1- FINALMENTE UN’“AZIONE” EMOZIONANTE SU UN CAMPO DI CALCIO ITALIANO: IL COACH DELLA FIORENTINA DELIO ROSSI SI FA RAMBO E PICCHIA IL PALLONARO SERBO LJAJC, SOSTITUITO DOPO MEZZ’ORA DI NON-GIOCO, CHE LO AVEVA PRESO PER IL CULO PER LA DECISIONE 2- LE CURVE VIOLA SUBITO SCATENATE CONTRO IL SERBO: “SEI UNO ZINGARO”, MA TUTTA LA CRITICA HA BACCHETTATO MORALISTICAMENTE ROSSI: “COME SE TRENTA E PASSA ANNI DI DIFFERENZA NON CONTASSERO NULLA. E ROSSI DIVENTA IL PEGGIORE DEGLI ULTRÀ, GLI METTE LA MANI ADDOSSO, GLIELE PIAZZA IN FACCIA, POI LO PICCHIA SULLA TESTA, E SE NON GLIELO LEVANO DI SOTTO È ANCORA LÌ ADESSO CHE LO GONFIA”

VIDEO - RISSA TRA DELIO ROSSI E LJAJIC
http://video.corriere.it/delio-rossi-pugni-ljajic-ed-esonero-/e2e30870-94e4-11e1-ad93-f55072257a20


1- ANDREA DELLA VALLE, DELIO ROSSI E' ESONERATO
(ANSA) - La Fiorentina ha esonerato Delio Rossi: lo ha annunciato Andrea Della Valle, parlando di "atto grave di una persona mite" a proposito dell'aggressione del tecnico viola nei confronti di Ljaijc, in panchina.

2- 'ROSSI PRONTO A SCUSE, ESONERO DOVUTO'
(ANSA) - "Ho parlato con Delio Rossi: è pronto a scusarsi. Ma la scelta dell'esonero è un atto dovuto, per i valori che questa società ha perseguito in questi anni": lo ha detto il presidente della Fiorentina, Andrea Della Valle, annunciando l'esonero del tecnico per i pugni a Ljaijc: "E' la scelta che non avrei mai voluto prendere, ma per il gesto di Delio Rossi non ci sono giustificazioni. L'esonero - ha aggiunto il dirigente viola - è per il suo bene. E' una bravissima persona"

3- DA TIFOSI CORI INSULTI A LJAJC: "SEI UNO ZINGARO", APPLAUSI A ROSSI
(ANSA) - Pesanti cori di insulti a Ljajic, applausi a Delio Rossi: è la reazione dei tifosi della Fiorentina alla scena dei pugni del tecnico al suo giocatore, che contestava il cambio. "Sei uno zingaro", ha gridato la curva Fiesole all'indirizzo del giocatore serbo, mentre al rientro in campo nella ripresa il tecnico è stato accolto da cori e applausi.

Secondo le prime ricostruzioni il ventenne attaccante della Fiorentina Adem Ljajic, al momento del cambio al 32' del primo tempo, con la Fiorentina sotto di due reti contro il Novara, avrebbe indirizzato un applauso ironico verso il suo allenatore Delio Rossi. Quando poi il giocatore si é avvicinato alla panchina, ci sarebbe stato un reciproco scambio di insulti con lo stesso Ljajic che avrebbe fatto volare qualche parola grossa e avrebbe alzato il pollice in segno di 'ok' ironizzando sulla decisione del tecnico.

Rossi ha reagito rabbiosamente colpendo il giovane attaccante, attimi convulsi con il team manager Roberto Ripa e il medico sociale Paolo Manetti intervenuti per separare i due, anche i giocatori De Silvestri e Romulo hanno cercato di calmierare la situazione. Da parte dell'arbitro Giannoccaro nessun provvedimento nei confronti di Ljajic, insultato dai tifosi della curva Fiesole col grido 'sei uno zingaro' ricordando le sue origini serbe, e neppure nei confronti di Rossi che al suo rientro in campo, dopo l'intervallo, è stato accolto con cori e applausi dai tifosi della Fiesole e della tribuna. Il tutto sotto lo sguardo di Andrea Della Valle, del presidente esecutivo Cognigni e dell'ad Mencucci.

4- LJAJIC DENUNCIA ROSSI. E L'ALLENATORE RISCHIA ADDIRITTURA IL DASPO
www.fiorentinanews.com - Secondo quanto scritto questa mattina da La Gazzetta dello Sport, l'agente di Adem Ljajic vuole denunciare Delio Rossi per il comportamento tenuto contro il suo assistito. Per La Nazione però lo scenario potrebbe essere addirittura peggiore a carico del tecnico. All'interno della Questura di Firenze le immagini viste in tv sono state particolarmente gravi e potrebbe chiedere alla Procura della Repubblica di aprire un fascicolo nei confronti dell'ex allenatore viola. A termini di legge, potrebbe anche essere sottoposto a Daspo, cioè al provvedimento di allontamento dagli stadi per atti di violenza che si svolgono all'interno di strutture sportive.

5- IL PRESIDENTE DEL SINDACATO ALLENATORI ULIVIERI
''Le mani devono stare al loro posto, anche quelle dei calciatori però''. Il presidente del sindacato allenatori Renzo Ulivieri commenta così l'incredibile aggressione da parte del tecnico della Fiorentina Delio Rossi al suo giocatore Ljajic. ''Ma - aggiunge Ulivieri - anche se Delio puo' avere sbagliato con quella reazione, io vorrei che si capisse che le mani, e la lingua, di tutti nel calcio devono stare al loro posto. Altrimenti non se ne esce piu'. Detto questo, io avrei preso a sculaccioni il giocatore: quello si meritava''.


