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QUANDO LA REALTA' SUPERA LA FANTASIA - ARRIVA LA QUARTA STAGIONE DI “HOUSE OF CARDS”, E CADE PROPRIO NEI GIORNI IN CUI IMPAZZA LA TRUMP-MANIA. DI COLPO, LA SERIE APPARE INVECCHIATA - SPACEY-UNDERWOOD OMAGGIATO CON UN RITRATTO NELLA GALLERIA UFFICIALE DEI PRESIDENTI A WASHINGTON

Renato Franco per il “Corriere della Sera”

 

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«Penso che l' America meriti un leader che ti guarda negli occhi e ti dice quello in cui crede. Dicono che abbiamo i leader che ci meritiamo. Io penso che l' America meriti Frank Underwood. E nel vostro cuore, sapete che ho ragione». Guarda negli occhi i suoi elettori e mentre parla scorrono i flashback delle sue peggiori azioni, lui che non ha esitato a uccidere e far uccidere per arrivare dove è arrivato.

 

È lo spot elettorale di Frank Underwood - interpretato da Kevin Spacey che con quella faccia di gomma riesce a plasmarsi addosso qualunque ruolo - che torna più avvelenato che mai per la quarta stagione di House of Cards (su Sky Atlantic dal 4 marzo nella notte tra venerdì e sabato alle 24 e da mercoledì 9 alle 21.10 con doppio episodio in italiano).

 

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Le sliding doors con la realtà sono continue. Negli Stati Uniti è tempo di presidenziali e la National Portrait Gallery di Washington ha esposto il ritratto di Frank Underwood insieme a quelli dei veri presidenti americani. Questo gioco di echi e specchi con la realtà non piace però al vero Kevin Spacey: «C' è il mondo della finzione e il mondo reale. Bisogna sempre distinguere lo show dalla realtà che ci circonda. La nostra è fiction, quello che molti non capiscono è che recitare è una professione, è un lavoro, non c' è immedesimazione nel personaggio. Sono due piani distinti, non si può paragonare quello che capita nella serie con quello che succede nella realtà. E quello che faccio nella fiction non ha niente a che vedere con quello che penso nella vita».

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Ma dove eravamo rimasti? Frank ha coronato il suo sogno anche senza venire eletto (che si siano ispirati alla realtà italiana?) perché ha preso il posto del presidente in carica che si è dimesso. Ora parte la corsa per la rielezione, c' è da convincere gli elettori. Ma c' è un altro fatto da sviscerare: la crisi con la moglie Claire (Robin Wright).

 

La terza stagione infatti si era chiusa con l' addio, apparentemente definitivo, della moglie. Tra le linee di racconto di House of Cards quella della relazione di coppia è una delle più forti, si viaggia a metà tra il ritratto del potere e il ritratto del matrimonio (sempre di potere si tratta). Puntualizza Spacey: «Direi piuttosto che è un ritratto della vita e della complessità della vita. Il fascino è dato dagli intrighi e dalle azioni che le persone compiono per raggiungere il potere. Credo che gli spettatori guardino lo show perché le cose scritte sono genuine e scatta il meccanismo di immedesimazione».

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Burattinaio spietato della politica americana, assetato di potere, simbolo dell' interesse personale che prevale su quello collettivo, lupo di Washington sempre pronto a azzannare, «un misto tra Riccardo III e Iago», come lui stesso ha definito il personaggio. Il segreto del successo (ci sarà anche la quinta stagione) è che a tutti piace vedere qualcuno che sale e qualcuno che cade, chi guadagna potere e chi lo perde. È l' arena della vita.

 

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Sul suo ritratto presidenziale è ironico: «Suppongo che dovrei essere contento di essere finalmente esposto nell' attico della nostra nazione. Se sapessero cosa c' è nel mio scantinato non mi avrebbero appeso così vicino a Lincoln, ma sarei finito vicino a Booth (l' assassino di Lincoln)». Svela a chi si rivolge quando nella serie guarda fisso gli spettatori: «Mi ispiro a Riccardo III, all' aria cospiratrice con cui si rivolge al pubblico nel dramma di Shakespeare. A teatro è un' esperienza condivisa con gli spettatori, in House of Cards immagino di parlare al mio migliore amico».

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Non gli piace mescolare realtà e finzione, però per il suo approdo su Instagram come primo scatto ha postato la sua foto in tuta: «Sono un uomo del popolo. Di tanto in tanto anche a me piace scattarmi un selfie fuori da casa mia». Sullo sfondo c' è la Casa Bianca, e sembra quella vera.

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