È MORTO A 78 ANNI IL GIORNALISTA MARIO NANNI - MALATO DA TEMPO, È STATO RESPONSABILE DELLA REDAZIONE POLITICA E PARLAMENTARE DELL’ANSA, CAPO REDATTORE CENTRALE DELL'AGENZIA E FONDATORE DI "BEE MAGAZINE", DI CUI ERA DIRETTORE. I FUNERALI SI TERRANNO VENERDÌ A ROMA - L’ULTIMA APPARIZIONE PUBBLICA QUALCHE SETTIMANA FA IN SENATO, ALLA PRESENTAZIONE DEL SUO ULTIMO LIBRO SUL "CASO BECCIU"

Pino Nano per www.beemagazine.it

 

mario nanni 1

Aveva 78 anni Mario Nanni, e il cancro se lo è portato via prima di quanto lui stesso potesse immaginare. Bastava guardarlo - l’ultima sua apparizione pubblica c’è stata qualche settimana fa in Senato, alla presentazione del suo ultimo libro sul Caso Becciu– per capire che non avrebbe avuto il tempo di ritirare il Premio alla Carriera che la Giuria del Premio Mozia gli aveva assegnato per il 2025.

 

Quel giorno in Senato, una sala gremitissima di amici e intellettuali di varia estrazione politica, gli avevamo consegnato il Premio alla Carriera di Giornalistitalia come riconoscimento del valore altissimo del suo linguaggio e del suo modo di fare giornalismo. Con lui se va un’icona del nostro mondo e un testimone attentissimo e severo della storia del Paese.

 

Aveva un solo cruccio, quello di non aver dedicato forse il tempo giusto alla famiglia per via del suo lavoro all’ANSA che lo teneva impegnato anche dodici ore al giorno. Ma quella era la sua vita e credo sia morto felice di aver chiuso in bellezza il suo ultimo saggio sul processo Becciu, storia- diceva lui- di giustizia negata ad un cardinale di Santa Romana Chiesa. Ma lui era fatto così, rincorreva le cause perse, e se ci credeva diventavano le sue cause personali.

mario nanni 7

 

Sulla giostra della memoria, uno dei libri che più amava e in cui praticamente raccontava se stesso,  è un viaggio nel tempo della sua vita, il tempo che è “volato via”, alla ricerca quasi affannosa di sensazioni lontane, di odori e di madeleines di proustiana memoria, in fondo tanta malinconia, per ritrovare poi storie, incontri, personaggi e momenti di cui si sono perse le tracce.

 

E Mario Nanni,  allievo e soprattutto amico personale di Sergio Lepri, che lo volle all’Ansa come attento e severissimo cronista parlamentare, questa volta lascia da parte le cronache politiche di Montecitorio, e il racconto dettagliato del Parlamento a cui ci ha abituati, per riscoprire il suo passato, che sono poi le sue origini salentine, il suo amore per la terra natale, il ricordo affettuoso dolcissimo ed emozionante del padre calzolaio, della madre che aveva una istintiva ammirazione per la filosofia, del nonno massaro, del bisnonno fattore.

 

mario nanni 4

Meravigliosa famiglia e dinastia d’altri tempi. E Mario, in questa sorta di romanzo autobiografico, dà voce a tutti questi straordinari personaggi della giostra della sua vita, profumati e intrisi di cultura ‘’popolare’’, impastati di una tradizione sapienziale che ha anch’essa una sua identificazione e nobiltà essenziale rispetto alla cosiddetta ‘’cultura alta’’.

 

Perché non riconoscerlo? L’uso frequente del dialetto, ovviamente con traduzione a fronte, dà nella citazione di proverbi, poesie tramandate lungo le generazioni, aneddoti, un colore e un sapore di altri tempi, un umus indimenticabile per chi come noi ha girato il mondo perdendo però alla fine il senso fisico delle proprie origini, una girandola di uomini e cose che pur vivendo “Sulla giostra della memoria” da almeno sei generazioni diverse, scuote profondamente le corde della nostalgia del “piccolo mondo antico” che sopravvive in ognuno di noi.

mario nanni 5

 

Il racconto delle prime esperienze scolastiche, dalle scuole elementari all’Università, “mai semplicemente autobiografico” – confessa Mario Nanni- dà lo spunto allo scrittore per parlare di “certi metodi educativi scolastici del passato, per esempio delle famose punizioni corporali”, ma questo gli serve per raccontare meglio figure  e storie di Maestri che hanno lasciato traccia profonda nella sua vita in termini di “magistero morale”. Un modo per dire grazie al suo vecchio mondo, insomma, perché dietro il successo finale del grande giornalista parlamentare c’è tutta una storia passata di formazione e di crescita culturale fortemente radicata alla sua terra natale.