6- IL TRISTE SHOW DEL TECNICO GIUSTIZIERE
Guido Boffo per "la Stampa"

Ci mancava solo questo, l'allenatore che prende a cazzotti il proprio giocatore in panchina. E che allenatore: l'esteta Delio Rossi, uno di quelli che predica il bel gioco, non necessariamente le buone maniere. Proverbiale il tuffo nella fontana del Gianicolo dopo un derby vinto 3-0 sulla panchina della Lazio, fotografia un po' sguaiata del personaggio. Andreotti, noto romanista, gli impartì l'assoluzione: «Rossi è una persona seria, non un esibizionista. Dal suo punto di vista ha fatto bene, ha scaricato la tensione».

Ieri non ce l'ha fatta ad aspettare l'intervallo per regolare i conti con Ljajic, colpevole di aver schernito la decisione di sostituirlo con un applauso plateale. L'incontro di boxe è stato probabilmente uno spettacolo più emozionante di quello proposto dai giocatori in campo, certo è che costringerà la Fiorentina a prendere una decisione grave, per decenza. Non è la prima volta, gli archivi spifferano di uno schiaffo di Tom Rosati a Cozzella, nell'83-84.

Ma non è uno spot di cui il nostro calcio sentisse bisogno, visto lo stupefacente repertorio che include lo strip dei giocatori per decreto ultrà. Non ci sembra che i due episodi siano paragonabili. La gogna pubblica di Marassi è il segnale di disfacimento di un sistema, la rabbia di Rossi nei confronti di un giocatore strafottente e poco rispettoso è la prova dell'esasperazione di un uomo di mezza età. Che probabilmente ha perso il controllo dello spogliatoio, oltre che dei propri nervi. Resta il fatto che un allenatore è pagato soprattutto per questo: per essere più responsabile di un ventenne viziato.

7- QUANDO I PUGNI ARRIVANO IN PANCHINA
Maurizio Crosetti per "la Repubblica"

L´allenatore che mena un giocatore, questa non si era ancora vista. Ma nel campionato dei neurodeliri ci sta. Un uomo di 52 anni, Delio Rossi, si avventa su un ventenne. Adem Ljajic, serbo, è un suo calciatore che l´aveva canzonato dopo la sostituzione, come se trenta e passa anni di differenza non contassero nulla. E Rossi diventa il peggiore degli ultrà, gli mette la mani addosso, gliele piazza in faccia, poi lo picchia sulla testa, e se non glielo levano di sotto è ancora lì adesso che lo gonfia. Una cosa pazzesca. Il filmato avrà già fatto il giro del mondo, così ovunque avranno la conferma di cos´è oggi il calcio in Italia, e forse non solo il calcio.

Il pacato signore, due decenni di carriera alle spalle, rare bizzarrie e comunque mai violente (a meno che non fosse da considerare tale Delio Rossi in slippino, dopo il tuffo nel fontanone per celebrare un derby vinto da laziale), poi rimane al suo posto e non è neppure espulso. Strano, perché se due giocatori vengono alle mani, l´arbitro li caccia all´istante. E se la stessa cosa accade, poniamo, in ufficio o in fabbrica, per i protagonisti della scena c´è il licenziamento in tronco, giusta causa, altro che articolo 18.

Siccome, invece, il calcio è terra di nessuno e non solo in curva, anche in panchina, Delio Rossi si prende pure gli applausi dello stadio al rientro in campo dopo l´intervallo. La folla dell´arena ha deciso qual è il gladiatore buono e quello cattivo, infatti per il ragazzino Ljajic s´alza il coro "sei uno zingaro", perché un po´ di razzismo a sfondo etnico non si nega a nessuno.

Se non fossimo il campionato delle banane, ci sarebbe quasi da ridere. Neppure Lino Banfi, quand´era un "allenatore nel pallone", si è mai spinto a tanto: i suoi sceneggiatori non avevano tutta questa fantasia. Ma il raptus del quasi anziano allenatore, e lo sguardo sbigottito dei fratelli Della Valle in tribuna (la Fiorentina, in teoria, è il club che aveva inventato il "terzo tempo" e il fair-play sul modello del rugby), e il volto attonito dei calciatori in panchina dicono che questa scena inedita rappresenta davvero l´attraversamento dell´ultima frontiera: dove ci si spinge per assoluta mancanza di controllo nervoso, per isteria, per completa perdita delle più elementari facoltà mentali.

La violenza non trova giustificazione mai, è una terribile piaga sociale che si scatena spesso in famiglia, il luogo delle sopraffazioni più turpi e della cronaca quotidiana più nera, figurarsi se può essere mostrata dentro uno stadio, con un vecchio (d´esperienza, di vita vissuta) che aggredisce un ragazzo e lo colpisce una, due, tre volte, davanti a migliaia di persone. Quel signore non può rimanere al suo posto un giorno di più.

C´è un fermo-immagine che fa ancora più male. È quando Delio Rossi mostra il pugno chiuso a Ljajic, come un bullo da film di terz´ordine, come un picchiatore di periferia, uno di quelli con l´esistenza sfasciata, mica un ricco e privilegiato uomo di calcio. Dove sarebbe andato a finire, quel pugno, se il vecchio non fosse stato portato via? Eppure dicono che lo sport è quel posto dove i più giovani imparano dai più vecchi come si vive, come si deve stare al mondo.

 

 

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