anna wintour e beppe sala - vogue world milano john galliano

DAGOREPORT – IL 22 SETTEMBRE SBARCA IN GALLERIA A MILANO VOGUE WORLD, QUEL BARACCONE A SCOPI SEMI-BENEFICI CHE ANNA WINTOUR ORGANIZZA UN ANNO QUI E UN ANNO LÀ, MA CHE IN REALTÀ MIRA A RIMPINGUARE LE CASSE DI CONDÉ NAST – LA WINTOUR SI PRESENTA MEZZA AZZOPPATA PER L’INCIDENTE DEL MET GALA, CON LA MOSTRA DEDICATA AL SUO AMICO JOHN GALLIANO, POI CANCELLATA PER LE POLEMICHE SULLE USCITE ANTISEMITE DELLO STILISTA – “LADY VOGUE” HA INGOLOSITO BEPPE SALA GARANTENDOGLI DUE MILIONI DI EURO PER RECUPERARE UNA BIBLIOTECA A QUARTO OGGIARO – POI GLI ORGANIZZATORI HANNO MESSO “SOTTO TORCHIO” CHIUNQUE FACCIA MODA PER FARSI DARE VESTITI E ACCESSORI PER LA SFILATA E HANNO FATTO SAPERE CHE L’EVENTO ERA SÌ GRATIS, MA LA PRESENZA ERA GARANTITA CON 25 MILA EURO PER LA PRIMA FILA E 15 MILA PER LA SECONDA. ALLA FINE SI È ARRIVATI ALL'OFFERTA LIBERA…

DAGOREPORT

anna wintour e beppe sala

Il prossimo 22 settembre a Milano sbarca Vogue World, quel baraccone a scopi semi-benefici che Anna Wintour organizza un anno qui e un anno là, ma che in realtà mira a rimpinguare le casse di Condé Nast.

 

Quest'anno la sfilata arriva in Galleria Vittorio Emanuele II, con Wintour già mezzo azzoppata politicamente dall'incidente del Met Gala, con la mostra e il tema dell’evento dedicati a John Galliano cancellati, dopo le polemiche per la scelta di celebrare lo stilista, grande amico della Wintour, licenziato nel 2011 da Dior per le sue uscite antisemite e razziste.

 

john galliano anna wintour 1

Tema dell’evento per questo 2026: il rapporto tra artigianalità sartoriale e tecnologia al tempo dell’intelligenza artificiale (vasto programma).

 

Gli organizzatori hanno ingolosito il sindaco Beppe Sala, garantendogli due milioni di euro per recuperare una biblioteca a Quarto Oggiaro, dove i libri se li mangiano o li bruciano. Poi hanno messo “sotto torchio” chiunque faccia moda per farsi dare vestiti e accessori per la sfilata, in apparenza e all'inizio gratuitamente, con l'obiettivo dichiarato di valorizzare il made in Italy.

 

Quindi hanno comunicato che la sfilata era sì gratis, ma la presenza era garantita solo a chi sganciava 25 mila euro per la prima fila, 15 mila per la seconda. Così tanti giovani stilisti sono stati costretti a declinare, e allora è arrivata la richiesta dell'offerta libera. Fra Ceo e direttore creativo, chi porta anche un testimonial non spende meno di 75mila euro.

 

 

La Galleria Vittorio Emanuele II diventa una passerella monumentale per Vogue World

Estratto dell’articolo di www.ilgiornaledellarte.com

 

anna wintour e beppe sala

Prevista per il prossimo 22 settembre, la quinta edizione di Vogue World consolida una traiettoria espositiva chiara declinando la rappresentazione della moda secondo i meccanismi tipici delle arti performative e dell’installazione monumentale.

 

Dopo le tappe di New York, Londra, Parigi e Los Angeles, la manifestazione sceglie come teatro dell’evento la Galleria Vittorio Emanuele II di Milano. La scelta della sede va oltre alla pura esigenza scenografica e prova ad attivare una riflessione sulla spazialità pubblica milanese.

 

Il “Salotto di Milano”, storicamente cerniera tra la produzione industriale e l’istituzione lirica del Teatro alla Scala, viene riconfigurato come mezzo espositivo a cielo aperto destinato ad indagare le trasformazioni della competenza contemporanea.

 

Sotto la direzione editoriale di Anna Wintour e Francesca Ragazzi (caporedattrice di Vogue Italia), la struttura drammaturgica si avvale di una direzione artistica eterogenea con la concezione visiva, lo styling e la curatela teorica e museologica.

 

vogue world milano

L’impianto narrativo si articola attraverso atti tematici concepiti per mostrare l’evoluzione delle tecniche tessili e sartoriali, mettendo a confronto l’eredità dei broccati rinascimentali con la lavorazione industriale della lana. La produzione esecutiva trasforma l’architettura in ferro e vetro della Galleria in un palcoscenico dinamico.

 

L’operazione vede la convergenza delle principali maison del settore insieme alle maestranze locali e alle istituzioni cittadine. Si articola un modello di restituzione pubblica che include un programma di contribuzione filantropica destinato a progetti sociali e culturali coordinati con il Comune di Milano.

 

Il nucleo concettuale dell’edizione milanese risiede nella complessa relazione tra l’atto manuale e l’automazione algoritmica. Questa tensione viene anticipata da un progetto visivo in sei parti diretto dal regista Bardia Zeinali, con protagonista la modella Vittoria Ceretti.

 

vogue world milano

Attraverso l'iconografia del simulacro (la figura cibernetica di "Vittoria.ai", chiaramente ispirata alle suggestioni cinematografiche del cinema di fantascienza contemporaneo) il lavoro di Zeinali analizza il confine tra l’esecutività sintetica e l’intenzione artistica.

 

La narrazione visiva, sviluppata con il contributo della componente umana e di quella dell'intelligenza artificiale, pone al pubblico degli interrogativi di carattere ontologico sul processo creativo. Il primo punto di riflessione è la natura dell’errore e della memoria con la rappresentazione di scenari surrealisti. Lo scopo è quello di mettere in evidenzia i limiti della macchina nel replicare l'esperienza vissuta con un’entità robotica che esegue un’aria lirica o la svelatura di una ruota lignea squadrata.

 

anna wintour e beppe sala - vogue world milano

Il secondo, invece, indaga la velocità del montaggio e l'intenzione. Il lavoro di post-produzione sottolinea come l’abbattimento dei tempi di esecuzione tecnica non sostituisca la necessità della sensibilità critica e della scelta formale; requisiti esclusivi dell’agire umano.  […]

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