stefano menichini - europa

MENICHINI CADE SEMPRE IN PIEDI - L’EX DIRETTORE DI “EUROPA”, DOPO ESSERE STATO PIAZZATO DA DELRIO A CONSULENTE DEL MINISTERO DEI TRASPORTI (A 3 MILA EURO AL MESE), ORA VINCE LA “SELEZIONE” DELLA BOLDRINI E DIVENTA CAPO DELL’UFFICIO STAMPA DELLA CAMERA - CHI VIVE A RIMORCHIO DELLA POLITICA, UNA POLTRONCINA LA TROVA SEMPRE

Enrico Paoli per “Libero Quotidiano”

stefano menichini saluta la mogliestefano menichini saluta la moglie

 

C'era una volta (in realtà c' è ancora anche se ha cambiato pelle e modificato il codice genetico), la potente lobby di Lotta Continua. Pronta a tutto pur di prendere il meglio. E c' è riuscita. Oggi domina la lobby di Europa, altrettanto vorace, ma decisamente più melliflua, felpata, sia nei modi che nei termini.

 

Ieri come allora a guidare il «cartello» di uomini e donne innamorati del potere era un organo di informazione per pochi intimi, ma capace di arrivare dove gli altri sono esclusi. Da Lotta Continua sono usciti direttori e intellettuali. Da Europa, ex quotidiano della Margherita che ha beneficiato di ben 30 milioni di fondi pubblici, sono usciti portavoci e spin doctor dell' era renziana.

 

stefano menichini in allenamentostefano menichini in allenamento

L' ultimo in ordine di tempo, ma solo per un caso, è Stefano Menichini, nominato capo dell' ufficio stampa della Camera dei Deputati e Responsabile della comunicazione. E siccome la presidentessa di Montecitorio Laura Boldrini ama fare le cose in grande, senza badare a spese, la proposta di nomina dell' ex direttore di Europa è arrivata a conclusione di una procedura di selezione pubblica cui hanno partecipato più di 270 giornalisti professionisti.

 

STEFANO MENICHINISTEFANO MENICHINI

Un bello spot in nome della trasparenza, non c' è che dire, anche se alla fine il Pd ha estratto dal mazzo la carte vincente imponendo alla Boldrini il proprio comunicatore. Il quale era già pronto da tempo a varcare il portone di Montecitorio. Menichini, secondo la terza carica dello Stato, sarebbe stato scelto per «competenza e professionalità» e, soprattutto, parola di Laura Boldrini, perché durante il colloquio ha spiegato che Montecitorio deve continuare ad essere «la casa della democrazia».

 

Eppure nomina più scontata di questa non c' è mai stata, dato che la corsa per l' ambita poltrona lasciata libera da Anna Masera (tornata a La Stampa) fosse ridotta ad un derby fra l' ex direttore di Europa, attuale consulente del ministero dei Trasporti, e l' ex direttrice de L' Espresso e D di Repubblica, Daniela Hamaui. La quale, però, pare non avesse convinto gli illustri membri dell' ufficio di presidenza soprattutto su uno dei requisiti principali richiesti per conquistare la carica: la conoscenza del Parlamento e dei suoi meccanismi.

STEFANO MENICHINI E NAPOLITANOSTEFANO MENICHINI E NAPOLITANO

 

L'ex direttore di Europa, per la cronaca, in attesa della Camera aveva trovato un posto come esperto della Comunicazione istituzionale al ministero dei Trasporti, con il ministro Graziano Delrio. Con un compenso di tutto rispetto: 120 mila euro in tre anni, più di 3 mila euro al mese. Un po' meno dei 5 mila euro mensili che intascava come direttore di un quotidiano che negli anni, come ha fatto notare il Fatto Quotidiano, ha percepito qualcosa come 30 milioni di euro di fondi pubblici per l' editoria.

 

STEFANO MENICHINI 4STEFANO MENICHINI 4

Nell' era renziana la matrice di appartenenza conta eccome. Il primo a imbarcarsi nel governo Renzi è stato Filippo Sensi, che di Europa fu vice direttore. Spin doctor, portavoce, capo ufficio stampa, direttore di YouDem, curatore dell' immagine del premier, Sensi è un po' il Richelieu di Palazzo Chigi, anche se c' è chi preferisce paragonarlo ad Alastair Campbell, ombra di Tony Blair.

 

Altro europeista doc Giovanni Cocconi, portavoce del sottosegretario alle Comunicazioni (ministero dello Sviluppo economico) Antonello Giacomelli. Infine Lorenzo Biondi, responsabile della sezione Esteri, da otto mesi ha trovato posto in Europa come speechwriter (come si definisce lui stesso su Twitter) di Federica Mogherini.

LUSI E STEFANO MENICHINILUSI E STEFANO MENICHINI

Ultimi Dagoreport

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…