1- DOPO MARPIONNE, DE BENEDETTI INDIRIZZA UN MISSILE NEI CONFRONTI DELLA MARCEGAGLIA (L’ATTENZIONE INTORNO ALLA CONFINDUSTRIA E AL FUTURO PRESIDENTE È DIVENTATA MORBOSA) 2- GAMBERALE, IL “RE DELLA BANDA LARGA”. ARRIVATO ALLA TERZA ETÀ NON HA DIMENTICATO GLI ANNI TRASCORSI A TIM QUANDO HA DATO UNA SPINTA FORMIDABILE ALLA DIFFUSIONE DEI TELEFONINI, UNA SORTA DI RIVINCITA IN QUEL MONDO DELLE TELECOMUNICAZIONI DOVE NONOSTANTE I RISULTATI È SEMPRE STATO CONSIDERATO UN NUMERO 2 3- QUANTE PATATE BOLLENTI PER IL PREFETTO DI ROMA, GIUSEPPE PECORARO. LA PRIMA RIGUARDA LA SICUREZZA DELLA CITTÀ MESSA IN PERICOLO DA 27 OMICIDI. LA SECONDA GRANA È DAVVERO PUZZOLENTE PERCHÉ RIGUARDA L’INSEDIAMENTO DEI NUOVI SITI DOVE ENTRO LA FINE DELL’ANNO SI SCARICHERANNO I RIFIUTI DEI ROMANI 4- “LA CASTA” È SBARCATA IN FRANCIA! UN ALTRO CONTRIBUTO ALL’IMMAGINE DEL BELPAESE

1 - CARLETTO INDIRIZZA UN MISSILE NEI CONFRONTI DELLA MARCEGAGLIA
L'attenzione intorno alla Confindustria e al futuro presidente è diventata morbosa.

A incendiare le polveri è stato il passo di Marpionne che ha annunciato l'uscita della Fiat da viale dell'Astronomia, poi si è aggiunto il totonomine con il pronunciamento di Alberto Bombassei che ha dato la stura a una pioggia di candidati buttati al vento come coriandoli.

Un esempio di idee piuttosto confuse sul futuro dell'Associazione imprenditoriale l'ha dato anche Carletto De Benedetti ieri alla Bocconi, dove davanti a figli, nipoti e nuore ingioiellate, ha annunciato l'istituzione di una cattedra intitolata al padre con una donazione di 3 milioni di euro.

Dopo aver messo da parte il testo del forbito intervento preparato dai suoi collaboratori, l'Ingegnere è andato a braccio, e quando al ricco buffet ha incontrato i giornalisti ha sommerso di elogi un imbarazzatissimo Mario Monti, il suo candidato preferito per un governo tecnico.

Tra un complimento e l'altro, Carletto ha indirizzato un missile nei confronti della Marcegaglia. A dire il vero chi l'ha sentito non può dire di aver ascoltato parole molto lucide perché dopo aver detto: "la Confindustria ha un costo assolutamente sproporzionato, più o meno 500 milioni all'anno, ed è una cifra che non corrisponde ad un ritorno sufficiente", quando ha dovuto indicare i compiti dell'Associazione degli imprenditori ha farfugliato pensierini elementari.

Comunque sia la Marcegaglia deve registrare tra le tante opinioni anche il punto di vista pesante dell'uomo che non controlla pacchetti di voti dentro l'Associazione, ma con la sua storia e i suoi giornali può influire sulle decisioni future.

Per la signora di Mantova che ha sparato bordate terrificanti nei confronti del governo c'è bisogno di una pausa di riflessione, e questa arriverà dopodomani a Londra quando alle 18,30 sarà accolta presso la sede della Fiat inglese insieme ai partecipanti alla Conferenza annuale della Camera di Commercio italiana.

I lavori si apriranno il giorno dopo nei saloni del prestigioso Hotel Savoy, quello preferito da Winston Churchill, dove la Marcegaglia insieme a Corradino Passera, Enrico Letta e ad altri personaggi, parteciperà a una tavola rotonda moderata da un giornalista del "Financial Times" e dal professor Robert Leonardi della London School of Economics.

Lontana dalle baruffe italiane la Marcegaglia potrà tirare il fiato e prepararsi con calma alla transvolata di fine mese in America dove per la sera del 29 ottobre l'aspettano il presidente Obama e la comunità degli italo-americani. L'appuntamento è a Washington nei saloni dell'hotel Hilton per la cena di gala annuale organizzata dalla Niaf, l'Associazione degli italo-americani guidata dal miliardario del baseball Jerry Colangelo.

A questo appuntamento il presidente degli Stati Uniti e la moglie non sono mai mancati, e dopo gli inni nazionali e un'orrenda cena a base di prodotti tricolori (insalata, mozzarella e pomodoro), la Marcegaglia salirà sul palco insieme a Santo Versace, ad alcuni industriali che operano negli Stati Uniti (Paolo Scudieri, Claudio Bozzo) per stringere la mano all'inquilino della Casa Bianca e alla giornalista Maria Bartiromo maestra della cerimonia.

