QUELLO CHE NON FECERO I BARBARI, LO FANNO GLI ULTRÀ DELL’ATALANTA – UN CARRO ARMATO SCHIACCIA AUTO CON LA SCRITTA “ROMA MERDA”

1 - VIDEO - ATALANTA, UN CARRO ARMATO SFILA ALLA FESTA DEGLI ULTRAS
Da "larepubblica.it"

Per chi conosce l'ambiente, le entrate trionfali non sono una novità. Come neppure lo è il carro armato, utilizzato per l'ingresso di Denis, "Il Tanque", lo scorso anno. Eppure questo alla Festa della Dea, organizzata dalla Curva Nord ogni anno da 12 anni, non si era ancora visto. Al centro del piazzale di Orio al Serio sono state posizionate due vecchie auto, una con i colori del Brescia, l'altra con quelli della Roma e gli insulti contro le tifoserie: 'Roma merda'. Le due vetture sono state schiacciate dal carro armato su cui hanno fatto la loro entrata ad effetto Giulio Migliaccio e Glenn Peter Stromberg, considerato ancora da molti "l'unico vero capitano".

http://video.repubblica.it/sport/atalanta-un-carro-armato-sfila-alla-festa-degli-ultras/134920/133457?ref=HRESS-17

2 - VERGOGNA ATALANTA, CINGOLATO SULLA MACCHINA DELLA ROMA
Da "il Messaggero"

L'imbarbarimento della vita civile (civile? ma questa è civiltà?) sottolineato appena ieri dal Presidente Napolitano, tracima anche nello sport (ma questo è sport?). Perché non si può derubricare a semplice goliardata quanto avvenuto ai festeggiamenti (ma questi sono festeggiamenti?) per il raduno dell'Atalanta.Una tifoseria bergamasca che ha ben di che festeggiare a guardare le cose perché per la prima volta dopo qualche stagione comincerà il suo campionato senza punti di penalizzazione per il comportamento contra legem di un qualche suo tesserato.

Gli ultrà bergamaschi, conosciuti in tutta Italia e specialmente nella loro tana dello stadio "Atleti azzurri d'Italia" (che con un nome così dovrebbe invitare a sportivo fair play) per il comportamento spesso non border line ma oltre il bordo, hanno volutamente esagerato: e se i loro beniamini erano via via arrivati negli anni passati ora su di un calesse, ora atterrando con la mongolfiera, ora con il carro armato che simbolizza anche il soprannome argentino,El Tanque, di Denis, quest'anno hanno utilizzato lo stesso mezzo militare per fare di più, di peggio.

Con a bordo l'ex bandiera Stromberg, che è rimasto nel cuore nerazzurro più di Christian Doni un po' scalzato dalle vicende delle scommesse, e il neoacquisto Migliaccio, il cingolato si è diretto su due vecchie macchine da sfasciacarrozze, addobbate con i colori delle squadre più odiate alle latitudini di Bergamo alta e bassa, la Roma e il Brescia, e con tanto di scritte diciamo così poco amicali, e le ha spiaccicate.

Lo stesso Stromberg ha poi twittato, con una certa meraviglia, «torno a casa sano e salvo», cosa che evidentemente non si aspettava. Quel che non torna né a casa né sano né salvo è lo spirito sportivo: perché il tifo è un conto pur nella pessima abitudine italiana ma non solo di non "tifare per", ma "tifare contro", l'assenza di ogni fairplay è altro. Ed è il segnale del campionato che ci aspetterà, con le solite partite a rischio, i soliti divieti di accesso ai tifosi di una parte o di un'altra, le solite curve e distinti ma non solo mezzi o totalmente vuoti. Non se ne può più di provocazioni d'ogni tipo e di barbarie senza fine.

Di sconsiderate azioni e sconsideratissime reazioni. Riusciremo più ad andare allo stadio senza paura? A tifare per qualcuno e non contro qualcuno? Sarebbe brutto se chi di dovere facesse finta di niente, con appena un sorriso di stupida comprensione. Povera Dea, come chiamano l'Atalanta i suoi innamorati, dove ti stanno portando e dove stanno portando lo sport, e non solo. E lo sport è assai spesso la metafora della società e della vita.

3 - L'AMACA
Michele Serra per "la Repubblica"

Quello che urta di più, nell'ennesimo "caso Calderoli", è l'ipocrisia delle reazioni indignate e della pubblica esecrazione. Per vent'anni il partito xenofobo (nel nome, per giunta, di una identità fantasmatica come quella dei "padani") è stato quasi ininterrottamente al governo del Paese. Unico caso in Europa. E grazie all'appoggio della vergognosa destra che ci tocca in sorte, la Lega governa ancora, incredibilmente, le tre Regioni del Nord, pur essendo ridotta a un partitino che vale a stento il quattro per cento dei voti.

Perché mai, dunque, ad ogni porcheria razzista che esce di bocca ai Calderoli, ai Borghezio, ai Boso, ci si meraviglia? Di cosa dovrebbero vergognarsi, i leghisti, se il loro armamentario razzista, il loro odio tribale, i loro insulti all'Italia (che gli paga lo stipendio) li hanno condotti a una splendida e incontrastata carriera politica?

Sbaglio o Roberto Calderoli (lo stesso che voleva portare i maiali a pascolare davanti alle moschee, per altro poi mai costruite) è vicepresidente del Senato? E sbaglio o gli ultras dell'Atalanta, l'altra sera, hanno festeggiato la nuova stagione schiacciando con un carro armato una macchina con la scritta "Roma merda"? Da anni il razzismo è, in Italia, una festosa routine. Indignarsi con vent'anni di ritardo è un penoso esercizio di cattiva coscienza.

 

l carro avanza alla Festa della Atalanta Agenzia Fotogramma l carro avanza alla Festa della Atalanta Agenzia Fotogramma Glenn Stromberg Agenzia Fotogramma FESTA ATALANTA CARRARMATO TRA I TIFOSI FESTA ATALANTA CARRARMATO TRA I TIFOSI FESTA ATALANTA CARRARMATO TRA I TIFOSI FESTA ATALANTA CARRARMATO TRA I TIFOSI FESTA ATALANTA CARRARMATO TRA I TIFOSI FESTA ATALANTA CARRARMATO TRA I TIFOSI FESTA ATALANTA CARRARMATO TRA I TIFOSI

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