gasparri donatella di cesare

"IL COMUNISMO È EMANCIPAZIONE". LA TEORIA DELLA FILOSOFA DONATELLA DI CESARE CHE A "DI MARTEDI’" SU LA 7 PARLA DI “CONTINUITA’ DELLA DESTRA DI GIORGIA MELONI CON IL FASCISMO” MANDA SU TUTTE LE FURIE IL FORZISTA GASPARRI CHE LA ZITTISCE: "LE MANDERÒ IL LIBRO NERO DEL COMUNISMO CHE RACCONTA QUANTI MILIONI DI PERSONE, IN TANTI PARTI DEL MONDO E IN NOME DEL COMUNISMO, SONO STATE MASSACRATE” – VIDEO

 

Estratto dell’articolo di Marco Leardi per ilgiornale.it

 

gasparri donatella di cesare

Ora gli intellettuali progressisti ci fanno pure la doppia morale sulla Storia. Vengono cioè a spiegarci che il comunismo avrebbe avuto connotati positivi, a differenza del fascismo. E i soprusi commessi in nome della bandiera rossa? Trascurabili dettagli, probabilmente. Piccoli incidenti di percorso. Addentrandosi in una dissertazione tra passato e attualità, la professoressa Donatella Di Cesare ha abbozzato nelle scorse ore un ragionamento che ci ha lasciati alquanto attoniti. Durante il dibattito sul 25 aprile in corso a diMartedì, su La7, la filosofa romana si è infatti rifiutata di mettere i due totalitarismi sullo stesso piano e ha approntato dei distinguo storicamente discutibili.

 

 

 

"Il comunismo è emancipazione". La teoria della filosofa

donatella di cesare

"A me non piace questa retorica di mettere due totalitarismi sullo stesso piano, perché questo, soprattutto in Italia, è inaccettabile", ha affermato Di Cesare in tv. Poi il pezzo forte (e più opinabile) del suo ragionamento. Ovvero la distinzione tra le due forme di estremismo politico.

 

"Il comunismo non è lo stalinismo e quindi anche questa equiparazione è sbagliata. Il comunismo è stato ed è un progetto politico di emancipazione, mentre il fascismo è sin dall'inizio un progetto di perversione ed è connesso al nazismo", ha argomentato la professoressa, senza che nessuno osasse contraddirla o farle presente le evidenti lacune di fondo di quelle sue teorie.

 

 

(…)

L'ennesimo attacco alla Meloni

gasparri donatella di cesare

Eppure, tutte quelle circostanze non hanno trovato spazio nel suo ragionamento. Diversamente, la filosofa ha ribadito: "Quello che è inquietante (...) è che nella destra di Giorgia Meloni si vede una continuità. Il problema di condannare il fascismo sta evidentemente anche nel fatto che vengono riproposte delle politiche che ricordano molto da vicino delle politiche del passato". Impossibile non cogliere una certa contraddizione di pensiero tra la caccia al presunto ritorno del fascismo e il silenzio su alcuni avvenimenti - invece accertati - appartenenti alla storia.

 

maurizio gasparri foto di bacco

L'unico ad avanzare obiezioni alla docente è stato il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri. "Non ho la stessa idea minimalista della professoressa sui danni che ha fatto il comunismo. Le manderò il libro nero del comunismo che racconta quanti milioni di persone, in tanti parti del mondo e in nome del comunismo, sono state massacrate. Non solo da Stalin, e questo continua ancora... La Cina è una dittatura comunista e ci vivono un miliardo e mezzo di persone, oggi a quest'ora", ha affermato l'ex ministro proponendo qualche dato di inesorabile realtà.

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)