2026divano1706

IL DIVANO DEI GIUSTI – CHE VEDIAMO STASERA IN CHIARO? MAGARI È LA VOLTA BUONA PER RIVEDERE CON TRANQUILLITÀ IL PRIMO “DIABOLIK”. ALLORA DIVISE IL PUBBLICO. O UN DISASTRO, IL PIÙ BRUTTO FILM DELL’ANNO, O È IL MIGLIOR FILM ITALIANO DELL’ANNO, COME MI DISSE ANCHE LUCA GUADAGNINO – MI INTERESSA PARECCHIO LA COMMEDIA “MOGLIE A SORPRESA”, MA OCCHIO A “300: L’ALBA DI UN IMPERO” E A “VIVA L’ITALIA”. VA VISTO PERCHÉ CI RIPORTA A UN PRECISO MOMENTO POLITICO DELLA NOSTRA STORIA RECENTE: LA FINE DEL GOVERNO BERLUSCONI – NELLA NOTTE TROVATE “I TENENBAUM”, FORSE IL MIGLIOR FILM DI WES ANDERSON, E “LA PATATA BOLLENTE”, LA PRIMA COMMEDIA ITALIANA SUL TEMA DELL’OMOSESSUALITÀ SENZA FARE MACCHIETTE - VIDEO

Marco Giusti per Dagospia

 

diabolik 4

Che vediamo stasera in chiaro? Magari è la volta buona per rivedere con tranquillità il primo “Diabolik” dei Manetti bros con Luca Marinelli, Miriam Leone, Valerio Mastandrea, Claudia Gerini, Vanessa Scalera, Rai Movie alle 21, 10. Allora divise incredibilmente il pubblico. O un disastro, il più brutto film dell’anno, o è il miglior film italiano dell’anno, come mi disse anche Luca Guadagnino, mettendolo in un altarino assieme a “A Chiara” di Jonas Carpignano.

 

Intanto, credo non dovesse essere trattato come un potenziale blockbuster da schiaffare a Natale, meglio portarlo a Venezia come film d’autore, anche fuori concorso, perché lo è. Marco e Antonio Manetti lo hanno attentamente curato fino all’ultimo dettaglio, assieme a Mario Gomboli, l’unico depositario del “come si fa” del Diabolik originale delle sorelle Giussani, per essere qualcosa di ineccepibile per i terribili fan del fumetto.

 

miriam leone luca marinelli diabolik

Che era quello che, da bravi registi appassionati, davvero volevano fare. Oltre a evitare le mille trappole dell’operazione. Già all’epoca del meraviglioso e oggi inarrivabile “Diabolik” di Mario Bava, operazione sofisticatissima possibile solo nei veri anni ’60 italiani, dove un produttore come Dino De Laurentiis liquidò prima Jean Sorel, poi Catherine Deneuve perché troppo fredda, i fan facevano le pulci ai costumi, ai dettagli che non fossero proprio identici a quelli del fumetto. Ecco.

 

luca marinelli diabolik

 I Manetti hanno l’accortezza di non partire da Bava, troppo cinema, ma dal fumetto originale, anzi dalla storia del numero 3 di Diabolik delle Giussani, e cercano di ripeterne sullo schermo, dopo sessant’anni, il fascino che colpì tanti ragazzi del tempo e tanti giovani lettori delle generazioni successive. Così non c’è nessun tipo di rivisitazione moderna, di voglia di reboot, a parte quella di dover, per forza di cose, usare attori di oggi.

 

Anzi gli attori italiani di oggi. Per non dire romani… E lì si può discutere. Come Luca Marinelli, criticato perché un po’ privo di vita, ma è così che lo volevano i Manetti, magari ha un nasone troppo forte, ma ha nello sguardo la cattiveria del fumetto originale, a differenza di John Phillip Law, un po’ troppo baccalà, perché Diabolik è un assassino pericoloso senza morale. E ha una forte carica erotica.

miriam leone luca marinelli diabolik

 

O come la Eva Kant di Miriam Leone, perfetta come bellezza bionda post-hitchkockiana in primo piano, meno quando si muove, ma è uno dei punti più forti del film, anche se ci fa vedere, ahimé, a differenza della Mell, solo mezza chiappa. Ma l’alchimia fra Marinelli e la Leone non solo funziona ma fa funzionare tutta la prima parte del film, che rivela nel confronto fra i due una precisa carica erotica. Valerio Mastrandea come Ginko, esattamente come il Ginko di Michel Piccoli, che adorava il film di Bava, è preciso nella parte. Magari un po’ troppo romano, ma questo non è un difetto.

diabolik manetti bros

 

Perché tutta l’operazione Diabolik, difficilissima da portare avanti, visto che per anni sono state tentate serie e film presto abortiti, un elenco infinito di nomi, è stata concepita dai Manetti secondo la loro ottica adolescenziale e un po’ dilettantesca, che è però una cifra giusta e precisa per fare quello che vogliono fare da fan. Un gioco da ragazzi che fanno cinema per passione con il loro ristretto gruppo di fedelissimi, comprese Claudia Gerini, Serena Rossi e perfino Piergiorgio Bellocchio.

