LADY LEI OO7 - ALLA FINE L’HA SPUNTATA. OGGI IL CDA DELLA TV DI STATO LE ALZERA' LO STIPENDIO DAGLI ATTUALI 420MILA EURO A 650MILA EURO - A CHE SERVE UN EX AGENTE SEGRETO IN PENSIONE DEL SISMI A VIALE MAZZINI? A FORNIRE IDEE PER LE FICTION? NO: “IN RAI CI SONO MOLTI PROBLEMI DI SICUREZZA” - IL GOVERNO: “ESISTE UN PUNTO DI CONTROLLO NATO-EUROPA OCCIDENTALE IN AMBITO RAI CHE VERIFICA E ATTUA DELLE MISURE PER TUTELARE LE INFORMAZIONI CLASSIFICATE”…

1- STIPENDIO DA 650MILA EURO: LA RAI VOTA L'AUMENTO ALLA LEI
Da "Libero"
- Alla fine l'ha spuntata il direttore generale della Rai, Lorenza Lei. Oggi il cda della tv di Stato le alzerà lo stipendio dagli attuali 420mila euro a 650mila euro. Certo, è meno di quei 730mila euro circa che guadagnava il suo predecessore, Mauro Masi e che la Lei ha chiesto inizialmente. Ma è assai più dei 300mila euro che Angelo Maria Petroni, consigliere di amministrazione in rappresentanza del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, voleva al massimo concedere.

Petroni ha invocato la circolare di Renato Brunetta sugli stipendi pubblici, che quel tetto imporrebbe. Durante l'estate però autorevoli giuristi hanno sciolto il problema: la circolare Brunetta non si applica al caso. Alla Rai è rimasto un ultimo dilemma: la Lei è dipendente dell'azienda. Quando non sarà più direttore generale resterà quindi in Rai con altro incarico. Invocando il precedente di Claudio Cappon, ha chiesto quindi un aumento dello stipendio base, che sarebbe restato anche perdendo la funzione. Almeno questa richiesta non le sarà accordata.

La decisione finale sarà quella di concederle l'emolumento Masi tagliato del 10% in clima di crisi e così diviso: 500mila euro di stipendio base che le resterà comunque (aumentato quindi di 80mila euro rispetto a prima), e 150mila euro di indennità di funzione che invece la Lei perderà il giorno che non sarà più direttore generale. In ogni caso un bel salto in avanti nell'azienda pagata dal canone degli italiani.

2- RAI PRESENTA 007 VA IN ONDA IL SERVIZIO SEGRETO
Carlo Tecce per "il Fatto Quotidiano"

Il primo d'agosto viale Mazzini è chiusa per ferie. Corridoi vuoti, scrivanie ripulite, attenzioni assenti. Quel giorno un signore sconosciuto che di nome fa Luciano Campoli firma un contratto a tempo determinato con la Rai. Non è il solito stipendio per un amico di amici. Non è il tradizionale obolo per sedare i politici. La cifra offerta è garanzia di alta qualità: responsabile sicurezza, 200 mila euro l'anno, per poco o per sempre. Il mandato è legato al direttore generale: cade Lei, cade lui.

Lorenza Lei ordina di liberare un ufficio al settimo piano, l'attico di viale Mazzini che ospita la squadra di comando: l'intero Consiglio di amministrazione, un po' di centro, un po' di sinistra, molto di destra. Anche fisicamente, Campoli ha una posizione di controllo, osservatore discreto, quasi trasparente. Nessuno conosce quel signore gentile, smilzo, magro, ancora giovane. Perché Luciano Campoli è un ex agente segreto, un uomo dei servizi, un sottotenente di Sismi e Aise.

Che lavoro fa una spia per Lorenza Lei? In audizione a San Macuto, in commissione di Vigilanza, il direttore generale ha parlato fin troppo: "Ho assunto Campoli (la prima notizia uscì sul Fatto, ndr). In Rai ci sono molti problemi di sicurezza". I parlamentari, però, ignorano la carriera di Campoli, e ringraziano la Lei per la cortese risposta. Poi in viale Mazzini circolano incontrollabili indiscrezioni: Campoli è un collaboratore di Ignazio La Russa, al ministero era il ponte con i servizi segreti.

