LA FRANCIA BACUCCA FA DIETROFRONT – AL “TOSSICO” DYLAN LA LEGION D’ONORE (MA IL JAMES JOYCE DE ROCK PUÒ SEMPRE RIFIUTARLA)

Stefano Montefiori per "Il Corriere della Sera"

C'è voluta una surreale richiesta di informazioni del Gran consiglio all'ambasciata di Francia a Washington - riassumibile in «Ma chi è questo Bob Dylan? È una persona perbene?» - per vincere le ultime resistenze. I diplomatici, bontà loro, hanno dato referenze positive, e il Gran Cancelliere ha ritirato la sua iniziale opposizione: uno dei più grandi geni del nostro tempo sarà insignito della Legion d'Onore.

La massima onorificenza civile e militare francese venne creata da Napoleone per marcare il distacco dai vecchi titoli aristocratici, ma quando un mese fa la ministra della Cultura, Aurélie Filippetti, ha proposto di attribuirla a Bob Dylan, molti hanno tradito vedute da ancien régime. Marine Le Pen si è dichiarata «scioccata», «presto la Legion d'Onore si darà a chiunque. La cuoca del presidente, la parrucchiera di Carla o i cantanti preferiti della signora Filippetti. È uno scandalo per chi l'ha davvero meritato». Soprattutto, si è mostrato contrario Jean- Louis Georgelin, il Gran Cancelliere dell'ordine, colui che ha il potere di trasmettere i suggerimenti del governo al Gran Maestro, ossia il presidente della Repubblica François Hollande. A insospettirlo erano il passato uso di droga, e il vecchio impegno pacifista di Dylan contro la guerra in Vietnam.

Il cerimoniale, come si vede, è d'altri tempi. E lo è anche lo stile della lettera a Le Monde con la quale Georgelin, 64enne generale ed ex capo di Stato maggiore, ha annunciato di avere concesso finalmente il benestare. «Il consiglio dell'ordine ha fatto il suo lavoro. Il relatore ha esaminato serenamente il dossier che gli era stato sottoposto, si è assicurato - premura non inutile - che era stato redatto in collegamento con la nostra ambasciata negli Stati Uniti, ha approfondito la conoscenza della vita caotica di questo artista fuori dalle norme...». Vita caotica. Praticamente un pericoloso capellone. Comunque, continua la lettera, «... conosciuto nel suo Paese e nel mondo come un immenso cantante e un grande poeta.

Questo gli è valso di essere considerato più volte tra i candidati al Nobel della letteratura e di essere decorato della più alta distinzione civile americana, la "presidential medal of freedom"». In considerazione di questo esame condotto con «saggezza e rigore», dice il severo Georgelin, la ministra Filippetti potrà presto appuntargli la medaglia.

Nell'ottobre scorso era stato il presidente Hollande in persona a conferire la Legion d'Onore a Paul McCartney, l'ex Beatle peraltro noto consumatore in passato di cocaina, cannabis e Lsd. La cerimonia all'Eliseo era stata un misto tra liturgia da «monarchia repubblicana» francese e concessioni pop, con Hollande che ringraziò McCartney «per avere cantato in francese Michelle, Ma Belle» chiedendo pure «ma chi era poi questa Michelle?» (senza ottenere risposta).

Bob Dylan promette di essere un ospite diligente. Fu impeccabile in più occasioni solenni: quando Jack Lang, ministro della Cultura nel 1990, lo nominò «cavaliere delle arti e delle lettere», quando suonò nel 1997 a Bologna davanti a Giovanni Paolo II, e un anno fa alla Casa Bianca, quando Barack Obama gli diede la «medaglia della libertà». Dylan potrebbe pur sempre imitare Maupassant o Simone de Beauvoir e rifiutare una Legion d'Onore fatta sospirare troppo ma, a 71 anni, la voglia di ribellione forse è rimasta solo nei dossier del generale Georgelin.

 

 

marine le pen bob dylan bob dylan a washington nel sessantatre bob dylan harmonica BOB DYLANdylan

