMENTARI FUORIUSCITI DALL’ALTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI – UN ACCORDO CHE HA UNA LOGICA INOPPUGNABILE, MA METTE NEI GUAI (POLITICAMENTE) LE MIRE DEI PICCOLI RAS LOCALI E STOPPA IL TRASLOCO DAGLI AZZURRI AI MELONIANI DI ANNARITA PATRIARCA, DEPUTATA DI FI SCHIERATA CON I “RIBELLI” DI GIORGIO MULÈ - LUNEDÌ PROSSIMO A NAPOLI SBARCA ARIANNA MELONI, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA SUA CANDIDATURA ALLE POLITICHE…

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?