IL DIVANO DEI GIUSTI – CHE VEDIAMO STASERA PER SAN VALENTINO? IL FILM PIÙ ROMANTICO È “ROBIN E MARIAN”, CON SEAN CONNERY COME VECCHIO ROBIN CHE TORNA MALCONCIO DALLE CROCIATE, AUDREY HEPBURN COME LADY MARIAN DIVENTATA SUORA – CINE 34 PROPONE IL POCO ROMANTICO “LA MOGLIE IN VACANZA… L’AMANTE IN CITTÀ” CON EDWIGE FENECH, LINO BANFI E BARBARA BOUCHET – ANDATE SUL SICURO COL SUPERTHRILLER COL POLIZIOTTO BUONO E IL POLIZIOTTO CORROTTO “TRAINING DAY”, CON ETHAN HAWKE, DENZEL WASHINGTON – IN SECONDA SERATA LA7 CINEMA OFFRE UN GRANDE THRILLER DI DAVID FINCHER, “GONE GIRL – L’AMORE BUGIARDO” CON BEN AFFLECK E ROSAMUND PIKE – NELLA NOTTE IL CAPOLAVORO DI SCORSESE “TAXI DRIVER” E… – VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
Che vediamo stasera per San Valentino in chiaro? Il film più romantico della serata, per un pubblico un po’ stagionato, è “Robin e Marian” diretto da Richard Lester, scritto da James Goldman (“Il leone d’inverno”) con Sean Connery come vecchio Robin che torna malconcio dalle crociate, Audrey Hepburn come Lady Marian diventata suora, Robert Shaw come Sceriffo di Nottingham, Nicol Williamson come Little John, Richard Harris come Riccardo Cuor di Leone, ma anche Denholm Elliott come Will Scarlett, Ian Holm come Re Giovanni, Victoria Abril, al suo esordio, come Regina Isabella.
Venne girato in Spagna perché gran parte del cast inglese aveva scelto di espatriare per non pagare le tasse in Inghilterra. Sul set Hepburn e Connery furono perfetti, adorabili, meno Robert Shaw, Nicol Williamson e Richard Harris per le gran bevute che facevano. Glu glu.
San Valentino horror passa attraverso “San Valentino di sangue in 3D”, horror diretto da Patrick Lussier con Jensen Ackles, Jaime King, Kerr Smith, Edi Gathegi, Andrew Larson, Kevin Tighe, Mediaset Italia 2 alle 21,05.
Cine 34 alle 21 propone il poco romantico “La moglie in vacanza… l’amante in città” di Sergio Martino con Edwige Fenech, Lino Banfi, Renzo Montagnani, Barbara Bouchet. Oltre a essere uno dei rari film che vedono assieme in cartellone i nomi di Edwige Fenech e Barbara Bouchet, è anche tra i primi tentativi di combinare la commediaccia all’italiana con qualche sofisticheria della commedia maggiore.
san valentino di sangue in 3d 2
Quindi si mettono assieme ben sei sceneggiatori per una pochadina facile con dialoghi rivisitati da Ottavio Jemma. Banfi e Montagnani sono lanciati come comici maggiori accanto alle bellone Fenech e Bouchet. E Banfi ruba la scena a tutti con un ruolo minore. Si innestano bene Marisa Merlini, un fresco Tullio Solenghi in un ruolo pensato per Christian De Sica, che però aveva un contratto teatrale da rispettare, un Jacques Stany con un personaggio meno generico del solito, un notevole Renzo Ozzano come violinista russo pansessuale ribattezzato la “checca siberiana”.
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Luciano Martino lo amava molto. Anche se i vecchi Alvaro’s movie erano più scatenati. Ricordava Lino Banfi: «Nel fare le scene piccanti Barbara è la più disinibita delle attrici con cui ho lavorato. E le fa con una grazia incredibile, senza farle pesare al partner. Avevo il ruolo del maggiordomo che si fingeva dell’altra parrocchia.
A un certo punto le rovesciavo del caffè bollente sul fondo schiena e doveva massaggiarla per toglierle il bruciore, dicendo con la esse sibilata: Cara ssignora, ecc… Be’, era come se fosse la cosa più normale. Se avesse attaccato con la solita solfa comune a tante sue colleghe del ‘non voglio che i macchinisti stiano in teatro!’ mi avrebbe messo in difficoltà».
Canale 20 alle 21,10 passa il thriller-action un po’ cafone “After the Sunset” di Brett Ratner con Pierce Brosnan, Salma Hayek, Woody Harrelson, Don Cheadle, Naomie Harris, Chris Penn.
Più impegnativo “Tiro al piccione” di Giuliano Montaldo, scritto da Ennio de Concini, Fabrizio Onofri e Luciano Martino, tratto d aun romanzo di Giose Rimanelli, con Jacques Charrier, Eleonora Rossi Drago, Gastone. Moschin, Francisco Rabal, Franca Nuti, Sergio Fantoni, Rai Storia alle 21,10, dove si cerca di guardare l’ultima fase della guerra, quella tra repubblichini e partigiani, dalla parte dei perdenti, i repubblichini.
