salvatore baiardo massimo giletti urbano cairo silvio berlusconi

GIALLO GILETTI – PERCHÉ URBANO CAIRO NON HA ASPETTATO GIUGNO, DATA DI SCADENZA NATURALE DEL CONTRATTO, PER CHIUDERE “NON È L’ARENA”? – C’È CHI IPOTIZZA CHE L’EDITORE POTREBBE NON AVER RITENUTO OPPORTUNE LE PROSSIME PUNTATE, IN COINCIDENZA CON IL RICOVERO DEL CAV, SUI RAPPORTI CON COSA NOSTRA DELL’EX SOTTOSEGRETARIO DI FORZA ITALIA ANTONIO D’ALÌ, MA ANCHE DI DELL’UTRI – IL MISTERO DELLA FOTO E DELL’ALTRO MISTERIOSO DOCUMENTO PROMESSO DA BAIARDO A GILETTI: “QUANDO LEGGERAI QUELLO CHE C’È SCRITTO RESTERAI SENZA PAROLE”

Estratto dell’articolo di Giacomo Amadori per “La Verità”

 

salvatore baiardo massimo giletti non e l'arena 6

[…] In estate Baiardo aveva chiesto a Giletti di raggiungerlo con urgenza vicino a Milano. La stessa sera il conduttore si era recato presso la fonte, la quale gli aveva annunciato un clamoroso scoop in arrivo e gli aveva mostrato (senza fargliela toccare), a garanzia della bontà delle sue rivelazioni, una fotografia, una di quelle vecchie Polaroid degli anni ‘80-‘90.

 

Nell’immagine Giletti aveva riconosciuto Berlusconi e il generale dei carabinieri Francesco Delfino, ma non la terza persona, che a detta di Baiardo era il mafioso Giuseppe Graviano. Giletti avrebbe detto ai magistrati di non poter garantire sull’autenticità di quello scatto, ma che, dopo alcune verifiche su Internet, era arrivato alla conclusione che il terzo soggetto potesse in effetti essere il malavitoso siciliano.

 

massimo giletti urbano cairo

Lo scatto immortalava i tre seduti all’aperto, probabilmente al tavolino di un bar, in abiti primaverili. Per Baiardo si trovavano sul lago d’Orta. Con i magistrati ha negato la ricostruzione di Giletti: «Non è vero, io sono stato anche perquisito, ma non hanno trovato niente».

 

Ma come La Verità è in grado di rivelare il gelataio di Omegna aveva riferito dell’esistenza scatto (o addirittura lo aveva mostrato) anche ad altri giornalisti, per esempio, sembra già a gennaio, all’inviato di Report Paolo Mondani. Lo stesso Baiardo, a inizio marzo, aveva inviato a Giletti un selfie con lo stesso Mondani in cui chiedeva al conduttore se fosse stato lui a parlare all’inviato Rai «delle foto».  Una domanda che magari serviva a confondere le acque o a scatenare un’asta tra trasmissioni concorrenti.

 

 

SILVIO BERLUSCONI FILIPPO GRAVIANO FRANCESCO DELFINO - ILLUSTRAZIONE IL FATTO QUOTIDIANO

Di certo, sempre utilizzando l’esca della competizione tra programmi, Baiardo era riuscito a ottenere alcuni pagamenti per le sue ospitate a Non è l’Arena. Ma dalla trasmissione hanno ribadito che, nel rispetto della policy aziendale, i pagamenti sono stati fatti tutti in chiaro e in modo tracciabile. Baiardo avrebbe incassato circa 25.000 euro per due speciali e due ospitate.

 

Dopo l’arresto di Messina Denaro e le ulteriori puntate tv, Giletti è stato sentito nuovamente in Procura il 23 febbraio scorso e questa volta al centro della convocazione c’era un misterioso documento di cui Baiardo aveva parlato al conduttore: «Quando te lo mostrerò e leggerai quello che c’è scritto resterai senza parole e capirai che il rapporto tra Graviano e Berlusconi era reale, ma non potrò lasciartene una copia» avrebbe detto.

salvatore baiardo massimo giletti non e l'arena 5

 

Lo scorso 27 marzo Baiardo è stato sentito dal procuratore aggiunto di Firenze Luca Tescaroli, quando ormai era calata la sera, presso il commissariato di San Lorenzo, in veste di testimone assistito nel procedimento fiorentino contro Berlusconi e Marcello Dell’Utri, essendo stato condannato in via definitiva per il favoreggiamento dei Graviano.

