IL DIVANO DEI GIUSTI - "VAFFANCULO TE E 'STA SBUCIONA CO' LE CIAVATTE!", IN PRIMA SERATA C'E' UNA VANZINATA COME "BUONA GIORNATA" IN CUI DE SICA RIFIUTA UNA PROPOSTA DI MATRIMONIO - DIVERTENTE LA SCENA IN CUI UN SENATORE MUORE D'INFARTO DOPO AVER PRESO IL VIAGRA IN COMPAGNIA DI UN TRANS - ANDREBBE RIVISTO “THE SOCIAL NETWORK” - ALMENO SI BALLA SU RAI 5 CON “THE ROLLING STONES. HAVANA MOON IN CUBA” - IN SECONDA SERATA C'E' "L’OMBRA DELLE SPIE"... - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
Che vediamo stasera? Interessante, ma un filo deludente, il western al femminile, ma con regista maschio, “Jane Got a Gun” diretto nel 2016 da Gavin O'Connor (“Warrior”) con Natalie Portman alle prese con un marito violento che la vuole uccidere, ma piena di maschi pronti a aiutarla. Grande cast con Joel Edgerton, Ewan McGregor, Noah Emmerich, Rodrigo Santoro, Cielo alle 21, 20. Critiche così così.
Su Cine 34 alle 21 passa una tarda vanzinata, “Buona giornata” diretto da Carlo e scritto da Enrico Vanzina con Christian De Sica, Diego Abatantuono, Vincenzo Salemme, Lino Banfi, Maurizio Mattioli, Teresa Mannino. Forse ricorderete il grido di battaglia del Principe Ascanio Gaetani Cavallini, interpretato da Christian De Sica, "Vaffanculo te e sta buciona co' le ciavatte!", in reazione alla proposta di matrimonio di una cafona arricchita che vende mutande in centro con madre, appunto, inciabattata. Un principe, anche se decaduto, è sempre un principe.
Ma non è male nemmeno la promessa di Diego Abatantuono alla figlia: "Quando sentirò nitrire i caciocavalli ti comprerò un San Bernardo!". Di fronte a questo 53esimo film dei fratelli Vanzina, che vedeva il ritorno in ditta di Christian De Sica dopo dodici anni di cinepanettoni, ma anche quelli di Lino Banfi a personaggi del suo eroico passato, di Diego Abatantuono nella Puglia originaria di tutti i terruncielli, la consacrazione di Maurizio Mattioli come nuovo cafone romano evasore totale negli anni di Monti e Passera, l'eterna pochade franco-napoletana di Vincenzo Salemme e Tosca D'Aquino, non si può rimanere indifferenti.
Ottimo poi l'episodio politico di Lino Banfi, dove fa un senatore della maggioranza, cioè di centrodestra, tal Lo Bianco, che chiama alla raccolta i fedeli del partito per non essere spedito come dovrebbe in galera dalla votazione in Senato per il suo arresto. Sotto di un voto, recupera il malatissimo senatore veneto Zonin.
Ma, disgrazia vuole che gli muoia il fido senatore Molteni, il grande caratterista milanese Luis Molteni, mentre stava alle prese, ingrifatissimo di Viagra, con un trans brasiliano, certo Bernarda, interpretato dal ballerino Russell Russell (è il momento più cult e trash del film). Per non perdere il voto fondamentale di Molteni, lo fa votare da morto spingendolo con la carrozzella.
Nell'episodio di Christian De Sica, che è il più riuscito del film, seguiamo una giornata dello spiantatissimo principe Ascanio Gaetani Cavallini, costretto ad affittare la casa di famiglia a una coattissima troupe romana per le riprese di "Orgoglio e Pregiudizio VII". Christian riprende, come ha dichiarato in conferenza stampa, un po' del presenzialismo del Principe Giovannelli e dell'eleganza di Mario D'Urso per la costruzione di questo cialtrone blasonato, ma anche un po' della sua vita ("Ho conosciuto Sam Spiegel tanti anni fa...") e l'effetto finale, al di là della storia, che non esiste, è di gran divertimento.
Mediaset Italia 2 alle 21, 05 passa il fantasy russo “Wolfhound” diretto da Nikolaj Lebedev con Aleksandr Bukharov, Oksana Akinshina, Aleksandr Domogarov, Igor Petrenko. Su Canale 27 alle 21, 10 un thriller diretto da Brett Ratner, “Tower Heist: colpo ad alto livello” con Ben Stiller, Eddie Murphy, Matthew Broderick, Casey Affleck, Téa Leoni, Michael Peña. Non era male.