Protagonista è un giovane soldato ferito che si innamora della solita donna sbagliata e poi finirà per arrendersi dopo la caduta di Mussolini. Al pubblico le storie di repubblichini, in realtà, non piacevano.
Rai Movie alle 21,10 propone il terribile “Trafficked” di Will Wallace con Brian Thompson, Jason London, Elisabeth Röhm, Amiah Miller, Ashley Judd. Ha pessime critiche. Andate sul sicuro sul superthriller col poliziotto buono e il poliziotto corrotto di Antoine Fuqua “Training Day” con Ethan Hawke, Denzel Washington, Scott Glenn, Tom Berenger, Snoop Doggy Dogg. Strepitoso Denzel Washington.
denzel washington ethan hawke training day
Su Rai4 alle 21,20 passa “Black Box – La scatola nera” di Yann Gozlan con Pierre Niney, Lou de Laâge, André Dussollier, Sébastien Pouderoux, Olivier Rabourdin, dove un giova ne ricerca cerca di capire, attraverso lo studio della scatola nera, perché un aereo nuovissimo sia scoppiato in volo.
Rai Tre alle 21,25 propone il pochissimo sentimentale “Balla coi lupi”, westernone di e con Kevin Costner con Graham Greene, Mary McDonnell, Rodney A. Grant. Vinse la bellezza di 7 Oscar e illuse Kevin Costner di essere non solo un regista, ma un grande regista. Non lo era. Se vedete bene Arrapaho di Ciro Ippolito troverete qualche scena rubata. Non da Kevin Costner a Ciro Ippolito…
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Italia 1 alle 21, 30 passa “Una notte al museo 3 – Il segreto del faraone” di Shawn Levy con Ben Stiller, Robin Williams, Skyler Gisondo, Mizuo Peck, Patrick Gallagher, Dan Stevens. Rete 4 alle 21,35 passa invece “Non c’è due senza quattro” diretto da E.B. Clucher alias Enzo Barboni, con Bud Spencer, Terence Hill, April Clough, Harold Bergman.
Passiamo alla seconda serata con l’action spy “The Expatriate” di Philipp Stölzl con Aaron Eckhart, Liana Liberato, Olga Kurylenko, Neil Napier, Alexander Fehling, Cielo alle 23.
La7 Cinema alle 23,20 torna su un grande thriller di David Fincher, “Gone Girl – L’amore bugiardo” con Ben Affleck, Rosamund Pike, Neil Patrick Harris, Kim Dickens, Emily Ratajkowski. E’ il grande film che ci voleva per lanciare Rosamund Pike.
Coattissimo, ma divertente “Bumblebee” di Travis Knight con Hailee Steinfeld, John Cena, Jorge Lendeborg Jr., John Ortiz, Jason Drucker, spin of della saga dei Transformers. Tra tante repliche, troppe, vi segnalo su Rai Tre alle 0, 55, il sentimentale “Una relazione”, opera prima di un illustre sceneggiatore italiano, Stefano Sardo con Guido Caprino, Elena Radonicich, Thony, Libero De Rienzo, Alessandro Giallocosta.
Cielo alle 0,55 propone invece il film sentimentale a episodi “L’amore non ha età” di Mark Lamprell con James Cromwell, Dennis Waterman, Roy Billing, Shane Jacobson, Jack Thompson. Rai4 all’1,15 almeno propone “Taxi Driver”, capolavoro di Martin Scorsese, scritto da Paul Schrader con Robert De Niro, Cybill Shepherd, Harvey Keitel, Jodie Foster, Peter Boyle, Albert Brooks.
Cine 34 all’1,20 ripropone “Ecco lingua d’argento” di Mauro Ivaldi con Carmen Villani, Nadia Cassini in versione bionda, Roberto Cenci, Gianfranco D'Angelo, Huberta Shaw. Sequel girato rapidamente de “L’amica di mia madre”, primo trionfo di Carmen Villani, dove riprende il personaggio di Andrea, sempre diretta dal marito Mauro Ivaldi, che in un primissimo tempo si intitolava “Vieni qui al caldo…”.
Nel frattempo, però, aveva girato con Guido Leoni “La supplente”, finito sequestrato proprio mentre si gira quest’altro. Se ne L’amica di mia madre c’era Barbara Bouchet come alternativa sexy e ne “La supplente” figurava Dayle Haddon, qui c’è Nadia Cassini; ma il pubblico è tutto per Carmen.
Il titolo è un po’ pesante. Ma Ivaldi dichiara alla stampa: «Ufficialmente il titolo si riferisce a un difetto di pronuncia del protagonista, ma è logico che è nostra intenzione giocare sull’equivoco…
Il film è erotico e come tale va venduto» (Il Messaggero, 31 gennaio 1976). Sono pesanti anche le battute del suo spasimante Billy: “Le cose sono due: o me la dai o me la prendo!”, dice a Carmen/Andrea fuori di testa, ma lei riesce a metterlo a posto. Ci penserà Gianfranco D’Angelo a riportare il tutto dalle parti della commedia sexy più tradizionale.
