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GRASSO CHE COLA SU “BLOB”: "NON È PIÙ PARODIA, ORMAI VA IN ONDA LA CONTAMINAZIONE - SIRIANI IN FUGA AL CONFINE CON LA GRECIA, LA MELONI CHE RIDE, ALCUNE SCENE DEL GRANDE FRATELLO, IL PAPA CHE TOSSISCE, GIOVANNA BOTTERI DA PECHINO PIÙ SPETTINATA CHE MAI, AL BANO E ROMINA CHE CANTANO 'FELICITÀ', “BLOB” E’ LA FORMA STESSA DELL'INFORMAZIONE, LA MESCOLANZA DI GENERI CHE, SPECIE NEI MOMENTI DI DIFFICOLTÀ, NON FA CHE ACUIRE L' INCOMPRENSIONE E L'ANGOSCIA" – VIDEO

 

https://www.raiplay.it/video/2020/03/blob-94d292b5-5ad4-448b-b854-3323b6195b3b.html

 

https://www.raiplay.it/video/2020/02/blob-693ac457-05bf-492a-aa73-e9c7091e94b9.html

 

 

Aldo Grasso per il “Corriere della Sera”

 

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Siriani in fuga al confine con la Grecia, la Meloni che ride, alcune scene del Grande Fratello, il Papa che tossisce, Giovanna Botteri da Pechino più spettinata che mai, Al Bano e Romina che cantano «Felicità» «Blob» è un fiume in piena, come al solito, un discorso continuo di altri discorsi, la narrazione stessa dell' accumulo e della contaminazione (Rai3). Ma in questi giorni «Blob» non appare più come un momento di divertimento o di sperimentazione (comunque lo si voglia leggere), è la forma stessa dell' informazione, la mescolanza di generi che, specie nei momenti di difficoltà, non fa che acuire l' incomprensione e l' angoscia.

 

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La disseminazione di informazioni sul contagio all' interno di molti programmi tende ad amplificare una corrente vorticosa che scalza dal suo appoggio i conduttori, gli esperti, i testimoni, gli argomenti stessi e li fa salire su un ottovolante dove la notizia è anche il suo contrario. «Blob» era parodia; in questo momento non lo è più perché in tutta la tv nulla è più ciò che dichiara di apparire: il capitano Arma che abbandona la sua nave, Giulio Tremonti che litiga in un talk, la Grecia che respinge i migranti in mare con spari e tentativi di speronamento anche nei confronti di donne e bambini, ancora il Grande Fratello Un tempo la parodia serviva proprio ad ammantare di ridicolo le cose che apparivano troppo serie; adesso tutto è parodico.

 

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Per capire come il virus abbia ricondotto tutta la programmazione a «Blob», basterebbe rileggere E. M. Cioran: «Gli istanti si susseguono gli uni agli altri: nulla conferisce loro l' illusione di un contenuto o la parvenza di un significato; si svolgono; il loro corso non è il nostro; prigionieri di una percezione inebetita, li guardiamo passare; il vuoto del cuore dinanzi al vuoto del tempo: due specchi, uno di fronte all' altro, che riflettono la loro assenza, una stessa immagine di nullità».

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La contaminazione va in onda.

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