7 chili in 7 giorni

Cine 34 alle 21 passa “7 chili in 7 giorni”, diretto da Luca Verdone, e con una mano da Carlo, con Carlo Verdone, Renato Pozzetto, Tiziana Pini, Silvia Annichiarico, Franco Diogene, Salvatore Porcaro, la Sora Lella, Giuseppe D’Aloja detto Pino er Mostro. Faceva parecchio ridere. La cosa più curiosa è che Giulia Verdone, figlia di Carlo, è diventata una bravissima dietologa. Il film esiste anche in versione più lunga, di 26’, per la tv.

 

moglie a sorpresa

Su Mediaset Italia 2 alle 21 passa l’action comedy “Kangaroo Jack – Prendi i soldi e salta” di David McNally con Jerry O'Connell, Anthony Anderson, Christopher Walken, Estella Warren, Michael J. Shannon. Mi interessa parecchio “Moglie a sorpresa”, commedia diretta da Frank Oz con Steve Martin, Goldie Hawn, Dana Delany, e Julie Harris, mitica protagonista di “La valle dell’Eden” di Kazan. Goldie Hawn fu addirittura la terza scelta dopo Meg Ryan e Kim Basinger.

 

Ma Goldie Hawn funziona benissimo con Steve Martin, al punto che faranno un altro film assieme, “Sperduti a Manhattan”. Su Canale 20 alle 21, 10 abbiamo “300: l’alba di un impero”, diretto dall’israeliano Noam Murro e interpretato da Sullivan Stapleton, ma soprattutto dalla incredibile Eva Green, Lena Headey, Rodrigo Santoro, Jack O'Connell.

 

Grandi battute da peplum vecchio tipo. “Combatti come se il sangue di Poseidone scorresse nelle tue vene!”. “Sei meglio con il ferro che a letto!”. “Ci saranno morte e distruzione!”. “Meglio morire in piedi che vivere in ginocchio”. Ah! Che bellezza… il peplum trionfa.

300 l’alba di un impero.

 

E il sangue in 3D ti macchia anche la camicia, scrivevo quando lo vidi, mentre la cattivissima ammiraglia della flotta persiana Artemisa, un’Eva Green supersexy, stacca le capocce dei greci o mette i pesi al suo comandante in seconda spedendolo dritto in bocca ai pesci perché ha sbagliato tattica contro il furbo Temistocle, l’australiano Sullivan Stepleton, più vicino a Michael Fassbender che a Gerard Butler, al suo esordio da supereroe bonazzo.

 

eva green 300 l’alba di un impero

Allora, questo “300 - L’alba di un impero”, che non è proprio un sequel e nemmeno un prequel di “300”, ma una sorta di spin off, di film parallelo a livello temporale, cioè mentre lo spartano Leonida si fa massacrare alle Termopili, gli ateniesi combattono la flotta persiana, è una bella sorpresa.

 

Intanto perché è tutto costruito sulle battaglie navali fra l’enorme flotta persiana, mille navi, agli ordini di Artemisa, che nella realtà ne comandava solo cinque, e il minuscolo esercito ateniese, cinquanta navi, al comando di Temistocle. E queste battaglie sono grandiose. Non arriviamo alle incredibili battaglie navali di “Ben Hur” o del capolavoro “Kwaidan” di Masaki Kobayashi, dove c’è forse la più bella battaglia navale mai messa in scena, con un esercito che si trasforma in zombi!, ma sono rimasto incollato sulla sedia.

scena di sesso 300 l’alba di un impero

Ma tutto il film è costruito sulla tensione sessuale, fortissima, fra l’Artemisia di Eva Green, e il Temistocle di Sullivan Stepleton, già finissimo eroe di “Animal Kingdom”. Nella scena chiave del film, come accadde a Hedy Lamarr e a Victor Mature in “Sansone e Dalila” del maestro dei maestri, Cecil B. De Mille, lei cerca di farselo e di portarselo dalla parte sua. Lui tira fuori lo spadone dalle mutande e cerca di farselo modello ingroppata.

