migranti barconi immigrazione immigrati

1. “JIHAD NEL CANALE DI SICILIA. SCOPPIA LA RISSA. GETTATI IN MARE PERCHÉ CRISTIANI” 2. MA È DAVVERO “GUERRA DI RELIGIONE”? LA CHIESA NON PARLA DI CRISTIANI UCCISI PER ODIO RELIGIOSO, MA DI “DRAMMA DELLA DISPERAZIONE”, LOTTA TRA POVERI, VIOLENZE DI DISPERATI. UN ATTEGGIAMENTO PROFONDAMENTE CRISTIANO, CHE DOVREBBE FAR RIFLETTERE TANTI IMPROVVISATI CROCIATI, ANSIOSI DI COMBATTERE UNA “GUERRA DI RELIGIONE”

Colin Ward (Special Guest: Pippo il Patriota) per Dagospia

 

MIGRANTIMIGRANTI

1. MORIRE PER LA RELIGIONE

Dodici migranti di religione cristiana, in gran parte protestanti, sono morti nel Canale di Sicilia, buttati a mare da altri migranti di religione islamica. Secondo i racconti dei superstiti alla polizia italiana, sarebbero stati buttati a mare proprio perché cristiani. La lite sarebbe scoppiata sulle riserve di acqua potabile, ma c’è chi dice che a scatenarla sia stato un cristiano che pregava disperato (il gommone si stava sgonfiando) a voce troppo alta. Gli altri cristiani presenti sul barcone hanno fatto una cosa bellissima: anziché scatenare una rissa e vendicarsi si sono tenuti tutti per mano e si sono ancorati al gommone.

 

migranti al largo della costa africanamigranti al largo della costa africana

“Gettati in mare perché cristiani”, titola in prima pagina il “Corriere” ed è un titolo forte ma oggettivo. Lo stesso fa “Repubblica”, mentre la Stampa, in un titolo interno, scrive: “Guerra di religione sul gommone” (p.2). Eccola qua, la parola-chiave, la parola che fa discutere e mette paura: “guerra di religione”. Il Giornale alza i toni: “Ora gli islamici annegano i cristiani a casa nostra. Jihad nel Canale di Sicilia” (p. 1). Ma è davvero “guerra di religione”?

 

Le bare dei migranti morti Le bare dei migranti morti

A essere più preoccupati, a gridare alla “guerra di religione” dovrebbero essere le cosiddette autorità religiose e invece guardate che cosa ha dichiarato monsignor Giancarlo Perego, direttore della Fondazione Migrantes, organismo pastorale della Cei: “La tragedia della notte del 14 aprile, come tante altre tragedie del mare, altro non è che un terribile dramma della disperazione e della miseria umana. Non enfatizzerei il dato dell’odio religioso” (Repubblica, p. 3).

Migranti su un barcone a cab e a caac d a bef Migranti su un barcone a cab e a caac d a bef

 

La Chiesa non parla di cristiani uccisi per odio religioso, ma di “dramma della disperazione”, lotta tra poveri, violenze di disperati. Un atteggiamento profondamente cristiano, che dovrebbe far riflettere tanti improvvisati crociati, ansiosi di combattere una “guerra di religione”.

 

 

2. UNA FINE DISUMANA

Il Corriere dà risalto all’eroismo dei sopravvissuti: “Noi abbracciati per non farci annegare’. Il racconto dei sopravvissuti: ‘Ho visto morire i miei amici picchiati e buttati in acqua solo perché professavano una religione diversa’. Uno dei responsabili arrestati riconosciuto per le ferite: è stato morso dalla sua vittima” (pp. 2-3).

Migranti su un barcone aae bdd b faf fd c bc Migranti su un barcone aae bdd b faf fd c bc

 

Repubblica: “Qui si prega solo Allah’. Scoppia la rissa sul barcone, i migranti musulmani gettano in mare 12 cristiani. Orrore su un gommone partito dalla Libia che rischiava di affondare: aggrediti, buttati in acqua e lasciati affogare senza pietà gli immigrati che, per paura, imploravano Dio. I superstiti: ‘Lo hanno fatto perché ci odiano’. All’arrivo a Palermo arrestate 15 persone” (p. 2). Stampa: “Dicevano: non potete stare qui. Ci siamo salvati abbracciandoci’. I racconti dei sopravvissuti aggrappati allo scafo fino ai soccorsi” (p. 3).

Migranti africani cercano la linea per chiamare casa Migranti africani cercano la linea per chiamare casa

 

Bello il commento di Domenico Quirico sulla Stampa: “Anche la disperazione si arrende all’odio islamista. Finora il comune destino affratellava nei viaggi sui gommoni. Uomini orribilmente nuovi rinnegano la solidarietà tra miseri” (p. 5). Il Messaggero riporta le preoccupazioni per il terrorismo: “Il procuratore di Palermo: fatto terribile, preoccupati per certi arrivi. Si rafforza l’ipotesi che tra i profughi si mescolino molti integralisti islamici. Allarme dei pm palermitani” (p. 2).

