ennio morricone sergio leone

UN FILM NON E’ SOLO DA VEDERE MA ANCHE DA ASCOLTARE – DALLE COLONNE SONORE AGLI EFFETTI, LA PRESA DEL SUONO NELLA STORIA DELL’AUDIOVISIVO IN UN LIBRO CURATO DAL DIRETTORE D’ORCHESTRA STEFANO MAINETTI, GILBERTO MARTINELLI E SIMONE CORELLI  – LA PREFAZIONE DI CLAUDIO STRINATI: “IL CINEMA SONORO È UNO DEI PUNTI CULMINANTI DI EVOLUZIONE CHE L’UMANITÀ ABBIA CONOSCIUTO DALLA PREISTORIA AD OGGI” - VIDEO

 

Claudio Strinati per affaritaliani.it

 

stefano mainetti Gilberto Martinelli simone corelli cover

Questo libro, edito da Lamba Edizioni, è da un lato un vero e proprio manuale, esauriente e tecnicamente ineccepibile, relativo alla sonorizzazione dei lavori della cinematografia, della televisione e della comunicazione informatica fino alle forme più avanzate dei social e del sistema dei network.

 

Per altri versi, poi, è invece un dottissimo trattato storico che ricostruisce, tappa per tappa, sia i progressi della storia della riproduzione dell’immagine fotografica, sia quelli della riproduzione del suono, prima procedenti su strade parallele poi convergenti verso un nuovo tipo di comunicazione visiva che è oggi moneta corrente.

 

E qui se ne individua la lenta ma inarrestabile crescita attraverso un complesso e multiforme processo di perfezionamento dei mezzi di produzione,  registrazione e fissazione su diverse tipologie di supporti di cui quello informatico è ormai visto come quello se non definitivo, nell’assetto storico attuale, almeno risolutivo.

stefano mainetti

 

 

morricone tornatore

Terzo aspetto, altrettanto fondamentale, è che il volume è anche una storia ricchissima di riferimenti, citazioni, dati documentari e bibliografici inerenti soprattutto alla musica per il film. E’ quindi una vasta e competente ricognizione sulla nascita e sviluppo del cinema sonoro, di cui la musica è componente essenziale anche se non esclusiva dato che non assumono minore rilevanza tutti gli ambiti inerenti alle diverse emissioni sonore del film, dalla “colonna sonora” propriamente detta con tutte le sue molteplici implicazioni, ai rumori e a qualunque tipo di componente “uditiva”, inglobanti infine le rilevanti e appassionanti problematiche del montaggio e del doppiaggio o comunque di moltiplicazioni dei campi sonori compresenti.

 

 

La presa del suono, in tal senso, è uno dei più grandi argomenti relativi alla storia della riproduzione filmica e va di pari passo con la storia della evoluzione delle tecniche fotografiche e cinematografiche cui il libro dedica ampio spazio con dovizia di dati e di documentazione.

piovani

 

Chi voglia essere informato in dettaglio di tali vicende trova in questo libro una capillare e analitica, nonché assai divertente, ricostruzione dei fatti.

 

Si comprende bene come le tecniche di riproduzione e di costruzione del linguaggio cinematografico si sviluppino, tra Ottocento e Novecento, in stretto e consequenziale rapporto con lo sviluppo di quella che può essere considerata l’innovazione per antonomasia nella storia del genere umano: la scoperta dell’elettricità e delle sue potenzialità di utilizzo in ogni campo delle attività che ci competono, da quelle inerenti alla sopravvivenza e all’ordine sociale, a quelle spettanti a ricerca scientifica e tecnologica, a quelle rientranti nel dominio immenso delle arti.

Nino Rota

 

In questo senso risulta interessantissima nel libro la ricostruzione della nascita della fotografia, poi quella dei sistemi di captazione e fissazione del suono, poi la complessa genesi dei sistemi di riproduzione del movimento delle immagini, cominciati prima dell’elettricità ma divenuti sul serio operativi subito dopo.

E le tabelle cronologiche di cui il volume è gremito permettono di verificare i prodigiosi e incalzanti progressi di questa che è la più grandiosa forma di evoluzione che l’umanità abbia conosciuto dalla preistoria ad oggi.

