1- DEVASTANTE INTERVISTA-CONFESSIONE DI ROSALINDA, IL SOLO CELENTANO CHE CI PIACE 2- “IO HO AMATO IN GIOVENTÙ E AMO MONICA BELLUCCI… FERMIAMOCI AL BACIO, HO DETTO. QUANDO CI VEDIAMO ANCORA OGGI, ABBIAMO IL MAGONE. MA È STATO MEGLIO COSÌ” 3- “CON ASIA ARGENTO LIMONIAMO. MI METTE LA LINGUA IN BOCCA, LA GENTE PASSA E CI GUARDA SCHIFATA, MA IO NON MI RITRAGGO, È SANGUE DEL MIO SANGUE. SI SPAVENTA DI QUESTE COSE CHI HA PAURA DELL’AMORE… IO E SIMONA BORIONI CI AMIAMO DA VENT’ANNI, MA NON SIAMO FIDANZATE PER IL MOMENTO, LEI HA UN COMPAGNO, UN FIGLIO. MI ANDAVA DI BACIARLA SULLE LABBRA E ALLORA? SUBITO I TITOLI SUI GIORNALI, ECCO IL LESBICONE!” 4- “A 43 ANNI SONO ANCORA VERGINE. STO CERCANDO UNO SGUARDO CHE MI SFONDI ANCHE FISICAMENTE. L’HO TROVATO UNA SOLA VOLTA IN PASSATO, MA ERA DI UNA DONNA, SIMONETTA” 5- “MI MANCA SOLO QUESTA NOMEA, DI LEGGERE CHE ROSALINDA SE LA FA COI CANI O LE RANE” 6- “RITROVARSI COME PADRE ADRIANO CELENTANO E POI CLAUDIA MORI COME MADRE. DUE BOMBE. PER ME RESTANO UN MISTERO. GLI ARTISTI SONO TROPPO PRESI DA SE STESSI”

Giancarlo Dotto per Diva & Donna

" La situazione politica non è buona....". La canzone di Adriano mi sta conficcata come un ago nel cranio mentre vado all'appuntamento con la figlia, Rosalinda Celentano. A proposito di crani. Il suo cranio rasato è quello di certe eretiche da cineteca. Non ha bisogno che qualcuno la spedisca sul rogo, Rosalinda il suo rogo se lo apparecchia da sé, tutti i giorni. La ragazza brucia a vista.

La cicatrice sulla guancia destra parla di lei più delle sue parole e quasi quanto il suo occhio che è azzurro e selvatico. Scappa da tutte le parti, Rosalinda dal lungo collo, come scappano le sue parole. Le mangia, le divora. Scappare è il suo modo di difendersi, nascondersi, irriconoscibile anche a se stessa. E pensare che Rosalinda, nell'etimo tedesco, vuol dire "scudo che dà la gloria".

Si presenta con Vita, la barboncina bianca di otto anni con cui vive in simbiosi, l'unica vita che sa tenere tra le mani. Allegra e sinistra nello stesso tempo, dalle sue parti inferno e paradiso sono una porta girevole, la vita è insostenibile ma anche degna di essere vissuta.

Conversazione surreale. Parliamo tra i fischi, i clacson e le bombe. Roma in assetto di guerra, per disperdere acusticamente i miliardi di storni che l'hanno invasa di questi tempi. È qui di passaggio Rosalinda, in tournée per i teatri d'Italia con Dr Jekyll e Mr Hyde, un musical di Giancarlo Sepe che riesuma le grandiose gemelle Kessler. Rosalinda in scena è una vittima di Hyde. Come dire una vittima di se stessa.

Parla volentieri. Si fida. Sa che io so. Che parliamo più o meno la stessa lingua. La situazione politica non è buona... «Io sono apolitica, per me tutta la politica è feccia, a partire dalla Chiesa. Non credo in Gesù. Vengo da una famiglia cattolica, ma il dubbio su Dio mi resterà tutta la vita. Preferisco così, non fermarmi mai, cercare Dio ovunque. Voglio vederlo negli occhi delle persone, in un dipinto».

Il dubbio è vitale, ma alla lunga logora. «A parte l'amore, quello che mi sposta è la musica. Quando dipingo, guardo un uomo, o una donna ho sempre una colonna sonora in testa. Una volta non avevo più posto per i cd, ho staccato le prese e li ho messi nel frigo. Mia sorella Rosita un giorno mi ha detto: "Capisco che tu ti nutri di queste cose, ma così muori". Sono una pazza, se non mi brucio, non mi contento».