 

In questo libro viene fuori un Mario Nanni davvero inedito, scrittore e romanziere insieme avvincente e coinvolgente, che usa una scrittura leggibilissima, fresca, moderna, piena di humor e autoironia, e che Mario non risparmia neanche a sé stesso. E proprio per effetto della scrittura, in alcuni tratti del suo libro si respira un’atmosfera da romanzo, è il dipanarsi di una favola moderna, adatta e ideale anche per i lettori più giovani, perché in “Sulla giostra della memoria” vengono descritti in maniera dettagliatissima e quasi maniacale usi costumi e tradizioni di epoche ormai passate. Ed è tutto questo materiale di memoria che oggi, grazie a Santo Strati, il direttore della collana editoriale Media&Books, è diventato un volume di grande impatto emozionale.

caso becciu mario nanni

 

Basti solo pensare all’utilizzo in questo libro del dialetto salentino, sapientemente distribuito a caratterizzare persone e “modi di dire” tipici di un mondo che appare sempre più lontano da noi, ma che Mario Nanni mira a riportare in vita per effetto del “ricordo”, e che coinvolge ulteriormente il lettore che avrà modo di scoprire affinità e assonanze a volte universali.

 

La chiave ideale per leggere questo libro è racchiusa già nel titolo: “Sulla giostra della memoria”. È sulla “sua giostra” che l’autore invita il lettore a salire, per fare alcuni giri insieme a lui, attraverso lo spazio e il tempo, nel variare dei luoghi e delle stagioni, una di quelle giostre da paese, piene di colori sgargianti, identiche a quella che oggi trovate ai piedi della chiesa di Saint Pierre de Montmartre a Parigi, icona storica ormai dell’eterna magia di uno dei quartieri più famosi di Francia, terra incontaminata di poeti e pittori di strada.

 

mario nanni 8

Per assistere a scene e a episodi mai raccontati o confessati prima d’ora a nessuno prima d’ora, per ascoltare parole e racconti, per rituffarsi nel microcosmo della “masseria del Fiume”, con le immagini di vita quotidiana e i suoi mille personaggi del tempo. Poi lungo i vari anni della scuola, e quelli successivi, visti dall’alunno, dallo studente, dall’insegnante, dal giornalista, fino ai giorni nostri, al mondo della politica e del Parlamento. Accade insomma in questo libro quello che accade sul lettino dello psichiatra, a cui alla fine racconti non solo la tua vita reale, ma anche i tuoi sogni e le tue visioni, perché alla fine ognuno di noi si porta dentro il Dna del visionario e dell’illusionista. Che sarebbe la vita senza questo pizzico di geniale follia?

 

mario nanni 9

Bene, in ognuna di queste location esistenziali che lo scrittore ci propone, emergono fatti figure e situazioni il tutto descritto con profonda amabilità ma anche con profondo distacco. Tra tutte campeggia, come persona di riferimento, quella di “massaro Paolo”, personaggio carismatico della campagna del Salento, “filosofo di fatto”, il suo umorismo, la sua non comune capacità affabulatoria, la sua forza attrattiva di seduzione intellettuale fino a tarda età, la contagiosa sapienza pratica e la scienza della vita, che Mario Nanni traduce nel suo libro in racconti, riferimenti, citazioni, narrazioni, motti, modi di dire, frasi sapienziali, poesie d’amore, ed epigrammi.

 

Un patrimonio verbale e sonoro tramandato di padre in figlio, e qui recuperato e sottratto all’oblio. Esperimento perfettamente riuscito e davvero meraviglioso. Integerrimo, austero, quasi solenne nei suoi rapporti con gli altri, padre e nonno esemplare, non c’era giorno in cui non ci parlava dei figli Francesca e Fabrizio e dei suoi due nipotini. Trattava il cancro come se fosse un banalissimo incidente di percorso, non ne parlava mai, e quando lo costringevo a parlarne minimizzava ogni sintomo e ogni segnale di allarme.

parlamento sotterraneo – mario nanni

 

Ci mancherà profondamente la sua lezione quotidiana, ma ci mancherà anche la sua affabilità e la sua capacità di farti sembrare bravo come lui. Cosa assolutamente impensabile e impossibile. I funerali venerdì prossimo a Trastevere, nella Chiesa di San Francesco a Ripa per l’ultimo saluto a un grande maestro del giornalismo italiano. Sta Tranquillo Mario, prima o poi ci ritroveremo ancora.

mario nanni 6

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