 

Ovvio che finiranno per seminare l’inferno nei mari della Grecia e la passione di Artemisa troverà pace solo quando lui tirerà fuori davvero il ferro per cercare di penetrarla, da cui la frase “Sei meglio col ferro che a letto”, ma intanto sulla tensione sessuale che si è sprigionata fra i due è costruito tutto il film.

 

jamie foxx colin farrell miami vice

La7 Cinema alle 21, 15 propone la commedia “E’ solo l’inizio” diretta da Ron Shelton con Tommy Lee Jones, Morgan Freeman, Rene Russo, Joe Pantoliano, Glenne Headly. Non fu invece il successo sperato il “Miami Vice” versione cinema diretto da Michael Mann, che pure fu responsabile della serie, con Colin Farrell e Jamie Foxx al posto di Don Johnson e Philip Michael Thomas, Gong Li, Naomie Harris, Ciaran Hinds, Justin Theroux, Luis Tosar, Isaach de Bankolé.

 

Non fu un successo e non fu una lavorazione facile, tra cambi di sceneggiatura, location a rischio, temporali e trombe d’aria. Jamie Foxx, dopo aver vinto l’Oscar per “Alì” a film iniziato, si fece cambiare il contratto, tirò fuori pretese sempre più assurde. Volle tagliare tutti set a rischio fuori dell’America. Fu un mezzo disastro.

 

left behind – la profezia

Cielo alle 21, 20 propone l’imbarazzante “Left Behind – La profezia” diretto da Vic Armstrong con Nicolas Cage, Chad Michael Murray, Cassi Thomson, Lea Thompson, Nicky Whelan. Canale 5 alle 21, 20 passa per la prima volta “Book Club 2: Il capitolo successivo”, rapido sequel del primo “Book Club” diretto da Bill Holderman in quel di Venezia con Jane Fonda, Diane Keaton, Candice Bergen, Mary Steenburgen, Andy Garcia, Don Johnson, Giancarlo Giannini, Giovanni Esposito, Sara Dragone, Ugo Dighero.

 

Italia 1 alle 21, 30 propone il thriller “Into the Storm” di Steven Quale con Richard Armitage, Sarah Wayne Callies, Jeremy Sumpter, Nathan Kress, Kyle Davis. Su Canale Nove alle 21, 30 passa il secondo film da regista di Massimiliano Bruno, “Viva l’Italia” con Raoul Bova, Alessandro Gassman, Michele Placido, Ambra Angiolini, Edoardo Leo. Va visto perché ci riporta a un preciso momento politico della nostra storia recente.

 

viva l'italia

 Siamo nella fase calante, alla fine del governo Berlusconi. Circolano già battute del tipo “La prossima volta che la dò chiedo il certificato medico”, detta lamentandosi da un’escort che vede accasciarsi tra le sue braccia il politico corrotto Michel Placido. O anche: "Mannaggia! Gli potevo chiede' na pippa!", è la conclusione del brutto stalker (Edoardo Falcone, anche co-sceneggiatore) liquidato con un bacetto dopo tre anni di agguati da Ambra, star della fiction con zeppola raccomandata dal padre Placido.

viva l'italia

Ovvio che il titolo non si ispiri al “Viva l’Italia” rosselliniano del 1960 coi garibaldini (e quello, malgrado la regia di Rossellini, era un pesante marchettone democristiano), ma all’Italia dei Fiorito e delle Minetti dei bei tempi. A questo guazzabuglio di pressapochismo nel quale cerchiamo di sopravvivere e che Max Bruno mette in scena con la giusta dose di irriverenza e vitalità. Inutile mascherarlo. Il film, nel bene e nel male, è così.

 

Fracassone, volgaruccio, non tenuto, esibizionista, romanissimo, ma anche divertente, pieno di idee e di gag da riempire altri dieci film. Certo, il cinema di Max Bruno non va per il sottile. Non si accontenta di un bacetto, pretende almeno 'na pippa. E non si fa proprio mancar nulla. Le escort, il politico corrotto e trombante, un Michele Placido scatenato che può spiegare in maniera semplice il sistema sanitario nazionale: "Non c'è nessuna anomalia. Io so’ ricco e passo avanti, tu sei povera e ti attacchi al cazzo".

viva l'italia 5

 

La reunion generazionale alla "Immaturi", il mondo della fiction alla "Boris", ma pure Patrizia Pellegrino che conduce un talk ultratrash in tv, Rocco Papaleo in versione gaia, Malgioglio, Frankie Hi-NRG che torna a "Quelli che benpensano", Mannarino che canta "Svegliatevi italiani" sul tram, "Ragazzo mio" di Tenco cantato da Fossati, le battute sui laziali, Paola Minaccioni logopedista sadomaso che cura la zeppola a Ambra, Alessandro Gassman con moglie mignotta che si innamora della verace Sarah Felberbaum (ormai in ogni film),

 

la grande Isa Barzizza come vecchietta buona ricoverata assieme a Remo Remotti e Sergio Fiorentini, il figlio rapper di Gassman che si fa chiamare "Crepa MC" e canta dedicandola al padre "...mio padre è una merda, un uomo senza palle, che passa tutto il giorno in ufficio a cercarle... Crepa papà...".