Ultimi Dagoreport

donald trump free iran

DAGOREPORT – CHE CE FAMO CON KHAMENEI? TRUMP MINACCIA TEHERAN MA L’INIZIATIVA MILITARE SI ALLONTANA: GLI ALLEATI ARABI DEGLI USA (ARABIA SAUDITA E QATAR) SONO CONTRARI AL BOMBARDAMENTO E LE PORTAEREI AMERICANE SONO LONTANE DAL MEDIO ORIENTE – PIÙ PROBABILE, PER ORA, CHE GLI “AIUTI” PROMESSI DA WASHINGTON SIANO ATTACCHI CYBER E SABOTAGGI ENERGETICI, IN GRADO DI INDEBOLIRE IL REGIME DI KHAMENEI – IL PIANO “PSYOPS” DI GUERRA PSICOLOGICA, LE MOSSE SUL CAMPO DI CIA E MOSSAD E LA DURA REALTÀ: BUTTATO GIÙ KHAMENEI, NON C’È UN'OPPOSIZIONE PRONTA A PRENDERE IL POTERE O UNA FIGURA FANTOCCIO (COME IN VENEZUELA) PER LA SUCCESSIONE -RIMUOVERE L'AYATOLLAH PROVOCHEREBBE PIÙ INSTABILITÀ. E TANTI SALUTI AL FIGLIO DELLO SCIÀ, REZA PAHLAVI, E AI MANIFESTANTI CHE INVOCANO LIBERTÀ E VENGONO TRUCIDATI DAL REGIME - VIDEO

gio scotti

COME MAI LA BELLISSIMA GIO SCOTTI, MODELLA E INFLUENCER ITALIANA DI 19 ANNI, È DIVENTATA SUO MALGRADO UN’ICONA DELL’ALT-RIGHT AMERICANA? – LA RAGAZZA, CHE HA QUASI 3 MILIONI DI FOLLOWER SUI SOCIAL E A QUANTO PARE NON HA MAI ESPRESSO PUBBLICAMENTE OPINIONI POLITICHE, GRAZIE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, È STATA PRESA IN PRESTITO DA SUPREMATISTI, “INCEL” E “GROYPERS” COME SIMBOLO DELLA BELLEZZA “ARIANA” E OCCIDENTALE - A SUA INSAPUTA, LA RAGAZZA E' DIVENTATA STRUMENTO DI UNA "GUERRA CULTURALE" CHE DIFFONDE IDEE ESTREMISTE E INQUINA IL DIBATTITO FOMENTANDO ODIO

elkann ferragni

CHIARA FERRAGNI E' FINITA SUL GOZZO A TUTTI - UN SONDAGGIO "YOUTREND" CERTIFICA CHE, DOPO IL PANDORO-GATE, L'80% DEGLI ITALIANI HA UN GIUDIZIO NEGATIVO DELL'INFLUENCER (SOLO L'8% SI FIDA DI LEI) - MALISSIMO ANCHE JOHN E LAPO ELKANN: IL 58% DEGLI ITALIANI HA UN'OPINIONE NEGATIVA DEL PRESIDENTE DI "STELLANTIS". PEGGIO SUO FRATELLO, MAL VISTO DAL 69% DEGLI INTERVISTATI - AVVISATE CUCINELLI: IL 64% DEGLI ITALIANI NON LO CONOSCE, NONOSTANTE IL SUO FILM DAL POMPOSO TITOLO "BRUNELLO, IL VISIONARIO GARBATO", COSTATO 4 MILIONI DI SOLDI PUBBLICI...

pier silvio marina berlusconi giudici toghe magistrati

FLASH! – E MARINA FINI' MARINATA DA PIER SILVIO - LA CAVALIERA AVREBBE CHIESTO UN IMPEGNO PIÙ INCISIVO DI MEDIASET PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, IN NOME DEL “CALVARIO” SUBITO DA PAPI SILVIO - MA “PIER DUDI”, CHE È MOLTO PIÙ AUTONOMO DALLA PRIMOGENITA DI QUANTO SI RACCONTI IN GIRO, IN NOME DEL PLURALISMO SI SAREBBE OPPOSTO – PERCHÉ SPINGERE CON UNA CAMPAGNA SPECIFICA, QUANDO BASTA MARTELLARE SUGLI ERRORI GIUDIZIARI (GARLASCO, TORTORA ECC.) SUI TALK SHOW E LE TRASMISSIONI CRIME?

donald trump ted sarandos david zaslav larry david ellison paramount

CASA BIANCA DELLE MIE BRAME (PICCOLI TRUMP CRESCONO) - COME MAI LA PARAMOUNT DELLA FAMIGLIA MULTI-MILIARDARIA DI LARRY ELLISON VUOLE WARNER BROS-DISCOVERY A TUTTI I COSTI? - DOPO IL NO ALL'ULTIMA OFFERTA DI 108 MILIARDI DI DOLLARI (25 IN PIÙ DI NETFLIX) L'EREDE DAVID ELLISON PORTA L'AFFARE IN TRUBUNALE - L’OBIETTIVO PRINCIPALE NON SONO I FILM O GLI STUDIOS, MA L'EMITTENTE ALL-NEWS, LIBERAL E ANTI-TRUMP CNN, TRAMPOLINO INDISPENSABILE PER SOSTENERE LA CANDIDATURA DI ELLISON JR ALLA NOMINATION REPUBBLICANA NEL 2028…(A DIFFERENZA DI TRUMP, NON HA BISOGNO DI FARSI FINANZIARE DA NESSUNA BIG TECH...)