john elkann carlo de benedetti

IL REGALO DI NATALE DELLA PROCURA DI ROMA A JOHN ELKANN: CONGELATI 38 MILIONI DI EURO AL GRUPPO EDITORIALE "GEDI", PER PRESUNTE IRREGOLARITÀ NELLE PROCEDURE DI PREPENSIONAMENTO DI UNA SETTANTINA DI DIPENDENTI – SI TRATTA DI UNA VICENDA CHE RISALE AI TEMPI IN CUI LA SOCIETÀ ERA CONTROLLATA DALLA CIR DELLA FAMIGLIA DE BENEDETTI. MANCO A DIRLO, SULLE TESTATE DEL GRUPPO NON SI TROVA MANCO UNA RIGA SULLA NOTIZIA-SCOOP DELLA "VERITÀ"

john elkann foto mezzelani gmt 149

Giacomo Amadori e Fabio Amendolara per “La Verità”

 

Per due giorni abbiamo atteso un comunicato del gruppo editoriale Gedi (che edita La Repubblica, L'Espresso, La Stampa e Il Secolo XIX, tre radio e una serie di testate locali), di proprietà della famiglia Agnelli, sul sequestro preventivo da oltre 38 milioni subito dall'azienda alla vigilia delle feste natalizie.

 

Si tratta di un'iniziativa della Procura di Roma che ha congelato, con l'avallo del gip, una somma equivalente al massimo che l'accusa ritiene essere stata sottratta al bilancio dell'Inps per presunte irregolarità nelle procedure di prepensionamento di una settantina di dipendenti ai tempi in cui la società era controllata, attraverso la Cir, dalla famiglia De Benedetti. Purtroppo, sino a ieri sera, né dall'azienda, né dalle agenzie di stampa o da altri media era stato diffuso alcun dispaccio sulla spinosa vicenda che confermasse e arricchisse di particolari lo scoop della Verità.

 

john elkann foto mezzelani gmt 177

Anche su Internet la notizia è stata quasi censurata, trovando pochissimo spazio. Tra i principali siti di informazione è stata ripresa solo da Affari italiani.Distrazione, superficialità, solidarietà, gelosia? Possono essere molte le motivazioni che hanno portato al clamoroso black out. Ieri il direttore della comunicazione del gruppo, Andrea Griva, ci ha risposto con garbo e ha sottolineato una dimenticanza nel nostro pezzo del 31 dicembre: «Non ci sono commenti se non forse che poteva essere un servizio al lettore ricordare con maggiore precisione che si tratta di una vicenda originata dalla precedente gestione del gruppo Gedi (quando la proprietà era in capo ai De Benedetti, ndr) e quindi la fotografia dell'ingegner Elkann non sembrava essere in linea con la verità storica di questa vicenda. Posso aggiungere che la società continua a collaborare con gli inquirenti».

 

carlo de benedetti

È vero che uno dei tre indagati, Monica Mondardini, ha lasciato il gruppo, in cui ha ricoperto il ruolo di amministratore delegato e vicepresidente, per trasferirsi alla Cir dell'ingegner Carlo De Benedetti, ma gli altri due manager sotto inchiesta, il direttore delle risorse umane Roberto Moro e il capo della divisione Stampa nazionale Corrado Corradi, sono ancora al loro posto.

 

Siamo riusciti a parlare, nonostante la giornata post veglione, anche con l'avvocato di Gedi, l'ex ministro Paola Severino, la quale una decina di giorni fa si è affrettata ad accendere il conto su cui far confluire i quasi 40 milioni che la Procura ha ordinato di sequestrare ai sensi della legge 231 del 2001, quella che punisce la responsabilità amministrativa delle società.

Monica Mondardini

 

Ma anche la Severino non è stata particolarmente loquace: «Dovreste sapere che non rilascio mai dichiarazioni sui processi che seguo» ci ha detto, confermando di essere il legale incaricato della vicenda. «Inoltre» ha aggiunto, «mi pare che abbiate già delle fonti dirette». E ha concluso con un festoso saluto: «Io posso solo augurarvi buon anno». Buon 2022 anche a lei.

john elkann foto mezzelani gmt 146

 

Ha inserito lo stesso disco l'aggiunto Paolo Ielo che, contattato dalla Verità, si è schermato dietro alla riforma della giustizia messa a punto dal Guardasigilli Marta Cartabia: «Come sa esiste una legge che vi impedisce di avere rapporti con persone diverse dal procuratore, quindi, mi dispiace, ma non mi resta che farvi gli auguri di buon anno».Il fascicolo è in mano a Ielo e al pm Francesco Dall'Olio e riguarda, come detto, una presunta truffa ai danni dell'Inps legata al prepensionamento di dirigenti e altri dipendenti di Gedi e della concessionaria pubblicitaria Manzoni che non avrebbero avuto diritto al beneficio e che per questo sono stati demansionati o trasferiti per ottenere lo scivolo.La notizia del sequestro, seppur silenziata, ha fatto rapidamente il giro di tutte le redazioni. Anche della Repubblica.

lilli gruber carlo de benedetti

 

Qui ci risulta che alcuni esponenti del comitato di redazione si siano sentiti telefonicamente per valutare quali azioni intraprendere e avrebbero concordato di scrivere una nota all'azienda per chiedere lumi, visto che nessun aggiornamento era arrivato ai membri del Cdr e che le ultime informazioni conosciute risalivano al 2018. Non è escluso che successivamente venga diffuso anche un comunicato indirizzato alle redazioni. Ma tutto è rinviato alla giornata di domani.

 

PAOLO IELO

Salvo che in queste ore l'azienda non scelga una linea di maggiore trasparenza comunicativa.In passato al gruppo Gedi sarebbero stati costretti a dare la notizia in quanto società quotata in Borsa. Ma quando la Exor della famiglia Elkann-Agnelli ha rilevato dalla Cir l'89 per cento delle azioni della casa editrice, quest' ultima è stata «delistata» ed è uscita da Piazza affari.

 

john elkann foto mezzelani gmt 178

Per questo l'obbligo delle comunicazioni al mercato è caduto. E così, per uno strano scherzo del destino, il 15 dicembre, alla vigilia del maxi sequestro, La Repubblica aveva dato ampio spazio a un altro sequestro preventivo effettuato dalla Procura di Milano ai danni di «alcune sigle sindacali» della Cisl lombarda. Peccato che si parlasse di 600.00 euro. Una cifra sessanta volte inferiore al tesoretto prelevato al gruppo Gedi dalla Procura di Roma, notizia che, però, i lettori quotidiano romano, non hanno ancora potuto leggere. Almeno sino a questa mattina.

carlo de benedettiCARLO DE BENEDETTI

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