michieletto aida

UNA GUERRA “TRA POPOLI FRATELLI”, VIDEO E MACERIE: DAMIANO MICHIELETTO DEBUTTA A MONACO CON UN'AIDA CONTEMPORANEA – “NON VOGLIO PROPORRE QUESTO RACCONTO COME UNA VICENDA DI MILITARI, MA DI CIVILI” - QUESTA ESTATE IL REGISTA TORNA NELLA CAPITALE, A CARACALLA, CON "RIGOLETTO". A OTTOBRE, POI ALL'OPERA DI ROMA, È ATTESO IL SUO "GIULIO CESARE"...

UN'AIDA CONTEMPORANEA, TRA VIDEO E MACERIE

Estratto da www.ilmessaggero.it

 

l aida di damiano michieletto alla bayerische staatsoper di monaco 8

Ambientazione contemporanea, con un conflitto che incombe, video che svelano l'interiorità dei protagonisti, popoli fratelli in guerra:  Damiano Michieletto, veneziano, 47 anni, regista lirico, ma anche di prosa e cinematografico tra i più acclamati sui palcoscenici internazionali, debutta con la sua “Aida” alla Bayerische Staatsoper di Monaco lunedì 15 maggio 2023 (otto recite fino al 7 giugno), subito il successo della prima mondiale di “Animal Farm” di Alexander Raskatov alla De Nationale Opera di Amsterdam. L’Aida è diretta da Daniele Rustioni

 

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DAMIANO MICHIELETTO DEBUTTA A MONACO CON AIDA

Estratto da Simona Antonucci per www.ilmessaggero.it

 

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«È una guerra tra popoli fratelli, dove la gente non è preparata alla violenza, dove la morte diventa crudele perché entra nel quotidiano, nelle famiglie, tra i bambini. Non voglio proporre questo racconto come una vicenda di militari, ma di civili». Così Damiano Michieletto, veneziano, 47 anni, regista lirico, ma anche di prosa e cinematografico, tra i più acclamati sui palcoscenici internazionali, descrive la sua nuova messa in scena di “Aida” con la quale debutta alla Bayerische Staatsoper di Monaco lunedì 15 maggio 2023 (otto recite fino al 7 giugno), subito il successo della prima mondiale di “Animal Farm” di Alexander Raskatov all'Opera di Amsterdam.

 

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Accanto a Michieletto sono impegnati Paolo Fantin per la realizzazione delle scene, Carla Teti per i costumi e Alessandro Carletti per le luci. Le coreografie sono firmate da Thomas Wilhelm. «Il conflitto umano, secondo René Girard, non è causato dalle nostre differenze. Ma piuttosto dalle nostre somiglianze», aggiunge il regista, che questa estate torna a Roma, a Caracalla, con il suo Rigoletto, l’allestimento che al Circo Massimo all’affievolirsi della prima ondata di pandemia nel 2020 riuscì a trasformare le regole sul distanziamento in una prova assoluta di creatività proponendo il capolavoro di Verdi e il suo doppio, sul palco e sul megaschermo. «Amonasro, re degli etiopi», spiega, «e il Re degli egizi sono simili e nell’opera contrapposti. Chi si sottrae a questa polarizzazione estrema diventa vittima. Romeo e Giulietta si ribellano alla logica che contrappone Capuleti e Montecchi e devono morire. Così come Aida e Radamès. Non c’è spazio per loro: non stanno dentro la razionalità della guerra e quindi non hanno futuro!».

 

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IL CAST

damiano michieletto

Sul palco, un cast d’eccezione: Elena Stikhina nel ruolo del titolo, Anita Rachvelishvili nella parte di Amneris, Brian Jagde nei panni di Radamès, Alexander Köpeczi e George Petean in quelli di Ramfis e Amonasro. E poi Alexandros Stavrakakis (Il Re d’Egitto), Andrés Agudelo (Un messaggero) ed Elmira Karakhanova (Sacerdotessa). Gregory Kunde interpreta Radamès nelle recite del 4 e 7 giugno ed Ekaterina Semenchuk canta come Amneris nella recita del 7 giugno.

 

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