marco molendini sotto il sole di roma

FOMIDABILI QUEGLI ANNI! DALLO SCONTROSO FRANK SINATRA A "QUELLI DELLA NOTTE", MARCO MOLENDINI, UNA VITA AL MESSAGGERO (OGGI COLLABORATORE DI DAGOSPIA), RACCONTA IN UN LIBRO 40 ANNI DI ROMA (E DI VITA CULTURALE) CON EPISODI DA ALTA COMMEDIA ALL’ITALIANA - C’E’ MILES DAVIS A CUI NON VA DI SUONARE. IL MANAGER, DISPERATO, SI ISPIRA A TOTÒ, E PER CONVINCERE IL GRANDE JAZZISTA A ESIBIRSI MILLANTA LA TRAGICA MORTE DELLA MADRE. MILES SI COMMUOVE. MISSIONE COMPIUTA – IL RICORDO DI DE CATALDO: “AVEVO UNO ZIO MONARCHICO CHE MI VIETAVA DI FARGLI VISITA SE PORTAVO CON ME IL MESSAGGERO: C’È STATO UN TEMPO IN CUI IL GIORNALE DEI ROMANI ERA CONSIDERATO DAI BENPENSANTI UN BOLLETTINO DELL’ULTRASINISTRA. DA QUI L’EPITETO DI “MAOMESSAGGERO” (NON DITELO A CALTARICCONE!)

 

Giancarlo De Cataldo per “la Repubblica” - Estratti

marco molendini 4

 

«Mi presento in via del Tritone 152 in un gelido pomeriggio di dicembre, quasi al termine di un anno di piombo fra attentati, l’inflazione in crescita esponenziale, i sussulti del conflitto in Vietnam, la guerra del Kippur con la crisi del petrolio, gli strascichi del golpe in Cile.

 

Nell’aria volano i suoni cupi dei Pink Floyd con The dark side of the moon, Patty Pravo dilaga con la “pazza idea di far l’amore con lui”, Battisti vagheggia il canto libero “in un mondo che prigioniero è”, il jazz elettronicamente sempre più astratto di Miles Davis racconta l’ansia confusa che si respira e la voglia di un mondo nuovo».

 

Marco Molendini è un giovane uomo, poco più di un ragazzo, quando varca emozionato la soglia del Messaggero.

 

Ci resterà per quattro decenni, raccontando un’infinità di storie di artisti, musicisti, spesso ribelli, per dirla con Soriano, a volte vagabondi, perennemente sognatori. Storie di incontri di una vita raccolti in un libro, Sotto il sole di Roma (minimum fax), che è insieme l’autobiografia di una penna delle pagine di cultura e spettacoli di un grande quotidiano, un’elegia della città santa e dannata, la testimonianza e la celebrazione di un tempo tramontato.

 

sotto il sole di roma - marco molendini

Affidarsi a una memoria non declamatoria è un modo eccellente per ricostruire il passato liberandosi dalle scorie dei sempre incombenti filtri ideologici. Non ne ha bisogno, Molendini, nel suo condurre per mano il lettore a immergersi nel flusso narrativo di anni che, parafrasando Capanna e Vecchioni, furono, ciascuno a suo modo, formidabili. Bastano le storie. E uno che sappia raccontarle.

 

Chiunque abbia attraversato quelle stagioni troverà qualche ricordo da condividere. Personalmente, avevo uno zio monarchico che mi vietava di fargli visita se portavo con me Il Messaggero: c’è stato un tempo in cui il popolarissimo giornale dei romani era considerato dai benpensanti un bollettino dell’ultrasinistra.

 

Da qui l’epiteto di “maomessaggero”. 

 

(..) Lampeggiano incontri con personaggi dello spettacolo e protagonisti dello star system. Qualcuno deludente - lo scontroso Frank Sinatra che non dovette essere un mostro di simpatia - altri decisamente, e adorabilmente, fuori di testa - come Sun Ra, un convinto sovvertitore di regole musicali, oggi purtroppo dimenticato - altri impegnati in una costante, fruttuosa dialettica fra arte e impegno politico, come gli immensi Caetano Veloso e Gilberto Gil, guardati con sospetto da troppo solerti nostrani uomini in divisa.

 

marco molendini 5

Con episodi esilaranti, da alta commedia all’italiana: Miles Davis in serata no, non gli va di suonare. Alla Fenice tutto esaurito. Il manager, disperato, si ispira a Totò signori si nasce, e per convincere il grande jazzista a esibirsi millanta la tragica morte della madre. Miles si commuove. Missione compiuta.

 

Centrale è sempre e comunque Roma. Quando la nostra storia comincia, il glamour della Dolce Vita è ormai spento, e nelle piazze un tempo gaie proliferano tossici e pistoleri. Poi irrompe sulla scena un geniale architetto prestato alla politica, Renato Nicolini, e le strade tornano a riempirsi di gioia e voglia di cambiare. 

 

Gli anni di piombo finalmente cedono il passo alla stagione rutilante dell’edonismo reaganiano e delle notti di Quelli della Notte. I giornali mutano pelle.

 

Il “maomessaggero” di Gardini ha ambizioni da New York Times di Trastevere, con finale tragico che echeggia il mito di Icaro. Inizia l’ossessione del commento dei Vip. E poi le discese ardite che non conosceranno risalite, la crisi della Prima Repubblica, il ridimensionamento della carta stampata, l’eclissi di tipografie e linotype, le tante cose belle che ancora ci regalano Dalla, Daniele, Arbore, e Battiato, la morte delle edicole e dei negozi di dischi.

miles davis a umbria jazz

 

Oggi Molendini scrive libri e collabora a Dagospia. A fine lettura, e al netto della nostalgia, ti resta la sensazione che non per forza ogni cambiamento sia una caduta senza rimedio. Magari, là fuori, da qualche parte fra il Colosseo e il Gra, Roma si sta preparando a una nuova rinascita. E magari troverà persino qualcuno capace di raccontarla.

 

caetano veloso 8

Il libro – Sotto il sole di Roma di Marco Molendini (minimum fax, pagg. 250, euro 18). Il libro è stato presentato il 22 aprile (ore 18) al Palaexpo di Roma. Con l’autore intervengono Sandra Petrignani, Marco Tullio Giordana, Riccardo Rossi

giancarlo de cataldo roberto dagostino marco molendini fabrizio roncone (4)frank sinatra caetano veloso 7GILBERTO GILmarco molendinimarco molendini (3)MARCO MOLENDINI JUAREZ ARAUJO PAOLO ZACCAGNINImarco molendini 1

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