 

SALVATORE BAIARDO E BERLUSCONI - ILLUSTRAZIONE DEL FATTO QUOTIDIANO

«Sono stato chiamato ad assistere questo Baiardo verso le 20:30 di sera e siamo rimasti lì due o tre ore» ci ha raccontato l’avvocato Carlo Fabbri, già legale del pentito Francesco Marino Mannoia. Il difensore ci ha anche confermato che al centro del verbale c’era proprio la famosa foto.

 

Dopo essere stato perquisito e interrogato Baiardo ha ottenuto di potersi allontanare e raggiungere i famigliari in Nord Italia per le vacanze pasquali. Giovedì è ricomparso su Tik tok più acido che mai con Giletti, che, evidentemente, ritiene responsabile delle sue nuove disavventure: «Non sarò più a La7, probabilmente mi vedrete in Mediaset: lì almeno lasciano dire quello che uno pensa, non ti condizionano nel parlare, ne scoprirete delle belle». Sul suo faccia a faccia con Tescaroli, ha puntualizzato: «È stato interessante anche perché ho scoperto delle cose talmente assurde che è stato un bene, da una parte, perché le aggiungerò al mio libro ormai in chiusura».

 

SALVATORE BAIARDO SU TIKTOK

Baiardo ha approfittato dell’occasione per fare pubblicità alla sua fatica letteraria e anticipare la sua partecipazione al Salone del libro di Torino. Ha poi attaccato Giletti: «Alla fine della fiera non so che gioco faccia anche lui perché se uno va in trasmissione ci va per dire qualcosa, poi alla fine non ti fanno mai dire niente...». In realtà il giornalista ha sempre provato a farlo parlare apertamente, ma lui ha preferito dire e non dire e giocare su più tavoli.

 

Adesso Giletti, forse anche per colpa anche di questo signore, è stato licenziato direttamente da Cairo. Nessuna telefonata o comunicazione a quattr’occhi. Il conduttore stava trattando con l’azienda un rinnovo di un paio d’anni, ma, a quanto ci risulta, Cairo aveva già deciso di chiudere la trasmissione, visti i costi di oltre 200.000 euro a puntata non compensati dalle entrate pubblicitarie.

 

Ma la decisione si è clamorosamente saldata con i boatos sulle perquisizioni e in tanti hanno collegato le due vicende. Giletti non ha smentito subito le voci perché è corso in redazione per tranquillizzare la sua squadra e confrontarsi con l’amministratore delegato della Fremantle Gabriele Immirzi.

 

graviano berlusconi

Ma perché Cairo non ha aspettato giugno, data di scadenza naturale del contratto, per chiudere la trasmissione? Qualcuno ipotizza che l’editore, ex dipendente di Silvio Berlusconi e in buoni rapporti con i leader dell’attuale maggioranza, potrebbe aver ritenuto che le prossime puntate in cantiere sui rapporti con Cosa nostra dell’ex sottosegretario di Forza Italia Antonio D’Alì, ma anche di Dell’Utri, non ancora pronta, ma in fieri, stridessero con le attuali condizioni di salute del Cavaliere, ricoverato al San Raffaele per una leucemia cronica.

 

 

salvatore baiardo massimo giletti non e l'arena 3

Cairo […], però, con l’Ansa, ha voluto allontanare da sé i sospetti di censura: «Giletti ha condotto in 6 anni 194 puntate di "Non è l'Arena" dove ha potuto trattare in totale libertà tutti gli argomenti che ha voluto inclusi quelli relativi alla mafia sulla quale ha fatto molte puntate, con tutti gli ospiti che ha voluto invitare. Gli auguro di trovare la stessa libertà incondizionata nella sua prossima esperienza televisiva o di altro genere».

 

Quasi contemporaneamente Giletti ha negato di avere in corso trattative con la Rai […]

urbano cairo e massimo giletti a roma foto barillari luigi li gotti salvatore baiardo massimo giletti 2URBANO CAIRO E MASSIMO GILETTI salvatore baiardo a non e l arena 5salvatore baiardo a non e l arena 6salvatore baiardo massimo giletti non e l'arena 1salvatore baiardo massimo giletti non e l'arena 4salvatore baiardo massimo giletti non e l'arena 2COLONNINO DEL CORRIERE DELLA SERA SULLA SOSPENSIONE DI NON E L ARENA

Ultimi Dagoreport

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…