 

E, ancora, Maurizio Mannoni che fa se stesso come in "Habemus Papam", Isabelle Adriani rediviva che fa per 01 le stesse comparsate da 30” che otteneva a Medusa, Maurizio Mattioli, presenza di gran classe come portantino con la battuta migliore del film: "E che.. La gente ancora si suicidano!?". Scordavo la visita all'Aquila ancora devastata e non ricostruita dopo il terremoto e Ambra che recita al Teatro Valle occupato.

 

viva l'italia 3

 Talmente bulimico di gag che non lo puoi neanche accusare di qualunquismo o di ambiguità politica. Ovvio che non tutto funzioni e non crediamo alla favola del politico pezzo di merda che, dopo avercela messa in quel posto per trent'anni e tradito la moglie non 300 ma 500 volte ("se ci metto anche le puttane"), e aver sistemato i tre figli più o meno incapaci, Ambra, Gassman e Bova, dopo un brutto infarto, si ritrova, zavattiniamente, a poter dire solo la verità.

 

Grazie alla sua verità, poi, i figli si renderanno conto dei propri difetti e dei propri sbagli e cercheranno di migliorarsi. Non migliorerà l'Italia, ovvio, ma ognuno di noi, nel proprio piccolo, avrà fatto un passo avanti. Troppo semplice come morale. Ma non stiamo guardando un film di Bellocchio o di Bertolucci... Ce lo ricordano delle battute un po’ discutibili ("Poi te viene lo scacatrone...").

 

i tenenbaum

 Passiamo alla seconda serata con “I Tenenbaum”, forse il miglior film di Wes Anderson, non ancora ripetitivo e ossessivo nel voler rifare sempre se stesso, con un grande Gene Hackman, Anjelica Huston, Ben Stiller, Gwyneth Paltrow, Luke Wilson, Bill Murray, Seymour Cassel, Danny Glover. Una riunione di famiglia, tre figli geniali, una madre di peso e un padre che da anni è scomparso e si rifà vivo in quel di New York.

 

Leggo che il vero falco Mordecai venne rapito durante le riprese. Ne chiesero anche un riscatto e venne sostituito. Gene Hackman non voleva fare il ruolo del padre. Con la sua famiglia era stato insensibile. Sul set fu insopportabile con Wes Anderson. Lo trattava malissimo.

gene hackman i tenenbaum

«Gene era molto infastidito dalla questione dei soldi. Era furioso. Inoltre, non voleva comunque fare il film. L'ho convinto a farlo, ma non me ne sono andato... E tutti gli altri hanno detto sì allo stipendio, quindi Gene ha accettato e quello è diventato il nostro modo. Se n'è andato senza salutare. Era scontroso, c'erano dei contrasti... non gli piaceva. Probabilmente ero troppo giovane e la cosa gli dava fastidio. Gli è piaciuto il film. Ma mi ha detto che non lo capiva mentre stavamo girando».

 

Su LA7 alle 23, 15 passa un bel thriller di Ridley Scott girato in Giappone, “Black Rain”, con Michael Douglas e Andy Garcia che vanno a Tokyo scortando un gangster giapponese, lo eprdono e devono recuperarlo, Ken Takakura, Kate Capshaw, Yûsaku Matsuda. Me lo ricordavo più bello, quando l’ho rivisto. Un po’ datato. Italia 1 alle 23, 20 propone il disastroso “Waterworld” di Kevin Reynolds con Kevin Costner, Jeanne Tripplehorn, Dennis Hopper, Tina Majorino.

 

waterworld

Il film, che durava tre ore, venne stretto a 135 minuti da Kevin Costner, che ci aveva messo 22 milioni di dollari di suo, e dalla produzione. Costner sul set, che era già stato ribattezzato “Kevin’s Gate” e “Fishtar”, pensando a due grandi flop del tempo (“Heaven’s Gate” e “Ishtar”), litigò con il regista, suo vecchio amico, lo cacciò e completò lui stesso il film.

 

Lo sceneggiatore Joss Whedon racconta che seguì le ultime tre settimane di lavoro con un set impazzito, perché nessuno capiva cosa volesse fare Kevin Costner, che si limitava a scrivere poche notarelle su un foglio. Il film era nato come piccolo fantascientifico pensato per le produzioni di Roger Corman, una cosa da 60 milioni di dollari. Fu Costner a farlo diventare un kolossal costoso, e girare in mezzo all’acqua, su un atollo finto mandò tutti ai matti. Gli attori rischiavano di affogare e erano tutti assetati. Assolutamente da vedere.