Le nostri fonti rivelano che persino il presidente Paolo Garimberti - che adesso fa un passo indietro - sia preoccupato per il ruolo di Campoli. Quel che manca al vociare di viale Mazzini è l'ultimo e fondamentale tassello: l'ex maresciallo dei Carabinieri, dislocato a Frosinone, è un ex 007. La direzione generale conferma: "Nulla di strano. È in pensione. L'abbiamo preso per le sue competenze. Dovrà stilare un piano sicurezza".

Il cinquantenne Campoli ha iniziato con il grado più basso al Sismi, il controspionaggio estero, ora chiamato Aise. Era nel gruppo di Marco Mancini, il numero due del Sismi, mentre il generale Niccolò Pollari dirigeva la struttura. Mancini e Pollari sono coinvolti nel processo sul sequestro di Abu Omar. Nei lunghi anni senza identità, Campoli stringe amicizia con Roberto Petri, ex capo di segreteria del ministro Ignazio La Russa, e dunque l'anonimo dipendente di Palazzo Chigi viene trasferito al ministero per la Difesa (come la copia di un bigliettino può testimoniare).

Conquista una laurea, segue La Russa nei suoi viaggi, persino nei dibattiti televisivi, a volte rientra nelle inquadrature di Ballarò. Dicono sia l'autista del ministro, mica un semplice chauffeur. A maggio Petri lascia il ministero per una poltrona nel Cda di Eni, anche Campoli decide di cambiare aria.

Nel frattempo, sfrattato Mauro Masi, il governo indica Lorenza Lei al Cda. Una donna cocciuta e intelligente, amata in Vaticano, vicina all'Opus Dei. L'ex addetta al marketing di Valentino vince lì dove Masi perdeva: fuori Serena Dandini, fuori Michele Santoro.

Non bastano quei vetri scuri di viale Mazzini per schermare un'azienda che fattura 3 miliardi di euro, il direttore generale convoca Luciano Campoli. Quando il Fatto scrive di 200 mila euro a quel signore mai visto e mai sentito, la Leiordinaun'inchiestainternaper scovare, e semmai punire, l'informatore. Campoli è operativo dal primo agosto, riceve gente selezionata, chiacchiera spesso con Carlo Nardello.

Con la scomparsa di Rai Trade, Nardello è un disoccupato profumatamente pagato, aspetta la nomina al Personale, lì dove transitano contratti e dati personali dei 13 mila dipendenti. Quando parlava al telefono con la vice Deborah Bergamini, durante le Regionali 2005, il direttore marketingsbraitavaperun'intervistaa papa Giovanni Paolo II di Enzo Biagi o per un programma che poteva fermare la macchina di propaganda di Silvio Berlusconi.

In quei giorni la fusione Rai-Mediaset era completa, i palinsesti erano concertati , nacque così l'alleanza Raiset, ancora viva e vegeta. Con l'avvento di Campoli l'interrogazione parlamentare di Maurizio Turco diventa più pesante. Il deputato dei Radicali nel 2007 chiese esplicitamente: in Rai ci sono i servizi segreti? L'anno scorso, per mezzo del ministro Elio Vito, il governo comunicò: "Esiste un punto di controllo Nato-Europa Occidentale in ambito Rai che verifica e attua delle misure per tutelare le informazioni classificate".

Nel punto di controllo forse c'erano dei giornalisti, di certo c'è gente con certificato Nos (nulla osta di sicurezza, tipico degli 007). C'è gente che vigila su notizie "vitali per l'integrità dello Stato".

