L’ESTATE DEL MASCHIO INGIOIELLATO COME UN FARAONE - L'ESTATE DEGLI SCANDALI CRETINI - ORA IL GASOLIO COSTA QUANTO LO CHAMPAGNE - VA IN SARDEGNA? VESTE DA PASTORE. VA NEL CHIANTI? VESTE DA VIGNAIOLO. VA IN VAL D’AOSTA? VESTE DA FORMAGGIAIO. MA, OVUNQUE VADA, FA SEMPRE LA FIGURA DEL CIOCCOLATAIO. CHI È?...

1- L'ABITO BATTISTA NON FA IL MONACO
Marco Travaglio per Il Fatto -

Da quando l'abbiamo beccato a svalvolare sulle intercettazioni, a suo dire non regolate dalla Costituzione perché nel 1946-‘48 non esistevano ancora (peccato che il telefono fosse stato inventato 70 anni prima e che di intercettazioni parlassero già i codici di procedura penale del 1913 e del 1930), Pigi Battista non s'è più riavuto. E ogni giorno, sul "Corriere", tenta di renderci la pariglia, rimediando una figuraccia via l'altra. Ieri, per esempio, pensava di averci colti in fallo perché abbiamo scritto che Monti, in vacanza in Engadina, gira "in tenuta tirolese", mentre lui ha scoperto che l'Engadina non è in Tirolo, ma in Svizzera. Tante grazie, ora ce lo appuntiamo. Quel che ci sfugge è cosa impedisca a chi villeggia in Engadina di vestire alla tirolese.

Ma evidentemente Battista, quando si mette in viaggio, si trascina dietro un voluminoso baule, come gli attori della commedia dell'arte, con dentro tanti costumi quante sono le regioni che pensa di attraversare. Va in Sardegna? Veste da pastore. Va nel Chianti? Veste da vignaiolo. Va in Sicilia? Coppola, lupara, cartuccera e giacca di velluto. Va in Val d'Aosta? Veste da formaggiaio. Ma, ovunque vada, fa sempre la figura del cioccolataio.

2- IL GOSSIP NON È PIÙ QUELLO DI UNA VOLTA - L'ESTATE SENZA SCANDALI DI QUALITÀ
Maria Laura Rodota' per il "Corriere della Sera"

«Agosto è il mese più sciocco per i giornalisti» (Kathleen Baird-Murray, che sul Financial Times esprime il pensiero di quasi tutti noi, e voi) Ve ne sarete accorti. Noi siamo apologetici, alcuni di voi sono magnanimi. Tentano di confortarci: «Ma dai, in vacanza è bello aprire il giornale o il sito e divertirsi con notizie cretine».

Grazie. Però. Ormai si tratta di notizie cretine senza verve: la prevalenza degli agenti e delle pierre, l'abbondanza di servizi fotografici autoprodotti pronti da pubblicare non soffocano solo il giornalismo serio, ma anche le notizie-spazzatura di buona qualità. Non ci sono più gli scandali di una volta, i pettegolezzi, le rotture, le storie per cui d'estate si compravano i rotocalchi. Nè personaggi di alto livello come Stéphanie di Monaco o Pierferdinando Casini nudo mentre si cambiava il costume. Adesso ci ammanniscono roba blanda.

«Gli addominali di Jessica stregano l'atletica leggera» (s'immaginano esorcisti chiamati al capezzale, mentre l'Atletica, tarantolata, si contorce). «Alberto e Charlene in pista al ballo della Croce Rossa» (e qui non si immagina l'esorcista ma un'unità speciale che rapisce e riprogramma la povera Charlene). «Malgrado la crisi, le dive sembrano puntare sul look più sgargiante e prezioso» (lo chiamano Stile Goldfinger, è chiaramente sponsorizzato dai Ferrero Rocher).