 

sydney sweeney the voyeurs

Rai4 alle 23, 30 passa il thriller “The Voyeurs” di Michael Mohan con Sydney Sweeney, Justice Smith, Ben Hardy, Natasha Liu Bordizzo, Katherine King So. Su Cine 34 alle 23, 40 trovate “Piedipiatti” di Carlo Vanzina con la coppia Enrico Montesano & Renato Pozzetto, Victor Cavallo, Anne Benny. Canale 5 alle 23, 40 propone il film più hoT della serata, “Le ragazze di Wall Street” o “Hustlers”, scritto e diretto da Lorene Scafaria con Constance Wu, Jennifer Lopez, Julia Stiles, Keke Palmer, Lili Reinhart, Cardi B, Lizzo nei panni di navigate spogliarelliste newyorkesi.

 

Ispirato a un articolo del New York Magazine su un gruppo di spogliarelliste che si vendica dei loro ricchi e odiosi clienti maschi. Jennifer Lopez negli anni 90 era stata ballerina di riserva per Janet Jackson, che canta due canzoni nel film, Cardi B un a vera spogliarellista. Film dal grande potenziale con Jennifer Lopez e le altre ragazze che improvvisano in un vero strip club i numeri sul palo.

 

rosamund pike coppia diabolica

Iris alle 23, 55 passa “Nella valle di Elah” scritto e diretto da Paul Haggis quando era il suo momento con un grandissimo Tommy Lee Jones eroe della guerra in Vietnam, alle prese con la scomparsa del figlio militare in Afghanistan, aiutato dal sergente Charlize Theron. Venne anche candidato all’Oscar.

 

Rai Movie a mezzanotte passa il giallo “Coppia diabolica” di James Oakley con due cattive del calibro di Rosamund Pike e Lena Olin, Dean Winters, Molly Price, Bern Cohen, Barbara Garrick, dove una attrice un tempo di successo vorrebbe rimettersi in gioco. Ma ha un brutto segreto da nascondere.

spaccapietre 4

Rai Due alle 0, 30 ci porta nel mondo vero e terribile della manovalanza in meridione con “Spaccapietre” diretto da Gianluca e Massimiliano De Serio con Salvatore Esposito, Samuele Carrino, Licia Lanera, Antonella Carone, Giuseppe Loconsole.

 

Quando Salvatore Esposito, nei panni di Giuseppe, bracciante distrutto dalla vita, vedovo, senza lavoro e con un occhio leso, fa giurare al figlioletto Anto’, Samuele Carrino, di rispettare la morale del nonno spaccapietre sulla sua piccozza, mai farsi mettere i piedi in testa, noi sappiamo già che non si potranno sopportare in eterno le ingiustizie e che prima o poi quella piccozza verrà usata da uno dei due.

 

spaccapietre 2

Pur rigorosissimo nella sua messa in scena quasi documentaristica e nella ricerca della realtà della vita dei braccianti nel nostro sud e dei dimenticati della terra di oggi, migranti africani o poveri italiani che siano, “Spaccapietre” può anche essere visto come un solido western moderno o come un film di realismo fordiano o alla Courbet.

 

Visto che il grande dipinto di Courbet perduto durante la guerra, intitolato appunto “Spaccapietre”, possiede già parte di quel realismo al quale tendono anche artisticamente i De Serio. E nel dipinto sono presenti appunto un padre e un figlio. Non ci sono morali alla “Favolacce”, giudizi fofiani sull’Italia di oggi, solo una solida documentazione sul campo sul caporalato in Puglia, sulla vita degli ultimi, sui legami che possono unire un padre a un figlio.

 

MASSIMO RANIERI LA PATATA BOLLENTE

Salvatore Esposito si libera dal ruolo di Genny Savastano per questo ruolo dove il suo corpo diventa pura protezione per il figlio. Il cattivo pugliese, davvero minaccioso, è Vito Signorile. La7 Cinema all’1 passa “La patata bollente” di Steno, dove Renato Pozzetto, operaio comunista del nord, deve scegliere tra la vecchia fidanzata Edwige Fenech e il giovane gay che protegge dai violenti, Massimo Ranieri. Sarà durissima. Per la prima volta la commedia italiana tratta il tema dell’omosessualità senza voler fare macchiette.

