forquet

“FEDERICO IL GRANDE” - OSANNATO NEGLI STATI UNITI MA QUASI DIMENTICATO DA NOI, SE NON DA POCHI ADEPTI, IL GENIO DI FEDERICO FORQUET - DALLA MODA ALL’ARREDAMENTO, LO STILE COME SOSTANZA “POLITICA” DELLA VITA

Tratto da un articolo di Marella Caracciolo Chia per il magazine T del New York Times - http://tmagazine.blogs.nytimes.com/2014/08/17/federico-forquet-fashion-designer-tuscan-garden/?_php=true&_type=blogs&_r=0

 

Mettersi in contatto con Federico Forquet richiede perseveranza. L’ottantatreenne napoletano, che negli anni Sessanta ha letteralmente conquistato, a sorpresa, il mondo della ‘haute couture’ prima di rivolgere le sue passioni ai giardini e all’arredamento, non possiede un cellulare.

MARELLINA CARACCIOLO SANDRO CHIA MARELLINA CARACCIOLO SANDRO CHIA

 

Contessa Marella Caracciolo Agnelli con un abito da sera di Federico Forquet , 1946 - foto ghergo Contessa Marella Caracciolo Agnelli con un abito da sera di Federico Forquet , 1946 - foto ghergo

Una macchina fax? Troppo brutta. E a tutt’oggi si rifiuta di avere un indirizzo email. Chi lo conosce sa che per mettersi in contatto bisogna inviare un’email alla sua amica Alessandra Di Castro, l’antiquaria romana, la quale la fa stampare su carta e recapitare a mano all’appartamento a Roma o a Cetona, in Toscana, nella proprietà dove “Federico il Grande” – come fu ribattezzato da Women Wear Daily nel 1966 – passa la maggior parte del suo tempo.

FEDERICO FORQUET FEDERICO FORQUET

 

In una recente mattina di giugno, dunque, è proprio nel suo giardino toscano che lo troviamo. Vestito in maniera impeccabile in abito di flanella leggera, da campagna, il vecchio cane Lulù e due gatti ai suoi piedi, Forquet è allungato su una chaise longue in midollino rivestita di un tessuto a fiori disegnato da lui.

 

Lo sovrasta la chioma, immensa, di un tiglio. Lo piantò quaranta anni fa assieme a Matteo Spinola, il noto PR di cinema (morto nel 2006) e compagno di una vita, poco dopo che avevano acquistato quest’antica fattoria col desiderio di trasformarla in un rifugio.

[…..]

 

ISA MIRANDA- FEDERICO FORQUET STYLEISA MIRANDA- FEDERICO FORQUET STYLE

Nato in Italia da una vecchia famiglia napoletana di origini francesi, Forquet ha passato un’infanzia felice tra il castello di famiglia a Forino e il palazzo a Napoli, frequentato da musicisti, intellettuali e membri della famiglia Reale.

 

Come molti membri della sua classe sociale all’epoca, soprattutto al Sud, la prospettiva di Forquet era vivere dignitosamente amministrando quel che rimaneva delle antiche proprietà fondiarie famiglia. Ma a detta dello storico dell’arte Alvar Gonzàles-Palacios, suo amico di vecchia data, “Federico appartiene a quel raro gruppo di persone che hanno fatto tante professioni, e tutte molto bene.”

[….]

 

MARINA CICOGNA ROSI GRECO FEDERICO FORQUET MARINA CICOGNA ROSI GRECO FEDERICO FORQUET

Da bambino Forquet, dopo aver dato prova di un precoce talento per la musica, andò a studiare pianoforte al conservatorio di Napoli. La sua carriera di concertista si interruppe un giorno d’estate del 1954 quando incontrò l’uomo che sarebbe diventato il suo maestro di vita: Cristòbal Balenciaga. Il couturier basco — che Christian Dior famosamente appellò “il Maestro di noi tutti” — stava approdando all’isola di Ischia per alcuni giorni di vacanza.

 [….]

 

FEDERICO FORQUET STYLE - foto AvedonFEDERICO FORQUET STYLE - foto Avedon

Nel 1956 una delle clienti di Balenciaga, la principessa Irene Galitzine, decise di lanciare a Roma la sua linea di moda e chiese a Forquet di disegnarla. […] Il frutto più iconico di questa collaborazione fu il ‘Pigiama Palazzo’. Quando fu lanciato, nel 1959, divenne immediatamente un furore e la fama di Forquet salì alle stelle.