Su Rai Movie alle 21, 10 passa il Vietnam movie “We Were Soldiers” diretto da Randall Wallace, già sceneggiatore di “Braveheart” di Gibson, di “Pearl Harbour”, con un dilagante Mel Gibson, Madeleine Stowe, Greg Kinnear, Sam Elliott, Chris Klein. Su Tv2000 alle 21, 10 passa “Bambini nel tempo”, tratto dal complesso romanzo di Ian McEwan su una coppia londinese, lui scrittore, lei musicista, che vedono scomparire quasi davanti ai loro occhi la loro figlia piccola e non se danno ragione, diretto da Julian Farino con Benedict Cumberbatch, Kelly Macdonald, Stephen Campbell Moore, Anna Madeley.
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Canale 20 alle 21, 10 propone l’action coattissimo “Safe” di Boaz Yakin con Jason Statham, Catherine Chan, Chris Sarandon, Robert John Burke, Reggie Lee, Danny Hoch. Andrebbe rivisto “The Social Network”, biopic di Mark Zuckerberg e di come arrivò dove sarebbe arrivato diretto da David Fincher, scritto da Aaron Sorkin con Jesse Eisenberg, Andrew Garfield, Justin Timberlake, Rooney Mara, Brenda Song, Armie Hammer. Ottimo film.
LA5 alle 21, 15 passa "L'assistente della star” di Nisha Ganatra con Dakota Johnson come assistente di star cantante, Tracee Ellis Ross, Ice Cube, Bill Pullman, June Diane Raphael. Ha buone critiche. Su Iris alle 21, 15 andate sul sicuro con “A Beautiful Mind” di Ron Howard con Russell Crowe, Jennifer Connelly, Ed Harris, Christopher Plummer, Paul Bettany. Certamente meno visto il thriller avventuroso “Survivre” di Frédéric Jardin con Emilie Dequenne, Andreas Pietschmann, Lisa Delamar, Lucas Ebel, Arben Bajraktaraj in prima visione su Rai4 alle 21, 20.
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Rai Due alle 21, 20 punta sulla commedia inglese “What's Love Got to Do with It?” diretta da Shekhar Kapur con Lily James, Emma Thompson, Shazad Latif, Oliver Chris, Nosheen Phoenix, Rob Brydon. L’idea è quella di costruire piccole storie su come trovare un amore duraturo. Capirai… Ha buone critiche, però, carino, moderno. Passiamo alla seconda serata con l’horror comedy “Le streghe di Eastwick”, diretto da George Miller tratto da un romanzo di John Updike con Jack Nicholson nei panni del diavolo che si insinua tra le tre streghe Michelle Pfeiffer, Cher e Susan Sarandon.
La produzione, cioè Jon Peters, cercò in tutti i modi di eliminare George Miller e di rendergli la vita difficile, ma il regista aveva Jack Nicholson dalla sua parte. Lo trovate su Canale 27 alle 23.
La7 Cinema alle 23, 30 passa il poco noto e poco visto “Misure straordinarie” diretto da Tom Vaughan con Harrison Ford, Brendan Fraser, Keri Russell, Courtney B. Vance, Jared Harris, dove Brendan Frase è un padre che lascia tutto per seguire i suoi due figli malati di qualcosa di difficilmente curabile con l’aiuto di un medico, Harrison Ford. Sembra sia bruttissimo.
Almeno si balla su Rai 5 alle 23, 30 con “The Rolling Stones. Havana Moon in Cuba”, documentario musicale diretto da Paul Dugdale. Italia 1 alle 23, 50 propone il film coi vicini impossibili “Cattivi vicini” diretto da Nicholas Stoller con Seth Rogen, Rose Byrne, Zac Efron, Dave Franco, Christopher Mintz-Plasse. Non è male. Rai Movie a mezzanotte propone “Fast Food Nation” di Richard Linklater con Greg Kinnear, Kris Kristofferson, Patricia Arquette, Ethan Hawke, Luis Guzman, Bruce Willis, Catalina Sandino Moreno, Bobby Cannavale, Paul Dano. Cosa c’è negli hamburger americani e perché non andrebbero mangiati. Un film politico assolutamente da recuperare con un grande Bruce Willis.