A furia di bruciarsi, ci si brucia. «Muoio? E allora? Muoio avendo vissuto fino all'ultimo. Detesto le vie di mezzo». Donna parossistica. «Sono piena di patologie. Devono risorgere Jung e Freud. O parlo con loro in persona o non ne esco. Mi sono calmata da quando c'è lei...». Lei sarebbe Vita? «L'ho partorita io, mi è uscita dall'utero, sono ospite a casa sua». In che senso? «Prima di lei ho sempre vissuto negli alberghi, a casa di amici, sotto i ponti. Ora vivo per lei, mi sgretolo per lei. Ho un istinto materno molto forte, anche se lo nascondo».

Provvedi anche alla sua sessualità? «. Intendevo: le trovi tu il compagno barboncino? «L'ho dovuta sterilizzare per via di un tumore». L'identità sessuale. Eccoci nel cuore del tema. «Volevo nascere senza sesso già da piccola. Amando le donne, e degli uomini amando solo il cervello, non il pisello che considero un accessorio, perché dobbiamo chiuderci in un'identità sessuale, mi chiedo? Quello sì, quello no, omosessuale, bisessuale. Parole vuote. Odio i gay pride, come tutte le ostentazioni. Per me esiste solo l'amore. Posso baciare chiunque, una donna o un uomo, se m'innamoro».

Vale anche per la rana. «Certo. Per me contronatura è non amare. Il giorno che non riesco più ad amare, allora sì mi dovete sbattere sui giornali come un mostro». Invece ci sei finita questi giorni perché baci in bocca un'amica. «Ecco la mostruosità. Io e Simona Borioni ci amiamo da vent'anni, ma non siamo fidanzate per il momento, lei ha un compagno, un figlio. Mi andava di baciarla sulle labbra e allora? Subito i titoli sui giornali, ecco il lesbicone! Sai perché oggi ho fatto la smentita?».

Che cos'hai smentito? «Simona mi ha dato dell'orrenda per questo, ma andava fatto per rispetto delle persone intorno a noi». Te ne appioppano di storie. Monica Bellucci in passato. «Che io ho amato e amo, ma non vuol dire essere fidanzate. Così è con Simona per il momento. Se e quando lo sarà, non è che convoco i giornali, ma certo non lo negherò».

Parlami di te e della Bellucci. «Ci siamo amate in gioventù, ma io mi sono sottratta. "Poi so come va a finire: tu vuoi fare dei figli, vai con il tuo uomo e io mi ammazzo. E che sono un comodino?", le ho detto. Ero troppo fragile. Ho penato molto per lei. Sono così a 43 anni, pensa com'ero allora a 24. Non avevo nemmeno la pelle. Fermiamoci al bacio, ho detto. Quando ci vediamo ancora oggi, abbiamo il magone. Ma è stato meglio così, alla luce di ciò che è successo, lei con il suo uomo e i suoi figli, io con i miei uomini e le mie donne. Io sono rimasta una pazza clandestina».

Si è parlato anche di te e Asia Argento. «Con lei limoniamo». Limoniamo? «Lei mi mette la lingua in bocca, la gente passa e ci guarda schifata, ma io non mi ritraggo, è sangue del mio sangue. Si spaventa di queste cose chi ha paura dell'amore. Chi vede I segreti di Brokeback Mountain e pensa sia un film di cowboy froci».

E invece? «Invece è un bellissimo film d'amore come Romeo e Giulietta». Hai lavorato con Heath Ledger. «E l'ho amato. Eravano molto simili, due solitari. Ci scambiavamo i libri di poesie. Lui era una persona meravigliosa con un'anima cicciona». Con "amato" cosa intendi? «Io nella mia vita ho amato veramente, nel senso anche fisico, una donna e un uomo che se n'è andato di tumore e non so se mai questa cosa lo supererò».

Questa storia della lapide sulla vagina? «Sono sessualmente generosa sull'altro, non su di me. Io ti tocco, ti faccio vedere il paradiso, ma a me non osate toccarmi. Nemmeno io mi tocco mai. Forse perché, a livello inconscio, sento di non meritarlo».

Mi stai dicendo... «Ti sto dicendo, voglio dirlo, che a 43 anni sono ancora vergine. Sono vergine, ma sono più cortigiana di tante altre che fanno sesso con uomini e donne». Sei una dissoluta di testa. «Assolutamente. La verginità è un dettaglio. E poi, tre anni fa mi hanno anche tolto l'utero. Vivendo da asessuata, s'era ammalato».

Un tumore? «L'ho preso in tempo. "Hai chiuso una Ferrari per quarant'anni in garage a doppia mandata", mi hanno detto i medici». Hai censurato il tuo corpo? «A 43 anni ci sto lavorando, sto provando a farmi toccare. Cerco di guardare uomini e donne con occhio più adulto, più fisico. È come se avessi un'anima imprigionata in un corpo troppo piccolo. Io sono anoressica di testa e di corpo, ma l'anima è grassa, non ci sta, dove la metto?»