«Le sorelle Hilton, passeggiata glamour a St. Tropez» (un tempo sulle Hilton c'erano notizie più impattanti, diciamo, e dei video). «Melita e Bobo Vieri, incontro a Formentera» (idem: e poi, chi è Melita?). Giù giù fino al tristissimo «Aquilani, ritratto di famiglia a Sabaudia» (tra poco pubblicheranno una fotogallery delle vacanze di mia zia, pensa il lettore; e probabilmente, grazie a future joint venture tra giornali e social network, questo, a breve, accadrà).

3- ORA IL GASOLIO COSTA QUANTO LO CHAMPAGNE
Lidia Ravera per Il Fatto


Sei italiani su dieci non sono andati in vacanza. Ai quattro che ci sono andati è successo di tutto: dalle compagnie aeree che falliscono mangiandosi il tuo biglietto al gasolio annacquato che, se ti dice bene, ti hanno soltanto derubato, se ti dice male, resti per strada. Quando poi, dopo aver comprato quattro volte il biglietto, dopo aver pagato il pieno della Micra come fosse una Porsche e inghiottito psicofarmaci per reggere lo stress, sono riusciti a raggiungere la agognata meta, è scattata un'altra punizione: il sovrapprezzo.

Siccome, in vacanza, sono soltanto quattro, chi vive delle vacanze degli altri, deve fare , con quattro, il guadagno di otto, così perde due e non sei. I prezzi dei beni superflui, perciò, risultano maggiorati: dal gelato alla pizza, dal pareo alla paperella. Gli esercenti si difendono: una volta stavano al mare un mese, adesso stanno tre giorni, possiamo mica andar falliti.

Lo sfruttamento intensivo del turismo residuale sconfina nel furto, ma non importa. I quattro coraggiosi che hanno affrontato il "vuoto" (etimologia della vacanza) nonostante le fosche previsioni per la collezione di disgrazie autunno/inverno, affrontano, con sprezzo del pericolo, l'operazione rientro. Se non fallisce anche l'Alitalia (in fondo è già quasi successo), se il gasolio non raggiunge il prezzo dello champagne millesimato, sarà un bel sollievo, essere di nuovo a casa. Finché ce l'hai.

4- I GIOIELLI DEL MASCHIO IN VACANZA
Quirino Conti per La Repubblica

Non c'è scampo dal maschio ingioiellato, specie d'estate. E benché si sia deciso per una vacanza sobria, tra amici morigerati e austeri, lontano dalle fatali intemperanze di stagione, ecco che da qualche parte lui sbuca comunque.
Con il suo vistoso corredo di girocollo -tra l'etnico (à la Messner) e il civettuolo (come neanche Elton John) -, quasi fosse un satrapo. O Norma Desmond: quando non visto, affonda le dita voraci in uno scrigno per trarne monili che prova sulla pelle d'ambra.
Quale imperdibile spettacolo la sua cabina, in barca, mentre si fa tentare, indeciso tra una bella corniola e un rilucente occhio di gatto!

Compiaciuto e sbarbato, pronto a salire in coperta ingemmato come Assurbanipal. O, a notte fonda, nel ristorante del porto, al brillio di cristalli rubizzi di rosso ghiacciato, mentre - camicia e jeans immacolati - si volge attorno furtivo per cogliere conferme e magari catturare al volo l'ultimo pendentif in voga.

Per l'occasione, solo argento e agata, oltre alle sue polsiere berbere e a quegli intricati lacci colorati che non scioglie mai, neppure d'inverno. Quando, alla firma dei bilanci, tra solerti consulenti terrei, a frotte gli sbucano dai polsini (slacciati) con vocine già, lì, più allarmanti. Ma perché curarsene se, dopo una doccia gelata, splendente come un Siddharta, allo specchio lui ogni volta si conturba da solo?

 

PIGI BATTISTA PAOLO MIELI GIUSEPPE DI PIAZZA MARCO TRAVAGLIO CON BEPPE GRILLOMaria Laura Rodota ENRICO MENTANA LIDIA RAVERA Quirino Conti ph Graziella Vigo

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