Su Cine 4 alle 0, 50 riappare “La scuola cattolica” di Stefano Mordini con Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca, Benedetta Porcaroli, Valentina Cervi, cioè i terribili fatti del Circeo spiegati dal profondo della cultura fascista di un quartiere romano borghese e del suo liceo di riferimento. Tratto dal romanzo di Edoardo Albinati.Su Cielo alle 0, 55 il fantascientifico canadese “Solar Attack” di Paul Ziller con Mark Dacascos, Joanne Kelly, Kevin Jubinville, Louis Gossett jr., Craig Eldridge.
Su Rai Movie alle 2 magari siete svegli abbastanza per divertirvi con “Una famiglia senza freni” diretto da Nicolas Benamou con José Garcia, André Dussollier, Caroline Vigneaux, Josephine Callies, Stylane Lecaille. Rai Due alle 2, 15, un po’ tardi…, presenta il primo film dei fratelli D’Innocenzo, l’ottimo “La terra dell’abbastanza” con Andrea Carpenzano, Matteo Olivetti, Milena Mancini, Max Tortora, Luca Zingaretti, presentato con grande successo al Festival di Berlino.
Vi giro quello che scrissi quando uscì il film. “Amo svoltato!” Bella sorpresa davvero il primo film dei gemelli romani Damiano e Fabio D’Innocenzo, che si firmano Fratelli D’Innocenzo, “La terra dell’abbastanza”, presentato nella sezione Panorama del Festival di Berlino. Il genere è un sub Suburra, Non essere cattivo, cioè periferia romana violenta, l’ascesa criminale di due amici che diventano piccoli gangster per caso, quando mettono sotto uno con la macchina (“Porco… è uscito dar nulla!”) in piena notte.
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Dopo la prima ondata di panico (“avete investito una persona, mica so’ pizza e fichi!”), siccome si viene a sapere che il morto era un infame ricercato da una banda, il clan dei Vantano, i due, Mirko e Manolo, interpretati da Matteo Olivetti e Andrea Carpenzano, bravissimi e non sono neanche romani, grazie al padre di Manolo, uno strepitoso Max Tortora nel suo primo ruolo drammatico, svoltano (“Na volta tanto un po’ de bucio de culo!”), cioè vengono ripagati della “buona” azione dal capo del clan, un certo Angelo, Luca Zingaretti, e finiscono a fare prima i killer poi i pappa di un gruppo di mignotte minorenni.
I due ragazzi non hanno nessuna consapevolezza delle loro azioni, come si ripetono anche i criminali che li hanno ingaggiati, sono due cani sciolti, anche se presto si incrinano sia i rapporti fra di loro sia con la famiglia, soprattutto il rapporto di Mirko con la madre, Milena Mancini. Costruito con una regia che mostra il rispetto dovuto ai maestri, Claudio Caligari, Stefano Sollima e soprattutto Matteo Garrone, i gemelli sono stati suoi assistenti, ma poi prende una sua strada coatto-criminale decisamente personale e moderna, con lunghi piani sequenza sotto il controllo del direttore della fotografia Paolo Carnera, del montaggio perfetto di Marco Spoletini, e della musica minimale di Toni Bruna, il film ha il coraggio di risolvere le morti violenti come fossero in fuori campo, come se non ci interessasse scivolare nella parte più pornografica del genere.
La macchina da presa infatti è tutta sui volti di Mirko e Manolo, come se quello che è capitato a loro, la “svolta”, “il bucio de culo”, e quello che stanno facendo, le morti su commissioni (“c’è un indultato a Rieti… un ex-pugile…”), le mignotte, facessero parte di un mondo che serve ai registi solo per sviluppare la loro storia. “Ci abbiamo la chimica io e te”, si dicono dopo un’azione orrenda, cercando di ricostruirsi il rapporto da ragazzini che avevano prima dell’incidente. Ma è nello scontro con gli adulti che tutto questo scoppia, che i due non ce la fanno a entrare in un mondo che non sanno neanche cosa sia.
jack nicholson le streghe di eastwick
Molto simile a Blue Kids di Andrea Tagliaferri, opera prima di un aiuto di Matteo Garrone prodotta dallo stesso regista, dove i ragazzini criminali erano però rampolli della buona borghesia del nord, anche La terra dell’abbastanza è un piccolo trattato non tanto sull’indifferenza e sulla inconsapevolezza che accompagna i delitti di questi baby criminali, quanto sulla totale perdita di contatti che i ragazzi, borghesi e non, hanno con il mondo adulto e con la propria famiglia e sul tentativo disperato di ricostruirsi una famiglia fra di loro tramite rapporti d’amicizia o d’affetto.