 

Rete 4 all’1, 15 propone “un acquisto da incubo”, thriller di Casper Van Dien con Cassi Thomson, Samantha Cope, Casper Van Dien, Randy Wayne, Tom Wright, Alex Ashbaugh. Rai Movie all’1, 25 presenta “Metti la nonna in freezer” di Giancarlo Fontana, Giuseppe G. Stasi con Miriam Leone, Fabio De Luigi, Lucia Ocone, Marina Rocco, Susy Laude e Barbara Bouchet.

 

miriam leone nuda in metti la nonna in freezer

Come spiega già il titolo, una nonna nel freezer, inoltre interpretata da una grande star del grande cinema di genere italiano, Barbara Bouchet, c’è. Come c’è l’idea, presa dalla realtà, che tanti italiani campano con le pensione dei nonni e delle nonne, così, quando il nonno muore per cause naturali, c’è chi tenta di farlo passare per vivo chiudendo il defunto nel freezer. E la Finanza indaga.

 

A addolcire la macabra situazione ci pensa la coppia formata da Fabio De Luigi, molto divertente come ispettore inflessibile della Guardia di Finanza e innamorato pasticcione, e Miriam Leone, brava e bellissima, come restauratrice in bolletta e nipote della nonna in freezer. Ma ci pensano anche un bel po’ di presenze comiche, Lucia Ocone, Marina Rocco, Susy Laude, Francesco Di Leva, Carlo De Ruggeri, sparse nella storie per rendere il tutto più commedia all’italiana e meno commedia nera all’inglese.

metti la nonna in freezer

Il duo di registi, Fontana e Stasi, già responsabili di video e di corti nonché di un film precedente, Amore e oggi, fanno il possibile per rendere moderna e fantasiosa la commedia. Non è facile svecchiare il nostro cinema, per non parlare del nostro pubblico. Fontana e Stasi ci provano. Fabio De Luigi e Miriam Leone fanno il massimo per far funzionare la commedia.

 

Iris alle 2, 20 propone il kolossal “La battaglia dei giganti” diretto da Ken Annakin con megacast, da Henry Fonda a Charles Bronson, da Robert Shaw a Telly Savalas, girato in Spagna in 70 mm, pieno di inesattezze storiche ma grande film della nostra gioventù, che passa su Iris massacrato di pubblicità alle 3, 15, e che ebbe l’anteprima a Los Angeles il 16 dicembre del 1965 proprio nel celebre Cinerama Dome Theatre di Los Angeles.

 

enrico montesano edwige fenech il ladrone

Rai Movie alle 3, 10 schiaffa “Il ladrone” di Pasquale Festa Campanile con Enrico Montesano, Edwige Fenech, Bernadette Lafont, Claudio Cassinelli, che dovrebbe essere il film “serio” di Edwige. Ma è sempre nuda come nelle commediacce. Cine 34 alle 3, 40 ci sveglia con la pornocommedia ai limiti dell’hard “Pensione amore serVizio completo” di Luigi Russo con Christian Borromeo, una nudissima Loredana Del Santo, Marina D'Aunia, Clara Colosimo, AJita Wilson.

 

 Il ragazzetto protagonista finisce dalla zia in una pensione, che è in realtà un bordello tenuto appunto dalla zia. Lo svezza la cameriera, Lory Del Santo con una grande scena sulla spiaggia. Chiudo con un avventuroso tratto da un romanzo di Henryk Sienkiewicz, “Col ferro e col fuoco” diretto da Fernando Cerchio con Jeanne Crain, lo svitatissimo John Drew Barrymore, padre di Drew Barrymore che agitava le folli notti romane degli anni ’60, Pierre Brice, Akim Tamiroff, Elena Zareschi, Rai Movie alle 5. Guerra tra polacchi e ucraini nel ’600.

diabolik manetti bros e solo l'inizio col ferro e col fuoco pierre brice jeanne crain – col ferro e col fuoco lory del santo pensione amore servizio completopensione amore servizio compresopensione amore servizio compreso 34pensione amore servizio completo pensione amore servizio compreso 32pensione amore servizio compreso 36pensione amore servizio compreso 45ajita wilson pensione amore servizio completole ragazze di wall street – business is business 2la battaglia dei giganti 1la battaglia dei giganti 3la patata bollente la battaglia dei giganti 4la battaglia dei gigantimetti la nonna in freezermetti la nonna in freezermetti la nonna in. freezermetti la nonna in freezerle ragazze di wall street – business is business 6UN ACQUISTO DA INCUBOscena vasca da bagno edwige fenech renato pozzetto la patata bollente 1la patata bollente spaccapietre 3le ragazze di wall street – business is business7 chili in 7 giorni 2kangaroo jack - prendi i soldi e saltaspaccapietre7 chili in 7 giorni pozzetto verdoneleft behind – la profezia 2left behind – la profezia sydney sweeney the voyeurs the voyeursleft behind – la profezia 3renato pozzetto enrico montesano piedipiattinella valle di elah piedipiatti montesano pozzettosydney sweeney nuda in THE VOYEURSnella valle di elah enrico montesano carlo vanzina renato pozzetto piedipiatti enrico montesano piedipiatti the voyeursviva l'italia 1viva l'italia 2waterworld waterworld 3viva l'italia 4 i tenenbaummicheal douglas black rainblack rain7 chili in 7 giorni i tenenbaum 300 l’alba di un imperoi tenenbaum i tenenbaum Book Club 2 IL CAPITOLO SUCCESSIVOeva green 300 l’alba di un impero300 l’alba di un impero. luca marinelli diabolik