Dove la metti? «Sono una visionaria. Mi piace tuffarmi nel mare e andare in fondo a cercare il corallo». Il tuo mare? «È la mamma. Che però non conosco. L'ho vissuta pochissimo mia madre. E mi mancherà sempre, anche se posso ritrovarla negli occhi di una donna». Un rapporto mancato? «Se la sono presa quando ho detto che gli artisti non devono fare figli. Mi ha insultato anche Rosita, mia sorella che io amo anche se siamo molto diverse. Sai, ritrovarsi come padre Adriano Celentano e poi, non solo, Claudia Mori come madre. Due bombe. Per me papà e mamma restano un mistero. Me ne sono andata via a 18 anni non perché li odiassi, ma loro erano troppo giovani per avere tre figli e gli artisti sono troppo presi da se stessi».

Senza riesumare Freud, cerchi tua madre nelle donne che incontri? «Mia madre era molto autoritaria. Donna di una bellezza rara. Io sono un'esteta malata, me la batto con Oscar Wilde e questa madre così bella e così lontana. Mia madre è la mia sposa mancata». Figlia difficile. «Ero la ribelle di casa che vive con i barboni, si veste di stracci, che forse va con le donne o forse è asessuata».

Destabilizzante. «Hanno imparato ad accettare la mia ipersensibilità. Da tre anni abbiamo un rapporto migliore. Per anni è stato solo formale». Nelle donne ami la madre mancata? «Amo le donne, ma non mi piacciono fisicamente. Magari mi piacessero, avrei avuto una vita sessuale normale. Ne ho conosciute di belle e intelligenti che volevano avere una vita con me. Ho anche tentato. Basta, mi tuffo, dormo con loro, mi sono detta. Ma cercavo sempre una cosa materna, non sessuale».

Qualcosa ti dà pace? «Quando scrivo le mie lettere con la ceralacca. Sono una donna antica, schifosamente romantica e pazienza se devo morire alcolizzata o per amore. Ci sono molti più morti fuori tra quelli che camminano. Sai cosa tengo nel portafoglio?». Voglio saperlo. «Le foto di Aldina, Alda Merini, la mia madre putativa e di Amy Winehouse. Ho sofferto come una pazza quando è mancata. Mi sono chiusa in casa tre giorni e tre notti, mi sono presa non so quante bottiglie di vodka e ho fatto i miei miscugli. Non mi drogo io, mai fumato una canna, mai tirato coca, prendo solo barbiturici per dormire, per staccare. Sono sempre accesa anche di notte».

Solo farmaci? «Ogni tanto ripiombo in questo problema alcolico orrendo. Se ho un'emozione troppo forte, una felicità, un amore, un dolore che non reggo, allora comincio a digiunare, a bere e a prendere qualsiasi cosa». Amy, una sorella elettiva. «Ho pensato a uno scambio di ruoli. Invece di prendere me, hanno preso lei. Ho una connessione speciale con certe persone, quelle che si sono tolte la vita. Per me la morte è incastonata nella vita, sono la stessa cosa».

Donne che cercano la morte, da Virginia Woolf alla Winehouse. «Ero in un periodo mio brutto, quando è successo... M'era presa molto male con l'alcol. Questa cosa non l'ho mai detta, ma la voglio dire perché spero possa aiutare persone che non ce la fanno. Lo scorso agosto mi sono chiusa per cinque settimane in una comunità vicino Mestre, dove il più innocuo era uno che si faceva di crac, si fumava anche i tavolini».

Chi sa starti vicino in questi casi? «Simona. Lei è intelligente, sensibile, è mamma soprattutto. L'unica donna che mi ha saputo rispettare anche nel corpo. Non sappiamo se sfocerà mai in qualcos'altro, ma è un grande amore il nostro. Lei è riuscita ad arginare la mia follia. Mi supplica: fammi dormire ogni tanto». Fai penare chi ti vuole bene. «Rosita mi dice: basta, non posso vivere con questa morte annunciata. Sono andata in comunità anche per lei, per tutti quelli che amo. Ero cadaverica, uno scheletro. O mi sparo subito o basta con questo lento suicidio, ho pensato. Sono un'ex autolesiva, mi tagliavo, mi sono massacrata in tutti i modi».

Quella cicatrice sulla guancia. «Mi hanno messo quarantacinque punti. Mi sono aperta la guancia con un bisturi che ho fregato all'ospedale, mentre mi cucivano altre robe. Sono anni che sto sul filo. Poi, nel 2003 incontro la vodka e ho cominciato a mischiare. Sono uscita da un coma...». Un coma etilico? «Un miscuglio che mi sono preparata consapevolmente». Un tentato suicidio? «Non volevo più stare su questa terra. Volevo raggiungere i miei amichetti. Sono molto brava a combinare i farmaci».