 

 

3. PITTIBIMBO IN GITA DA OBAMA

matteo renzi barack obama fotografati da filippo sensimatteo renzi barack obama fotografati da filippo sensi

Matteo Renzi è stato finalmente invitato alla Casa Bianca, dove verrà un po’ sgridato per le posizioni filo-russe ma anche incoraggiato sulle riforme e sulla Libia. Corriere: “Libia, Renzi chiede agli Usa di usare i droni. Ieri l’incontro con gli studenti, oggi alla Casa Bianca. Obama vuole garanzie nei riguardi della Russia”.

 

Nel pezzo del Corriere, cautissimo, si ammette una cosa che questo sito ha scritto da tempo: Obama preferiva dialogare con uno come Enrico Letta, più simile a lui (p. 6). Singolare la scelta di Repubblica, che dedica al viaggio un pezzullo di tre mezze colonnine (p. 7).

 

Il Messaggero si concentra sulla Libia: “Il pressing di Renzi su Obama per dare un governo alla Libia. Gli Usa non vogliono farsi coinvolgere in un intervento e chiedono di più alla Ue. Il premier a Washington: ‘Rischiamo di perdere la dignità nel Mediterraneo’” (p. 3).

matteo renzi con obamamatteo renzi con obama

 

 

4. UN UOMO SOLO AL COMANDO

Repubblica racconta di un’improvvisa apertura di Renzi sulla riforma del Senato: “Mossa di Renzi sul Senato. ‘Può ritornare elettivo ma alt al bicameralismo. Italicum? I voti ci saranno. Provvedimenti disciplinari? Non lo abbiamo mai fatto. Nemmeno in occasione del Jobs act. Il doppio turno ci farà abbandonare per sempre il consociativismo veterodemocristiano” (p. 6).

 

mogherini obama renzimogherini obama renzi

Dalle minoranze l’avvertimento di Rosy Bindi: “Così è inevitabile, alla nostra sinistra qualcuno farà un partito. La coalizione sociale di Landini ha senso con un governo così” (Corriere, p. 8). Sulla Stampa: “Pd, pronti allo scontro finale. Da Bersani bordate a Renzi. L’ex segretario: ‘Apre la strada al populismo’. Scontro con Franceschini. E intanto il gruppo guidato dal ministro Martina si avvicina al premier” (p. 8).

 

 

sergio mattarella e rosy bindisergio mattarella e rosy bindi

5. E’ TORNATO IL CARDINALE

Titolo della Stampa: “Il partito democratico e Bagnasco. Due sostegni forti per la Paita. L’arcivescovo contro le indagini a orologeria” (p. 7). Il Fatto Quotidiano vi dedica addirittura la prima pagina: “L’indagata non si tocca’. Renzi e Bagnasco con la Paita”.

 

La Liguria sentiva proprio la mancanza dell’intervento diretto di Bagnasco, già impegnato negli anni scorsi a sostenere Scajola, Burlando e quel loro asse che si sublimava nella Fondazione Carige.

 

 

6. ULTIME DA FARSA ITALIA

bagnasco con i vertici dei carabinieri bagnasco con i vertici dei carabinieri

Continua la mezza agonia di Forza Italia, alle prese con le sue divisioni e sondaggi da incubo. “Berlusconi, lite con Verdini al summit. La linea dura su Toscana e riforme. In Puglia confermata Poli Bortone e la rottura con Fitto. Schittulli: Adriana vergognosa. L’ex premier potrebbe fare il primo viaggio all’estero per seguire a Strasburgo l’esito del suo ricorso” (Corriere, p. 11). Su Repubblica, “Verdini-Berlusconi, duello sul Nazareno. ‘Silvio non conti nulla’. ‘Te ne vai pure tu?’. Il leader in campo alle regionali: eviterò il 7-0 del Pd. Fdi, Meloni sfiducia la Poli Bortone che va con Forza Italia” (p. 12).

 

 

7. RIEDUCARE LA POLIZIA?

FABIO TORTOSA FABIO TORTOSA

Ancora polemiche per il caso Tortosa, l’agente che ha scritto su Facebook che rientrerebbe mille volte alla Diaz. “Le sanzioni per gli agenti sono un caso politico. Salvini li difende: punire i ‘mi piace’ su Facebook è quarto mondo. Manconi: commissione d’inchiesta”. “La mossa del capo della polizia: colpire i responsabili, tutelare il corpo. L’uomo sospeso: vittima sacrificale. Ma la sentenza: il suo gruppo coinvolto nei pestaggi” (Corriere, p. 21). Il Messaggero riporta che altri 90 agenti rischiano una sanzione (p. 15).

