foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi -1

LE FOTO MAI VISTE DEL MASSACRO DI PASOLINI - UN NUOVO LIBRO RICOSTRUISCE LA MORTE DEL POETA: L'ASSALTO DEL COMMANDO DI 'FASCI', LE AUTO CHE PASSANO SOPRA IL CADAVERE, I DEPISTAGGI, LE FALSE TESTIMONIANZE, IL RUOLO DI PINO PELOSI - FERRARA VERSUS I “MORALISTI” DI ‘REPUBBLICA’: “CELEBRATE PASOLINI CHE FACEVA SESSO NEGLI ANNI CINQUANTA CON RAGAZZINI 15 E 16 ANNI E POI AVETE MESSO IN CROCE BERLUSCONI - ATTENZIONE: IMMAGINI SCIOCCANTI

 

simona zecchi pasolini massacro di un poetasimona zecchi pasolini massacro di un poeta

LE FOTO MAI VISTE DELLA MORTE DI PASOLINI

Patrizio J. Macci per www.affaritaliani.it

 

Avvertenza per i lettori: le immagini a corredo dell'articolo e contenute nella gallery senza alcuna copertura sono estratte dagli archivi del Tribunale e mai pubblicate. Per il loro contenuto sono assolutamente sconsigliate ai minori e alle persone impressionabili. Affaritaliani.it ha deciso di pubblicarle perché costituiscono un documento inedito sulla ferocia che ha accompagnato l'esecuzione dell'intellettuale.

 

 

Pasolini morto Pasolini morto

Le fotografie non lasciano spazio a dubbi, immagini che valgono più dei milioni di parole scritte fino ad oggi. Il sangue lava via le parole aride delle sentenze come fossero cachinni sguaiati. Un "rito tribale". Un'operazione stutturata e pianificata a tavolino, caratterizzata da una precisione e un'organizzazione inaudite. I killer sono un manipolo di fascisti che hanno usato scientemente gli attrezzi del mestiere della loro tradizione: catene, tondini di ferro, forse bastoni, una fragile tavoletta di legno già spezzata prima dell'aggressione con su scritto l'indirizzo delle baracche. Un commando nero.

foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi  7foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi 7

 

Non c'è solo la presenza di altre persone, ormai ammessa anche da Pelosi unico condannato per il delitto - esca in parte inconsapevole che all'omicidio non ha neanche preso parte- da dieci anni nei suoi continui cambi di versione, nella sua verità raccontata a corrente alternata forte del fatto di essere l'unico testimone oculare identificato del delitto e praticamente impossibile da smentire.

 

foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi  6foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi 6

Due automobili hanno sormontato il corpo di Pasolini, i segni del battistrada di motociclette sul corpo del Poeta e sul terreno dell'Idroscalo parlano inequivocabilmente della presenza di un gruppo nutrito di massacratori che gli urla "Jarruso", omosessuale in dialetto siciliano.

 

Non appena Pelosi e lo scrittore giungono sul posto, accompagnati già da qualcuno nel veicolo e seguiti a breve distanza da altri dalla stazione Termini e dal ristorante "Biondo Tevere" avvengono in successione sia il pestaggio che il sormontamento con più auto.

Pasolini non dovrà uscire vivo dal massacro, per questo ognuno degli intervenuti deve essere funzionale nel suo ruolo.

 

I convenuti hanno un obiettivo in comune: uccidere Pasolini. C'è la bassa manovalanza che vuole togliere un po' di soldi al "frocio" Pasolini, i picchiatori "neri" che vogliono oscurare la voce scomoda del "comunista", forse qualcuno che non accettava l'amore del Poeta per i "Ragazzi di vita". In alto, in cima alla piramide quello (o quelli?) che hanno commissionato il delitto. Un delitto a più livelli, compartimenti stagni nel quale a malapena i partecipanti conoscono i volti dei complici. Pino Pelosi, unico condannato pagherà per tutti.

foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi  5foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi 5

 

Quarant'anni dopo Simona Zecchi ha compiuto un'analisi filologica e cronologica delle carte processuali dell'omicidio Pasolini, rovistando per tre anni negli archivi polverosi di mezza Italia, interrogando e braccando gli sparuti testimoni ancora in vita, districandosi in una giungla di false piste, fonti aperte e coperte, mettendo la parola fine a quarant'anni di false notizie e speculazioni editoriali intorno a lacerti di manoscritti mostrati e poi nascosti (il famoso Appunto 21 mancante dal manoscritto del romanzo postumo Petrolio), azzerando quanto scritto in precedenza.

 

foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi  3foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi 3

Ha riversato il suo lavoro di ricerca nel volume Pasolini "Massacro di un poeta" (Ponte alle Grazie editore), un libro da leggere con devozione dove ha pubblicato foto e altri documenti inediti, ha rintracciato scatti della scena dell'omicidio mai visti finora. Ricostruendo con perizia e precisione, fino a dove è stato possibile, la dinamica del delitto, sbaragliando draghi e mitologie complottiste.

 

foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi  2foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi 2

Le foto, esplicite e violente dimostrano con inequivocabile certezza che ci fu una mattanza quella notte all'Idroscalo. Foto pubblicate perchè anche Pasolini nella sua instancabile e ossessiva ricerca della verità lo avrebbe voluto, perché come ha detto uno dei testimoni: "Se fosse stato un cane avrebbero avuto più pietà". Foto che vanno inserite come tessere di un puzzle nell'analisi rigorosa svolta all'interno del libro.

 

foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi  13foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi 13foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi  9foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi 9

Quarant'anni dopo alla domanda perché è stato ucciso Pasolini è ora possibile rispondere: per la forza delle sue parole, non per quello che aveva scritto ma per quello che avrebbe potuto continuare ancora a scrivere.

