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VESPA PUNTO SUL VIVO - ''È FORTUNATA PERCHÉ È SOPRAVVISSUTA, TANTE DONNE VENGONO UCCISE. SE AVESSE VOLUTO, L'AVREBBE UCCISA''. VIDEO: LE FRASI DI BRU-NEO A LUCIA PANIGALLI, SCAMPATA AL COMPAGNO CHE VOLEVA UCCIDERLA, FANNO INCACCHIARE TUTTI, FINO A SALINI: ''TONI INACCETTABILI'' - VESPA SI DIFENDE: ''FRASI ESTRAPOLATE, LEI ALLA FINE DELL'INTERVISTA MI HA RINGRAZIATO CORDIALMENTE, E COSÌ IL SUO AVVOCATO. E SUL SINDACATO DEI GIORNALISTI…''

 

 

1. DONNA SOTTO SCORTA DOPO UN TENTATO FEMMINICIDIO, POLEMICA PER L'INTERVISTA DI VESPA

Dall'articolo di www.repubblica.it

 

(…) "È fortunata, perché è sopravvissuta, tante donne vengono uccise", dice Vespa. E aggiunge: "Se avesse voluto ucciderla l’avrebbe uccisa".  Parole che potrebbero essere intese come se l'aggressore si fosse voluto fermare in tempo, mentre dal racconto di Lucia appare chiaro che l'omicidio non c'è stato perchè con la forza della disperazione lei riesce a scappare.

 

bruno vespa intervista lucia panigalli 3

"Il tono dell"intervistatore tra risolini, negazioni, battutine è semplicemente intollerabile. Questo non è giornalismo, questa è spazzatura", scrive l'associazione "Non Una Di Meno". "Mi vergogno profondamente che non siano stati ancora presi provvedimenti per questa intervista indegna. Vespa ha offeso tutte le donne vittime di violenza, che vivono in un paese misogino, sessista e patriarcale", attacca su Facebook Beatrice Brignone, segretaria di Possibile. "Siamo nel 2019 e ancora dobbiamo assistere alla colpevolizzazione delle vittime, come nei processi di 50 anni fa, con l'aggravante che tutto questo accade in televisione e attraverso un servizio pubblico, che noi cittadini paghiamo", commenta un altro utente.

 

Aggiunge "Lettera Donna": "Quando Lucia descrive la sua relazione con Fabbri come "poco più che un flirt", Vespa chiosa: "Diciotto mesi sono un bel flirtino però, eh". Poi mostra le immagini della donna pestata dopo l’aggressione: "Certo che l’aveva ridotta piuttosto male, ma posso chiederle di cosa si era innamorata?". "Ma era così follemente innamorato di lei da non volerla dividere con nessuno se non con la morte?". 

 

Vespa ha però scelto di replicare alla ricostruzione: “Sono sorpreso e indignato - ha affermato il giornalista - da alcune reazioni alla mia intervista di ieri sera alla signora Lucia Panigalli. Se c'è una trasmissione che dalle sue origini si è fatta portavoce della tutela fisica e morale delle donne vittime di violenza questa è Porta a porta. Abbiamo invitato la signora proprio perché il suo caso è clamoroso e allo stato la legislazione non è in grado di proteggerla in maniera adeguata. È gravissimo che si voglia estrapolare una frase da un dialogo complessivo di grande solidarietà e rispetto. La risposta migliore a queste calunnie sono i ringraziamenti che abbiamo ricevuto dalla signora e dal suo avvocato”.

 

La Rai ha anche fatto sapere che l’avvocato Giacomo Forlani, legale della signora Panigalli, "ha ringraziato Bruno Vespa per la sensibilità mostrata nei confronti di un caso umano.

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La frase su cui si sono concentrate le speculazioni, per le quali si e’ immediatamente scusato, è frutto di un’affermazione assolutamente involontaria, pronunciata nel contesto di una serata dedicata alla difesa delle donne".

 

 

2. RAI, SALINI A VESPA: "TONI INACCETTABILI"

Giovanna Vitale per “la Repubblica”

 

«È fortunata, perché è sopravvissuta, tante donne vengono uccise». È una delle frasi su cui è scivolato Bruno Vespa nel corso dell' intervista a una donna vittima di tentato femminicidio, trasmessa martedì scorso su Rai1. Alle proteste di Fnsi e Usigrai, si è aggiunto ieri l' Ordine dei giornalisti: «In seguito alla segnalazione di una privata cittadina», il conduttore sarà ora «sottoposto al rituale procedimento disciplinare».

 

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Sulle barricate pure la politica. Il M5S annuncia un esposto all' Agcom, Leu in Vigilanza. Tanto da costringere l' ad di Viale Mazzini a stigmatizzare l' accaduto. «Condivido la forte contrarietà suscitata dai toni dell' intervista», precisa Fabrizio Salini in serata, «considero la difesa e la tutela dei diritti delle donne un principio imprescindibile e indiscutibile della Rai, su cui non sono mai tollerabili equivoci». Parole che fanno trapelare tutta l' irritazione per la leggerezza con cui troppo spesso la tv pubblica tratta la cronaca nera.

 

«La Rai e tutte le sue strutture - a cominciare da Porta a Porta - devono aderire alla linea editoriale dell' azienda che condanna fermamente la violenza», avverte Salini.

Era stata la stessa vittima, Lucia Panigalli, a confessare all' Ansa tutto il suo disagio per il trattamento riservatole. Maturato a mente fredda.

 

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«Mi hanno profondamente offesa il tono e i modi usati da Vespa nel corso della trasmissione. Mi sento offesa anche a nome di tutte le donne che non sono state "fortunate" come me». Parole che, dopo una prima ondata di polemiche, scatenano la condanna delle Commissioni pari opportunità della Fnsi. Che insieme all' Usigrai si chiede «come sia possibile che la Rai tolleri una tale, distorta, tossica rappresentazione della violenza contro le donne», in «palese violazione del contratto di servizio » e del codice deontologico.

 

Identico il giudizio della politica.

«Su temi così delicati e sulla sofferenza delle persone, quelli che svolgono il difficile compito di informare devono avere la massima attenzione e delicatezza», dice la vicepresidente M5S della Camera Maria Edera Spadoni. Mentre la dem Valeria Valente, presidente della Commissione d' inchiesta sul femminicido, esorta: «L' intervista è stata gestita male. È arrivato il momento di richiamare i giornalisti ai valori contenuti nel Manifesto di Venezia, la carta per la corretta informazione sulla violenza di genere che la Fnsi ha varato due anni fa».

fabrizio salini marcello foa

 

Ma Vespa si difende: «Credo sia la prima volta in assoluto che un giornalista viene criminalizzato a causa di una trasmissione per la quale viene al tempo stesso ringraziato dall' avvocato della sua presunta vittima». A cui rinfaccia: «Alla fine della trasmissione la signora Panigalli mi ha ringraziato con molta cordialità».

 

 

3. VESPA SI DIFENDE E ACCUSA: «CRIMINALIZZATO DALLA FNSI»

Da "il Giornale"

 

«Mi sono dimesso il 23 gennaio 2016 dalla Federazione nazionale della stampa per il carattere violento, pretestuoso e settario delle sue polemiche nei miei confronti. Il mio giudizio si rafforza alla luce dell' incredibile dichiarazione di oggi. Credo sia la prima volta in assoluto che un giornalista viene criminalizzato a causa di una trasmissione per la quale viene al tempo stesso ringraziato dall' avvocato della sua presunta vittima».

 

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