E’ un mondo esplosivo e in parte già esploso che sembra difficilmente recuperabile socialmente e che si muove quasi su modelli cinematografici, Gomorra, Suburra, Non essere cattivo, già nella realtà. E che è mosso da piccoli desideri, soldi, telefonini, il calcio, che vengono come buttati lì nella totale indifferenza. “Poi ve faccio conosce il Capitano”, dice il boss Zingaretti ai due ragazzi dopo averli mandati a uccidere.
Su Cielo alle 2, 30 lo spionistico inglese “L’ombra delle spie” diretto da Dominic Cooke con Benedict Cumberbatch, Merab Ninidze, Rachel Brosnahan, Jessie Buckley, Angus Wright. Dovrebbe essere piuttosto buono, ma è relegato su Iris alle 2, 40, “Verso l’Eden”, civilissimo film sull’emigrazione europea di oggi di Costa-Gavras con il nostro Riccardo Scamarcio, Juliane Köhler, Ulrich Tukur, Anny Duperey, Antoine Monot jr.. Su Cine 34 alle 2, 55 torna “Baila Guapa”, unico film da protagonista della Guapa televisiva ideata da Gianni Boncompagni, cioè Gloria Piedimonte, diretto dal montatore Adriano Tagliavia con Erna Schurer, Vincenzo Crocitti, Enzo Avallone, Silvano Bernabei.
Rete 4 alle 3 passa “Le voci bianche”, commedia settecentesca scritta e diretta da Pasquale Festa Campanile e Massimo Franciosa con Paolo Ferrari protagonista come Meo, popolano che si fa passare per castrato per ottenere una vita migliore, e incontra così una serie di bellezze favolose, Anouk Aimée, Graziella Granata, Sandra Milo, Jeanne Valerie, Jacqueline Sassard, Barbara Steele.
Strepitoso Vittorio Caprioli come Matteuccio, ma anche Alfredo Bianchini come l’attore gay. Grandi scenografie e grandi costumi di Pier Luigi Pizzi. Da vedere. Rai Movie alle 3, 25 passa “Falchi”, film di poliziotti violenti a Napoli diretto da Toni D'Angelo con Fortunato Cerlino, Michele Riondino, Xiaoya Ma, Stefania Sandrelli, Pippo Delbono. Prodotto da Gianluca Curti e da Gaetano Di Vaio, musicato benissimo da Nino D’Angelo e interpretato alla grande da due star come Michele Riondino e Fortunato Cerlino è nun frullato di temi alla Di Leo e di Gomorra. “Noi non siamo come loro”, spiega il falco Cerlino all’amico e collega Riondino, “noi siamo poliziotti e per questo la pigliamo nel culo”.
Ma è vero pure che il falco Cerlino si sente come un rottweiler, un “combattente”. E questo lo porterà a difendere gli amici e a combattere fino alla fine. Poliziotti un po’ speciali della Squadra Mobile di Napoli, Peppe e Francesco, non riescono a uscire dal mondo violento che frequentano. Peppe, Cerlino, alleva cani da combattimento per le scommesse clandestine, Francesco, Riondino, è fuori di testa e si sente un criminale. Quando il loro capo, il commissario Marino, Pippo Delbono, si spara credendo così di pagare per un errore, tutta la fragilità di Francesco viene fuori. Toni D’Angelo immerge la sua storia in una Napoli notturna, fredda e violenta, dove non esistono più i buoni e i cattivi, e dove i cinesi sembrano come i francesi nei nostri vecchi poliziotteschi.
E coscientemente costruisce un film di genere secondo sì i canoni dei maestri del passato, ma anche con un occhio al poliziesco moderno alla Sollima. Grande cast di attori napoletani, da Sasà Striano a Aniello Arena, ma Cerlino e Riondino dominano praticamente ogni scena. Per il nostro cinema fatto di commedie ripetitive e remake di remake un poliziesco come questo è ormai un oggetto raro.
benedict cumberbatch l’ombra delle spie
Chiudo con il lontanissimo avventuroso salgariano “Gli ultimi filibustieri” diretto nel 1943 da Marco Elter, scritto anche da Sergio Amidei e Antonio Leonviola, con Vittorio Sanni, Loredana, Osvaldo Valenti, Nerio Bernardi, Pina Renzi, Aldo Silvani, Rete 4 alle 4, 45, sequel di “Il figlio del Corsaro Rosso”.
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rachel brosnahan l’ombra delle spie