FABIO TORTOSA   FABIO TORTOSA

 

 

8. NON FA SOSTA LA SUPPOSTA

Più passano i giorni e più si vede che un certo ottimismo sul Def era scarsamente motivato. Messaggero: “Tesoretto, i tecnici frenano il governo. ‘Rischio manovra fino a 6,4 miliardi’. Dossier sul Def di Camera e Senato: riforme subito o Bruxelles chiederà una correzione. Gli sconti fiscali valgono 160 miliardi” (p. 4).

 

 

9. MA COM’È BUONO QUEL MARPIONNE

Buone notizie da Fca, finalmente. “Svolta Fca: ‘Per gli operai 600 milioni di euro in premi. Poi investimenti e assunzioni’. Dal Lingotto nuova politica retributiva e piano da 15 miliardi. Aumenti fino al 20% per le tute blu. L’ad: ‘Sicuro dei risultati’” (Repubblica, p. 14). Commento del giornale diretto da Ezio Mauro: “Con il metodo Marchionne più vendite e nuovi posti, ma ora serve un’alleanza. L’obiettivo per il 2015 è quello di piazzare tra i 4,8 e i 5 milioni di auto a livello globale”.

JAMES GORMAN MARCHIONNEJAMES GORMAN MARCHIONNE

 

Entusiasta la segretaria della Cisl, che si fa intervistare sulla Stampa di casa Fiat: “Furlan: ‘Modello per tutte le aziende. Così i lavoratori tornano protagonisti” (p. 11). Il Cetriolo Quotidiano invece non si fida e scrive: “Salari, l’ultima furbata di mister Marchionne. ‘Aumenti non più fissi ma legati ai risultati dell’azienda’. Il manager di Fiat-Chrysler: ‘Una rivoluzione’. Infatti: se la fabbrica va bene puoi guadagnare 7.000 euro in quattro anni, se va male 1.300. Il ‘prezzo’: saltano i rinnovi contrattuali ‘garantiti’ e tutto viene agganciato all’andamento dei profitti del gruppo” (p. 1).

 

Fiorella Kostoris Fiorella Kostoris

 

10. ULTIME DAL MONTE DEI PACCHI DI SIENA

Il Monte dei Paschi rinnova il cda e va al braccio di ferro con la Nomura per la questione derivati. Corriere: “Mps alza il prezzo per Nomura, board rosa. Sette donne su 14 consiglieri. Falciai con quattro posti sorpassa Axa. Viola: pronti per aggregazioni” (p. 43). Repubblica: “Mps, ok all’aumento. Profumo confermato ma pronto a lasciare. L’assemblea vara la ricapitalizzazione da 3 miliardi. Isolani nuovo vice. L’ad Viola: ‘Carte in regola per la fusione. Nomura pagherà, abbiamo le prove” (p. 26). La Stampa si dà al toto-nomine: “Mps, la Kostoris in pole per sostituire Profumo. Ex moglie di Padoa Schioppa” (p. 20).  

 

COLOGNO MONZESECOLOGNO MONZESE

 

11. MA FACCE RIDE!

Titolo del Giornale: “Telecom va con Sky e apre a Mediaset” (p. 19). Per la serie “io speriamo che me la cavo”.

 

 

Ultimi Dagoreport

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...

meloni gasparri nordio paromonov vannacci

DAGOREPORT – COSA CI FANNO IL MINISTRO NORDIO E IL SENATORE GASPARRI NEL PARTERRE DI UN MAXI-EVENTO CHE SEMBRA AVER ARRUOLATO SAN FRANCESCO NEL MONDO “MULTIPOLARE” E FILO-RUSSO? CON LORO ANCHE ALTI UFFICIALI DELLE FORZE ARMATE – PRENDERANNO PARTE AI “TAVOLI DI PACE: UN’ESPERIENZA FRANCESCANA, UN’ETERNA SFIDA TUTTA ITALIANA”, CHE SI TERRANNO A FORMELLO, ALLE PORTE DI ROMA, DA FINE AGOSTO A INIZI DI SETTEMBRE – I PARTECIPANTI ALL’EVENTO SEMBRANO ACCOMUNATI DAL DISPREZZO PER IL MONDO OCCIDENTALE E PER SIMPATIE NEMMENO TROPPO CELATE PER LE VARIE AUTOCRAZIE. SI VA DALL’AMBASCIATORE RUSSO ALEXEY PARAMONOV, ALL’AYATOLLAH IRANIANO MOHAMMAD HOSSEIN. E, NATURALMENTE, CI SARÀ IL GENERALISSIMO VANNACCI – IMMAGINIAMO QUANTO SARÀ ENTUSIASTA GIORGIA MELONI DELLA PRESENZA DEL “SUO” GUARDASIGILLI IN MEZZO A QUESTE TRUPPE…

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”