1- COSA SPINGE UN MATURO E PINGUE MILIARDARIO A PRESENTARSI IN TV AGGHINDATO IN MANIERA IMPROBABILE? LO SCARPARO A PALLINI È A CAPO DI UN IMPERO DELLA MODA (SOBRIA) E UNO LO IMMAGINA ESEMPIO DI STILE ED ELEGANZA 2- INVECE SOTTOLINEA QUELLO CHE PIÙ GLI MANCA (LE GIUNTURE) SERRANDO LA GIUGULARE CON UN COLLETTO ROSA RIALZATO CHE NON SI VEDEVA DAI TEMPI DEI FILM DEI VANZINA, STRETTO DA UN ENORME FOULARD. POI NASCONDE I POLSI SOTTO DECINE DI BRACCIALETTI, E SI SEGA LE GAMBE NON PROPRIO SLANCIATE CON VOLUMINOSE SCARPE DAI LACCI CHIARI 3- L’INDIGNATOD’S E I SUOI JEANS DA SERA, CHE ORMAI CONDIVIDE SOLO CON GINO PAOLI, HANNO FINITO PER ESSERE CONTESTATI DA UNA VERA INDIGNATA

1- CHI GLIELO FA FARE A UN PINGUE MILIARDARIO...
Da "Libero"

Poi un giorno qualcuno ci spiegherà chi glielo fa fare a un maturo e pingue miliardario di presentarsi agghindato in maniera improbabile (enorme foulard al collo, collezione di braccialetti al polso, Tods d'ordinanza ai piedi) in un'arena televisiva, fingere di essere un indignato e farsi prendere a male parole da un'indignata vera mentre piagnucola «la pensiamo uguale, la pensiamo uguale». Mah! Forse bisognerebbe chiederlo a Diego Della Valle.


2- IL FLOP DEL DIEGO-STYLE L'ARBITRO DI ELEGANZA HA PERSO IL FISCHIETTO - DA SANTORO CON BRACCIALETTI E SCIARPA DA VAMP
Valeria Braghieri per "il Giornale"

Lo sappiamo benissimo che quando ci sono in ballo i massimi sistemi (in questo caso la crisi globale, l'Italia che è ormai un esilio senza viaggio, l'incerto destino economico dei popoli) mettersi a usare come argomento una sciarpa troppo croccante è schifosamente puerile. Un po' come quando Alessandra Mussolini se la prende con le giacche di cattivo taglio di quella severissima preside di Angela Merkel che è vero, sono brutte, ma in fin dei conti la signora è pur sempre una che sta cercando di mettere in riga l'Europa e usarle contro la sartoria è colpevolmente perdente.

Poi però, giovedì sera, vedendo Diego Della Valle ospite a Servizio Pubblico di Michele Santoro, ci è venuta voglia di fregarcene dei piani di valore e di fregarcene anche di sentirci schifosamente puerili.

Il look di Della Valle nello studio nuovo di zecca dell'epurato di lusso, intento a farsi ribattezzare dallo stesso epurato «lo sfasciatore » per quel suo delizioso vezzo (condiviso con il sindaco di Napoli Luigi De Magistris) di ambire a far fuori «la casta», di volersi mettere dalla parte di noi italiani che di parte non ne abbiamo una, ci ha praticamente ipnotizzati: non riuscivamo a staccare gli occhi dal collo ipertrofico di quella camicia rosa né da tutto il resto.

Perché quello dell'altra sera era il solito look di Della Valle ma molto più del solito. E colpisce sempre notare come un uomo che addirittura orienta il gusto altrui, riesca a sentirsi così spavaldamente dispensato dagli obblighi verso lo stile.

Siamo talmente adoranti e ingordi di ciò che Della Valle produce con i suoi marchi (da Tod's a Fay passando per Hogan e Car Shoe...) che ogni volta che ci capita di osservare come si veste lui gli concediamo, solo per una manciata di secondi però, il beneficio del dubbio: siamo noi a non capire e lui sa qualcosa che certamente ci sfugge?

Perché anche se secondo qualcuno emana una radiosa antipatia ed è scomodo e a tratti perfino incoerente per quel suo ammiccare agli operai e poi stare seduto sui poteri forti come una Venere sulla mezza conchiglia, siamo onesti: uno che ha iniziato a fare le scarpe con i pallini ed è diventato Della Valle è uno che merita (anche) tutta la nostra stima.

Ha ragione il suo naso, a covare quelle narici superbe, non possiamo dar torto a quelle sopracciglia che si increspano assieme agli umori: ha un sacco di motivi Della Valle, per essere immodesto e portarsi in giro come accidenti gli pare.

Però fatichiamo lo stesso a comprendere questa sua sublime ostinazione a voler sottolineare, a colpi di accessori, le uniche cose di cui scarseggia per natura che sarebbero poi le giunture. Non ha esattamente un collino «alla Modigliani » e quel poco che ha provvede a farlo sparire dentro sciarpe chilometriche e dentro a certi colli di camicia che perfino i Vanzina vorrebbero cancellare dalle loro pellicole anni Ottanta.

Ha le braccia un po' «frettolose » e le cinge di un numero impressionante di braccialetti e braccialettini, ottenendo il dubbio risultato (per noi profani) di far emergere dai polsi solo un pezzettino di pelle. Ha le gambe che hanno spesso gli uomini di sostanza: un po' corte per mantenere meglio il baricentro a terra, ben piantate dentro alle cose concrete (come appunto spiegava da Santoro) e tende sempre a evidenziare il fatto che finiscono subito indossando certe voluminosissime scarpe dai lacci chiari.

E poi quei capelli lunghi che bussano alle spalle perché ha i pensieri giovani oppure perché vive già nel ricordo di sé. E quei jeans da sera (perché spesso abbinati alla giacca) che ormai condivide solo con Gino Paoli...

Giovedì ci è venuto perfino il sospetto che forse, nei rapporti con se stesso, Della Valle ecceda sempre in ironia. Ma chi lo conosce ci ha sconsigliato di concedergli (anche) questo beneficio del dubbio.

 

DELLA VALLE CON BRACCIALETTI TOD'SLE SCIARPE DI DIEGO DELLA VALLEDella Valle con bella sciarpaLE SCIARPE DI DIEGO DELLA VALLEDELLA VALLE DA SANTOROLE SCIARPE DI DIEGO DELLA VALLEChe e Castro MONTEZEMOLO E DELLA VALLE Della ValleLE SCIARPE DI DIEGO DELLA VALLEPAOLA MERLONI E DIEGO DELLA VALLE della valle colosseo sport calcio italiano fiorentina diego della valle palleggi Duran Duran a Milano Diego Della Valle e Nick Rhodes Vanity Fair

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