 

LORENZA LEI MAURO MASI ANGELO MARIA PETRONI lain06 ignazio la russaMarco ManciniCarlo Nardello ELIO VITO

Ultimi Dagoreport

maria rosaria boccia sigfrido ranucci

IL LIBRO DI MARIA ROSARIA BOCCIA SU RANUCCI E’ UN LIBRO…SULLA BOCCIA – L’EX AMANTE DI SANGIULIANO ESCLUDE OGNI FORMA DI RELAZIONE SENTIMENTALE CON L’EX CONDUTTORE DI “REPORT” MA SCRIVE: “NON SO SE, IN QUALCHE MOMENTO, SIGFRIDO MI ABBIA CORTEGGIATA” - E LO SFOTTE PURE: “E’ UN SUPERMAN CHE AVREBBE AVUTO BISOGNO DI MANUTENZIONE”. LA DESCRIZIONE DELLA POLEMICA SULLA LOBBY GAY CON CERNO E GILETTI. LEI GLI CHIEDE: “VADO DA FORMIGLI IL GIOVEDÌ OPPURE DA GILETTI IL LUNEDÌ?” E LUI SUGGERISCE IL CIMITERO, “INDICANDOMI COME POSSIBILI ALTERNATIVE IL VERANO OPPURE PRIMA PORTA” - RANUCCI E SALLUSTI A PIEDI NUDI - LA GELOSIA DI LAURA CIANFONI…

bollo auto roberto vannacci giorgia meloni giancarlo giorgetti ursula von der leyen

DAGOREPORT - BOLLO CHE NON BALLA! LA TROVATA ELETTORALE DI SOSPENDERE PER UN ANNO IL BOLLO AUTO, PRESA IN AUTONOMIA DALLA MELONI, SI È RIVELATA UN PASTICCIO (ALTRO CHE "MISURA STRUTTURALE", DURA UN SOLO ANNO!) – DOVE SI PRENDONO I 2,3 MILIARDI DI EURO DI COPERTURE PER COMPENSARE I MANCATI INCASSI DELLE REGIONI? IL TESORO VUOLE USARE I "RISPARMI" DEI FONDI PNRR, BRUXELLES E' SCETTICA E GIORGETTI HA REAGITO IN MODO SCOMPOSTO: “QUELLI ORMAI SONO SOLDI NOSTRI” – LA MOSSA SPERICOLATA CONFERMA COME LA DUCETTA STIA ORMAI RINCORRENDO VANNACCI, CHE NEL PROGRAMMA DI "FUTURO NAZIONALE" AVEVA PREVISTO PROPRIO IL TAGLIO DEL BOLLO. IL GENERALE HA GIOCO FACILE A RINFACCIARE ALLA DUCETTA CHE LA MISURA È TUTT’ALTRO CHE “STRUTTURALE”, DAL MOMENTO CHE È VALIDA SOLO PER IL 2027, CIOE' L’ANNO ELETTORALE. UNA SORTA DI “BOLLO DI SCAMBIO”…

anna wintour e beppe sala - vogue world milano john galliano

DAGOREPORT – IL 22 SETTEMBRE SBARCA IN GALLERIA A MILANO VOGUE WORLD, QUEL BARACCONE A SCOPI SEMI-BENEFICI CHE ANNA WINTOUR ORGANIZZA UN ANNO QUI E UN ANNO LÀ, MA CHE IN REALTÀ MIRA A RIMPINGUARE LE CASSE DI CONDÉ NAST – LA WINTOUR SI PRESENTA MEZZA AZZOPPATA PER L’INCIDENTE DEL MET GALA, CON LA MOSTRA DEDICATA AL SUO AMICO JOHN GALLIANO, POI CANCELLATA PER LE POLEMICHE SULLE USCITE ANTISEMITE DELLO STILISTA – “LADY VOGUE” HA INGOLOSITO BEPPE SALA GARANTENDOGLI DUE MILIONI DI EURO PER RECUPERARE UNA BIBLIOTECA A QUARTO OGGIARO – POI GLI ORGANIZZATORI HANNO MESSO “SOTTO TORCHIO” CHIUNQUE FACCIA MODA PER FARSI DARE VESTITI E ACCESSORI PER LA SFILATA E HANNO FATTO SAPERE CHE L’EVENTO ERA SÌ GRATIS, MA LA PRESENZA ERA GARANTITA CON 25 MILA EURO PER LA PRIMA FILA E 15 MILA PER LA SECONDA. ALLA FINE SI È ARRIVATI ALL'OFFERTA LIBERA…