2 - LA RIVINCITA DI GAMBERALE
Anche se sta attraversando un momento felice, don Vito Gamberale, il 67enne manager abruzzese, non ce la fa proprio a sorridere.

D'altra parte questa è l'impronta dura del suo carattere altero e coriaceo che lo ha portato a collezionare un'infinità di nemici. Così è stato in tutte le esperienze professionali che don Vito ha attraversato dal 1969 quando cominciò a lavorare all'Imi per poi passare all'Eni, a Telecom (dove dal '91 al '98 è stato amministratore di Sip e di Tim) fino ad Autostrade (dove gli scazzi con Giancarlo Elia Valori hanno lasciato i segni sulle porte) e in F2i, la creatura inventata per raccogliere e mettere quattrini nelle infrastrutture e nelle reti.

Per un difetto di comunicazione personale e di chi gli è stato accanto negli ultimi anni, don Vito non è mai riuscito a spiegare bene in quale direzione volesse impiegare il miliardo e 850 milioni raccolti nella sua creatura F2i dove si trovano sponsor d'eccezione come la Cassa Depositi e Prestiti, Merrill Lynch, Unicredit e le principali fondazioni bancarie.

Di operazioni ne ha fatte tante e in varie direzioni intervenendo con il suo Fondo nella distribuzione del gas, insieme all'Eni, e con investimenti nel settore idrico e nell'aeroporto di Napoli. Adesso è balzato improvvisamente in primo piano perché ha preso il testimone della campagna che dovrebbe portare la fibra ottica nei comuni italiani.

L'ambizioso progetto, che è stato annunciato al convegno di Capri della settimana scorsa organizzato dalla società di consulenza Beetween, prende le mosse dall'acquisto per 400 milioni di Metroweb, la società della banda larga dove si è piazzato come presidente il collezionista di cariche Franco Bassanini.

Questa iniziativa ha trovato il consenso immediato di Franchino Bernabè, e dovrebbe segnare la fine delle chiacchiere e dei tavoli organizzati l'anno scorso da Paolo Romani, il ministro ex-Opus Dei che sta gestendo una carica di gran lunga superiore alle sue forze. Il dinamismo di Gamberale porta il "Sole 24 Ore" di oggi a definirlo con enfasi esagerata "il re della banda larga", ma prima di incoronarlo e di dar vita a un'operazione industriale in grado di cablare il territorio, Gamberale dovrà trovare l'accordo con gli altri operatori delle telecomunicazioni. Allo stato attuale può contare oltre che sull'appoggio di Bernabè anche su quello di Fastweb, mentre dal fronte di Vodafone, Wind e "3Italia" non sono arrivate ancora adesioni sicure.

Comunque sia questa è la rivincita dell'uomo che arrivato alla terza età non ha dimenticato gli anni trascorsi a Tim quando ha dato una spinta formidabile alla diffusione dei telefonini, una sorta di rivincita in quel mondo delle telecomunicazioni dove nonostante i risultati è sempre stato considerato un numero 2.

3 - QUANTI PROBLEMI PER IL PREFETTO DI ROMA, GIUSEPPE PECORARO
Solo la benedizione del Papa prevista per venerdì mattina in Vaticano quando il ministro Maroni accompagnerà in udienza i vertici del ministero dell'Interno, potrà riportare il sorriso sul volto del prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro.

Per questo alto funzionario nato vicino a Napoli 61 anni fa sono momenti difficili perché gli sono scoppiate tra le mani un paio di patate bollenti. La prima riguarda la sicurezza della città dove come ha ricordato ieri il procuratore capo Giovanni Ferrara davanti ai membri della Commissione a Palazzo San Macuto, si sono verificati 27 omicidi.

La seconda grana è davvero puzzolente perché riguarda l'insediamento dei nuovi siti dove entro la fine dell'anno si scaricheranno i rifiuti dei romani. Dopo la chiusura a fine anno della discarica di Malagrotta di proprietà di Manlio Cerroni, si preannunciano venti di guerra da parte degli abitanti di Riano e Corcolle, le due località individuate per le nuove discariche. Ieri è successa una cosa molto strana perché davanti alla Commissione Parlamentare Ambiente e Rifiuti il buon Pecoraro ha chiesto di chiudere le porte quando è stato sollecitato a fare i nomi dei proprietari dei terreni delle due discariche.

 

4 - "LA CASTA" È SBARCATA IN FRANCIA
Avviso ai naviganti: "Si avvisano i signori naviganti che "la Casta" è sbarcata in Francia.

Il quotidiano francese "Le Figaro" dedica oggi un grande articolo sugli sprechi dei parlamentari italiani ricordando che la parola "casta" è stata usata per la prima volta nel 1919 da Luigi Einaudi.

Nell'articolo si descrive il successo del libro dei giornalisti Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, e si elencano minuziosamente gli scandalosi privilegi dei politici italiani. Un altro contributo all'immagine del Belpaese".

 

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