kim kardashian cristiano ronaldo

INSTAGRAM WAR - KIM KARDASHIAN PUNTA SULLE FOTO SEXY PER RAGGIUNGERE CRISTIANO RONALDO IN CIMA ALLA CLASSIFICA DELLA POPOLARITA’ SOCIAL – L’ INCHIESTA DEL ''NEW YORK TIMES'' CHE HA DENUNCIATO UN MERCATO NERO DEI SOCIAL MEDIA: CON POCHI SOLDI SI POSSONO COMPRARE FALSI FOLLOWER A VOLONTA'

Maria Luisa Agnese per il Corriere della Sera

kim kardashian

 

Kim Kardashian, procace nullafacente per quanto di fama internazionale, neomamma della piccola Chicago West per via surrogata, non si sottrae alla guerra dei follower, veri o falsi che siano. E per raggiungere la trimurti che svetta in cima alla classifica di Instagram con oltre 120 milioni di seguaci - Cristiano Ronaldo, Selena Gomez e Ariana Grande - posta immagini sempre più «eccessive» delle sue sontuose forme. Tutto cambia o sembra cambiare intorno a noi, ma la battaglia della popolarità si gioca ancora su vecchi modelli.

 

E Kim Kardashian che pure non sta male anche lei quanto a follower, viaggia sui 106 milioni, per non rimanere indietro e alimentare la sua fama online se ne inventa una al giorno che faccia sensazione.

 

E così un giorno è un girovita talmente sottile che non si fa peccato a pensare che ci sia lo zampino del photoshop, un altro la pelliccia che si apre a mostrare la rotondità del seno, un altro ancora il lato B sdraiato sulle lenzuola, poi arrivano le treccine alla Bo Derek, e subito dopo la notizia che per ottenere quel biondo-argento-platino Kim ha passato più di tredici ore di fila dal parrucchiere esperto di decolorazioni.

 

cristiano ronaldo

La guerra dei cacciatori di follower diventa sempre più trash, specialmente se non si è un calciatore di grido o una giovane attrice di talento, ma un ex sfaccendato, come direbbe il Cavaliere, e si è costretti a puntare tutte le carte sul proprio corpo più o meno disvelato.

 

Cosa che Kim ha imparato a fare con destrezza, cercando nel passato anche di nobilitare i suoi selfie azzardati con rivendicazioni di «libertà di espressione» e con afflati politici: resterà nella memoria della Rete il suo endorsement a Hillary Clinton, con selfie seminudo che, come si sa, non ha portato granché fortuna.

 

E dietro a Kim, capofila di una famiglia di ragazze belle e poco occupate come lei che hanno dato vita anche a una serie tv, avanza una schiera di replicanti - da Emily Ratajkowski alle sorelle Bella e Gigi Hadid - che nella speranza di emulare le gesta delle signorine Kardashian, affolla i propri account di selfie più o meno scostumati, postati da piscine e luoghi di vacanze.

 

cristiano ronaldo alana martina

Una fiera del trash che oggi è spesso la scorciatoia verso la celebrità, con i follower si diventa influenti, si lanciano carriere, si entra nel dovizioso mercato degli influencer, quei nuovi guru estetici pagati milioni dai signori del lusso perché infilino nelle loro immagini «ispirazionali» borsette, scarpe, gioielli. Ecco le tariffe, secondo quanto ha calcolato il Financial Times : un influencer con 100 mila seguaci potrebbe far pagare per un' immagine duemila euro o poco più, mentre una con i seguaci di Selena Gomez arriva a 600 mila.

 

kim kardashian 3

Peccato che poi si scopra che tutto sia vero solo a metà e che dietro al gran palcoscenico dei social si può nascondere una nuova grossa bolla virtuale. Una recente inchiesta del New York Times ha denunciato un mercato nero dei social media. Dimostrando che con pochi soldi in fondo si possono comprare falsi follower e assicurarsi endorsement farlocchi attraverso account clonati: per capire meglio il business il New York Times è diventato anche cliente e per 225 dollari ha comprato 25 mila seguaci.

 

Grande confusione sotto il cielo, una macchina di illusioni che crea false carriere e false verità, mixando narcisismo e mercato. Intanto a seguito dell' articolo del New York Times il procuratore generale di New York Eric T. Schneiderman e quello della Florida Pam Bondi hanno aperto due inchieste su Devumi, l' azienda che secondo il giornale venderebbe falsi follower un po' a tutti, celebrities, atleti, opinionisti, politici.

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