 

Fu allora che, con l’incoraggiamento di Balenciaga, Forquet decise di mettersi in proprio. L’apertura, nel 1962, del suo atelier romano sulla prestigiosa via Condotti fu accolta con entusiasmo dal mondo della moda. “Il Dior italiano si chiama Forquet,” fu proclamato sulle pagine di ‘’Harpers Bazaar’’. 

gala18 marika del drago federico forquetgala18 marika del drago federico forquet

 

Secondo la storica della moda Sofia Gnoli, “Forquet non ha mai abbandonato la sua passione per abiti spettacolari. Il suo tratto distintivo erano silhouettes asimmetriche e l’uso di blocchi monocromatici di colore.” [….] Diana Vreeland, C.Z.Guest, Babe Paley e Annette Reed erano tutte clienti affezionate, oltre che amiche. Elizabeth Arden gli chiese di ideare una linea di pret à porter per i suoi negozi. Jackie Kennedy fece copiare uno dei suoi modelli al suo sarto Oleg Cassini. Grazie al suo lavoro di costumista, Forquet vestì, tra le altre, Sophia Loren, Jane Fonda, Anita Ekberg e Faye Dunaway.

FEDERICO FORQUET STYLEFEDERICO FORQUET STYLE

[…]

 

Federico chiuse il suo atelier nel 1972. Capì che gli darebbe stato impossibile sopravvivere alle rivoluzioni sociali della fine degli anni Sessanta e all’esplosione dell’industria del prêt-à-porter. “Ciò che amava era l’alta moda,” spiega Allegra Agnelli. “Forquet era un sognatore, sempre stato. E sebbene non avesse debiti, il danaro e il successo non sono mai stati il suo motore.”

 

Durante gli anni Sessanta Forquet e Spinola avevano preso l’abitudine di fare gite ‘fuori porta’ […] Visitarono le ville e i giardini della campagna romana, i siti etruschi della Toscana e i conventi umbri. Desideravano trovare un luogo immerso nella natura da restaurare. “Trovammo un pezzo di terra con un piccolo vigneto accanto a due case in pietra.”

FEDERICO FORQUET STYLEFEDERICO FORQUET STYLE

 

Persuasero alcuni amici, tra cui Allegra e Umberto Agnelli, a diventare loro vicini di casa e crearono così quella che Forquet descrive come una ‘piccola Atene’ di persone accomunate dall’amore per i giardini, per la musica e per i viaggi.

[….]

 

Seguendo il suo istinto estetico, Forquet ha trasformato gli interni di questa vecchia fattoria in un ‘racconto’ personale pieno di libri e di oggetti amati. Ha riciclato antiche porte e finestre e ne ha fatte fare di nuove. Ha disegnato lui stesso le librerie e alcuni dei mobili e ha persuaso Gustav Zumsteg a Zurigo, che aveva prodotto la stoffe per la sua linea di alta moda, di fare una linea di tessuti per la casa.

FEDERICO FORQUET STYLEFEDERICO FORQUET STYLE

 

Allegra chiese a Forquet di decorare il loro appartamento romano e così, per divertirsi, lui disegno una stoffa che assomigliava al granito egizio. Quando Andy Warhol venne a colazione, commentò che gli italiani erano veramente i migliori artigiani al mondo. “’Sarebbe impensabile rivestire una stanza in marmo in questo modo,’ disse avvicinandosi al muro per guardare meglio,” racconta Forquet.

[…]

 

Forquet cita questo incontro casuale come uno dei tanti che hanno plasmato la sua vita. “Fu così che mi resi conto che quel che era cominciato come un gioco, l’arredo, era l’inizio di una nuova avventura professionale.”

FEDERICO FORQUET STYLEFEDERICO FORQUET STYLE

 

Questo terzo capitolo della sua vita è pieno d’impegni. Negli ultimi due decenni Forquet, oltre a dare una rinfrescata al Palazzo Reale del Belgio, ha ridecorato una mezza dozzina di grandi palazzi romani e di ville. Ha infuso con il suo inconfondibile tocco romantico diversi alberghi tra cui lo storico Caruso a Ravello e, due anni orsono, La Locanda a Cetona.

FEDERICO FORQUET - VISIONE DELLA VILAL A CETONA FEDERICO FORQUET - VISIONE DELLA VILAL A CETONA

 

Forquet ha applicato al suo lavoro di decoratore la stessa visione senza compromessi che ha dimostrato nella moda. “Federico fa solo quello che gli pare,” dice Allegra che ancora ride al ricordo di quando gli chiese di aiutarla a sistemare per lei e Umberto la loro casa modernista fuori Torino. “Diede un’occhiata e disse, grazie ma credo di no.” Non c’era assolutamente nulla che potemmo fare per persuaderlo, ma lui è fatto così. Segue solo la sua visione, costi quel che costi.”

 

All’ombra del grande tiglio, durante quel pomeriggio di primavera, Federico sfoglia un grande album foderato in pelle che raccoglie le immagini di una vita vissuta intensamente. Tra tutte le sue creazioni la casa di Cetona, dice, è la più amata. “Non avrei mai pensato che questo luogo sarebbe diventato una parte così fondamentale nella mia vita,” spiega.

FEDERICO FORQUET STYLEFEDERICO FORQUET STYLE

 

Da vero artista, Forquet ha capito molto presto che l’espressione creativa è una ricerca personale e non un trionfo pubblico. ”Se crei un impero, poi sei costretto a diventare imperatore. Io preferisco essere un privato, e felice, cittadino del mondo.”  

 

 

 

 

 

Ultimi Dagoreport

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?