GIULIANO FERRARA HA TROVATO IL SUCCESSORE IDEALE DI SIGFRIDO RANUCCI: ADRIANO CAPPELLARI, IL CRONISTA VENETO INDAGATO PER AVER SIMULATO UN ATTENTATO AI SUOI DANNI! - LA PROPOSTA ECCITA ALDO GRASSO: “UNA PROVOCAZIONE INTELLIGENTE CHE MUOVE AL RISO E COSTRINGE A PENSARE. MA LA VERA DOMANDA NON È SE CAPPELLARI SAREBBE UN BUON CONDUTTORE. È PERCHÉ IN ITALIA IMMAGINIAMO CHE UN PROGRAMMA APPARTENGA PER DIRITTO NATURALE A UNA SOLA CULTURA, A UNA SOLA SENSIBILITÀ, QUASI FOSSE UN FEUDO TELEVISIVO. CAMBIANO GOVERNI, MAGGIORANZE E VERTICI RAI, MA CERTI PROGRAMMI VENGONO TRATTATI COME MONUMENTI NAZIONALI"
Estratto dell’articolo di Aldo Grasso per il “Corriere della Sera”
La proposta di Giuliano Ferrara di affidare «Report» ancora a Sigfrido Ranucci? No, a Massimo Giletti? Nemmeno.
Ferrara ha tirato fuori dal cilindro Adriano Cappellari, il giovane cronista veneto indagato per aver simulato un attentato ai suoi danni e altri episodi intimidatori, che avrebbero dovuto essere stati causati proprio da articoli a sostegno di don Patriciello.
È una di quelle provocazioni che, come tutte le provocazioni intelligenti muovono al riso e insieme costringono a pensare. Il punto, però, non è Cappellari. Il punto è «Report».
Da anni la trasmissione vive di una reputazione quasi sacrale. Per una parte del pubblico è l’ultimo baluardo del servizio pubblico, per un’altra è un tribunale permanente che celebra processi mediatici con la sicurezza di chi sa già dove vuole arrivare. In entrambi i casi si è persa una virtù fondamentale della conoscenza: il dubbio.
E quando una trasmissione diventa un’identità politica prima ancora che un format televisivo, ogni discussione sul suo futuro si trasforma inevitabilmente in una guerra di religione. [...]
Nessuno discute più di metodo, di linguaggio, di contraddittorio o di qualità delle inchieste. Si parla soltanto di appartenenza.
La vera domanda, allora, non è se Cappellari sarebbe un buon conduttore (penso proprio di no). È perché in Italia immaginiamo che un programma appartenga per diritto naturale a una sola cultura, a una sola sensibilità, quasi fosse un feudo televisivo.
Cambiano governi, maggioranze e vertici Rai, ma certi programmi (non solo «Report») vengono trattati come monumenti nazionali: guai a spostarli, guai persino a immaginare un successore diverso. [...]
aldo grasso 3
BOMBA FUORI DALLA CASA DI SIGFRIDO RANUCCI
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molotov contro la casa di adriano cappellari
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