Andarsene così. «Ho detto basta. Non ne potevo più. Guardi fuori e non vedi più il cielo, gli alberi. La bellezza della donna, l'arte, la musica non ti consolano più. Da esteta mi sono detta, mi vesto bene e muoio elegante a 35 anni». Come ti eri vestita? «Mi ero vestita elegante, ma mi hanno trovato nuda. Ancora oggi non so spiegarlo. Ho preso tutto quello che dovevo prendere, la vodka, quaranta compresse, tutto un miscuglio di mia invenzione. Non sono bastate».

Cosa ti disgusta? «Il cibo, andare a letto con la panza piena. Quando mangio troppo vuol dire che m'annoio. Da vuota mi sento più sollevata da terra, più capace di connettermi con le mie anime gemelle». Hai l'esuberanza delle timide patologiche. «Una frase di Giacomo Leopardi mi ha cambiato la vita: "Gli amori e i dolori più grandi sono muti". Da Leopardi e da Pasolini mi sarei fatta fare qualunque cosa, avrei fatto diciotto figli con loro. Anche con Mel Gibson».

Parlami di lui. «Gli capita una mia foto tra le mani e vuole vedermi. Mi convocano un mese dopo a Cinecittà. Sanno come sono fatta e non mi dicono nulla per non impressionarmi. Apro la porta e vedo questo figone, lo riconosco, me ne vado, m'inseguono. "È lui che ti vuole". "Sei molto più femmina tu rasata di tante altre", è la prima frase che mi rivolge. "Sarai l'altra faccia di Dio, il diavolo, l'angelo caduto" mi dice».

E tu? «Ho pensato: ecco l'uomo cui potrei fare qualunque cosa, anche quello che non ho mai fatto, che mi fa orrore. Mi sono limitata a regalargli non so quanti miei quadri. L'ho amato di nascosto, Mel. Non ho voluto un euro per il film. M'hanno presa per pazza, ma lavorare gratis per lui, nella mia testa, era il mio modo di ringraziarlo». Lui l'ha saputo? «Finito il film mi fa: "vieni in America, qua non ti meritano". Io gli dico: "no grazie, odio gli attori, sono autoreferenziali e lì, in un posto come l'America, finisce che mi drogo".

Mi scrive un giorno una lettera bellissima. La giro e c'erano 4mila euro. "Tu sei un angelo, ma non caduto. Io l'avevo capito". A quel punto ero disposta anche a perdere la verginità con uno così».

Sei stata un po' evasiva sui tuoi. «Loro soffrono in silenzio. Non so se saranno contenti di leggere queste cose, ma hanno compreso la mia volontà di migliorare per chi mi ama. Verranno a vedere lo spettacolo. Sarà la prima volta che vengono a vedermi». Sei fuori dall'alcol? «Lo spero, anche se appena sono uscita dalla comunità, tornata a casa, mi sono fatta due bicchieri di Prosecco. Rischiosissimo, dopo l'astinenza. Il mio cuore, a differenza di quello di Amy, non è zompato».

Il nuovo disco di papà? «Sono l'unica obiettiva dei tre figli. Per questo mi chiama per chiedermi un giudizio. Si fida di me. È molto bello questo nuovo disco». La lapide è per sempre? «Ancora resiste, sto cercando uno sguardo che mi sfondi anche fisicamente. L'ho trovato una sola volta in passato, ma era di una donna. Simonetta Gianfelici, bella come lei nessuna al mondo. Ho trovato l'angelo, mi dicevo. Per anni, dopo di lei, ho fissato l'aria».

Ci sono le mitiche Kessler con te nello spettacolo. «Le amo. Sono pazza di loro. Il mio sogno erotico è dormire una notte con tutte e due. Accucciarmi come una bambina in mezzo a loro. Cantano, ballano, fanno spaccate incredibili. Cantano anche un pezzo di Amy Winehouse». Una tua idea? «Un'idea del regista. Ogni sera, quando hanno finito di cantarlo, le prendo per mano al buio dietro le quinte e mando un bacio in cielo, a lei, Amy, e a quelle come lei che non ce l'hanno fatta».

Hai scelto Milano e non Roma. «Odio Roma, la sua superficialità. Ci ho vissuto dodici anni e ho rischiato di perdermi. Città devastante per una devastata come me. Tutti amiconi e poi nessuno quando hai bisogno. Roma mi ha ammazzato. Sai dove andrei a vivere?..Oddio vivere...».

Parole grosse. «Vorrei morire non tanto in là, se mi comporto bene, ma sembra che gli dei non mi vogliono. Vorrei andare a vivere con gli amichetti, tutti gli animali del mondo, in un posto di mare, aprire un chiosco e morire alcolizzata, ridendo. E povera, dopo aver regalato tutto ai bambini». Il mondo finirà un giorno? «Finirà quando dal seno della madre invece del latte uscirà il sangue».

 

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