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT – FERMI TUTTI! DOMANI FABIO RAMPELLI, IL FONDATORE DELLA COMUNITÀ DEI GABBIANI DI COLLE OPPIO, LA BETLEMME DI FRATELLI D'ITALIA, PARLERÀ A FENIX AL LAGHETTO DELL'EUR DAVANTI AI GIOVANI FRATELLINI – IL TITOLO DEL DIBATTITO SARÀ “È RABBIA È AMORE”, CHE FU IL PRIMO MANIFESTO CON CUI SI PRESENTÒ ALLE COMUNALI DEL 1993 – FIBRILLAZIONE GENERALE: UNA PAROLA D'ORDINE QUASI, ANZI UN RICHIAMO ANCENSTRALE ALLA BATTAGLIA. SI CANDIDERÀ COME SINDACO DI ROMA? O MEGLIO, LO CANDIDERANNO LE SORELLE MELONI CHE CON LUI SONO CRESCIUTE?

trump netanyahu bin salman

DAGOREPORT – TRUMP IN CUL DE SAC: A UN MESE E MEZZO DALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IN CUI RISCHIA DI PERDERE OLTRE ALLA CAMERA ANCHE IL SENATO, IL DISTURBATO DELLA CASA BIANCA E' POSSEDUTO DALL'URGENTE BISOGNO DI USCIRE DAL PANTANO IN CUI SI È INFILATO NEL GOLFO - PER RISOLLEVARE I SUOI CONSENSI AGONIZZANTI, HA DAVANTI TRE GLI SCENARI POSSIBILI: PER DIMOSTRARE CHE IL CIUFFO CE L'HA ANCORA DURO, CONTRO IL PARERE DEI SUOI GENERALI, TRUMP ORDINA UN NUOVO MASSICCIO BOMBARDAMENTO DELL’IRAN – SECONDO IPOTESI: IL TYCOON ABBASSA LA CRESTA E RAGGIUNGE UN COMPROMESSO CON IL REGIME DI TEHERAN (PASDARAN E CIA TRATTANO DA TEMPO SOTTOTRACCIA), USCENDONE DI FATTO CON L'IMMAGINE DELLO SCONFITTO – LA TERZA STRADA VEDE I PAESI DEL GOLFO, LE CUI ECONOMIE STANNO PAGANDO UN PREZZO ALTISSIMO PER LA SCELLERATA GUERRA TRUMPIANA, TENTARE UN ACCORDO DIRETTO CON IRAN E HOUTHI PER RIPRENDERE A MACINARE PETRODOLLARI – TRA LO STALLO IRANIANO, IL CONFLITTO CHE CONTINUA IN UCRAINA, NETANYAHU SCARICATO E MELANIA INVEPERITA DI PORTARE LE CORNA, “THE DONALD” E' UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSO...

urbano cairo enrico mentana

DAGOREPORT - VUOI VEDERE CHE ALLA FINE TRA URBANO CAIRO ED ENRICO MENTANA FINIRÀ A TARALLUCCI E VINO, INTONANDO: CHI HA AVUTO, HA AVUTO, CHI HA DATO, HA DATO, SCURDAMMOCE 'O PASSATO? - SE CHICCO NON HA ANCORA TROVATO UNA ALTERNATIVA AL SINISTRISMO DE LA7 (CHE FINE HANNO FATTO LA ''CNN ITALIANA'' DI KYRIAKOU, IL RITORNO A MEDIASET O LE VOCI SU SKY?), DA PARTE SUA URBANETTO NON HA ANCORA SCOVATO CON CHI SOSTITUIRLO AL TG E LASCIA LA PORTA APERTA AL RINNOVO DEL CONTRATTO IN SCADENZA IL 31 DICEMBRE PROSSIMO: "LA MIA STIMA PER MENTANA E' INTATTA..."