Girato davvero in Tunisia: «Giravamo a Djerba e ricordo che era un film piuttosto anomalo. Una storia che non riesco ancora a focalizzare, molto vaga…», dice Gianfranco D’Angelo a Amarcord, che continua: «Mentre gli altri film erano ascrivibili a un filone ben preciso, questo mi ha lasciato dei dubbi, ma proprio a livello di significati».
Allora sembrò molto scandaloso, perché le due protagoniste si spogliavano davvero più del solito. Carmen si esibisce integralmente nuda e vestita da kapò in un sogno erotico del protagonista.
Fu per questo che il film, presentato originariamente come Lingua d’argento, viene bloccato in censura per ben due volte, scatenando così le reazioni della stessa attrice: «Hanno parlato di oscenità, atti di libidine, ma io sono una persona sana. [...] Voglio anche sottolineare che non mi sento una vittima della censura. Il mio film non è offensivo della morale: è una favola estetica, del tutto corretta, che non cerca l’alibi politico o falsamente impegnato per contrabbandare scene erotiche gratuite (Il Messaggero, 2 aprile 1976).
Cielo alle 2,45 passa “Nebbia in agosto” di Kai Wessel con Sebastian Koch, Ivo Pietzcker, David Bennent, Fritzi Haberlandt, Franziska Singer. Rai Tre/Fuori orario alle 2, 55 passa “Youth (primavera)” di Wang Bing.
Su Cine 34 alle 3,05 avete “Moglie nuda e siciliana” di Andrea Bianchi con Cristiana Borghi, Maria Pia Conti, Lucia Como, Mariangela Giordano, Lucio Flauto, Massimo Buscemi, commedia erotica non finissima. Massimo Buscemi ricorda che alla prima all’Odeon di Milano erano tutti maschi, tranne sua madre, che voleva vedere il figlio attore.
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Il film era stato girato tutto in Lombardia, riempiendo di cartelli stradali di località siciliane la campagna. Alberto Farassino descrive così su La Repubblica la sua visione del film al Nuovo Ideal di Milano: «Qui non c’è luce rossa all’ingresso, ma in compenso c’è nel film. È quella che segnala, sulla porta di un bicamere e servizi occupato da due amiche, se una delle due preferisce in quel momento che l’altra non entri.
Una di queste è appunto la siciliana, fuggita, mi par di capire, dal letto coniugale la prima notte di nozze, senza consumare. Ora, mentre il marito camionista fa visita ai parenti di lei, Rosaria a Milano fa la modella per fotoromanzi. Ma l’editore, siciliano anche lui, decide di passare al nudo.
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L’ex fidanzato di Rosaria, la vede su un giornale per uomini e la raggiunge furibondo: ‘Cosacce sconce sconce sono!’. ‘Finzione è’ ribatte lei, ormai emancipata e brechtiana». Deve essere un bel capolavoro…
Chiudo con “Le seminariste” di Guido Leoni con Gabriele Di Giulio, Daniela Doria, Gisela Hahn, Raf Baldassarre, commedia scollacciata che vede protagonista una Daniela Doria sempre nuda, o quasi, figlia di Renato Romano. Paola Tedesco, all’epoca valletta di Pippo Baudo si affrettava a dire, nelle cronache dell’epoca, che la sua era solo una partecipazione e che aveva rifiutato ben dodici sceneggiature di film sporcaccioni. C’è pure Carlo Croccolo come santo patrono del paese di San Giulivo, che dispensa una miracolosa acqua afrodisiaca.
Il regista, Guido Leoni, intervistato dal giornale catanese La Sicilia, 18 giugno 1976, in un articolo intitolato finemente “Il regista spogliatutto”, sostiene che il suo film «è una satira ambientata in una piccola località di cui sono protagonisti alcuni seminaristi e alcune seminariste, 24 ragazzi e ragazze, tra i più meritevoli della loro categoria, i quali stando insieme in un convento all’insegna di San Giulivo (uno dei tanti santi non ufficialmente riconosciuti dalla Chiesa), prima si divertono in una serie di situazioni comiche che si sviluppano fra loro, ma poi sulla scia di alcuni casi paradossali in cui vengono a trovarsi, scoprono che le acque minerali e il vino di San Giulivo, due prodotti per i quali il paese è famoso, non sono altro che frutto di grosse speculazioni.
Seguendo una loro traccia, con l’aria di voler soltanto scherzare, riescono a individuare soprattutto il carattere energetico di un certo tipo di acqua e le conseguenze erotiche che può avere sugli individui che ne fanno uso abbondante. Naturalmente la scoperta porta il subbuglio non soltanto nel convento ma nell’intero paese». Per Buono Legnani «forse la peggior commedia all’italiana d’ogni tempo». Imperdibile!