Ultimi Dagoreport

macron netanyahu trump

DAGOREPORT - MACRON SARÀ UN GALLETTO BORIOSO, MA SA COME CONDURRE AL SUCCESSO UN VERTICE INTERNAZIONALE, TRA I PIU' DIFFICILI E CRUCIALI - AL G7 DI EVIAN, IL PRIMO TROFEO E' STATA LA PRESENZA DI TRUMP (È BASTATO TRATTARLO COME UN “RE SOLE”) - MA IL PIU' GRANDE RISULTATO RAGGIUNTO È STATA L'APPOGGIO DI TRUMP SULLA QUESTIONE UCRAINA CHE IL TYCOON VUOLE CHIUDERE PRIMA DELLE MIDTERM DI NOVEMBRE, DOVE RISCHIA DI PERDERE CAMERA E SENATO - IL TRUMPONE E' CONVINTO CHE, INCORONANDOSI NOBEL PER LA PACE PER LA FINE DELLA GUERRA IN IRAN E DEL CONFLITTO RUSSO-UCRAINO, RICONQUISTERA' IL CONSENSO PERDUTO – L’ENORME NON DETTO È CHE IL MERITO DELLA “SVOLTA” TRA USA E TEHERAN NON È SUO MA, VIA PAKISTAN, DELLA CINA (CHE LO STESSO TRUMP HA RINGRAZIATO: “XI JINPING È STATO UN VERO GENTILUOMO”) - MENTRE PUTIN NON VEDE L'ORA DI FINIRE LA GUERRA, TRUMP TEME LE MATTANE MISSILISTICHE DI NETANYAHU: L'UNICA VIA PER DISINNESCARLO E' LA SUA SCONFITTA ALLE ELEZIONI DI OTTOBRE...

claudia conte dove nascono i silenzi

FLASH – “DOVE NASCONO I SILENZI”. È IL TITOLO DEL NUOVO LIBRO DI CLAUDIA CONTE. L’EX AMANTE DI MATTEO PIANTEDOSI POTREBBE COMINCIARE RACCONTANDOCI DOVE (E PERCHÉ) NASCE IL SUO, DI SILENZIO: DOPO AVER RIVELATO AL MONDO LA SUA RELAZIONE CON IL MINISTRO DELL’INTERNO, PROMETTENDO DI RACCONTARE “TUTTO” SULLA STORIA D’AMORE, SI È CHIUSA IN UN MUTISMO SELETTIVO. STRAPARLA DI TUTTO (DALLA POLITICA ALLE QUESTIONI INTERNAZIONALI, FINO AL FEMMINICIDIO), TRANNE DELL’UNICA COSA CHE LA RIGUARDA A INTERESSARE IL PUBBLICO – LA PRESENTAZIONE DEL VOLUME CON INTERVENTI DI FRANCESCO PIONATI (EX DIRETTORE DEI GR RAI) E DEL MEDICO SERGIO TIBERTI, SI TERRÀ A ROMA, IN VIA SARDEGNA. INTERNO 2-3, PIANO 4: CHE È, UNA CASA? LONTANI I TEMPI IN CUI LA PREZZEMOLONA CIOCIARA PORTAVA LE SUE FATICHE LETTERARIE ALLA CAMERA…

donald trump giorgia meloni

FLASH – TE LA DO IO LA “PACE”! LASCIATE PERDERE LE CRONACHE MELLIFLUE DEI QUOTIDIANI ITALIANI: TRUMP NON HA AFFATTO PERDONATO GIORGIA MELONI. PER CAPIRLO, BASTA GUARDARE IL GRUGNO DEL “BOSS” DELLA CASA BIANCA MENTRE LA DUCETTA, CON OCCHI DA CERBIATTONA, PROVAVA A SMINARE LA MALIZIOSA DOMANDA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO EUROPEO, ANTONIO COSTA (“QUINDI SIETE TORNATI AMICI”?) – IL TYCOON DAL CIUFFO PLATINATO È RIMASTO FERMO NELLE SUE POSIZIONI: HA MESSO UN PIETRONE SOPRA LA SORA GIORGIA DAL 31 MARZO, QUANDO IL GOVERNO ITALIANO HA DETTO NO ALL’USO DELLA BASE DI SIGONELLA PER I BOMBARDAMENTI IN IRAN (SUCCESSE ANCHE CON CRAXI, E PER BETTINO NON FINÌ BENISSIMO)

