FESTIVAL DELLE MIE TRAME - STRANO INCONTRO TRA IL MINISTRO ORNAGHI E IL PRESIDENTE RONDI. BIZZARRO E MOLTO DEMOCRISTANO - PERCHÉ MAI IL MINISTERO AI BENI CULTURALI, CHE HA SEMPRE DICHIARATO GUERRA AL FESTIVAL, DOVREBBE ORA TROVARE LA SOLUZIONE AL GARBUGLIO ALEADANNO-POLVERINI VERSUS BETTINI-VELTRONI? SEMPLICE: PERCHÉ A VIA DEL COLLEGIO ROMANO STANNO TUTTI CON MULLER, COCCO DELL’EX GALAN…

1- LETTERA DI MICHELE ANSELMI
Caro Dago,
davvero io non ho capito. Se Gian Luigi Rondi stamattina ha visto il ministro Lorenzo Ornaghi per discutere di crisi Siae e dei David di Donatello, va benissimo, essendo il novantenne critico anche commissario straordinario della Società degli autori e presidente dell'Accademia del cinema italiano.

Ma se l'incontro, sollecitato a quanto pare da Rondi, è stato fatto per trovare una soluzione alla faccenda del Festival di Roma, bloccata da mesi sul nome di Marco Müller, allora ci si chiede perché. Perché mai Ornaghi dovrebbe contribuire a risolvere l'intoppo?

E come, visto che il ministero ai Beni culturali negli ultimi tempi, specie nella persona di Giancarlo Galan, ha dimostrato indifferenza e addirittura ostilità, al punto da negare un contributo minimo di neanche 200 mila euro, nei confronti della kermesse romana?

«Durante il cordiale colloquio, il presidente Rondi ha illustrato al ministro la delicata situazione del Festival di Roma, nell'intento di poter giungere presto a una adeguata
soluzione dei nodi ancora irrisolti» è scritto in una nota ufficiale del Mibac. Che aggiunge: «Il ministro Ornaghi, dopo aver ascoltato attentamente le valutazioni del presidente, e nel pieno e assoluto rispetto dell'autonomia delle funzioni in carico alla Fondazione, ha
vivamente auspicato che tutte le istituzioni e realtà coinvolte cerchino con ogni sforzo di dare continuità a un evento così importante per la città di Roma e per l'intero settore
cinematografico».

Chiacchiere. A meno che Rondi, che avrebbe in animo di convocare presto il famoso cda per arrivare finalmente/fatalmente alla nomina del direttore, non abbia deciso di fare un passo indietro sul mitico candidato del duo Alemanno-Polverini. Ha sempre detto di no. Ma non è un segreto che il madarino Müller vanta sempre fortissimi sostenitori sia al ministero dei Beni culturali sia tra i produttori dell'Anica. Meno, ormai, tra gli autori di cinema.

2- UN FESTIVAL TECNICO? - ULTIME SPERANZE PER IL FESTIVAL DEL CINEMA DI ROMA: OGGI ORNAGHI INCONTRERÀ IL PRESIDENTE RONDI
Paolo Fallai per il "Corriere della Sera - Edizione Roma"

Qualcosa si muove nell'intricato gomitolo del Festival del Film di Roma. Oggi il ministro per i Beni Culturali Lorenzo Ornaghi vedrà il presidente Gian Luigi Rondi. Ed è una doppia novità. Rappresenta forse il primo serio tentativo di trovare una soluzione ad un Festival paralizzato dal durissimo scontro politico sul nome di Marco Müller, direttore indicato dalla Regione, appoggiato dal Comune, ma attualmente senza i numeri per essere nominato nel Consiglio della Fondazione.

Ma anche perché si tratta, forse, della prima manifestazione di interesse da parte del Ministero verso il Festival romano. Cos'è cambiato? Intanto l'urgenza di salvare la manifestazione di Roma. Il muro contro muro su Müller, indicato dalla politica prima ancora prima che il Consiglio della Fondazione salutasse il direttore in carica Piera Detassis, ha creato uno stallo da cui non si riesce a uscire. Si dice che il Festival per allestire l'edizione 2012 abbia davanti a sé non più di tre settimane.

Certo, mancata l'occasione di Berlino, l'appuntamento di Cannes, dal 16 al 27 maggio, diventa una data limite per tentare un programma. Ma c'è forse un motivo in più, che ruota intorno all'autorità del ministro Ornaghi e alla sua possibilità di muoversi fuori da logiche strettamente politiche. Guardano a lui coloro che pensano Roma e Venezia non come contendenti di una guerra inutile e dannosa per il cinema italiano, ma come elementi preziosi di una strategia che deve essere la più efficace e coordinata. Proprio in un momento di risorse limitate.

Mercato, spazi per il cinema italiano, documentari, film per ragazzi: sono solo alcuni capitoli di ciò che Roma può offrire ad un appuntamento nazionale che sia complementare al palcoscenico internazionale rappresentato dalla Mostra veneziana. Ma serve un arbitro capace di svincolarla da logiche locali e soprattutto di guardare al futuro.
Per questo l'incontro tra Rondi e il ministro Ornaghi è importante. Specialmente se oggi avranno la possibilità di affrontare il domani e immaginare un dopodomani meno incerto.

 

Lorenzo OrnaghiGIAN LUIGI RONDI MARCO MULLER Giancarlo GalanALEMANNO POLVERINI

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