“ESPRESSO” AMARO PER EMILIO CARELLI – IL CONTRATTO DEL 73ENNE DIRETTORE DEL SETTIMANALE (UN TEMPO GLORIOSO, FONDATO DA EUGENIO SCALFARI E FINITO NELLE MANI DEL PETROLIERE DONATO AMMATURO), SCADE A MAGGIO 2026. PER IL FUTURO, LA PROPRIETÀ GRADIREBBE UNO SVECCHIAMENTO: IL PROFILO PREFERITO DALL’EDITORE SAREBBE FELICE FLORIO, CLASSE 1993, RESPONSABILE DEL SITO (GIÀ CRONISTA POLITICO PER “OPEN”) – PER RISPARMIARE, L’IDEA SAREBBE VIRARE SU UNA VERSIONE SOLO DIGITALE…
Estratto da www.lettera43.it
Grandi manovre in tutti i settori dell’editoria italiana. All’appello, oltre ai big, ai “giornaloni” che fanno tendenza e vendono ancora copie (e c’è anche un trasferimento digital, cioè Francesca Milano che lascia Chora Media per andare in un quotidiano online) non può mancare un settimanale con uno storico passato, oggi appannato, come L’Espresso.
I rumors indicano un cambio di rotta, quest’anno, all’insegna dello svecchiamento. L’intenzione sembra quella di dare una “scossa” alla testata.
A maggio 2026 scade infatti il contratto del direttore Emilio Carelli, classe 1952, che proprio in quel mese festeggerà i suoi 74 anni: figlio di Guglielmo, storico dirigente della Rai, nella sua lunga vita professionale che ormai tocca oltre mezzo secolo è stato a Mediaset, grazie alla fiducia di Fedele Confalonieri, quindi a Sky, con il rampollo Murdoch.
Non si è perso nemmeno l’esperienza da parlamentare del Movimento 5 stelle, quando lo “spin doctor” era Rocco Casalino. Alla fine Carelli è rientrato nel mondo del giornalismo, per la sorpresa di molti, ma presto per lui dovrebbe arrivare il momento di godersi le pensioni accumulate.
Per il futuro in molti puntano su un giovane, dinamico, con voglia di scommettere, pronto a confermarsi ancora di più nel settore digitale: il profilo è quello di Felice Florio, attualmente responsabile del sito, già giornalista politico a Open sotto la guida di Franco Bechis, che è sempre uno dei più esperti “inchiestisti” presenti sulla piazza giornalistica.
Per il barese Florio, nato nel 1993, c’è aria di promozione, e qualcuno si spinge addirittura a prefigurare per lui un futuro, anche molto prossimo, alla conduzione de L’Espresso. L’idea sarebbe quella di virare su una versione del settimanale senza carta, abbattendo così i costi di produzione. Non resta che attendere la prossima primavera. […]