 

 

nino rota

Il cinema sonoro è uno dei punti culminanti di tale cammino e il libro ce ne racconta tutti gli aspetti, da quelli tecnici e tecnologici a quelli teoretici e speculativi, fino a tracciare una stimolante e per qualche momento pressoché inedita  ricostruzione degli eventi che per noi sono da un lato un prezioso retaggio di un imminente passato e dall’altro il viatico per capire meglio ciò che abbiamo costantemente sotto gli occhi ma di cui spesso non conosciamo né i presupposti operativi, né quelli più propriamente metodologici, né le esatte modalità di fruizione. Questo libro ce lo insegna, fungendo in sostanza da stimolo formidabile al fine di acquisire una concreta cognizione del funzionamento del mezzo filmico.

 

orchestra santa cecilia 81

 

C’è in questo volume un determinante ausilio per un effettivo apprezzamento tecnico ed estetico insieme di ciò che crediamo per lo più di conoscere ma che ci è invece soltanto noto nella sua esteriorità. Importantissime sono, così, le pagine sulle tappe fondamentali della storia della musica per i film, sul suo significato specifico, sui grandi autori che hanno consacrato questo genere peculiare, le cui origini, argomentano gli autori, possono risalire all’opera lirica di fine Cinquecento, di cui vengono ricordati alcuni tra i sommi teorici e fondatori come Vincenzo Galilei, celebrato maestro del tempo, padre di Galileo.

 

gilberto martinelli

Il libro è per più versi eminentemente tecnico. La sua lettura implica, infatti, cognizioni di carattere scientifico nel settore dell’elettricità e dell’elettronica, e di carattere specificamente musicale per quel che concerne le tecniche compositive ed esecutive che non sempre sono di universale dominio.

 

E’ un libro, insomma, altamente specialistico ma, come sovente accade, proprio là dove si riscontra la maggior erudizione si trovano gli strumenti per attingere un’efficace e concreta divulgazione.

 

I problemi e i temi posti dai tre insigni autori, Gilberto Martinelli che ha curato la trattazione sul suono in presa diretta sotto il punto di vista del linguaggio, Stefano Mainetti, che ha trattato gli argomenti relativi alla musica per immagini analizzando gli aspetti inerenti alla composizione e Simone Corelli che ha curato la storia del cinema sonoro e i vari aspetti della postproduzione, costituiscono una autentica sfida intellettuale per il lettore che deve orientarsi nei meandri di una materia di fascino supremo, ma anche di ardua complessità concettuale e tecnica.

Stefano Mainetti 2

 

Ne scaturisce, quindi, uno strumento di studio indispensabile per chi lavora nel settore, nel contempo utilissimo agli storici e ai critici della musica, indispensabile agli addetti ai lavori nonché ai cultori della cinematografia in tutte le sue forme e diramazioni.

 

Peraltro nel libro è contenuta un’incisiva analisi non solo del passato otto e novecentesco ma anche delle presumibili prospettive di un futuro che incombe su di noi ripromettendosi di essere foriero di colossali e sbalorditive mutazioni, sia nella produzione dell’opera d’arte sia della relativa fruizione.

claudio strinati

 

Chi legge può essere preso quasi da una vertigine di sconcerto nel constatare come un secolo di storia relativa a queste problematiche, per come sono illustrate e sviscerate in questo libro, sembri un millennio se confrontato con analoghe vicende inerenti alla storia della pittura o della scultura o dell’architettura stessa.

 

Ciò conferma come le tecniche dell’audiovisivo siano arrivate a una svolta che presuppone una serie di fasi che il libro documenta come meglio non si potrebbe. E comprendiamo bene allora di essere oggi in un’epoca di passaggio, tale da giustificare appieno l’ampiezza di trattazione riscontrabile nel nostro volume.

 

Il libro, quindi, ne è una testimonianza sintomatica e c’è da pensare che possa e debba essere considerato una vera e propria pietra miliare per la storiografia del settore, insieme popolarissimo e gremito di questioni tecniche altrimenti di ardua comprensione.

ennio morricone 1

 

Il libro ci fornisce gli strumenti per comprendere ogni aspetto di tale complessità in un quadro organico e nitido relativo ad ogni aspetto della questione, sia dal punto di vista pragmatico, sia da quello teorico sia da quello operativo.

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