zaia salvini striscione

DAGOREPORT! “GRAZIE MATTEO MA…ZAIA SEGRETARIO ORA”. DIETRO GLI STRISCIONI CONTRO SALVINI COMPARSI IN OTTO CITTÀ ITALIANE, CI SAREBBE LO ZAMPONE DI UNA RETE DI GIOVANI MILITANTI E DIRIGENTI TERRITORIALI DEL CARROCCIO. PECCATO CHE ABBIANO PUNTATO SU QUEL "CUOR DI MELONI" E CACADUBBI DI ZAIA – SECONDO QUANTO RISULTA A DAGOSPIA, CIRCA UN MESE FA, L’EX "DOGE" AVREBBE INCONTRATO IN VENETO IL GRUPPO DI RIBELLI DEL CARROCCIO - I PROMOTORI DELL’INIZIATIVA SI SAREBBERO MESSI A SUA DISPOSIZIONE PER SOSTENERNE L’ASCESA ALLA SEGRETERIA DELLA LEGA - ZAIA HA INCASSATO, SENZA FARE UN PLISSÈ, E NON HA DATO INDICAZIONI OPERATIVE O POLITICHE. COME DICEVA MANZONI: IL CORAGGIO, CHI NON CE L’HA, NON SE LO PUO’ DARE…

marina berlusconi giorgia meloni roberto vannacci matteo salvini

DAGOREPORT - LO "STABILICUM" VEDRÀ MAI LA LUCE? GIORGIA MELONI INIZIA AD AVERE PESANTI DUBBI SULLA NUOVA LEGGE ELETTORALE - L'INATTESA IMPENNATA DI "FUTURO NAZIONALE" NEL SONDAGGIO SWG-LA7 DELL'EX PARÀ (NEO PARA-GURU) CHE VELEGGIA AL 5%, ALLA PARI CON LA LEGA, RISCHIA DI RENDERE VANO IL PREMIO DI MAGGIORANZA PREVISTO DAL "MELONELLUM": SENZA I VOTI DI FUTURO NAZIONALE, L'ARMATA BRANCA-MELONI RISCHIA DI PERDERE. E IMBARCARLO NELLA COALIZIONE È MOLTO DIFFICILE - NEL CASO DI UN INGRESSO 'LAST MINUTE' DI VANNACCI NELLA COALIZIONE, A FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI NON RESTEREBBE ALTRO CHE ABBANDONARE AL SUO DESTINO MELONI E CAMERATI...

angelo bonelli palazzo sansevero napoli

FLASH - “ONOREVOLE, LE FACCIO VEDERE UNA COSA CHE LE RESTA NEL CUORE. SOLO PER LEI…” - SORPRESA E STUPORE ALLA CAPPELLA DI SANSEVERO A NAPOLI QUANDO UNO DEI DIPENDENTI DEL MUSEO, DEFERENTE ED ECCITATO, PROPONE AD ANGELO BONELLI & FAMILY UNA “VISITA PRIVATA” IN UN’AREA DI PALAZZO SANGRO DEI PRINCIPI DI SANSEVERO. PER LA PRECISIONE UN TOUR AL LABORATORIO ARTISTICO DEL MAESTRO ESPOSITO, LUOGO CHIUSO AL PUBBLICO PER I COMUNI MORTALI MA ACCESSIBILE, IN VIA PREFERENZIALE, PER IL “TRIBUNO DELLA PLEBE” DI AVS - DOPO AVER ACCETTATO ALCUNI DONI DALLO SHOP DEL MUSEO (ALCUNE AGENDINE E UN QUADERNINO PER LA FIGLIA), L’IMBARAZZATO BONELLI AVRÀ SDEGNOSAMENTE RIFIUTATO IL “PRIVILEGIO” PROPOSTO DALL’OSSEQUIOSO FUNZIONARIO DEL MUSEO? CERTO CHE NO! ACCOMPAGNATO DA UNA DELEGAZIONE DI DIECI PERSONE, TRA ADULTI E BAMBINI, HA ACCHIAPPATO AL VOLO LA PROFFERTA TRA LO STUPORE DEI PRESENTI…