fabrizio salini marcello foa eleonora andreatta

C’È CHI SCENDE E CHI SALINI - I VERTICI RAI VANNO IN SCADENZA IL PRIMO LUGLIO E I PREPARATIVI PER LA SUCCESSIONE DI SALINI E FOA SI INTENSIFICANO: IL PRIMO CRITERIO POTREBBE ESSERE LA SCELTA DI UN TICKET COMPOSTO DA UN UOMO E UNA DONNA. TRA I NOMI IN CAMPO C'E' ANCHE ELEONORA ANDREATTA, PLANATA A NETFLIX NEL GIUGNO 2020 COME VICEPRESIDENTE DELLE SERIE ORIGINALI ITALIANE...

Estratto dell’articolo di Maurizio Caverzan per “La Verità”

 

foa salini

D' accordo, è ancora presto. E le priorità sono altre. Però negli ultimi tempi sono successe un paio di cosette che hanno dato un colpo sull' acceleratore delle grandi manovre per il ricambio dei vertici della Rai. Tanto per cominciare è cambiato il governo e, dall' assetto giallorosso, si è passati a un contesto più ecumenico e con una guida più autorevole.

fabrizio salini marcello foa

 

La seconda novità fresca fresca è la nomina di Enrico Letta segretario del Pd, partito che da sempre ha le mani ben impastate in Viale Mazzini. Va ribadito: è possibile che Mario Draghi non senta impellente la necessità di disputare in prima persona una partita delicata che, comunque la si giochi, costa sempre tante energie ai contendenti. E, in questo momento, le energie del presidente del Consiglio sono assorbite da ben altre emergenze.

 

ELEONORA ANDREATTA

Tuttavia, c' è di mezzo il calendario. L' attuale struttura di comando del servizio pubblico va in scadenza il primo luglio e tutto fa pensare che un premier di alto profilo istituzionale intenda rispettare l' agenda. I rumor romani confermano che i preparativi s' intensificano.

 

(…)

 

fabrizio salini marcello foa

Ascoltando le sirene della parità di genere, il primo criterio è la scelta di un ticket composto da un uomo e una donna. Per il ruolo di amministratore delegato è molto accreditata l' idea di un interno Rai, qualcuno che conosca bene la macchina amministrativa aziendale. In prima fila c' è Paolo Del Brocco, 57 anni, ad di Rai Cinema, già in passato candidato al vertice aziendale.

 

CARLO NARDELLO

Forte di alcuni successi internazionali delle produzioni della casa, potrebbe essere l' uomo indicato per contrastare la concorrenza delle grandi piattaforme straniere. La prima alternativa è Carlo Nardello, anche lui 57 anni, un passato in Walt Disney e poi a lungo in Rai, capo dello staff del direttore generale Luigi Gubitosi. Il quale avendolo chiamato nel board di Tim, difficilmente lo lascerebbe andare.

 

La terza candidatura è quella di Eleonora Tinny Andreatta (classe 1964), già responsabile di Rai Fiction e, nel giugno 2020, planata a Netflix da vicepresidente delle serie originali italiane, con un emolumento tra i 700 e gli 800.000 euro. Anche lei sarebbe un cavallo di ritorno. Molto coccolata da Repubblica, l' algida figlia di Beniamino Andreatta - padre politico del neosegretario dem - sarebbe ora felice di fare il percorso inverso per sedere sul gradino più alto di Viale Mazzini. Inutile dire che Letta, di soli due anni più giovane, potrà aiutarla parecchio.

 

paolo del brocco

Tuttavia - si chiedono certe malelingue romane - perché la signora è disposta a rinunciare a uno stipendio lussurioso per accontentarsi di quello della tv pubblica, sottoposto al tetto di 240.000 euro? Arrivata a gonfie vele nella multinazionale dello streaming con sede in California, per Andreatta le cose non sono andate come sperato.

FERRUCCIO DE BORTOLI ELEONORA ANDREATTA

 

La squadra italiana di Netflix è composta da una quarantina di persone che collaborano in una struttura liquida, senza gerarchie e segreti inviolabili. Tutto il contrario del metodo da sempre adottato da Tinny, molto circospetta e gelosa della propria distinzione dai collaboratori. Entrata in attrito con Bela Bajaria, l' ex miss India che dal settembre scorso ricopre il ruolo di supervisore dei contenuti originali, Andreatta è data ora in uscita da Netflix e spera nel gran ritorno al massimo livello.

paolo del brocco

 

Se la manovra dovesse riuscirle, per salvaguardare il ticket uomo-donna, alla presidenza potrebbe arrivare Ferruccio De Bortoli, ipotesi avanzata anche in passato, e già declinata dall' interessato. Se invece dovesse spuntarla Del Brocco, per Tinny resterebbe la poltrona di presidente, posto dai molti oneri e pochi onori che richiede capacità di dialogo per fare squadra. Non esattamente le doti nelle quali Andreatta eccelle. Forse consapevole di questo, la signora punta dritta allo scranno più alto.

eleonora tinny andreatta

 

Si vedrà. Un fatto è certo: si partirà dalla carica di amministratore delegato. Se il Pd riuscisse a piazzare qualcuno di suo gradimento, la presidenza andrebbe a una figura gradita alla Lega e Forza Italia. Se invece la spuntasse un tecnico di consenso trasversale, sul presidente ci sarà la solita bagarre. I giochi sono appena iniziati: se non li sbloccherà il decisionista Draghi, si prevedono lunghi e complessi.

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