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LE BUFALE A CORRENTE ALTERNATA - LERNER S'INDIGNA PER IL GIORNALISTA FREELANCE CHE ROMANZAVA I SERVIZI SUI ROM TRASMESSI DAL "FINTO TONTO" DEL DEBBIO. MA NEANCHE UNA PAROLA SULL'ACCUSA DI BUFALA A "REPUBBLICA" (SU CUI SCRIVE) SUL BAMBINO CHE FA IL SALUTO FASCISTA

"LIBERO": IL BAMBINO DI 4 ANNI CHE FA IL SALUTO FASCISTA E' UN'INVENZIONE DI 'REPUBBLICA'

http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/bimbo-fascista-chi-ha-visto-sindaco-cant-provveditorato-100506.htm 

 

1. LERNER TELESUONATO E NESSUNA INDIGNAZIONE PER LA BUFALA DEL BIMBO FASCISTA SU REP

Paolo Bracalini per “il Giornale

 

SALUTO FASCISTASALUTO FASCISTA

Due legnate nel giro di poche ore: prima il siluramento da Mediaset, poi la solidarietà di Gad Lerner. Una settimana veramente disastrosa per Fulvio Benelli, l'ex inviato di Quinta colonna fatto fuori per aver taroccato un servizio su una truffa di un delinquentello (vero) autoqualificatosi come rom esperto in raggiri con auto usate.

 

SALUTO FASCISTASALUTO FASCISTA

Benelli, un free lance che si era guadagnato la fiducia della redazione sfornando servizi su temi scivolosi, non ha resistito alla tentazione di gonfiare la storia raccontata dal truffatore «pentito» (che lo ha tempestato di telefonate per quel servizio), riprendendo una scena non con l'auto della presunta vittima ma con quella del suo operatore tv, confezionando così la bufala smascherata da Striscia la notizia.

 

Fulvio Benelli e il finto servizio sui romFulvio Benelli e il finto servizio sui rom

Una trappola in cui può cadere chi è caccia della notizia bomba, lo scoop che fa impennare lo share, specie se sei collaboratore precario e devi conquistare la riconferma stagione dopo stagione. Quel rischio che non corrono i giornalisti (strapagati) che si tengono alla larga dalle notizie ma molto vicini a editori potenti, in altre parole quelli come Gad Lerner.

 

Non aspettava altro l'ex conduttore esodato da La7 per mancanza di spettatori, attualmente presidente di Laeffe, tv del tandem Feltrinelli-Espresso dagli ascolti ancor più infinitesimali, per buttarsi a picco e racimolare qualche retweet. «Solidarietà a Fulvio Benelli, licenziato come capro espiatorio da una tv che si nutre di falsi scoop come i suoi».

Fulvio Benelli Fulvio Benelli

 

La colpa dunque è di Mediaset (che però qui si autodenuncia), in particolare del conduttore del programma, Paolo Del Debbio, «raffinato intellettuale finto tonto» che «si è liberato con una firmetta dell'inviato nei campi rom», mentre «sono gli autori e i conduttori e i direttori di rete a spingere in questa squallida direzione gli inviati» (in realtà basta indagare un po' per sapere che gli autori erano molto dubbiosi sul servizio di Benelli, hanno chiesto più volte rassicurazioni sulla veridicità...). «Basta sganciare qualche soldo a certi disgraziati, per fargli dire quel che si vuole. Era già accaduto a Mattino Cinque» sentenzia Lerner.

de benedetti e gad lerner villa delingegnere de benedetti e gad lerner villa delingegnere

 

Il delinquentello ha infatti raccontato di essere stato pagato 300 euro per interpretare la scena, mentre la minorenne rom che a Mattino Cinque aveva raccontato la sua giornata tra scippi e furti, ai microfoni di Santoro aveva poi ritrattato dicendo di essere stata pagata 20 euro per recitare la parte (Mediaset smentisce: «Menzogne gravissime»). In effetti, perché truffatori e scippatori diventano improvvisamente fonti credibili?

Il fotoromanzo di Striscia contro De Benedetti e Lerner 3Il fotoromanzo di Striscia contro De Benedetti e Lerner 3

 

Dipende da chi mettono nei guai. Se è Mediaset, l'accusa si autoconferma senza ulteriori indagini. Se invece è Repubblica (dove Lerner scrive), con la sospetta bufala del bimbo che nella scuola fa il saluto fascista (del bambino non c'è traccia, dice a Libero il sindaco che annuncia querela al quotidiano di De Benedetti) il problema non si pone neppure. Più prudente, in ogni caso, attenersi alla regola di Lerner per evitare incidenti: zero notizie. E zero ascolti.

DEBENEDETTI E LERNERDEBENEDETTI E LERNER

 

 

2. SOLIDARIETÀ A FULVIO BENELLI, LICENZIATO COME CAPRO ESPIATORIO DA UNA TV CHE SI NUTRE DI FALSI SCOOP COME I SUOI

Gad Lerner per www.gadlerner.it

 

Il rancore sociale alimentato dai teleschermi per trarne audience e vantaggi elettorali, ormai è dilagante. Ogni giorno su quasi tutte le reti ci sono trasmissioni confezionate su misura per alimentare i pregiudizi e la guerra fra poveri. Naturalmente bersagli privilegiati sono i rom, detestati e facili da coinvolgere nella telerissa, con o senza la presenza di un Salvini seduto in poltrona.

 

PAOLO BERIZZIPAOLO BERIZZI

Ieri Mediaset ha licenziato il giornalista Fulvio Benelli di “Quinta Colonna”, la trasmissione-prototipo di questo modello televisivo, studiata nel minimo dettaglio dal raffinato intellettuale finto tonto Paolo Del Debbio. Sento parlare di Del Debbio, fra l’altro, anche come possibile candidato del centrodestra a Milano, con buone chances di successo. Ora si è liberato con una firmetta (tanto sono tutti rapporti di lavoro precari) dell’inviato nei campi rom Fulvio Benelli, scoperto da Striscia la Notizia in una grossolana manipolazione. Basta sganciare qualche soldo a certi disgraziati, per fargli dire quel che si vuole. Era già accaduto a Mattino Cinque. La stessa Striscia la Notizia ha mandato via due suoi inviati che, a quanto pare, certe storie le architettavano salvo poi spacciarle per vere.

paolo del debbiopaolo del debbio

 

Tutto ciò è sintomo di una degenerazione della tv-verità in atto da tempo, ma anche di un vero e proprio progetto di belligeranza strumentale contro categorie sociali e etnie usate come caprio espiatorio. Non è la prima volta che succede, nella massima spudoratezza. Poichè sono gli autori e i conduttori e i direttori di rete a spingere in questa squallida direzione gli inviati (precari) come Fulvio Benelli, a lui, licenziato ieri da Quinta Colonna, voglio esprimere solidarietà: avrà provato di persona cosa significa essere usati come capro espiatorio.

Gad LernerGad Lerner

 

P.S. Chiarisco il mio pensiero: chi oggi licenzia #FulvioBenelli ne conosceva benissimo e incoraggiava il metodo di lavoro nella pseudo-tv-verità

 

 

 

 

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