 

2. CARI AMICI

 

MORALISTI, NON SI SCAPPA –

Giuliano Ferrara per “il Foglio”

 

Filippo Ceccarelli è un vecchio amico. Lavora con tutto il suo rango di narratore e commentatore di costume a Repubblica, giornale che compro da quando principiò ad uscire. Ieri leggendo il suo pezzo su Pasolini mi sono stropicciato gli occhi.

 

Non ci credevo. Non credevo possibile che con tanta disinvoltura si potesse rigirare per Pier Paolo Pasolini la frittata cucinata in salsa velenosa, per anni, su quel giornale, e se ricordo bene anche dallo stesso Ceccarelli, frantumando al posto delle uova i preti e Berlusconi.
Direte. Ma sei impazzito? Ma di che cosa parli?
 

Esce un libro in cui è ricostruita l' espulsione per indegnità morale dal Pci, nel 1949, del giovane intellettuale e maestro di strada PPP. Il quale, costretto a fare le valigie con la madre e a trasferirsi a Roma nel disonore pubblico, replicò dicendo ai suoi compagni che restava comunista e che non capiva la loro disumanità.

 

Che cosa era successo? Pier Paolo, disordinatamente e compulsivamente omosessuale, si era portato non so dove due allievi di 15 e 16 anni e ci aveva fatto l' amore (o sesso, se preferite). La cosa era uscita fuori, anche per beghe di provincia tra democristiani e Pepponi, e fu "scandolo", come dicevano i rapporti dei carabinieri.
 

giuliano ferraragiuliano ferrara

Ora, a quarant' anni dall' uccisione all' Idroscalo di Ostia del poeta friulano e vate nazionale e scrittore corsaro mirabile, torna lo "scandolo" a parti rovesciate. Com' era piccolo quel Pci!
 

Com' era brutta l' Italia disumana del comune senso del pudore, della polizia dei costumi! Così scrive senza tentennamenti e su Repubblica, il mio amico Ceccarelli.
Mannaggia a li pescetti, come diceva Totò in "Uccellacci e uccellini". Ma Ceccarelli e Ezio Mauro, suo direttore, si rendono conto di quello che si scrive su Repubblica e in quale contesto lo si scrive?

GIANNI LETTA FILIPPO CECCARELLI GIANNI LETTA FILIPPO CECCARELLI

 

Hanno dato la baia a Berlusconi per il sospetto che sapesse l' età minorile della signora El Mahroug, si sono fatti portavoce di Ilda la Rossa nelle sue tirate contro la "furbizia orientale" della pulzella, sono entrati nel lettone di Putin, hanno fatto carne di porco del buon gusto informativo frantumandocele con la lap dance di Arcore, hanno pubblicato qualunque intercettazione pelosa utile a scatenare l' Italia piccola del comune senso del pudore e della polizia dei costumi, e ancora continuano su questa strada resa difficoltosa dalle assoluzioni ma non definitivamente impercorribile sul piano dell' accanimento giudiziario (ora contro i testimoni a difesa).

Pasolini morto Pasolini morto

 

Hanno messo in croce la chiesa cattolica e il clero di tre continenti, in compagnia della stampa liberal internazionale, addossando ai preti la pedofilia come una mostruosità di uso comune e sistematico, contro tutte le verità statistiche in contrario, salvo dimenticarsi del dossier non appena salita al trono pontificio la strategia dell' incontro misericordioso con il dorato mondo del divorzio e dell' aborto e dell' eugenetica.

 

foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi  10foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi 10foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi  12foto di pasolini dal libro massacro di un poeta di simona zecchi 12

Hanno sostenuto fior di esperti della mutua nelle crociate fondate su incerte deposizioni di bambini ispirati dai più grandicelli alla caccia demoniaca al pedofilo, sulla base di sospetti fragili e infamanti, finiti nel nulla giudiziario (vedi il caso di Rignano su cui il Foglio e Cerasa fecero inchieste memorabili).

RubyRuby

 

Hanno creato un clima culturale e civile impossibile, in cui personaggi come Salinger e Chaplin (Oona O' Neill era una minore quando cominciò ad amoreggiare con l' uno e con l' altro) o pittori come Balthus o scrittori come Nabokov devono essere censurati, deformati e negati con ipocrisia nella loro predilezione artistica per l' adolescenza, la quale è addirittura scomparsa dai radar della sua verità e rappresentazione nel mondo monitorato dai politicamente corretti e dalle loro polizie del costume.
 

processo ruby Ilda Boccassini e il presidente del tribunale dei minori Monica Frediani resize processo ruby Ilda Boccassini e il presidente del tribunale dei minori Monica Frediani resize

E adesso celebrano la riabilitazione, che per libertini devoti e sposati a donne mature come noi non è un problema, di un giovane intellettuale comunista della provincia italiana che nel 1949 si faceva, per dir così, due pupi in età molto minorile, lui che andava per i trenta.

 

Ruby minorenne marocchina Berlusconi - NonleggerloRuby minorenne marocchina Berlusconi - Nonleggerlo

Qui ne avevamo già accennato quando si trattò dello scandalo di don Gelmini, a questo paragone, ma non c' è niente di sofistico o di polemico: ormai, dopo il pezzo di Ceccarelli e la celebrazione del Pasolini che amava i ragazzini, chiediamo la riabilitazione piena dei preti di mezzo mondo e del libertino di Arcore oppure la riconsacrazione dell' espulsione di Pasolini per indegnità morale. Non si scappa, cari moralisti.

 

Pasolini morto Pasolini morto Pier Paolo Pasolini Pier Paolo Pasolini Pierpaolo Pasolini Pierpaolo Pasolini Cadavere PasoliniCadavere PasoliniPasolini Pasolini pasolini pasolini

 

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…